Ondata di caldo? Ecco come difenderci

Il caldo è arrivato e anche molto intenso. La natura però è molto previdente e, in questa stagione in cui si suda maggiormente, essa ci dona molta frutta per lo più rinfrescante e di sapore dolce (promuove la formazione di liquidi organici) e acido (azione di trattenimento), sapori che, insieme, mantengono l’equilibrio dei liquidi corporei (yin). Per questo motivo si tende a suggerire un aumento del consumo di frutta rispetto alle altre stagioni, purché del proprio territorio e senza esagerare.

L’anguria rappresenta un eccellente rimedio, grazie al suo marcato effetto rinfrescante. Nel *Ben Cao*, il compendio di Materia Medica, si legge: “L’anguria disperde il calore del Pericardio, depura l’intestino e la vescica, e scioglie l’accumulo di calore, placando la sete”. È pertanto indicata in presenza di calore estivo, stati infiammatori o carenza di liquidi corporei (come stipsi e sete intensa). Grazie al suo potere drenante, favorisce l’eliminazione dei liquidi in eccesso e contribuisce ad abbassare la pressione arteriosa.

Sono molti i frutti interessanti in questa stagione, come i frutti di bosco, le pesche, le albicocche, le ciliegie, le fragole, tutti atti a sostenere le funzioni cardiache, a tonificare il sangue, a ripristinare i liquidi organici persi sudando e a drenare gli eccessi.

Attenzione al richiamo del freddo

In estate gli alimenti da consumare sono quelli naturalmente rinfrescanti: gelati, ghiaccioli, bibite ghiacciate danno un sollievo momentaneo ma l’eccessivo freddo viene registrato dal nostro organismo in modo anomalo, che va riequilibrato velocemente aumentando la temperatura corporea. Risultato:  abbiamo più caldo di prima.

L’Istituto Superiore di Sanità informa: nella lingua italiana, con il termine congestione in  relazione al corpo umano, s’intende un eccessivo accumulo di sangue in un organo o in una parte del corpo. Si può parlare di congestione cerebralepolmonare, delle prime vie respiratorie a seconda dell’organo in cui si verifica l’accumulo.

Tuttavia è un termine comunemente usato per definire un blocco digestivo (blocco intestinale da freddo o congestione dello stomaco). Dopo i pasti, infatti, per svolgere la funzione digestiva e i processi chimici che permettono la trasformazione del cibo ingerito, stomaco e intestino necessitano di molto ossigeno che viene loro trasportato in gran quantità attraverso il flusso sanguigno. Un improvviso cambiamento della temperatura può provocare una diminuzione della quantità di sangue che arriva all’addome, causando il rallentamento o il blocco dei processi digestivi con la conseguente comparsa di malessere che può diventare molto pericoloso.

Ad essere più facilmente colpiti sono i bambini e gli adolescenti, sia perché il loro apparato digerente è più delicato rispetto a quello degli adulti, sia perché sono meno attenti ai segnali inviati dal corpo.

La ricchezza dell’orto

In questa stagione l’orto è molto ricco e la natura ci offre per lo più verdure a foglie verdi e fiori in linea con la stagione stessa, come ad esempio: fiori di zucca e di zucchina, le foglie di zucchine, ma anche zucchine, cetrioli, insalate, spinaci, rucola e molto altro.

Il cereale principe è sicuramente l’orzo, rinfrescante e tonificante, ma a ruota anche riso integrale, segale, farro decorticato, ecc.

Evitiamo

I cibi che sono particolarmente da evitare o fortemente limitare sono:

  • carni, uova, formaggi stagionati, salumi;
  • zucchero, dolci, gelati.

Sono alimenti in opposizione tra loro (i primi ricchi di sale  e i secondi di zuccheri) che creano:

  1. i primi un aumento del deposito di grassi saturi, rallentano il flusso sanguigno, induriscono le arterie;
  2. i secondi uno sfiancamento a carico del sistema venoso e alterazioni a carico del cuore.

Non dimentichiamoci di non eccedere nei caffè e, soprattutto, di non fumare.

Concludendo

Seguendo la natura, il territorio e ciò che ci dona la stagione, non possiamo sbagliare: è solo una questione di buon senso.

 

 

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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