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	<title>#cibosano; Archivi - Elena Alquati</title>
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	<description>Il mio nuovo sito targato WP</description>
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		<title>Schiacciata con uva fragolina</title>
		<link>https://elenaalquati.org/schiacciata-con-uva-fragolina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 06:55:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
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		<category><![CDATA[storiadelcibo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esiste un aneddoto legato alla schiacciata con l'uva fragola che un testimone dovette sfidare lampi e tuoni per portare a casa i grappoli dalla vigna, poiché l'uva era così buona mangiata nel campo che risultava difficile procurarsene abbastanza a portare a casa per preparare la focaccia. La ricetta tradizionale toscana associata a questa varietà di  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Esiste un aneddoto legato alla <strong>schiacciata con l&#8217;uva fragola</strong> che un testimone dovette <strong>sfidare lampi e tuoni</strong> per portare a casa i grappoli dalla vigna, poiché l&#8217;uva era <strong>così buona mangiata nel campo</strong> che risultava difficile procurarsene abbastanza a portare a casa per preparare la focaccia.</p>
<p>La ricetta tradizionale toscana associata a questa varietà di uva era spesso preparata con la pasta del pane avanzata, miele e un goccio d&#8217;olio, sfruttando una qualità di uva <strong>poco adatta alla vinificazione</strong>.</p>
<p><em>Ingredienti </em></p>
<ul>
<li>g 300 di farina integrale di grano tenero o di farro</li>
<li>g 5 di lievito di birra fresco</li>
<li>1cucchiaio di olio extravergine di oliva</li>
<li>1cucchiaino di sale marino integrale fino</li>
<li>Uva fragolina (o nera)*</li>
<li>ml 150 circa di acqua</li>
</ul>
<p><em>Procedimento </em></p>
<p>Sciogliete il lievito in 100 ml di acqua fresca, versate la farina in una terrina, aggiungete olio, sale e impastate, aggiungendo il resto dell’acqua, per dieci minuti sino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Coprite l’impasto con un canovaccio umido e lasciate riposare a temperatura ambiente per trenta minuti; passato questo tempo, mettete l’impasto in frigorifero per sei ore.</p>
<p>In una teglia da forno precedentemente oleata, versate l’impasto e, senza toccarlo, lasciatelo riposare per trenta minuti. Aiutandovi con le mani unte di olio, stendete l’impasto tirandolo con la punta delle dita, sino a riempire tutta la teglia; lasciate lievitare per due ore al riparo da correnti d’aria (ottimo disporlo in forno spento con la lucina accesa). Guarnite la focaccia con l’uva  e cuocete in forno a 230° per 15 minuti, posizionando sul fondo un pentolino di acqua per mantenere  l’umidità costante. Sfornate e servite calda.</p>
<p>*I semi dell’uva fragolina sono duri e fastidiosi, suggerisco di toglierli prima di disporli sull’impasto, ma mi raccomando, non prendete uva senza semi: i semi sono vita, vitalità, informazione.</p>
<h3>Curiosità</h3>
<p>Esiste un aneddoto legato alla <strong>schiacciata con l&#8217;uva fragola</strong> secondo cui un testimone dovette <strong>sfidare lampi e tuoni</strong> per portare a casa i grappoli dalla vigna, poiché l&#8217;uva era <strong>così buona mangiata nel campo</strong> che risultava difficile procurarsene abbastanza a portare a casa per preparare la focaccia.</p>
<p>La ricetta tradizionale toscana associata a questa varietà di uva era spesso preparata con la pasta del pane avanzata, miele e un goccio d&#8217;olio, sfruttando una qualità di uva <strong>poco adatta alla vinificazione</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>🌶️ Pesce persico piccante al pomodoro</title>
		<link>https://elenaalquati.org/%f0%9f%8c%b6%ef%b8%8f-pesce-persico-piccante-al-pomodoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 12:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<category><![CDATA[#secondipiatti;]]></category>
		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non propongo spesso ricette che contengono ingredienti di origine animale, ma questa è stata una forma di protesta a cui seguirà un articolo. Si promuove sempre il pesce di mare, che ormai si sta esaurendo, mentre nella nostra infanzia c'è stato, in quasi ogni famiglia, un papà o un nonno che andava a pescare la  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non propongo spesso ricette che contengono ingredienti di origine animale, ma questa è stata una forma di protesta a cui seguirà un articolo. Si promuove sempre il pesce di mare, che ormai si sta esaurendo, mentre nella nostra infanzia c&#8217;è stato, in quasi ogni famiglia, un papà o un nonno che andava a pescare la trota o qualsiasi altro pesce d&#8217;acqua dolce. Perché non rispettare le leggi territoriali?</p>
<p>Ingredienti</p>
<ul>
<li>g 800 di pesce persico pescato italiano ( o altro pesce d’acqua dolce pescato)</li>
<li>pomodori perini</li>
<li>1 spicchio di aglio</li>
<li>1 carota</li>
<li>1 cipolla</li>
<li>1 gambo di sedano</li>
<li>un ciuffo di prezzemolo</li>
<li>4 cucchiai di olio extravergine di oliva</li>
<li>mezzo peperoncino</li>
<li>sale marino integrale</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Pulite il pesce, lavatelo, sfilettatelo, asciugatelo e tagliatelo ognuno in tre pezzi. Lavate e tritate finemente tutte le verdure, una alla volta, mantenendole separate. In un tegame scaldate l’olio, versate le verdure (sempre una alla volta), il peperoncino spezzettato, unite i pomodori tagliati a piccoli pezzetti, mescolate, coprite, abbassate la fiamma e lasciate cuocere per quindici minuti. Aggiungete il pesce e lasciate cuocere per altri quindici minuti.</p>
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		<title>🧠 Diabete di tipo 2 e prevenzione: la svolta arriva dalle fibre</title>
		<link>https://elenaalquati.org/%f0%9f%a7%a0-diabete-di-tipo-2-e-prevenzione-la-svolta-arriva-dalle-fibre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 16:09:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzione;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzioneatavola;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricerchescientifiche;]]></category>
		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una ricerca epidemiologica pubblicata sulla rivista scientifica Diabetes Care ha rivelato che l'apporto di fibre non ha lo stesso impatto metabolico a seconda della fonte. Lo studio dimostra che un consumo elevato di fibre da cereali integrali e frutta fresca è fortemente associato a un rischio inferiore di diabete di tipo 2 e a un  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una ricerca epidemiologica pubblicata sulla rivista scientifica <strong>Diabetes Care</strong> ha rivelato che l&#8217;apporto di fibre non ha lo stesso impatto metabolico a seconda della fonte. Lo studio dimostra che un consumo elevato di <strong>fibre da cereali integrali e frutta fresca</strong> è fortemente associato a un rischio inferiore di diabete di tipo 2 e a un microbioma più sano. Al contrario, le fibre provenienti dai soli vegetali non mostrano la stessa efficacia. La chiave per la salute metabolica risiede quindi nella varietà delle fonti.</p>
<p>Per chi vuole approfondire</p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f517.png" alt="🔗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Per approfondire:</strong> È possibile consultare lo studio completo direttamente sul portale dell&#8217;<a href="https://diabetesjournals.org/care/article/49/6/1015/164656/Intake-of-Fiber-From-Different-Food-Sources-and">American Diabetes Association</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/%f0%9f%a7%a0-diabete-di-tipo-2-e-prevenzione-la-svolta-arriva-dalle-fibre/">🧠 Diabete di tipo 2 e prevenzione: la svolta arriva dalle fibre</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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		<item>
		<title>3 &#8211; Riflessioni sul cibo</title>
		<link>https://elenaalquati.org/3-riflessioni-sul-cibo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 04:40:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Podcast]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ed eccoci giunti al terzo e conclusivo appuntamento dei miei interventi a "Tra Terra e Cielo", a Tarquinia. Piuttosto che fare lezione, ho preferito rispondere alle domande e alle curiosità dei partecipanti, lanciando un messaggio che mi stava particolarmente a cuore: riappropriamoci della nostra cultura, della nostra storia e delle nostre tradizioni. Ippocrate e  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-1"><p>Ed eccoci giunti al terzo e conclusivo appuntamento dei miei interventi a &#8220;Tra Terra e Cielo&#8221;, a Tarquinia. Piuttosto che fare lezione, ho preferito rispondere alle domande e alle curiosità dei partecipanti, lanciando un messaggio che mi stava particolarmente a cuore: riappropriamoci della nostra cultura, della nostra storia e delle nostre tradizioni. Ippocrate e la Scuola Salernitana hanno ancora tanto da insegnarci e non hanno nulla da invidiare a nessun’altra cultura.</p>
<p>Buon ascolto!</p>
</div><a class="spreaker-player" href="https://www.spreaker.com/episode/riflessioni-sul-cibo--74991972" data-resource="episode_id=74991972" data-width="100%" data-height="200px" data-theme="light" data-playlist="false" data-playlist-continuous="false" data-chapters-image="true" data-episode-image-position="right" data-hide-logo="false" data-hide-likes="false" data-hide-comments="false" data-hide-sharing="false" data-hide-download="true" data-title="Riflessioni sul cibo">Ascolta "Riflessioni sul cibo" su Spreaker.</a><script async src="https://widget.spreaker.com/widgets.js"></script></div></div></div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Crostata con farina di riso Venere alla frutta</title>
		<link>https://elenaalquati.org/crostata-farina-di-riso-venere-alla-frutta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 15:11:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#biologico;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dolcidaforno;]]></category>
		<category><![CDATA[#fruttadistagione;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è facile lavorare la farina di riso, ma quando ho visto la foto di una crostata preparata con il riso Venere, ho voluto provare, e ne vale la pena. L'aroma che sprigiona il riso appena macinato lo riporta nella torta una volta cotta. È deliziosa e, naturalmente, la si può decorare con la frutta  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è facile lavorare la farina di riso, ma quando ho visto la foto di una crostata preparata con il riso Venere, ho voluto provare, e ne vale la pena. L&#8217;aroma che sprigiona il riso appena macinato lo riporta nella torta una volta cotta. È deliziosa e, naturalmente, la si può decorare con la frutta di stagione che abbiamo in casa.</p>
<h4>Per la frolla</h4>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>g 250 di farina di riso venere o nero biologico</li>
<li>g 50 di farina di grano tenero integrale</li>
<li>g 50 di olio extravergine di oliva*</li>
<li>g130 di malto di riso o g 100 di miele di buona qualità</li>
<li>½ bustina di lievito</li>
<li>un pizzico di sale</li>
<li>buccia di limone grattugiata</li>
<li>b. bevanda vegetale di avena o mandorla</li>
</ul>
<p><em>Per la decorazione</em></p>
<ul>
<li>2 pesche mature</li>
<li>2 fichi</li>
<li>una manciata di more</li>
<li>mezzo barattolo di marmellata alle pesche o albicocche (senza zucchero)</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>In una terrina unite le farine, il lievito, la scorza di limone e miscelate bene gli ingredienti; versate l’olio e con le mani impastate velocemente facendo in modo che non rimangano dei grumi; versate il malto e finite di impastare gli ingredienti velocemente: l’impasto deve risultare morbido e, in caso di necessità, aggiungete un po&#8217; di bevanda vegetale. Disponete l’impasto in una bacinella, copritelo con un canovaccio (cotone o lino) umido e mettetelo in un luogo fresco (in frigorifero se fa molto caldo) per mezz&#8217;ora. Stendete la pasta con un matterello e adagiatela in una teglia precedentemente oleata e infarinata, bucherellate il fondo e  infornate per 20 minuti a 180° in forno ventilato preriscaldato. Sfornate e fatela raffreddare adagiandola su una griglia per dolci.</p>
<h4>Per la decorazione</h4>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Distribuite la marmellata sul fondo della torta; tagliate a fettine i fichi e le pesche e disponetele in modo ordinato; decorate con delle more o lamponi e servite.</p>
<hr />
<p>Foto immagine in evidenza di Elena Alquati</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Antipasto di verdure in salsa alla paprika</title>
		<link>https://elenaalquati.org/antipasto-di-verdure-in-salsa-alla-paprica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 15:29:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dieta;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzioneatavola;]]></category>
		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un fresco antipasto in queste giornate di fine agosto ancora molto calde. La salsa allo yogurt aumenta la nota fresca della ricetta, mentre la paprika dà una nota di colore e non solo. Ingredienti 2 cetrioli 2 cipollotti insalata valeriana o rucola g 150 di funghi freschi carboncelli tagliati a cubetti g 150 di yogurt  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un fresco antipasto in queste giornate di fine agosto ancora molto calde. La salsa allo yogurt aumenta la nota fresca della ricetta, mentre la paprika dà una nota di colore e non solo.</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>2 cetrioli</li>
<li>2 cipollotti</li>
<li>insalata valeriana o rucola</li>
<li>g 150 di funghi freschi carboncelli tagliati a cubetti</li>
<li>g 150 di yogurt (ho usato quello di soia)</li>
<li>2 cucchiai di olio extravergine di oliva</li>
<li>1 cucchiaio di aceto di riso o mele</li>
<li>sale marino integrale</li>
<li>paprika dolce</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Sbucciate i cetrioli, tagliateli a dischi sottili; lavate e tagliate a fettine sottili i cipollotti, compreso la parte verde; lavate e asciugate l’insalata e tagliatela sottile; Lavate i funghi e tagliateli a dadini e unite il tutto in una insalatiera.</p>
<p>In una scodella unite lo yogurt, l’olio, l’aceto, il sale ed emulsionate bene tutti gli ingredienti; versate il condimento sull’insalata e versatevi una spolverate di paprika. Servite come antipasto o come contorno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>Immagine in evidenza di Elena Alquati</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Zuppa di miso con wakame ricetta base</title>
		<link>https://elenaalquati.org/zuppa-di-miso-con-wakame-ricetta-base/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 09:41:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dieta;]]></category>
		<category><![CDATA[#macrobiotica;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<category><![CDATA[#zuppe;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una zuppa semplice con ingredienti di base come il miso, prodotto grazie a un processo di fermentazione con il koji (o Aspergillus oryzae), un fungo (muffa) che viene coltivato su cereali come il riso per innescare la fermentazione, e le alghe, prima forma di vita vegetale comparsa sulla Terra: il brodo primordiale. Per i più  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/zuppa-di-miso-con-wakame-ricetta-base/">Zuppa di miso con wakame ricetta base</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una zuppa semplice con ingredienti di base come il miso, prodotto grazie a un processo di fermentazione con il koji (o Aspergillus oryzae), un fungo (muffa) che viene coltivato su cereali come il riso per innescare la fermentazione, e le alghe, prima forma di vita vegetale comparsa sulla Terra: il brodo primordiale.</p>
<p>Per i più coraggiosi o per chi ha voglia di sperimentare, suggerisco di provarla a colazione, al mattino, seguita da una crema di riso con umeboshi, e poi ascoltate il vostro corpo e soprattutto la vostra mente.</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>lt 1di acqua</li>
<li>cipolla tagliata a mezzaluna sottile</li>
<li>g 3-5 di alghe wakame ammorbidite in acqua e tagliate fini</li>
<li>1 cucchiaio colmo di miso d’orzo o riso</li>
<li>erba cipollina per guarnire</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>In una casseruola portate a bollore l’acqua, aggiungete la cipolle, l’alga wakame coprite con un coperchio per aderente; cuocete per 20 minuti. In una scodella stemperate il miso con un poco di acqua, abbassate la fiamma al minimo e versatelo nella casseruola; mescolate e spegnete. Versate la zuppa nelle singole scodelle e guarnite con erba cipollina tritata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/zuppa-di-miso-con-wakame-ricetta-base/">Zuppa di miso con wakame ricetta base</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Piadina con farina di ceci all&#8217;erba cipollina</title>
		<link>https://elenaalquati.org/piadina-farina-ceci-erba-cipollina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 05:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#piadine;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Capita di rimanere senza pane e, se non si ha tempo per preparare un pasto completo, questa piadina di ceci è un'alternativa velocissima e molto versatile. La si può utilizzare per accompagnare il pranzo, oppure farcirla come più vi piace. Ingredienti g 150 di farina di ceci g 200 di farina integrale ml 100 di  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Capita di rimanere senza pane e, se non si ha tempo per preparare un pasto completo, questa piadina di ceci è un&#8217;alternativa velocissima e molto versatile. La si può utilizzare per accompagnare il pranzo, oppure farcirla come più vi piace.</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>g 150 di farina di ceci</li>
<li>g 200 di farina integrale</li>
<li>ml 100 di acqua tiepida</li>
<li>1 cipollotto</li>
<li>1 cucchino di erba cipollina</li>
<li>1 cucchiaio di semi di sesamo</li>
<li>Un pizzico di bicarbonato</li>
<li>Olio extravergine di oliva</li>
<li>Sale marino integrale</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Unite le farine, un pizzico di sale e mescolare bene; aggiungete il bicarbonato e mescolate nuovamente. Unite l’erba cipollina tagliata finemente, il cipollotto precedentemente lavato e tritato, due cucchiai di olio e versate, a filo, l&#8217;acqua tiepida. Impastate e formate una palla lasciandola riposare per  quindici minuti in una terrina coperta con uno strofinaccio umido.</p>
<p>Dividete l’impasto in 4 parti e stendetele con un mattarello ricavandone dei dischi dal diametro di 15 cm  circa.</p>
<p>Scaldate una padella (meglio se di ghisa), spennellatela con un poco di olio e cuocete per tre minuti per parte. Prima di girare la piadina, spennellatela di olio.</p>
<p><strong>Suggerimento:</strong> disponete un coperchio sopra per cuocere meglio e mantenere l’umidità.</p>
<div style="width: 1200px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-3674-1" width="1200" height="675" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2020/08/VIDEO_CECI_2.mp4?_=1" /><a href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2020/08/VIDEO_CECI_2.mp4">https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2020/08/VIDEO_CECI_2.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto dell&#8217;immagine in evidenza di Elena Alquati</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Insalata di cannellini con friggiteli al miso</title>
		<link>https://elenaalquati.org/insalata-di-cannellini-con-friggiteli-al-miso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 06:36:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#fusion;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<category><![CDATA[#secondipiatti;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In secondo piatto con cannellini e contorno al miso  incluso. Ecco la mia proposta di oggi: fresco, sfizioso, semplice da preparare. Ingredienti g 400 di friggitelli 1 cucchiaio di miso g 300 di cannellini cotti un mazzetto di rucola g 200 di pomodorini 6 cucchiai di olio extravergine di oliva sale marino integrale 1 cucchiaio  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In secondo piatto con cannellini e contorno al miso  incluso. Ecco la mia proposta di oggi: fresco, sfizioso, semplice da preparare.</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>g 400 di friggitelli</li>
<li>1 cucchiaio di miso</li>
<li>g 300 di cannellini cotti</li>
<li>un mazzetto di rucola</li>
<li>g 200 di pomodorini</li>
<li>6 cucchiai di olio extravergine di oliva</li>
<li>sale marino integrale</li>
<li>1 cucchiaio di aceto di riso o mele</li>
<li>pepe (facoltativo)</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Lavate i friggitelli, privateli del picciolo e dei semi e tagliateli a rondelle. In una padella fate scaldare due cucchiai di olio, aggiungete il miso e, mescolando con un cucchiaio di legno, fatelo rosolare. Aggiungete i peperoni, mescolate, coprite con un coperchio ben aderente, abbassate la fiamma al minimo e cuocete per quindici minuti. In questa fase, aggiungete acqua solo se strettamente necessario. Versateli in un’insalatiera e lasciateli raffreddare.</p>
<p>Lavate la rucola, asciugatela bene e spezzettatela grossolanamente (oppure tagliatela finemente se preferite); unitela ai peperoni, aggiungete i cannellini, i pomodorini e mescolate. In una piccola scodella unite quattro cucchiai di olio, il sale, l’aceto e il pepe. Emulsionate bene tutti gli ingredienti e condite.</p>
<p>Foto immagine in evidenza di Elena Alquati</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Vuoi conoscere la tecnica del coperchio caduto?</strong></p>
<div class="video-shortcode"><iframe title="RICETTA: Tecnica del coperchio caduto - I friggitelli" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/82YGWhjeanw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Zucca in agrodolce alla menta</title>
		<link>https://elenaalquati.org/zucca-in-agrodolce-alla-menta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 04:54:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#contorni;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#zucca;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È la prima zucca dell’orto e io l'ho preparata in agrodolce: una ricetta veloce e ricca di sapori. La zucca si sposa molto bene anche con altre erbe aromatiche. Metteteci la vostra fantasia e fatemi sapere! Ingredienti g 600 di zucca 4 cucchiai di olio extravergine di oliva 10 foglioline di menta 4 spicchi di  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È la prima zucca dell’orto e io l&#8217;ho preparata in agrodolce: una ricetta veloce e ricca di sapori. La zucca si sposa molto bene anche con altre erbe aromatiche. Metteteci la vostra fantasia e fatemi sapere!</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>g 600 di zucca</li>
<li>4 cucchiai di olio extravergine di oliva</li>
<li>10 foglioline di menta</li>
<li>4 spicchi di aglio</li>
<li>mezzo bicchiere di aceto di riso o mele</li>
<li>1 C di miele o malto di riso</li>
<li>1 C di salsa di soia tamari o shoyu</li>
<li>sale marino integrale</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Lavate la zucca, tagliatela a metà, svuotatela dai semi e affettatela con uno spessore di circa mezzo centimetro. In una padella scaldate l’olio, adagiate le fette di zucca, salate e cuocete sino a dorarle da entrambe le parti: disponetele su un piatto da portata.</p>
<p>Lavate le foglie di menta, sbucciate l’aglio, tritate il tutto e distribuitelo sulla zucca. In una ciotola unite l’aceto, il miele e la salsa di soia; mescolate bene gli ingredienti e, con un cucchiaio, versateli sulla zucca.</p>
<p>Servite anche a temperatura ambiente.</p>
<p>N.B.: Si suggerisce l’acquisto di ingredienti provenienti da agricoltura biologica. Se non trovate la zucca biologica, rimuovete la buccia.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Coppette di tofu speziato alle verdure e noci</title>
		<link>https://elenaalquati.org/coppette-di-tofu-speziato-alle-verdure-e-noci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 06:40:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzioneatavola;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<category><![CDATA[#secondipiatti;]]></category>
		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un secondo completo di verdure e proteine questo piatto preparato con il tofu. Un’associazione di sapori completata dalla salsa che non lascia indifferenti. Da provare! Ingredienti g 200 di insalata valeriana (a altro tipo) 2 mele verdi 2 carote grattugiate g 150 di tofu tagliato a cubetti 2 C di uvetta sultanina buccia di mezzo  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un secondo completo di verdure e proteine questo piatto preparato con il tofu. Un’associazione di sapori completata dalla salsa che non lascia indifferenti. Da provare!</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>g 200 di insalata valeriana (a altro tipo)</li>
<li>2 mele verdi</li>
<li>2 carote grattugiate</li>
<li>g 150 di tofu tagliato a cubetti</li>
<li>2 C di uvetta sultanina</li>
<li>buccia di mezzo limone</li>
</ul>
<p><em>per la salsa</em></p>
<ul>
<li>4 C di olio</li>
<li>2 C di aceto di riso o mele</li>
<li>1 C di salsa di soia tamari o shoyu</li>
<li>1 C di miele</li>
<li>4 C di yogurt (di soia)</li>
<li>g 80 di gherigli di noci tritati grossolanamente</li>
<li>sale marino integrale</li>
<li>pepe</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>In una padella versate un cucchiaio di olio e fate saltare per 10 minuti, cuocendolo, il tofu a cubetti: lasciate raffreddare.</p>
<p>In una insalatiera disponete l’insalata precedentemente lavata; aggiungete le mele lavate e tagliate a cubetti, l’uvetta (precedentemente ammollata in acqua tiepida e sciacquata), le carote e il tofu.</p>
<p>In una ciotola unite l’olio, l’aceto, il tamari, il miele un pizzico di sale ed emulsionate con un frustino; aggiungete lo yogurt, mescolate e versate la salsa sull’insalata. Guarnite con una grattugiata di buccia di limone, le noci e una spolverata di pepe nero. Se volete potete distribuirlo in coppette monoporzione.</p>
<hr />
<p>Immagine in evidenza sito: foto di Elena Alquati</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Arame con verdure: un carico micronutrienti</title>
		<link>https://elenaalquati.org/arame-con-verdure-un-carico-micronutrienti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 09:47:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#alghe;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#macrobiotica;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'alga Arame è una verdura di mare ricca di sali minerali e con un sapore più delicato rispetto ad altre varietà. Apporta elevate quantità di calcio, magnesio, ferro, potassio, zinco e rame; contiene significative quantità di iodio, vitamine A, C e gruppo B. Ingredienti per 4 persone g 15 di arame essiccata 2 porri medi  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;alga Arame è una verdura di mare ricca di sali minerali e con un sapore più delicato rispetto ad altre varietà. Apporta elevate quantità di calcio, magnesio, ferro, potassio, zinco e rame; contiene significative quantità di iodio, vitamine A, C e gruppo B.</p>
<p>Ingredienti per 4 persone</p>
<ul>
<li>g 15 di arame essiccata</li>
<li>2 porri medi tagliati fini</li>
<li>1 carota tagliata a fiammifero</li>
<li>1 cucchiaio di olio extravergine di oliva*</li>
<li>1 cucchiaio di tamari o shoyu</li>
<li>1 pizzico di sale marino</li>
<li>2 cucchiai di aceto di riso</li>
</ul>
<p>Procedimento</p>
<p>In una scodella metti le alche in ammollo per circa venti minuti. In una padella fate scaldare l’olio e versate i porri e saltate per due minuti; aggiungere le carote e saltare per altri due minuti; unite le arame scolate e sciacquate con poca acqua (utilizzate la loro acqua di ammollo filtrandola); coprite con un coperchio ben aderente e cuocete per venti minuti circa.  Versate il tamari e l’aceto di riso, sfumate e servite.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Immagine: libreria Canva</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Parliamo di sudore: la contraddizione tra est e ovest</title>
		<link>https://elenaalquati.org/parliamo-di-sudore-la-contraddizione-tra-est-e-ovest/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 09:06:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Video Lezione]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#fitness;]]></category>
		<category><![CDATA[#nutrizioneconsapevole;]]></category>
		<category><![CDATA[#sudore;]]></category>
		<category><![CDATA[#yinyang;]]></category>
		<category><![CDATA[medicinatradizionalecinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella nostra cultura il sudore è un modo per "disintossicarsi" o bruciare calorie, mentre la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) ha una visione completamente diversa che potrebbe cambiare la tua prospettiva. In questo video vorrei mostrare come il sudore non sia solo acqua, ma una vera e propria essenza vitale da tesaurizzare: il Qi (energia  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-2"><p>Nella nostra cultura il sudore è un modo per &#8220;disintossicarsi&#8221; o bruciare calorie, mentre la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) ha una visione completamente diversa che potrebbe cambiare la tua prospettiva.</p>
<p>In questo video vorrei mostrare come il sudore non sia solo acqua, ma una vera e propria <strong>essenza vitale</strong> da tesaurizzare: il Qi (energia Yang) e lo Yin (il nutrimento).</p>
<h2><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f50d.png" alt="🔍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>In questo video:</strong></h2>
<ul>
<li>Il concetto di &#8220;Sudore come liquido del Cuore&#8221;;</li>
<li>La differenza tra sudare di giorno e sudare di notte;</li>
</ul>
<p>&#8211; perdita di Qi;</p>
<p>&#8211; perdita di Yin.</p>
<ul>
<li>Il paradosso moderno e la manipolazione</li>
</ul>
<p><strong>Acquista il video e scarica</strong> il testo integrale, l&#8217;infografica e la tabella sintesi dei cibi tonici del Qi e dello Yin.</p>
</div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_2 1_2 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:50%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:3.84%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:3.84%;--awb-width-medium:50%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:3.84%;--awb-spacing-left-medium:3.84%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><iframe width="360" height="639" src="https://www.youtube.com/embed/ZI0d0XIjgMo" title="Sudorazione e difese immunitarie" frameborder="0" allow="accelerometer; 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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Allerta alimentare: ritirati riso e fagioli per pesticidi oltre i limiti</title>
		<link>https://elenaalquati.org/allerta-alimentare-ritirati-riso-e-fagioli-per-pesticidi-oltre-i-limiti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 05:44:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute Pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[#allertaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#avvisoimportante;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#Clorpirifos;]]></category>
		<category><![CDATA[#fagioliborlotti;]]></category>
		<category><![CDATA[#glifosato;]]></category>
		<category><![CDATA[#ministerodellasalute;]]></category>
		<category><![CDATA[#pesticidi;]]></category>
		<category><![CDATA[#risocarnaroli;]]></category>
		<category><![CDATA[#sicurezzaalimentare;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ministero della Salute, 20-23 luglio 2026 Il Ministero della Salute ha disposto, tra il 20 e il 23 luglio 2026, il ritiro immediato di specifici lotti di riso e legumi dalla grande distribuzione a causa della presenza di residui chimici superiori alle soglie di legge. L'allarme riguarda tre prodotti principali: riso Carnaroli, riso Roma  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/allerta-alimentare-ritirati-riso-e-fagioli-per-pesticidi-oltre-i-limiti/">Allerta alimentare: ritirati riso e fagioli per pesticidi oltre i limiti</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-6 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-6 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-4"><h2>Ministero della Salute, 20-23 luglio 2026</h2>
<p>Il Ministero della Salute ha disposto, tra il 20 e il 23 luglio 2026, il <strong>ritiro</strong> <strong>immediato</strong> di specifici lotti di riso e legumi dalla grande distribuzione a causa della presenza di residui chimici superiori alle soglie di legge. L&#8217;allarme riguarda tre prodotti principali: riso Carnaroli, riso Roma integrale e fagioli borlotti secchi.</p>
<h2>I prodotti coinvolti e le sostanze rilevate</h2>
<p>Le autorità sanitarie hanno identificato tre distinti richiami, ognuno legato a una specifica sostanza chimica:</p>
<h3>1.  Riso Carnaroli (Marchio: Tenca Colombo &amp; C.)</h3>
<ul>
<li><strong>Lotto:</strong> 13022036 (Scadenza: 31/03/2027);</li>
<li><strong>Sostanza:</strong> presenza di <strong>Tetrametrina</strong> oltre i limiti consentiti;</li>
<li><strong>Rischio: </strong>la Tetrametrina è un insetticida che, in caso di esposizione ripetuta o elevate dosi, può causare irritazioni cutanee, reazioni allergiche, nausea e debolezza muscolare.</li>
</ul>
<h3>2.  Riso Roma Integrale (Marchio: Riso Vignola)</h3>
<ul>
<li><strong>Lotto</strong>: 24102025 (Scadenza: 24/10/2027);</li>
<li><strong>Sostanza</strong>: presenza di <strong>Clorpirifos</strong> (0,037 mg/kg, limite consentito 0,01 mg/kg);</li>
<li><strong>Rischio:</strong> il Clorpirifos è un insetticida organofosfato la cui autorizzazione è stata <strong>revocata nell&#8217;Unione Europea dal 2020</strong> proprio per i gravi rischi neurotossici. L&#8217;esposizione è correlata a tremori, convulsioni e, in casi di esposizione cronica o prenatale, a disturbi dello sviluppo cognitivo, autismo e un rischio aumentato di Parkinson.</li>
</ul>
<h3>3.  Fagioli Borlotti Secchi (Marchio: La Fabbrica dei Legumi)</h3>
<ul>
<li><strong>Lotto</strong>: 248G (Scadenza: 15/03/2027);</li>
<li><strong>Sostanza:</strong> possibile presenza di <strong>Glifosato</strong></li>
<li><strong>Rischio</strong>: il Glifosato è <strong>classificato dall&#8217;Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) come &#8220;probabilmente cancerogeno&#8221; per l&#8217;uomo</strong> (Categoria 2A). Sebbene l&#8217;UE abbia rinnovato la sua approvazione fino al 2033 con limitazioni, la sua presenza in alimenti secchi oltre i limiti scatena il principio di precauzione</li>
</ul>
<h2>Cosa Fare se hai Acquisto questi Prodotti</h2>
<p>Se hai in casa uno dei lotti sopra elencati, le indicazioni del Ministero sono chiare: <strong>non consumare il prodotto. </strong>Restituisci la confezione nel punto vendita dove è stata acquistata che ti sarà rimborsata anche in assenza dello scontrino fiscale</p>
<h2><strong>Il contesto: l’incomprensibile logica di chi governa</strong></h2>
<p>Questi richiami non sono solo un dato statistico, ma un esempio tangibile di come la filiera alimentare possa essere compromessa, spesso al di là delle etichette rassicuranti che vediamo sugli scaffali. La presenza di sostanze come il <strong>Clorpirifos</strong> – vietato in Europa da anni – o il <strong>Glifosato</strong> in prodotti di base come riso e fagioli, evidenzia non solo le falle nei controlli, ma l’indiscutibile necessità di rivedere l’agricoltura  intensiva, volta a privilegiare la resa del raccolto e non la salute del consumatore.</p>
<p>Mentre i governi stanno uccidendo l’agricoltura biologica invece di sostenerla, sciacquandosi la bocca con il green,  e il mercato ci bombarda di messaggi su &#8220;naturale&#8221; e &#8220;sostenibile&#8221;, questi dati confermano che la sicurezza chimica degli alimenti rimane una frontiera critica. Non è sufficiente mantenere alta l&#8217;attenzione e aumentare i controlli per comprendere che la responsabilità della salute passa anche dalla consapevolezza di ciò che viene prodotto e commercializzato: <strong>è necessario un nuovo approccio alla coltivazione.</strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><strong>Per consultare l&#8217;elenco completo</strong> e aggiornato dei richiami, è possibile visitare il portale istituzionale del <a href="https://www.salute.gov.it/">Ministero della Salute</a> nella sezione dedicata agli avvisi di sicurezza alimentare https://quifinanza.it/info-utili/ritiri-alimentari/riso-carnaroli-roma-richiamo-pesticidi-luglio-2026/1009411.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong>Nota:</strong> Questo articolo si basa sulle informazioni ufficiali diffuse dal Ministero della Salute tra il 20 e il 23 luglio 2026.</p>
<p><strong>Fonte e approfondimenti</strong></p>
<p><a href="https://www.salute.gov.it/new/it/ext-avviso-sicurezza-alimentare/riso-carnaroli-8/">https://www.salute.gov.it/new/it/ext-avviso-sicurezza-alimentare/riso-carnaroli-8/</a></p>
<p><a href="https://ilfattoalimentare.it/richiamo-riso-carnaroli-riso-roma-integrale-kit-pasta-fagioli.html">https://ilfattoalimentare.it/richiamo-riso-carnaroli-riso-roma-integrale-kit-pasta-fagioli.html</a> <a href="https://guidausofarmaci.it/news/pesticidi-nel-riso-due-nuovi-richiami-tra-i-lotti-segnalati-anche-un-prodotto-con-clorpirifos-vietato-in-ue.php">https://guidausofarmaci.it/news/pesticidi-nel-riso-due-nuovi-richiami-tra-i-lotti-segnalati-anche-un-prodotto-con-clorpirifos-vietato-in-ue.php</a>.</p>
</div><iframe src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F861668266801713%2F&show_text=true&width=267&t=0" width="267" height="591" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen="true" allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share" allowFullScreen="true"></iframe></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/allerta-alimentare-ritirati-riso-e-fagioli-per-pesticidi-oltre-i-limiti/">Allerta alimentare: ritirati riso e fagioli per pesticidi oltre i limiti</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Crostata di melone cantalupo agrumato</title>
		<link>https://elenaalquati.org/crostata-di-melone-cantalupo-agrumato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 12:51:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#dolcidaforno;]]></category>
		<category><![CDATA[#fruttadistagione;]]></category>
		<category><![CDATA[#melone;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=15819</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra angurie, meloni e tutta la frutta di stagione c'è da sbizzarrirsi. Certo che preparare delle creme o dei frullati sarebbe l'ideale visto il caldo, ma noi adoriamo le torte e in particolare le crostate. Quindi ecco la mia nuova proposta: Per la frolla Ingredienti per la frolla g 250 di farina integrale (meglio se  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra angurie, meloni e tutta la frutta di stagione c&#8217;è da sbizzarrirsi. Certo che preparare delle creme o dei frullati sarebbe l&#8217;ideale visto il caldo, ma noi adoriamo le torte e in particolare le crostate. Quindi ecco la mia nuova proposta:</p>
<h4>Per la frolla</h4>
<p><em>Ingredienti per la frolla</em></p>
<ul>
<li>g 250 di farina integrale (meglio se di farro monococco)</li>
<li>g 50 di mais fioretto</li>
<li>g 50 di olio di mais</li>
<li>g 130 di malto di riso</li>
<li>½ bustina di lievito</li>
<li>un pizzico di sale</li>
<li>buccia di limone grattugiata</li>
<li>q.b. bevanda vegetale di avena o mandorla</li>
</ul>
<p><em>Per la farcitura</em></p>
<ul>
<li>g 500  di melone a fette</li>
<li>confettura di agrumi e zenzero*</li>
<li>1 cucchiaio raso di kuzu + 2 cucchiai di acqua</li>
<li>1 bicchiere di succo di mela</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>In una terrina unite le farine, il lievito, la scorza di limone e miscelate bene gli ingredienti; versate l’olio e con le mani impastate velocemente facendo in modo che non rimangano dei grumi; versate il malto e finite di impastare gli ingredienti velocemente: l’impasto deve risultare morbido e, in caso di necessità, aggiungete un po&#8217; di bevanda vegetale. Disponete l’impasto in una bacinella, copritelo con un canovaccio (cotone o lino) umido e mettetelo in un luogo fresco (in frigorifero se fa molto caldo) per mezz&#8217;ora. Stendete la pasta con un matterello e adagiatela in una teglia precedentemente oleata e infarinata, bucherellate il fondo e  infornate per 20 minuti a 180° in forno ventilato preriscaldato. Sfornate e fatela raffreddare adagiandola su una griglia per dolci.</p>
<h4>Per la farcitura</h4>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Stendete la confettura sul fondo della frolla e distribuite in modo ordinato le fette di melone sopra. In una piccola pentola versate il kuzu sciolto in due cucchiai di acqua fredda, un pizzico di sale e il succo di mela; portate a bollore mescolando sempre e lasciate cuocere sino a che il kuzu non si sia addensato. Con un cucchiaino distribuite uno strato sottile di  kuzu sul melone, guarnite con qualche fogliolina di menta e servite.</p>
<p>*Suggerisco la confettura della marca Rigoni ma se la trovata di altre marche va benissimo purché senza zucchero, senza zuccheri aggiunti e senza edulcoranti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Immagine in evidenza Canva.com</p>
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		<title>L&#8217;albicocco: il melo d&#8217;Armenia</title>
		<link>https://elenaalquati.org/albicocco-un-albero-dal-frutto-precoce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 05:30:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FOCUS]]></category>
		<category><![CDATA[#albicocche;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#focus;]]></category>
		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
		<category><![CDATA[medicinatradizionalecinese]]></category>
		<category><![CDATA[scienzaericerchescientifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Spontaneo nell’Asia centrale, l’albicocco è coltivato in Cina da oltre 4000 anni. È una pianta che si adatta a qualsiasi terreno, benché prediliga posizioni soleggiate. La produzione dei frutti è normalmente abbondante e la pianta non richiede particolari cure. Della pianta si utilizzano sia i frutti sia i semi, raccolti durante l’estate al raggiungimento della  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Spontaneo nell’Asia centrale, l’albicocco è coltivato in Cina da oltre 4000 anni. È una pianta che si adatta a qualsiasi terreno, benché prediliga posizioni soleggiate. La produzione dei frutti è normalmente abbondante e la pianta non richiede particolari cure. Della pianta si utilizzano sia i frutti sia i semi, raccolti durante l’estate al raggiungimento della maturazione. Ma ci sono ancora tante cose da sapere…</p>
<h2>Conservazione</h2>
<p>I frutti possono essere trasformati e conservati in sciroppo, marmellata o essiccati. I semi, dopo essere stati ben essiccati, possono essere conservati, interi o sgusciati, in un barattolo.</p>
<h2>Un cammino che parte dall’Oriente</h2>
<p>L’albicocco è originario dell’Asia, per alcuni delle regioni centrali, secondo altri della Cina. La coltivazione su larga scala non cominciò prima del 300 a.C. e dalla Cina, grazie ai mercanti con le loro carovane, l’albicocco si diffuse poi nel Medio Oriente e in seguito nei paesi del bacino del Mediterraneo. Per questa diffusione nelle nostre terre bisogna ringraziare Alessandro Magno che, grazie ai suoi viaggi alla conquista di nuovi territori, fece conoscere in Occidente diverse varietà di piante fino allora ignote. L’albicocco, tuttavia, fino al XVIII secolo non ebbe una reale diffusione in Europa e in America.</p>
<h2>Il melo d&#8217;Armenia</h2>
<p>Il nome dell’albicocco ha una lunga storia che sembra avere origine dall’arabo al-barquq, che a sua volta deriva dal latino praecoquus, che significa “frutto precoce”. I romani, in realtà, avevano chiamato la pianta Armeniacum malum, cioè “melo d’Armenia”; in botanica, il nome indica la specie nel suo insieme: Prunus armeniaca L.</p>
<h2>Consumiamole fresche</h2>
<p>Le albicocche sono facilmente deteriorabili e le proprietà salutari in esse contenute possono essere meglio preservate se i frutti sono seccati al sole in modo naturale. In caso contrario è molto meglio mangiarle entro breve tempo, evitando di conservarle in frigorifero. La buccia deve essere ben lavata e strofinata con un panno in quanto l’albicocca è un frutto che tende a trattenere maggiormente i fitofarmaci impiegati nella coltivazione. Per la preparazione di marmellate, gelatine e succhi si consiglia di utilizzare albicocche ben mature.</p>
<h2>Le proprietà delle albicocche</h2>
<h3>Azione</h3>
<p>L’albicocca, per il suo sapore prevalentemente aspro, determina la capacità di promuovere la produzione di liquidi organici con azione umidificante su Polmone e Intestino. A livello del Polmone, l’albicocca compie anche un’azione calmante sulla tosse ed è antidispnea. Questo frutto si è dimostrato particolarmente utile durante i trattamenti chemioterapici per le sue proprietà umidificanti, disintossicanti ed evacuanti.</p>
<h3>Indicazioni</h3>
<p>L’albicocca è indicata per la tosse secca, il calore e la secchezza del polmone (tosse con eventuale espettorato giallo o verde); asma, dispnea (ancora più indicati i semi di albicocca); stipsi, in particolare dell’anziano e post-parto; in corso di chemioterapia.</p>
<h3>Controindicazioni</h3>
<p>Si sconsiglia il consumo dell’albicocca in presenza di diarrea o in chi ne soffre abitualmente. Un eccessivo consumo di albicocche può generare calore e umidità (es. diarrea fetida).</p>
<h3>Aspetti biomedici</h3>
<p>L’albicocca è molto ricca di potassio e carotene. È mineralizzante per il suo contenuto in magnesio, fosforo e ferro; antianemica, polivitaminica (A, B, C, PP), lassativa, con buon effetto protettivo sulla pelle.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h4>Fonte e approfondimenti:</h4>
<ul>
<li>Dietetica Cinese – Sotte, Muccioli e altri – editrice CEA</li>
<li>Cent’erba – Nardini editori</li>
</ul>
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		<title>L&#8217;errore energetico: perché il limone blocca l&#8217;anguria?</title>
		<link>https://elenaalquati.org/lerrore-energetico-perche-il-limone-blocca-languria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 13:24:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Video Lezione]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dieteticacinese;]]></category>
		<category><![CDATA[#superfood;]]></category>
		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E' possibile che gli abbinamenti siano visti solo ed esclusivamente in una visione scientifica? Si può considerare un alimento solo ed esclusivamente per le proprietà nutrizionali? Due ingredienti che vengono uniti da una ricetta, possono entrare in conflitto? Ecco la prima video lezione in cui si spiega una visione diversa dell'abbinamento dei cibi: quella della  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; possibile che gli abbinamenti siano visti solo ed esclusivamente in una visione scientifica? Si può considerare un alimento solo ed esclusivamente per le proprietà nutrizionali? Due ingredienti che vengono uniti da una ricetta, possono entrare in conflitto? Ecco la prima video lezione in cui si spiega una visione diversa dell&#8217;abbinamento dei cibi: quella della dietetica cinese.</p>
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		<title>Albicocche marinate in gelatina</title>
		<link>https://elenaalquati.org/albicocche-marinate-in-gelatina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 05:10:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#albicocche;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#dolcialcucchiaio;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le albicocche iniziano ad essere mature e si prestano molto bene nella preparazione di torte, creme e dessert. Ecco la mia proposta, semplice e deliziosa da proporre in famiglia. Glutine: assente Difficoltà: bassa Tempo di preparazione: 30 minuti Tempo di cottura: 5/7 minuti Attrezzi: bacinella, coltello, tagliere, pentola, frustino, coppette in vetro Stagionalità: estate Ingredienti  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le albicocche iniziano ad essere mature e si prestano molto bene nella preparazione di torte, creme e dessert. Ecco la mia proposta, semplice e deliziosa da proporre in famiglia.</p>
<p>Glutine: assente</p>
<p>Difficoltà: bassa</p>
<p>Tempo di preparazione: 30 minuti</p>
<p>Tempo di cottura: 5/7 minuti</p>
<p>Attrezzi: bacinella, coltello, tagliere, pentola, frustino, coppette in vetro</p>
<p>Stagionalità: estate</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>500 di albicocche mature</li>
<li>2 cucchiai di agar-agar in fiocchi</li>
<li>gr 30 di nocciole</li>
<li>2 cucchiai di malto d’orzo</li>
<li>1 cucchiaio di sakè o mirin</li>
<li>2 cucchiai di mandorle pelate</li>
<li>un bicchiere e mezzo di succo di mela</li>
<li>un pizzico di sale marino integrale</li>
</ul>
<p>Procedimento</p>
<p>Lavate le albicocche, privatele del nocciolo, tagliatele a pezzi, aggiungete il malto, il liquore di riso, le mandorle tagliate a lamella e lasciatele marinare. In una pentola portate a bollore un bicchiere e mezzo di succo di mela, l’agar agar, il sale e fate bollire per dieci minuti a fuoco moderato. Nel frattempo tostate le nocciole e tritatele finemente. Disponete le albicocche marinate nel malto nelle coppette, versate il succo di mela con l’agar agar sciolto e guarnite con le nocciole tritate grossolanamente. Lasciate raffreddare prima di servire.</p>
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		<item>
		<title>I dolmates: dalla cucina del Mediterraneo d&#8217;oriente</title>
		<link>https://elenaalquati.org/i-dolmates-dalla-cucina-del-mediterraneo-doriente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 03:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#MedioOriente;]]></category>
		<category><![CDATA[#MediterraneoOrientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#primipiatti;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dolmades (o dolma) sono involtini ripieni di riso avvolti in foglie di vite, tipici della cucina del Mediterraneo orientale e del Medio Oriente.  Il nome deriva dal verbo turco *dolmak*, che significa "riempire", e descrive l'essenza del piatto: foglie sbollentate che racchiudono un ripieno di riso, erbe aromatiche, spezie e talvolta carne. Un piatto  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I dolmades (o dolma) sono involtini ripieni di riso avvolti in foglie di vite, tipici della cucina del Mediterraneo orientale e del Medio Oriente.  Il nome deriva dal verbo turco *dolmak*, che significa &#8220;riempire&#8221;, e descrive l&#8217;essenza del piatto: foglie sbollentate che racchiudono un ripieno di riso, erbe aromatiche, spezie e talvolta carne.</p>
<p>Un piatto con una storia millenaria che affonda le sue origini nell&#8217;Impero Ottomano (XV-XIX secolo), che ne favorì la diffusione su un vastissimo territorio: dai Balcani al Nord Africa.</p>
<p>Questa ricetta è un esempio di scambio culturale, adattata agli ingredienti locali, creando varianti che vanno da versioni leggere e agrumate a preparazioni più intense e speziate.  È un simbolo di condivisione e memoria familiare, esattamente come dovrebbe essere.</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>16 foglie di vite fresche<sup>*</sup></li>
<li>g 400 di riso integrale cotto</li>
<li>2 cipollotti</li>
<li>3 cucchiai di pinoli</li>
<li>1 cucchiaio di uvetta</li>
<li>1 cucchiaio di menta fresca tritata</li>
<li>1 rametto di aneto</li>
<li>un mazzetto di finocchietto</li>
<li>succo di mezzo limone</li>
<li>b. olio extravergine di oliva</li>
<li>sale marino integrale</li>
<li>pepe nero</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>In una pentola, portate a bollore dell’acqua salata e scottate le foglie di vite per pochi secondi, scolatele e stendetele su un panno a raffreddare.</p>
<p>In un tegame fate appassire i cipollotti tritati in due cucchiai di olio; unite i pinoli, l’uvetta precedentemente rinvenuta in un poco di acqua tiepida e rosolate per qualche minuto.</p>
<p>Aggiungete il riso, le erbe tritate, un pizzico di sale e bagnate con 100 ml di acqua calda o brodo vegetale e lasciate cuocere sino a che il liquido non si sia asciugato, continuando a mescolare. Lasciate intiepidire.</p>
<p>Farcite le foglie con il riso preparato e richiudetele bene. In una casseruola disponete sul fondo le foglie di vite rotte,  sistemate gli involtini ben ordinati, copriteli con un piatto affinché rimangano immobili, aggiungete tre cucchiai di olio, copriteli di acqua, aggiungete il succo di limone, coprite con un coperchio ben aderente e cuocete per 40 minuti. Servite tiepidi o freddi con una spruzzata di limone.</p>
<p>*Le viti si raccolgono in primavera/estate</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Insalata di riso con salsa orientale</title>
		<link>https://elenaalquati.org/insalata-di-riso-con-salsa-orientale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:44:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#estate;]]></category>
		<category><![CDATA[#insalatadiriso;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In queste giornate di grande caldo, si ha poca voglia di mettersi a cucinare. Un suggerimento utile potrebbe essere quello di preparare il cereale per qualche giorno e servire delle insalate di riso come più ci piacciono, variandole con gli ingredienti che preferiamo. Ingredienti g 400 di riso integrale a chicco lungo già cotto g  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In queste giornate di grande caldo, si ha poca voglia di mettersi a cucinare. Un suggerimento utile potrebbe essere quello di preparare il cereale per qualche giorno e servire delle insalate di riso come più ci piacciono, variandole con gli ingredienti che preferiamo.</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>g 400 di riso integrale a chicco lungo già cotto</li>
<li>g 300 di ceci cotti</li>
<li>2 cipollotti</li>
<li>2 di carote grattugiate a julienne</li>
<li>1 gamba di sedano tagliato a dadini</li>
<li>4 pomodori maturi tagliati a dadini</li>
<li>g 100 di piselli scottati</li>
<li>g 150 di olive in salamoia snocciolate</li>
<li>g 30 di capperi in salamoia tritati</li>
<li>Erba cipollina tritata per guarnire</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>In una bacinella unite il riso e i ceci; separate la parte verde del cipollotto da quella bianca: tritate la parte verde e tagliate a rondelle quella bianca; aggiungete le verdure precedentemente lavate e tagliate; unite le olive, i capperi e mescolate delicatamente. Condite con la salsa e guarnite con erba cipollina.</p>
<p><strong>Per la salsa</strong></p>
<ul>
<li>3 cucchiai di aceto di riso</li>
<li>1 cucchiai di tamari (o shoyu)</li>
<li>Un cucchiaino di cipolla grattugiata</li>
<li>b. acqua</li>
<li>1 cucchiaio di olio di sesamo scaldato</li>
</ul>
<p>Emulsionate tutti gli ingredienti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Dessert di pesche ai fiori di lavanda con granella di pistacchio</title>
		<link>https://elenaalquati.org/pesche-lavanda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 05:15:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dolcialcucchiaio;]]></category>
		<category><![CDATA[#estate;]]></category>
		<category><![CDATA[#fruttadistagione;]]></category>
		<category><![CDATA[#pesche;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cominciano a maturare le prime pesche e non ho saputo resistere. È una ricetta che avevo preparato qualche anno fa e aveva riscosso molto successo, soprattutto per la sua semplicità. Oggi la propongo rinnovata in alcuni ingredienti, ma sempre funzionale per un dessert veloce, fresco e sfizioso. I fiori di lavanda sono in piena fioritura  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Cominciano a maturare le prime pesche e non ho saputo resistere. È una ricetta che avevo preparato qualche anno fa e aveva riscosso molto successo, soprattutto per la sua semplicità. Oggi la propongo rinnovata in alcuni ingredienti, ma sempre funzionale per un dessert veloce, fresco e sfizioso. I fiori di lavanda sono in piena fioritura ed emanano un profumo meraviglioso; quale frutto migliore delle pesche per un accostamento estivo? Ecco una proposta fresca.</p>
<p>Glutine: assente</p>
<p>Difficoltà: bassa</p>
<p>Tempo di preparazione: 15 minuti</p>
<p>Tempo di cottura: 30 minuti per la macerazione</p>
<p>Attrezzi: bacinella, mixer, cucchiaio per mescolare e servire</p>
<p>Stagionalità: estate</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>4 pesche mature</li>
<li>1 cucchiaio di miele di acacia</li>
<li>1 cucchiaio di mirin o sakè o vinsanto</li>
<li>1 cucchiaino di fiori di lavanda tritati</li>
<li>un pizzico di sale</li>
<li>una manciata di pistacchi tritati</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Lavate le pesche e tagliatele a piccoli pezzi; riunite la frutta in una ciotola e aggiungete il miele, il mirin e il pizzico di sale; unite i fiori di lavanda, mescolate e lasciate macerare per circa 30 minuti in frigorifero.<br />Disponete il dessert in coppette da gelato, guarnite con la granella di pistacchi e servite fresco. <br />* Si suggeriscono ingredienti provenienti da agricoltura biologica.</p>
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		<title>Servizio mensa: valorizzare il servizio in un’opportunità educativa</title>
		<link>https://elenaalquati.org/servizio-mensa-valorizzare-il-servizio-in-unopportunita-educativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 12:25:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#dirittiumani;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzione;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<category><![CDATA[storiadelcibo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Slow Food International arriva un messaggio con cui concordo profondamente, ma che mi fa riflettere sul percorso fatto: È vero, ogni giorno milioni di pasti vengono serviti nelle scuole, negli ospedali, nelle università e nelle istituzioni pubbliche di tutto il mondo. È vero che spesso non si percepisce il valore che questo “servizio”  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-7 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" >
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<div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column">
<div class="fusion-text fusion-text-5">
<p>Da Slow Food International arriva un messaggio con cui concordo profondamente, ma che mi fa riflettere sul percorso fatto:</p>
<ul>
<li>È vero, ogni giorno milioni di pasti vengono serviti nelle scuole, negli ospedali, nelle università e nelle istituzioni pubbliche di tutto il mondo.</li>
<li>È vero che spesso non si percepisce il valore che questo “servizio” rappresenta: riconnettere i bambini con il loro territorio.</li>
<li>Ci sono poi gli agricoltori, quelli che hanno a cuore la loro terra e la biodiversità, che non la avvelenano per aumentare le rese e i profitti.</li>
</ul>
<h2>Ma c&#8217;è un nodo irrisolto.</h2>
<p>Spesso manca un riconoscimento a chi, da anni, lavora su questi temi senza il brand di un&#8217;organizzazione globale, senza il centro di Terra Madre o i finanziamenti UE. È da questi piccoli focolai che sono partite le vere rivoluzioni. Purtroppo, è un meccanismo ricorrente: i piccoli iniziano, lottano e innovano; poi arrivano i grandi, si appropriano della narrazione e sembrano essere loro i padri della svolta.</p>
<p>Quando queste iniziative finiscono nelle mani dei grandi, la direzione cambia: raramente in favore dei popoli, quasi sempre a vantaggio dei brand.</p>
</div>
<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DZpj5XjFnem/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);">
<div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DZpj5XjFnem/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> </p>
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<p></a></p>
<p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DZpj5XjFnem/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Slow Food International (@slowfood_international)</a></p>
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		<title>Ondata di caldo? Ecco come difenderci</title>
		<link>https://elenaalquati.org/ondata-di-caldo-ecco-come-difenderci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 19:08:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo e salute]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#estate;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzione;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzioneatavola;]]></category>
		<category><![CDATA[#stagionalità;]]></category>
		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caldo è arrivato e anche molto intenso. La natura però è molto previdente e, in questa stagione in cui si suda maggiormente, essa ci dona molta frutta per lo più rinfrescante e di sapore dolce (promuove la formazione di liquidi organici) e acido (azione di trattenimento), sapori che, insieme, mantengono l’equilibrio dei liquidi corporei  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il caldo è arrivato e anche molto intenso. La natura però è molto previdente e, in questa stagione in cui si suda maggiormente, essa ci dona molta frutta per lo più rinfrescante e di sapore dolce (promuove la formazione di liquidi organici) e acido (azione di trattenimento), sapori che, insieme, mantengono l’equilibrio dei liquidi corporei (yin). Per questo motivo si tende a suggerire un aumento del consumo di frutta rispetto alle altre stagioni, purché del proprio territorio e senza esagerare.</p>
<p>L’anguria rappresenta un eccellente rimedio, grazie al suo marcato effetto rinfrescante. Nel *Ben Cao*, il compendio di Materia Medica, si legge: “L’anguria disperde il calore del Pericardio, depura l’intestino e la vescica, e scioglie l’accumulo di calore, placando la sete”. È pertanto indicata in presenza di calore estivo, stati infiammatori o carenza di liquidi corporei (come stipsi e sete intensa). Grazie al suo potere drenante, favorisce l&#8217;eliminazione dei liquidi in eccesso e contribuisce ad abbassare la pressione arteriosa.</p>
<p>Sono molti i frutti interessanti in questa stagione, come i frutti di bosco, le pesche, le albicocche, le ciliegie, le fragole, tutti atti a sostenere le funzioni cardiache, a tonificare il sangue, a ripristinare i liquidi organici persi sudando e a drenare gli eccessi.</p>
<h2>Attenzione al richiamo del freddo</h2>
<p>In estate gli alimenti da consumare sono quelli naturalmente rinfrescanti: gelati, ghiaccioli, bibite ghiacciate danno un sollievo momentaneo ma l’eccessivo freddo viene registrato dal nostro organismo in modo anomalo, che va riequilibrato velocemente aumentando la temperatura corporea. Risultato:  abbiamo più caldo di prima.</p>
<p><a href="https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/c/congestione"><em>L’Istituto Superiore di S</em><em>anità</em></a><em> informa: nella lingua italiana, con il termine </em><em>congestione</em><em> in  relazione al corpo umano, s’intende un eccessivo accumulo di sangue in un organo o in una parte del corpo. Si può parlare di </em><em>congestione cerebrale</em><em>, </em><em>polmonare, delle prime vie respiratorie</em><em> a seconda dell&#8217;organo in cui si verifica l&#8217;accumulo.</em></p>
<p><em>Tuttavia è un termine comunemente usato per definire un blocco digestivo (blocco intestinale da freddo o congestione dello stomaco). Dopo i pasti, infatti, per svolgere la funzione digestiva e i processi chimici che permettono la trasformazione del cibo ingerito, stomaco e intestino necessitano di molto ossigeno che viene loro trasportato in gran quantità attraverso il flusso sanguigno. Un improvviso cambiamento della temperatura può provocare una diminuzione della quantità di sangue che arriva all&#8217;addome, causando il rallentamento o il blocco dei processi digestivi con la conseguente comparsa di malessere che può diventare molto pericoloso.</em></p>
<p>Ad essere più facilmente colpiti sono i bambini e gli adolescenti, sia perché il loro apparato digerente è più delicato rispetto a quello degli adulti, sia perché sono meno attenti ai segnali inviati dal corpo.</p>
<h2>La ricchezza dell’orto</h2>
<p>In questa stagione l’orto è molto ricco e la natura ci offre per lo più verdure a foglie verdi e fiori in linea con la stagione stessa, come ad esempio: fiori di zucca e di zucchina, le foglie di zucchine, ma anche zucchine, cetrioli, insalate, spinaci, rucola e molto altro.</p>
<p>Il cereale principe è sicuramente l’orzo, rinfrescante e tonificante, ma a ruota anche riso integrale, segale, farro decorticato, ecc.</p>
<h2>Evitiamo</h2>
<p>I cibi che sono particolarmente da evitare o fortemente limitare sono:</p>
<ul>
<li>carni, uova, formaggi stagionati, salumi;</li>
<li>zucchero, dolci, gelati.</li>
</ul>
<p>Sono alimenti in opposizione tra loro (i primi ricchi di sale  e i secondi di zuccheri) che creano:</p>
<ol>
<li>i primi un aumento del deposito di grassi saturi, rallentano il flusso sanguigno, induriscono le arterie;</li>
<li>i secondi uno sfiancamento a carico del sistema venoso e alterazioni a carico del cuore.</li>
</ol>
<p>Non dimentichiamoci di non eccedere nei caffè e, soprattutto, di non fumare.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p>Seguendo la natura, il territorio e ciò che ci dona la stagione, non possiamo sbagliare: è solo una questione di buon senso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Khaman: dai ceci fermentati una delizia indiana</title>
		<link>https://elenaalquati.org/khaman-una-ricetta-tradizionale-dallindia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 05:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#India;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricettaetnica;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<category><![CDATA[storiadelcibo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Khaman è un delizioso piatto tradizionale del Gujarat, in India. È una ricetta leggera e spugnosa preparata con la farina di ceci fermentata; la caratteristica distintiva è il tadka  (tempering) finale fatto con semi di senape, curcuma, zenzero fresco, peperoncini verdi e una spruzzata di lime o succo di limone, che gli dà quel tocco agrodolce  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Khaman</strong> è un delizioso piatto tradizionale del Gujarat, in India. È una ricetta leggera e spugnosa preparata con la farina di ceci fermentata; la caratteristica distintiva è il<a href="https://elenaalquati.org/glossary/tadka-tempering/"> <strong>tadka </strong> (tempering)</a> finale fatto con semi di senape, curcuma, zenzero fresco, peperoncini verdi e una spruzzata di <strong>lime o succo di limone</strong>, che gli dà quel tocco agrodolce tipico.</p>
<p><strong>Esiste una variante dolce s</strong>ervita con una glassa leggera a base di <strong>miele</strong>, che la rende leggermente dolce al palato, un equilibrio perfetto con il piccante del tempering.</p>
<p>Tradizionalmente si taglia a quadratini e si accompagna con salsa verde al coriandro e chutney di tamarindo.</p>
<p><em>Ingredienti per il tortino:</em></p>
<ul>
<li>gr. 100 farina di ceci</li>
<li>1 cucchiaio di semolino</li>
<li>ml. 200 di acqua</li>
<li>zenzero</li>
<li>1 cucchiaio di succo di limone</li>
<li>q.b. sale</li>
<li>q.b. olio extravergine di olive</li>
</ul>
<p><em>Per la salsa:</em></p>
<ul>
<li>mezzo cucchiaino di semi di sesamo</li>
<li>mezzo cucchiaino di semi di senape</li>
<li>2 peperoni verdi</li>
<li>1 pizzico di assafetida*</li>
<li>q.b. sale</li>
<li>q.b. olio extravergine di oliva</li>
</ul>
<p>Per la decorazione spargere del coriandolo tritato.</p>
<p>Unite tutti gli ingredienti in una zuppiera incorporando l&#8217;acqua; mescolate sino ad ottenere una pastella densa e lasciate fermentare per una notte coprendo la zuppiera con uno strofinaccio umido; versare la pastella in una pentola ricoperta da una carta da forno e distribuitela uniformemente; cuocete a bagnomaria con un coperchio per 20 minuti.</p>
<p>In una padella scaldate l’olio; aggiungete i semi di senape, sesamo, i peperoni tagliati finemente e l&#8217;assafetida, facendo soffriggere gli ingredienti a fiamma media. Salate e mescolate continuamente.</p>
<p>Estrarre il tortino dalla pentola, tagliatelo a quadretti e disponetelo su un piatto di portata; versate sopra la salsa e guarnite con il coriandolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*Io non ho usato l’assafetida ma suggerisco di provarla.</p>
<p>&nbsp;</p>
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