<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>#ciboetradizione; Archivi - Elena Alquati</title>
	<atom:link href="https://elenaalquati.org/tag/ciboetradizione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://elenaalquati.org/tag/ciboetradizione/</link>
	<description>Il mio nuovo sito targato WP</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 Sep 2026 08:19:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.1</generator>
	<item>
		<title>Schiacciata con uva fragolina</title>
		<link>https://elenaalquati.org/schiacciata-con-uva-fragolina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 06:55:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[storiadelcibo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=16325</guid>

					<description><![CDATA[<p>Esiste un aneddoto legato alla schiacciata con l'uva fragola che un testimone dovette sfidare lampi e tuoni per portare a casa i grappoli dalla vigna, poiché l'uva era così buona mangiata nel campo che risultava difficile procurarsene abbastanza a portare a casa per preparare la focaccia. La ricetta tradizionale toscana associata a questa varietà di  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/schiacciata-con-uva-fragolina/">Schiacciata con uva fragolina</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Esiste un aneddoto legato alla <strong>schiacciata con l&#8217;uva fragola</strong> che un testimone dovette <strong>sfidare lampi e tuoni</strong> per portare a casa i grappoli dalla vigna, poiché l&#8217;uva era <strong>così buona mangiata nel campo</strong> che risultava difficile procurarsene abbastanza a portare a casa per preparare la focaccia.</p>
<p>La ricetta tradizionale toscana associata a questa varietà di uva era spesso preparata con la pasta del pane avanzata, miele e un goccio d&#8217;olio, sfruttando una qualità di uva <strong>poco adatta alla vinificazione</strong>.</p>
<p><em>Ingredienti </em></p>
<ul>
<li>g 300 di farina integrale di grano tenero o di farro</li>
<li>g 5 di lievito di birra fresco</li>
<li>1cucchiaio di olio extravergine di oliva</li>
<li>1cucchiaino di sale marino integrale fino</li>
<li>Uva fragolina (o nera)*</li>
<li>ml 150 circa di acqua</li>
</ul>
<p><em>Procedimento </em></p>
<p>Sciogliete il lievito in 100 ml di acqua fresca, versate la farina in una terrina, aggiungete olio, sale e impastate, aggiungendo il resto dell’acqua, per dieci minuti sino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Coprite l’impasto con un canovaccio umido e lasciate riposare a temperatura ambiente per trenta minuti; passato questo tempo, mettete l’impasto in frigorifero per sei ore.</p>
<p>In una teglia da forno precedentemente oleata, versate l’impasto e, senza toccarlo, lasciatelo riposare per trenta minuti. Aiutandovi con le mani unte di olio, stendete l’impasto tirandolo con la punta delle dita, sino a riempire tutta la teglia; lasciate lievitare per due ore al riparo da correnti d’aria (ottimo disporlo in forno spento con la lucina accesa). Guarnite la focaccia con l’uva  e cuocete in forno a 230° per 15 minuti, posizionando sul fondo un pentolino di acqua per mantenere  l’umidità costante. Sfornate e servite calda.</p>
<p>*I semi dell’uva fragolina sono duri e fastidiosi, suggerisco di toglierli prima di disporli sull’impasto, ma mi raccomando, non prendete uva senza semi: i semi sono vita, vitalità, informazione.</p>
<h3>Curiosità</h3>
<p>Esiste un aneddoto legato alla <strong>schiacciata con l&#8217;uva fragola</strong> secondo cui un testimone dovette <strong>sfidare lampi e tuoni</strong> per portare a casa i grappoli dalla vigna, poiché l&#8217;uva era <strong>così buona mangiata nel campo</strong> che risultava difficile procurarsene abbastanza a portare a casa per preparare la focaccia.</p>
<p>La ricetta tradizionale toscana associata a questa varietà di uva era spesso preparata con la pasta del pane avanzata, miele e un goccio d&#8217;olio, sfruttando una qualità di uva <strong>poco adatta alla vinificazione</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/schiacciata-con-uva-fragolina/">Schiacciata con uva fragolina</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>🌶️ Pesce persico piccante al pomodoro</title>
		<link>https://elenaalquati.org/%f0%9f%8c%b6%ef%b8%8f-pesce-persico-piccante-al-pomodoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 12:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<category><![CDATA[#secondipiatti;]]></category>
		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=16197</guid>

					<description><![CDATA[<p>Non propongo spesso ricette che contengono ingredienti di origine animale, ma questa è stata una forma di protesta a cui seguirà un articolo. Si promuove sempre il pesce di mare, che ormai si sta esaurendo, mentre nella nostra infanzia c'è stato, in quasi ogni famiglia, un papà o un nonno che andava a pescare la  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/%f0%9f%8c%b6%ef%b8%8f-pesce-persico-piccante-al-pomodoro/">🌶️ Pesce persico piccante al pomodoro</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non propongo spesso ricette che contengono ingredienti di origine animale, ma questa è stata una forma di protesta a cui seguirà un articolo. Si promuove sempre il pesce di mare, che ormai si sta esaurendo, mentre nella nostra infanzia c&#8217;è stato, in quasi ogni famiglia, un papà o un nonno che andava a pescare la trota o qualsiasi altro pesce d&#8217;acqua dolce. Perché non rispettare le leggi territoriali?</p>
<p>Ingredienti</p>
<ul>
<li>g 800 di pesce persico pescato italiano ( o altro pesce d’acqua dolce pescato)</li>
<li>pomodori perini</li>
<li>1 spicchio di aglio</li>
<li>1 carota</li>
<li>1 cipolla</li>
<li>1 gambo di sedano</li>
<li>un ciuffo di prezzemolo</li>
<li>4 cucchiai di olio extravergine di oliva</li>
<li>mezzo peperoncino</li>
<li>sale marino integrale</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Pulite il pesce, lavatelo, sfilettatelo, asciugatelo e tagliatelo ognuno in tre pezzi. Lavate e tritate finemente tutte le verdure, una alla volta, mantenendole separate. In un tegame scaldate l’olio, versate le verdure (sempre una alla volta), il peperoncino spezzettato, unite i pomodori tagliati a piccoli pezzetti, mescolate, coprite, abbassate la fiamma e lasciate cuocere per quindici minuti. Aggiungete il pesce e lasciate cuocere per altri quindici minuti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/%f0%9f%8c%b6%ef%b8%8f-pesce-persico-piccante-al-pomodoro/">🌶️ Pesce persico piccante al pomodoro</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>3 &#8211; Riflessioni sul cibo</title>
		<link>https://elenaalquati.org/3-riflessioni-sul-cibo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 04:40:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Podcast]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#macrobiotica;]]></category>
		<category><![CDATA[#traterraecieo;]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=16227</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ed eccoci giunti al terzo e conclusivo appuntamento dei miei interventi a "Tra Terra e Cielo", a Tarquinia. Piuttosto che fare lezione, ho preferito rispondere alle domande e alle curiosità dei partecipanti, lanciando un messaggio che mi stava particolarmente a cuore: riappropriamoci della nostra cultura, della nostra storia e delle nostre tradizioni. Ippocrate e  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/3-riflessioni-sul-cibo/">3 &#8211; Riflessioni sul cibo</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-1"><p>Ed eccoci giunti al terzo e conclusivo appuntamento dei miei interventi a &#8220;Tra Terra e Cielo&#8221;, a Tarquinia. Piuttosto che fare lezione, ho preferito rispondere alle domande e alle curiosità dei partecipanti, lanciando un messaggio che mi stava particolarmente a cuore: riappropriamoci della nostra cultura, della nostra storia e delle nostre tradizioni. Ippocrate e la Scuola Salernitana hanno ancora tanto da insegnarci e non hanno nulla da invidiare a nessun’altra cultura.</p>
<p>Buon ascolto!</p>
</div><a class="spreaker-player" href="https://www.spreaker.com/episode/riflessioni-sul-cibo--74991972" data-resource="episode_id=74991972" data-width="100%" data-height="200px" data-theme="light" data-playlist="false" data-playlist-continuous="false" data-chapters-image="true" data-episode-image-position="right" data-hide-logo="false" data-hide-likes="false" data-hide-comments="false" data-hide-sharing="false" data-hide-download="true" data-title="Riflessioni sul cibo">Ascolta "Riflessioni sul cibo" su Spreaker.</a><script async src="https://widget.spreaker.com/widgets.js"></script></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/3-riflessioni-sul-cibo/">3 &#8211; Riflessioni sul cibo</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Riso con pesce persico alla milanese</title>
		<link>https://elenaalquati.org/risotto-con-pesce-persico-alla-milanese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 09:17:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#illagonelpiatto;]]></category>
		<category><![CDATA[#pescepersico;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<category><![CDATA[#secondipiatti;]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=16217</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questa non è solo una ricetta, ma un pezzo di storia della nostra tradizione culinaria. Quando i pescatori barattavano il pesce lungo i Navigli, il riso che ottenevano dai contadini milanesi era ben diverso da quello odierno. Si utilizzavano varietà antiche come il Nostrale, il Ranghino o il celebre Vialone Nero, apparso alla fine dell’Ottocento  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/risotto-con-pesce-persico-alla-milanese/">Riso con pesce persico alla milanese</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa non è solo una ricetta, ma un pezzo di storia della nostra tradizione culinaria. Quando i pescatori barattavano il pesce lungo i Navigli, il riso che ottenevano dai contadini milanesi era ben diverso da quello odierno. Si utilizzavano varietà antiche come il Nostrale, il Ranghino o il celebre Vialone Nero, apparso alla fine dell’Ottocento e considerato l’antenato del Carnaroli. Sebbene quest&#8217;ultimo sia oggi il re indiscusso in cucina per l&#8217;ottima tenuta in cottura, nell&#8217;Ottocento non esisteva ancora, essendo stato selezionato solo nel 1945. All&#8217;epoca, i milanesi preparavano il <strong>riso in cagnone</strong>, la versione originale in cui il riso veniva semplicemente bollito e condito con burro spumeggiante, salvia e filetti di pesce. Oggi lo si prepara in versione risotto.</p>
<h4 style="text-align: left;"><a href="https://elenaalquati.org/1-il-lago-nel-piatto-il-pesce-persico-ricetta-e-segreti/"><span class="emoji x1rg5ohu xxymvpz x19la9d6 x1fc57z9 x6ikm8r x10wlt62 x19co3pv x11tp94h xw4jnvo x1qx5ct2 xfibh0p xiy17q3 x1xsqp64 x1lkfr7t xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl"><span class="xy9tlov x1bhl96m"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> </span></span>Partecipa alla sfida settimanale #IlLagoNelPiatto</a></h4>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>320 g di riso Vialone o Vialone Nano</li>
<li>400 g di filetti freschi di pesce persico reale</li>
<li>80 g di olio extravergine di oliva (la ricetta originale indica il burro di malga delle valli alpine)</li>
<li>Mezzo bicchiere di vino bianco</li>
<li>Farina integrale q.b.</li>
<li>Foglie di salvia fresca</li>
<li>1 spicchio d&#8217;aglio</li>
<li>Sale marino integrale e pepe q.b.</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>In una pentola portate a bollore dell&#8217;acqua salata e cuocete il riso per 16-18 minuti.</p>
<p>Per il pesce persico &#8220;alla milanese&#8221;: mentre il riso cuoce, asciugate accuratamente i filetti e infarinateli leggermente. In una padella capiente, scaldate l&#8217;olio con uno spicchio d&#8217;aglio e foglie di salvia fresca; adagiatevi i filetti e fateli dorare per 2-3 minuti su ogni lato, finché non risulteranno croccanti. Sfumate con il vino bianco e aggiustate di sale.</p>
<p>Disponete il riso nei piatti, adagiatevi sopra il pesce e completate versando sopra l&#8217;olio profumato con aglio e salvia. Servite caldo.</p>
<h4><strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/09/Risotto-con-pesce-persico-alla-milanese-1.pdf">Scarica ricetta in PDF</a></span></strong></h4>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/risotto-con-pesce-persico-alla-milanese/">Riso con pesce persico alla milanese</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>1 &#8211; Il lago nel piatto: il pesce persico, ricetta e segreti</title>
		<link>https://elenaalquati.org/1-il-lago-nel-piatto-il-pesce-persico-ricetta-e-segreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 02:23:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia Cultura Tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#illagonelpiatto;]]></category>
		<category><![CDATA[#pescepersico;]]></category>
		<category><![CDATA[#risoincagnone;]]></category>
		<category><![CDATA[#sfidasettimanale;]]></category>
		<category><![CDATA[storiadelcibo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=16206</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il mio papà amava andare a pescare. Passava ore con la sua canna da pesca in mano e non sempre tornava a casa con un pesce! Ricordo che, almeno in casa mia, si mangiava il pesce di mare solo quando andavamo in Liguria al ristorante Sayonara. Negli anni, però, questo hobby della pesca è andato  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/1-il-lago-nel-piatto-il-pesce-persico-ricetta-e-segreti/">1 &#8211; Il lago nel piatto: il pesce persico, ricetta e segreti</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio papà amava andare a pescare. Passava ore con la sua canna da pesca in mano e non sempre tornava a casa con un pesce! Ricordo che, almeno in casa mia, si mangiava il pesce di mare solo quando andavamo in Liguria al ristorante Sayonara.</p>
<p>Negli anni, però, questo hobby della pesca è andato scemando e <strong>il commercio di pesce di mare</strong> è aumentato notevolmente. È necessario uno sforzo per riprendere le nostre tradizioni, almeno per tutte quelle persone che non abitano sul mare.</p>
<h2>Perché questa sfida?</h2>
<p>Perché, come sempre, ci si lascia trascinare. A seguito della diffusione di indicazioni scientifiche che suggeriscono di ridurre il consumo di carne a favore del pesce, in particolare quello azzurro, gli acquisti di quest&#8217;ultimo sono aumentati notevolmente negli anni. Di conseguenza, anche chi vive lontano dal mare continua a privilegiare il pesce di mare nelle proprie abitudini alimentari.</p>
<h2>Dati globali</h2>
<p>La FAO stima un consumo mondiale di <strong>153-179 milioni di tonnellate</strong> (tra pesca e acquacoltura), con una crescita media annua del 3,2% dal 1961.</p>
<p>Ogni anno, in Italia, il consumo pro capite di prodotti ittici si attesta mediamente tra i 28 e i 31,21 kg. Appena un pesce su tre deriva dalla pesca o dall&#8217;allevamento nei nostri mari; la quota restante, pari al 60-70%, è costituita da importazioni, provenienti in gran parte da Paesi in via di sviluppo.</p>
<h2>Impatto Ambientale</h2>
<p>In Italia, il <a href="https://www.wwf.it/area-stampa/in-europa-da-luglio-il-fish-dependence-day/">Fish Dependence Day</a>, cade a inizio aprile, e indica che le risorse ittiche nazionali si esauriscono rapidamente rispetto alla domanda.</p>
<h2>Tornare a pescare</h2>
<p>I principali pesci di lago e di fiume in Italia comprendono specie d&#8217;acqua dolce molto diffuse, sia autoctone che introdotte.</p>
<p><strong>Ecco le principali specie d’acqua dolce</strong></p>
<p>Nei laghi italiani le acque sono generalmente più calme e profonde, favorendo pesci dal sapore delicato e carni magre:</p>
<p>&#8211; Persico reale: pregiato, con carni sode e saporite.</p>
<p>&#8211; Lavarello (o coregone): tipico dei grandi laghi prealpini, ha carni molto fini.</p>
<p>&#8211; Tinca: corpo robusto, vive sui fondali fangosi ed è ottima in umido o in carpione.</p>
<p>&#8211; Carpa: specie longeva e robusta, comune sia nei laghi che nei fiumi a lento corso.</p>
<p>&#8211; Luccio: un grande predatore che si nasconde tra la vegetazione acquatica.</p>
<p>&#8211; Agone: tipico dei laghi del Nord Italia, spesso preparato essiccato o marinato.</p>
<p><strong>Principali Specie di Fiume</strong></p>
<p>Nei fiumi e torrenti, caratterizzati da corrente e livelli di ossigenazione diversi, troviamo:</p>
<p>&#8211; Trota (fario e iridea): vive in acque fredde, veloci e ben ossigenate.</p>
<p>&#8211; Barbo: riconoscibile per i tipici barbigli ai lati della bocca, nuota con forza controcorrente.</p>
<p>&#8211; Cavedano: agile e diffuso, onnivoro e molto scaltro.</p>
<p>&#8211; Anguilla: dal corpo serpentiforme e carni grasse, storicamente legata alle foci e ai grandi fiumi come il Po.</p>
<p>&#8211; Pesce siluro: un predatore di grandi dimensioni introdotto nei grandi fiumi di pianura.</p>
<h2>Storia e ricetta della settimana</h2>
<h3><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4d6.png" alt="📖" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> La Storia del Risotto con il Pesce Persico</h3>
<p>Il <strong>Ris e Persich</strong> (in dialetto) non è una semplice ricetta, ma <strong>un pezzo di storia della Lombardia</strong> che unisce due mondi: la Milano del riso e i grandi laghi prealpini.</p>
<h3> Le origini e il baratto territoriale</h3>
<p>Storicamente, i pescatori dei laghi raggiungevano Milano navigando lungo l&#8217;Adda, il Ticino e la rete dei Navigli per vendere il pescato del giorno. Al ritorno, risalivano verso i borghi lacustri trasportando il pregiato riso coltivato nelle risaie della Pianura Padana. L&#8217;incontro tra il riso e il pesce persico è stato la naturale evoluzione di questo antico scambio economico e culturale.</p>
<h3>Il piatto della domenica dei milanesi:</h3>
<p>Tra la fine dell&#8217;Ottocento e la prima metà del Novecento, per i milanesi la &#8220;gita fuori porta&#8221; della domenica avveniva in carrozza o in treno verso i laghi (Como e Maggiore in primis). Il premio finale di queste escursioni era immancabilmente lo stesso: sedersi in una locanda affacciata sul lago per gustare un risotto col persico appena pescato.</p>
<h3>Il tocco finale della salvia</h3>
<p>La scelta della salvia non è affatto casuale: nei giardini e sui terrazzamenti dei laghi lombardi, questa pianta cresceva – e cresce tuttora – spontanea e rigogliosa. Il suo abbinamento con il burro delle valli alpine per la frittura del pesce è diventato il vero tratto distintivo della gastronomia locale.</p>
<p>________________________________________</p>
<h2><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f41f.png" alt="🐟" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> La scheda del pesce persico</h2>
<p>Ecco alcune informazioni su questo prestigioso pesce di lago:</p>
<ul>
<li><strong>Nome scientifico:</strong> Perca fluviatilis</li>
<li><strong>Nome comune:</strong> Pesce Persico Reale (o Persico Nostrano)</li>
<li><strong>Segni particolari:</strong> ha un corpo robusto, il dorso verde-olivastro con le pinne inferiori di un acceso colore rosso-arancio.</li>
<li><strong>Dove vive: </strong>vive nelle acque dolci, limpide e calme dei grandi laghi lombardi (Como, Garda, Maggiore, Iseo) e nei fiumi a corso lento.</li>
<li><strong>Perché è una scelta sostenibile</strong> (e di nicchia): il persico reale nostrano è un predatore selvatico autoctono. Consumarlo significa sostenere la piccola pesca professionale locale dei nostri laghi.</li>
<li><strong>Valori Nutrizionali:</strong> è magrissimo (meno del 2% di grassi), altamente digeribile e ricco di proteine nobili e sali minerali come il potassio e il fosforo.</li>
</ul>
<blockquote><p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/26a0.png" alt="⚠" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Attenzione alle imitazioni!:</strong> sul mercato e nei supermercati si trova spesso il &#8220;pesce persico del Nilo o del lago Vittoria&#8221;, proveniente dall&#8217;Africa; arriva congelato ed è un prodotto completamente diverso, dalle carni meno pregiate. Il vero persico reale nostrano si distingue invece per i filetti piccoli, la carne bianchissima, soda, magra e dal sapore delicatissimo.</p></blockquote>
<h2>Risotto con pesce persico alla milanese</h2>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>320 g di riso Vialone o Vialone Nano</li>
<li>400 g di filetti freschi di pesce persico reale</li>
<li>80 g di olio extravergine di oliva (la ricetta originale indica il burro di malga delle valli alpine)</li>
<li>Mezzo bicchiere di vino bianco</li>
<li>Farina integrale q.b.</li>
<li>Foglie di salvia fresca</li>
<li>1 spicchio d&#8217;aglio</li>
<li>Sale marino integrale e pepe q.b.</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>In una pentola portate a bollore dell&#8217;acqua salata e cuocete il riso per 16-18 minuti.</p>
<p>Per il pesce persico &#8220;alla milanese&#8221;: mentre il riso cuoce, asciugate accuratamente i filetti e infarinateli leggermente. In una padella capiente, scaldate l&#8217;olio con uno spicchio d&#8217;aglio e foglie di salvia fresca; adagiatevi i filetti e fateli dorare per 2-3 minuti su ogni lato, finché non risulteranno croccanti. Sfumate con il vino bianco e aggiustate di sale.</p>
<p>Disponete il riso nei piatti, adagiatevi sopra il pesce e completate versando sopra l&#8217;olio profumato con aglio e salvia. Servite caldo.</p>
<h4><strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/09/Risotto-con-pesce-persico-alla-milanese-1.pdf">Scarica ricetta in PDF</a></span></strong></h4>
<blockquote><p><em>“<strong>Curiosità storica:</strong> quando i pescatori barattavano il pesce lungo i Navigli, il riso che ottenevano dai contadini milanesi era ben diverso da quello odierno. Si utilizzavano varietà antiche come il Nostrale, il Ranghino o il celebre Vialone Nero, apparso alla fine dell’Ottocento e considerato l’antenato del Carnaroli. Sebbene quest&#8217;ultimo sia oggi il re indiscusso in cucina per l&#8217;ottima tenuta in cottura, nell&#8217;Ottocento non esisteva ancora, essendo stato selezionato solo nel 1945. All&#8217;epoca, i milanesi preparavano il <strong>riso in cagnone</strong>, la versione originale in cui il riso veniva semplicemente bollito e condito con burro spumeggiante, salvia e filetti di pesce. Oggi lo si prepara in versione risotto.”</em></p></blockquote>
<h2>Le domande possibili</h2>
<ul>
<li><strong>Il pesce persico di lago ha molte spine?</strong> No, i filetti di pesce persico reale acquistati in pescheria sono già deliscati.</li>
<li><strong>Vivo a Milano, dove posso comprarlo?</strong> È possibile trovarlo nei reparti di pescheria più forniti, nei Mercati Comunali Coperti e nei mercati agricoli di Campagna Amica (non solo a Milano).</li>
<li><strong>Se non trovo il pesce persico, come posso sostituirlo nel risotto</strong>? Se non trovi il persico reale, l&#8217;alternativa migliore dei nostri laghi è il filetto di lavarello (o coregone), altrettanto delicato e magro.</li>
<li><strong>Sono vegano ma mi piace la ricetta, cosa posso utilizzare come ingrediente vegetale?</strong> Personalmente userei il tempeh.</li>
</ul>
<hr />
<p>Fonti e approfondimenti</p>
<p>https://www.cookist.ithttps://boogiebistrot.comhttps://comozero.ithttps://sommelier.blog</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/1-il-lago-nel-piatto-il-pesce-persico-ricetta-e-segreti/">1 &#8211; Il lago nel piatto: il pesce persico, ricetta e segreti</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come i giganti del cibo si appropriano delle tradizioni</title>
		<link>https://elenaalquati.org/come-i-giganti-del-cibo-si-appropriano-delle-tradizioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 06:10:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia Cultura Tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#pepsico;]]></category>
		<category><![CDATA[#traditionalwashing;]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=16140</guid>

					<description><![CDATA[<p>In un recente articolo apparso su FoodNavigator, PepsiCo parla di "sapori globali": sta promuovendo cultura o sta facendo "traditional washing"? Ecco come l'autenticità diventa uno strumento di marketing. Introduzione: La Trappola della Nostalgia È un richiamo ancestrale. Spesso siamo attratti dal prodotto che richiama il passato; vuoi perché sulla confezione c'è scritto "ricetta tradizionale", "sapore  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/come-i-giganti-del-cibo-si-appropriano-delle-tradizioni/">Come i giganti del cibo si appropriano delle tradizioni</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un recente articolo apparso su <a href="https://www.foodnavigator.com/Article/2026/08/27/pepsico-bets-on-global-flavors-to-grow-beyond-snacks/">FoodNavigator</a>, PepsiCo parla di &#8220;sapori globali&#8221;: sta promuovendo cultura o sta facendo &#8220;traditional washing&#8221;?</p>
<p>Ecco come l&#8217;autenticità diventa uno strumento di marketing.</p>
<h2>Introduzione: La Trappola della Nostalgia</h2>
<p>È un richiamo ancestrale. Spesso siamo attratti dal prodotto che richiama il passato; vuoi perché sulla confezione c&#8217;è scritto &#8220;ricetta tradizionale&#8221;, &#8220;sapore autentico&#8221; o perché &#8220;ispirato alle antiche culture&#8221;. La parola &#8220;tradizione&#8221; è un potente innesco emotivo: ci fa sentire connessi alle nostre radici, ci promette sicurezza e qualità.</p>
<p>Ma cosa succede se la tradizione è un dipartimento di marketing invece del risultato di secoli di sapere contadino?</p>
<p>La PepsiCo, il colosso che possiede marchi come Lay&#8217;s, Frito-Lay e Quaker, ha recentemente annunciato una nuova strategia (aggressiva) per espandersi &#8220;oltre gli snack&#8221;, puntando sui &#8220;sapori globali&#8221; (global flavors). L&#8217;obiettivo non lascia dubbi: usare la ricchezza culturale del mondo per vendere prodotti ultra-processati a un pubblico ancora attaccato all&#8217;autenticità.</p>
<p>Si chiama &#8220;traditional washing&#8221;.</p>
<h2>1. Cos&#8217;è</h2>
<p>Se lo <strong>science washing</strong> usa termini scientifici astratti per dare autorità a un determinato prodotto, il <strong>traditional washing</strong> usa il passato come schema. La pratica è semplice: si prendono elementi culturali (ricette o tradizioni locali) per industrializzarli, presentandoli come un omaggio alla cultura stessa.</p>
<h3>La strategia</h3>
<p>Nel caso di PepsiCo, è utilizzata la promessa di portare i sapori autentici, ad esempio, del Messico, India o Giappone, mentre la realtà è quella di prendere un sapore complesso (es. una spezia specifica o una tecnica di fermentazione) e semplificarlo in laboratorio per poterne produrre milioni di unità; stabilizzarlo chimicamente per la lunga conservazione; venderlo in un “sacchetto di plastica”. Ti sembra tradizione?</p>
<h2>2. Il Paradosso di PepsiCo: L&#8217;Autenticità in Fabbrica</h2>
<p>L&#8217;articolo di *Food Navigator* sottolinea come PepsiCo voglia trasformare i sapori globali in una leva di crescita. Ma c&#8217;è una contraddizione di fondo:</p>
<p>Come può un prodotto nato in una catena di montaggio essere &#8220;autentico&#8221;?</p>
<p>La tradizione culinaria si basa su:</p>
<ul>
<li>stagionalità;</li>
<li>territorio;</li>
<li>tempo (lavorazioni lente, fermentazioni naturali).</li>
</ul>
<p>L&#8217;industria alimentare si basa su:</p>
<ul>
<li>uniformità (ogni chip deve essere identica);</li>
<li>scalabilità (ingredienti ovunque, spesso sintetici o importati a basso costo);</li>
<li>velocità (produzione continua, lunga conservazione).</li>
</ul>
<p>Quando PepsiCo dice &#8220;sapore autentico&#8221;, sta vendendo un&#8217;idea, non un&#8217;esperienza. Sta usando la <strong>nostalgia</strong> come ingrediente segreto.</p>
<h2>3. Appropriazione culturale indebita</h2>
<p>Il rischio del &#8220;traditional washing&#8221; non risiede soltanto nella qualità del prodotto, ma nell’<strong>appropriazione culturale </strong>inopportuna:</p>
<p>prendere un sapore specifico di una comunità (spesso una comunità svantaggiata o in via di sviluppo), rimuoverne il contesto e venderlo come &#8220;prodotto globale&#8221; senza che quella comunità ne tragga un reale beneficio economico o di riconoscimento.</p>
<p><strong>Una domanda sorge legittima, anche se scomoda:</strong> chi beneficia della vendita dei &#8220;tacos messicani&#8221; in tutto il mondo? Chi paga i diritti culturali a chi?</p>
<p>La risposta è che solo l&#8217;azienda ha un guadagno su tutto questo e la cultura diventa solo un &#8220;marchio&#8221; da sfruttare, non una comunità da supportare.</p>
<h2>4. Come difendersi: la lista del consumatore attento</h2>
<p>Il punto non è smettere di mangiare i tuoi snack preferiti, ma non farti ingannare dalla narrazione. Ecco come riconoscere il Traditional Washing:</p>
<ol>
<li>Cerca la &#8220;storia&#8221; dietro il prodotto: la confezione ci deve parlare di &#8220;tradizione&#8221; riportando un nome, un luogo specifico o una storia reale di una comunità.</li>
<li>Controlla la lista degli ingredienti: la &#8220;tradizione&#8221; richiede ingredienti semplici. Se vedi &#8220;aromi artificiali&#8221;, &#8220;esaltatori di sapidità&#8221; o &#8220;coloranti&#8221;, non è tradizione, è chimica che la imita.</li>
<li>Chiediti: &#8220;chi ne beneficia?&#8221;: l&#8217;azienda sta pagando un premio agli agricoltori locali? Sta collaborando con le comunità? O sta solo usando il loro nome come logo?</li>
<li>Diffida dei termini generici: &#8220;ispirato alla tradizione&#8221;, &#8220;sapori dal mondo&#8221;, &#8220;autentico&#8221;. Senza specifiche, sono fasulli.</li>
</ol>
<h2>5. Conclusione: la tradizione non si confeziona</h2>
<p>La vera tradizione è viva, <strong>locale </strong>e spesso &#8220;imperfetta&#8221;. Quando la vedi confezionata in un sacchetto di plastica, venduta in un ipermercato e promossa da un gigante globale, non è tradizione, è marketing.</p>
<p>Nel mondo del cibo, la verità è spesso più complessa (e meno gustosa) della storia che ci vendono.</p>
<h2><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4e2.png" alt="📢" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Invito all’azione</h2>
<p>Ti è mai capitato di comprare un prodotto &#8220;tradizionale&#8221; e scoprire che era solo marketing? Condividi la tua storia nei commenti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale.pdf">Scarica infografica in PDF</a></p>
<p><a href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale.pdf"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-large wp-image-16146 aligncenter" src="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/Infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale-410x1024.jpg" alt="Tradizione vera Vs Tradizione industriale" width="410" height="1024" srcset="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/Infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale-120x300.jpg 120w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/Infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale-200x500.jpg 200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/Infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale-400x1000.jpg 400w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/Infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale-410x1024.jpg 410w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/Infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale-500x1250.jpg 500w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/Infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale-600x1500.jpg 600w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/Infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale-700x1750.jpg 700w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/Infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale-768x1920.jpg 768w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/Infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale.jpg 800w" sizes="(max-width: 410px) 100vw, 410px" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Tradizione vera vs Traditional washing</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>Immagine sito in evidenza: canva.com</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/come-i-giganti-del-cibo-si-appropriano-delle-tradizioni/">Come i giganti del cibo si appropriano delle tradizioni</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Zuppa di miso con wakame ricetta base</title>
		<link>https://elenaalquati.org/zuppa-di-miso-con-wakame-ricetta-base/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 09:41:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dieta;]]></category>
		<category><![CDATA[#macrobiotica;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<category><![CDATA[#zuppe;]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=16123</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una zuppa semplice con ingredienti di base come il miso, prodotto grazie a un processo di fermentazione con il koji (o Aspergillus oryzae), un fungo (muffa) che viene coltivato su cereali come il riso per innescare la fermentazione, e le alghe, prima forma di vita vegetale comparsa sulla Terra: il brodo primordiale. Per i più  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/zuppa-di-miso-con-wakame-ricetta-base/">Zuppa di miso con wakame ricetta base</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una zuppa semplice con ingredienti di base come il miso, prodotto grazie a un processo di fermentazione con il koji (o Aspergillus oryzae), un fungo (muffa) che viene coltivato su cereali come il riso per innescare la fermentazione, e le alghe, prima forma di vita vegetale comparsa sulla Terra: il brodo primordiale.</p>
<p>Per i più coraggiosi o per chi ha voglia di sperimentare, suggerisco di provarla a colazione, al mattino, seguita da una crema di riso con umeboshi, e poi ascoltate il vostro corpo e soprattutto la vostra mente.</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>lt 1di acqua</li>
<li>cipolla tagliata a mezzaluna sottile</li>
<li>g 3-5 di alghe wakame ammorbidite in acqua e tagliate fini</li>
<li>1 cucchiaio colmo di miso d’orzo o riso</li>
<li>erba cipollina per guarnire</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>In una casseruola portate a bollore l’acqua, aggiungete la cipolle, l’alga wakame coprite con un coperchio per aderente; cuocete per 20 minuti. In una scodella stemperate il miso con un poco di acqua, abbassate la fiamma al minimo e versatelo nella casseruola; mescolate e spegnete. Versate la zuppa nelle singole scodelle e guarnite con erba cipollina tritata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/zuppa-di-miso-con-wakame-ricetta-base/">Zuppa di miso con wakame ricetta base</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Piadina con farina di ceci all&#8217;erba cipollina</title>
		<link>https://elenaalquati.org/piadina-farina-ceci-erba-cipollina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 05:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#piadine;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=3674</guid>

					<description><![CDATA[<p>Capita di rimanere senza pane e, se non si ha tempo per preparare un pasto completo, questa piadina di ceci è un'alternativa velocissima e molto versatile. La si può utilizzare per accompagnare il pranzo, oppure farcirla come più vi piace. Ingredienti g 150 di farina di ceci g 200 di farina integrale ml 100 di  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/piadina-farina-ceci-erba-cipollina/">Piadina con farina di ceci all&#8217;erba cipollina</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Capita di rimanere senza pane e, se non si ha tempo per preparare un pasto completo, questa piadina di ceci è un&#8217;alternativa velocissima e molto versatile. La si può utilizzare per accompagnare il pranzo, oppure farcirla come più vi piace.</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>g 150 di farina di ceci</li>
<li>g 200 di farina integrale</li>
<li>ml 100 di acqua tiepida</li>
<li>1 cipollotto</li>
<li>1 cucchino di erba cipollina</li>
<li>1 cucchiaio di semi di sesamo</li>
<li>Un pizzico di bicarbonato</li>
<li>Olio extravergine di oliva</li>
<li>Sale marino integrale</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Unite le farine, un pizzico di sale e mescolare bene; aggiungete il bicarbonato e mescolate nuovamente. Unite l’erba cipollina tagliata finemente, il cipollotto precedentemente lavato e tritato, due cucchiai di olio e versate, a filo, l&#8217;acqua tiepida. Impastate e formate una palla lasciandola riposare per  quindici minuti in una terrina coperta con uno strofinaccio umido.</p>
<p>Dividete l’impasto in 4 parti e stendetele con un mattarello ricavandone dei dischi dal diametro di 15 cm  circa.</p>
<p>Scaldate una padella (meglio se di ghisa), spennellatela con un poco di olio e cuocete per tre minuti per parte. Prima di girare la piadina, spennellatela di olio.</p>
<p><strong>Suggerimento:</strong> disponete un coperchio sopra per cuocere meglio e mantenere l’umidità.</p>
<div style="width: 1200px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-3674-1" width="1200" height="675" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2020/08/VIDEO_CECI_2.mp4?_=1" /><a href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2020/08/VIDEO_CECI_2.mp4">https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2020/08/VIDEO_CECI_2.mp4</a></video></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto dell&#8217;immagine in evidenza di Elena Alquati</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/piadina-farina-ceci-erba-cipollina/">Piadina con farina di ceci all&#8217;erba cipollina</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2020/08/VIDEO_CECI_2.mp4" length="8325061" type="video/mp4" />

			</item>
		<item>
		<title>Zucca in agrodolce alla menta</title>
		<link>https://elenaalquati.org/zucca-in-agrodolce-alla-menta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 04:54:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#contorni;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#zucca;]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=16066</guid>

					<description><![CDATA[<p>È la prima zucca dell’orto e io l'ho preparata in agrodolce: una ricetta veloce e ricca di sapori. La zucca si sposa molto bene anche con altre erbe aromatiche. Metteteci la vostra fantasia e fatemi sapere! Ingredienti g 600 di zucca 4 cucchiai di olio extravergine di oliva 10 foglioline di menta 4 spicchi di  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/zucca-in-agrodolce-alla-menta/">Zucca in agrodolce alla menta</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È la prima zucca dell’orto e io l&#8217;ho preparata in agrodolce: una ricetta veloce e ricca di sapori. La zucca si sposa molto bene anche con altre erbe aromatiche. Metteteci la vostra fantasia e fatemi sapere!</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>g 600 di zucca</li>
<li>4 cucchiai di olio extravergine di oliva</li>
<li>10 foglioline di menta</li>
<li>4 spicchi di aglio</li>
<li>mezzo bicchiere di aceto di riso o mele</li>
<li>1 C di miele o malto di riso</li>
<li>1 C di salsa di soia tamari o shoyu</li>
<li>sale marino integrale</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Lavate la zucca, tagliatela a metà, svuotatela dai semi e affettatela con uno spessore di circa mezzo centimetro. In una padella scaldate l’olio, adagiate le fette di zucca, salate e cuocete sino a dorarle da entrambe le parti: disponetele su un piatto da portata.</p>
<p>Lavate le foglie di menta, sbucciate l’aglio, tritate il tutto e distribuitelo sulla zucca. In una ciotola unite l’aceto, il miele e la salsa di soia; mescolate bene gli ingredienti e, con un cucchiaio, versateli sulla zucca.</p>
<p>Servite anche a temperatura ambiente.</p>
<p>N.B.: Si suggerisce l’acquisto di ingredienti provenienti da agricoltura biologica. Se non trovate la zucca biologica, rimuovete la buccia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/zucca-in-agrodolce-alla-menta/">Zucca in agrodolce alla menta</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sushi, salmone e una tradizione inesistente: il caso della Norvegia</title>
		<link>https://elenaalquati.org/sushi-e-salmone-non-chiamiamola-tradizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 05:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia Cultura Tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#marketing;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[#sciencewashing;]]></category>
		<category><![CDATA[#traditionalwashing;]]></category>
		<category><![CDATA[storiadelcibo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=4678</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il sushi con il salmone è considerato, oggi, un pilastro della tradizione giapponese. La realtà è ben diversa: è un piatto che fino a pochi decenni fa era inesistente, nato non da una scoperta culinaria, ma da aiuti di Stato, nazionalismo alimentare e strategie di marketing aggressivo. Ebbene sì la sua presenza nei piatti giapponesi  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/sushi-e-salmone-non-chiamiamola-tradizione/">Sushi, salmone e una tradizione inesistente: il caso della Norvegia</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sushi con il salmone è considerato, oggi, un pilastro della tradizione giapponese. La realtà è ben diversa: è un piatto che fino a pochi decenni fa era inesistente, nato non da una scoperta culinaria, ma da <strong>aiuti di Stato, nazionalismo alimentare e strategie di marketing aggressivo</strong>.</p>
<p>Ebbene sì la sua presenza nei piatti giapponesi e globali è il risultato di un&#8217;operazione di &#8220;<strong>ingegneria culturale</strong>&#8221; durata un decennio.</p>
<h2>Il Punto di Partenza: Una Crisi di Sovrapproduzione</h2>
<p>Tutto ebbe inizio nel <strong>1985</strong>. La Norvegia si trovò a fronteggiare una massiccia sovrapproduzione di salmone, un pesce nordico, che, all’epoca non era affatto contemplato dalla cultura culinaria giapponese:</p>
<ul>
<li>Il colore del salmone era considerato <strong>poco invitante</strong>.</li>
<li>Il sapore era stato giudicato <strong>sgradevole</strong> e &#8220;troppo forte&#8221;.</li>
<li>L&#8217;odore era ritenuto <strong>inadatto</strong> a una cucina basata sulla delicatezza.</li>
<li>Era temuta per la presenza di <strong>parassiti</strong> che nel salmone nordico erano comuni e difficili da eliminare con i metodi tradizionali.</li>
</ul>
<p>Il governo norvegese, tuttavia, non voleva accettare il fallimento. Identificò nel <strong>Giappone</strong> – allora grande consumatore di pesce e con un tasso di natalità in forte crescita – il mercato ideale per smaltire l&#8217;eccedenza.</p>
<p>La sfida fu affidata a <strong>Bjørn Eirik Olsen</strong>, allora responsabile commerciale del prodotto. Il suo compito era apparentemente impossibile: trovare il modo di vendere un pesce &#8220;vietato&#8221; dalla cultura locale a una nazione che lo rifiutava per motivi di sicurezza e gusto.</p>
<h2>La Resistenza Culturale e il &#8220;Project Japan&#8221;</h2>
<p>Il Giappone non era un bersaglio facile. Le sue radici culturali e le sue abitudini alimentari erano profondamente radicate e difficili da sradicare. Per questo, Olsen e il governo norvegese lanciarono una delle campagne di marketing e lobbying più ambiziose della storia alimentare: il <strong>&#8220;Project Japan&#8221;.</strong></p>
<p>Questa operazione non fu una semplice pubblicità, ma un <strong>progetto di nazionalismo alimentare inverso</strong>, durato <strong>10 anni</strong>, tutto per cambiare il pensiero culturale di un&#8217;intera nazione.</p>
<h2>La strategia: il sushi come veicolo</h2>
<p>Olsen capì che non avrebbe mai venduto il salmone &#8220;al naturale&#8221; o come taglio crudo tradizionale. La barriera culturale era impenetrabile e la soluzione a questo problema fu geniale, per non dire spregiudicata: <strong>nascondere il salmone dentro un piatto già accettato</strong>.</p>
<p>Quando Olsen era in procinto di arrendersi, fece un ultimo tentativo con una società giapponese: <strong>la Nishi Rei</strong>. La condizione era unica e strategica: il salmone doveva essere venduto <strong>come sushi</strong>, già entrato nella cultura giapponese con il tonno, l’anguilla, ecc.</p>
<p>Incapsulare il salmone nel riso, nella salsa di soia e nel wasabi permise di aggirare la diffidenza verso il colore e l&#8217;odore del pesce crudo.</p>
<h2>Nella lista dei menu: una contaminazione silenziosa</h2>
<p>Da quel momento, il salmone entrò di forza nei menu giapponesi, ma con una gerarchia ben precisa:</p>
<ol>
<li><strong>Ristoranti d&#8217;élite e tradizionali</strong>: continuarono a servire solo pesce locale fresco, mantenendo intatta la tradizione.</li>
<li><strong>Ristoranti di strada, fusion e catene</strong>: accolsero il salmone come novità, un &#8220;<em>nuovo classico</em>&#8221; accessibile.</li>
</ol>
<p>La strategia funzionò. Il salmone divenne il pesce più ordinato nei ristoranti di sushi in tutto il mondo, creando l&#8217;illusione di una tradizione millenaria che in realtà ha <strong>meno di 40 anni</strong>.</p>
<h2>Le contropartite nascoste: cosa non ti raccontano</h2>
<p>Ma perché il governo norvegese si è permesso di imporre un cambiamento culturale così importante? E quali sono state le vere conseguenze di questa &#8220;invasione&#8221;?</p>
<h3>1. Science washing e la soluzione tecnologica</h3>
<p>Il vero ostacolo non era solo culturale, ma <strong>scientifico</strong>: i parassiti. La Norvegia non vinse la battaglia solo con la persuasione. Investì massicciamente nella *<strong>tecnologia di allevamento</strong> per produrre salmone privo di parassiti, controllando l&#8217;alimentazione e l&#8217;ambiente.</p>
<ul>
<li><strong>La narrazione:</strong> Hanno venduto l&#8217;idea che il loro salmone fosse &#8220;<em>più sicuro</em>&#8221; e &#8220;<em>più pulito</em>&#8221; di quello locale, trasformando un difetto (il rischio parassiti) in un punto di forza della loro tecnologia.</li>
<li><strong>La manipolazione:</strong> Hanno creato un nuovo standard di sicurezza alimentare che ha invalidato le pratiche tradizionali, usando la scienza non solo per risolvere un problema, ma per <strong>creare un nuovo mercatone e</strong> manipolare la percezione del consumatore.</li>
</ul>
<h3>2. Impatto Ambientale e Sanitario</h3>
<p>L&#8217;esplosione dell&#8217;allevamento del salmone norvegese ha avuto conseguenze devastanti e ignorate (volutamente?):</p>
<ul>
<li><strong>Inquinamento:</strong> Le discariche di salmone d&#8217;allevamento hanno causato gravi problemi di inquinamento delle acque, fuga di pesci ibridi che minacciano le popolazioni selvatiche, e uso massiccio di antibiotici e pesticidi per combattere i pidocchi del mare.</li>
<li><strong>Salute:</strong> Il salmone d&#8217;allevamento ha un profilo lipidico diverso dal salmone selvatico. L&#8217;alto contenuto di grassi è spesso derivato da mangimi a base di olio di palma o soia geneticamente modificata. Inoltre, il pesce d&#8217;allevamento tende ad accumulare più inquinanti ambientali (PCB, diossine) rispetto al pesce selvatico.</li>
<li><strong>Omologazione del gusto</strong>: Il successo globale del sushi al salmone ha creato un&#8217;omologazione del gusto, oscurando centinaia di altri tipi di pesce e preparazioni tradizionali giapponesi, più sostenibili e legate al territorio.</li>
</ul>
<h3>3. Distorsione del Mercato</h3>
<p>L&#8217;inondazione del mercato con salmone a basso costo ha deprezzato altri tipi di pesce locale, spingendo i pescatori tradizionali verso il fallimento o verso pratiche meno sostenibili per competere.</p>
<h2>Riflessione finale</h2>
<p>Questa storia ci insegna che la &#8220;tradizione&#8221; è spesso solo un business. Il sushi con il salmone non è una tradizione culinaria, ma il frutto di un accordo commerciale tra stati, di una campagna di marketing decennale e di una manipolazione delle abitudini alimentari.</p>
<p>Perché il governo norvegese ha avuto successo? Perché ha capito che non si combatte la cultura con la forza, ma con <strong>genio, tecnologia e una narrazione convincente</strong>. Ha trasformato il problema in una soluzione, portando i consumatori del mondo a credere che quella fosse la tradizione.</p>
<p>Io continuo a sottolineare l’importanza di informarsi e di leggere la storia di ciò che vogliamo sapere, sino alle fondamenta se necessario.</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>Testo: Elena Alquati</p>
<p>Immagine in evidenza realizzata con canva.com</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/sushi-e-salmone-non-chiamiamola-tradizione/">Sushi, salmone e una tradizione inesistente: il caso della Norvegia</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il lato oscuro dell&#8217;avocado</title>
		<link>https://elenaalquati.org/il-lato-oscuro-dellavocado/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:30:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Video cultura]]></category>
		<category><![CDATA[#avocado;]]></category>
		<category><![CDATA[#cartellidroga;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#deforestazione;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[#video;]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=9676</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF infografica riassuntiva   Oggi, 31 luglio, è la giornata mondiale dell’avocado, e come ogni anno ripropongo questo contenuto perché non dobbiamo dimenticare! La sua storia è molto antica e risale agli Aztechi e Maya, dove il piatto base della loro alimentazione era proprio l’avocado. Ma andiamo con ordine.   [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/il-lato-oscuro-dellavocado/">Il lato oscuro dell&#8217;avocado</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_2 1_2 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:50%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:3.84%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:3.84%;--awb-width-medium:50%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:3.84%;--awb-spacing-left-medium:3.84%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:360px;"><div class="video-shortcode"><div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:60%;" ><iframe title="YouTube video player 1" src="https://www.youtube.com/embed/NZCDkUJJ378?wmode=transparent&autoplay=0" width="600" height="360" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe></div></div></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-double sep-solid" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:var(--awb-color3);border-top-width:1px;border-bottom-width:1px;"></div></div><div class="fusion-text fusion-text-2"><h3><a href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/avocado_infografica_immagine.pdf">Scarica PDF infografica riassuntiva</a></h3>
</div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_2 1_2 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:50%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:3.84%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:3.84%;--awb-width-medium:50%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:3.84%;--awb-spacing-left-medium:3.84%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-3"><p><strong>Oggi, 31 luglio, </strong>è la giornata mondiale dell’avocado, e come ogni anno ripropongo questo contenuto perché non dobbiamo dimenticare!</p>
<p>La sua storia è molto antica e risale agli Aztechi e Maya, dove il piatto base della loro alimentazione era proprio l’avocado. Ma andiamo con ordine.</p>
</div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-3 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-4"><p><strong>Cremoso e versatile, colorato e fotogenico</strong><strong>, </strong>questo frutto esotico è molto presente su Instagram e, pensate, sono nati addirittura locali in nome dell’avocado che servono esclusivamente pietanze a base di questo frutto.</p>
<h2><strong>Origini e curiosità</strong></h2>
<p>Originaria del Messico, la pianta dell’avocado può raggiungere i 20 m di altezza con un frutto consistente e una polpa grassa che costituiva il piatto base dell’alimentazione degli antichi Aztechi e dei Maya.</p>
<p>Nella lingua Nahuatl, parlata dagli antichi Aztechi, “ahuacatl” è la <a href="https://www.focus.it/cultura/curiosita/da-cosa-deriva-la-parola-avocado">parola da cui deriva avocado</a>, il cui significato è “testicolo”, sia per via della sua forma che per le sue proprietà toniche.</p>
<p>Presso le popolazioni native dell’America centro-meridionale l’avocado era anche chiamato “pera alligatore”  per via della sua forma e della sua buccia verdastra e ruvida.</p>
<h2><strong>Proprietà nutrizionali</strong></h2>
<p>L&#8217;avocado è ricco di fibre e di minerali come potassio, zinco, manganese e fosforo, che sono presenti in abbondanza. Contiene inoltre una quantità importante di vitamina B5, vitamina B6, vitamina K, vitamina E e vitamina C.</p>
<p>Le calorie sono date per lo più dai lipidi (14,7), dai carboidrati (8,5) e infine dalle proteine a basso valore biologico. Molto presente è l&#8217;acido oleico omega 9, lo stesso grasso che caratterizza il nostro olio extravergine di oliva e al quale si attribuiscono molti benefici metabolici.</p>
<h2><strong>Un “cuore” di avocado</strong></h2>
<p>Uno studio della Penn State University pubblicato sul Journal of the American Heart Association ha evidenziato che inserire nella dieta un avocado al giorno, grazie alla sua ricchezza di acidi grassi monoinsaturi, protegge il cuore e abbassa i livelli di colesterolo cattivo, riducendo sensibilmente lo sviluppo di malattie cardiache:</p>
<blockquote>
<p>«Il problema &#8211; concludono i ricercatori &#8211; è che spesso non si sa come inserire l&#8217;avocado nell&#8217;alimentazione giornaliera&#8230;».</p>
</blockquote>
<p>Già, come se l’unico problema fosse come inserirlo nella dieta! In realtà l’avocado ha un <strong>impatto ambientale </strong>su cui è necessario riflettere.</p>
<h2><strong>Mercato mondiale e coltivazione dell’avocado</strong></h2>
<p>Proviamo a leggere qualche numero che riguarda questo frutto diventato così indispensabile. Le <strong>vendite</strong> di <strong>avocado</strong> e dei prodotti che lo contengono, in Italia, sono <strong>aumentate</strong> del <strong>+143,8% tra il 2016 e il 2019 e del +92,9% nell’ultimo anno</strong>, con un giro d’affari di 6,5 milioni di euro (i dati sono della <strong>World Avocado Organization</strong>). Nel <strong>2020</strong>, in Europa, ne sono stati consumati <strong>700</strong> <strong>milioni</strong> di <strong>chili</strong>, <strong>100 milioni in più rispetto all’anno precedente.</strong></p>
<h2><strong>L’impatto ambientale</strong></h2>
<p>Le aree territoriali in cui cresce l’avocado sono per lo più aree colpite da siccità, povertà e sfruttamento scellerato del lavoro agricolo. Anche se in un primo momento questa grande richiesta ha restituito valore ai territori d’origine, l’aumento mondiale della domanda e la pressione del mercato hanno avuto come conseguenza l’abbandono del consumo dello stesso cibo da parte delle popolazioni locali, che ormai lo coltivano esclusivamente per l’esportazione.</p>
<h2><strong>Deforestazione e trasporto internazionale</strong></h2>
<p>La produzione di avocado è triplicata, le esportazioni decuplicate e moltissimi terreni, che venivano prima utilizzati per colture differenziate, sono stati trasformati in monocolture, che hanno coinvolto anche terre vergini e foreste (all’incirca 690 ettari all’anno) trasformate in piantagioni. Sono diversi gli Stati coinvolti nella “conversione selvaggia di terreni” per l’avocado, tra cui Perù e Cile.</p>
<p>Il trasporto è un altro problema ambientale non di poco conto, considerando il consumo di petrolio necessario per spostare 10 mila tonnellate di avocado in Italia da una distanza intercontinentale che supera i 10.000 km. Un inquinamento che certo contribuisce all’aumento dell’effetto serra.</p>
<h2><strong>E l’acqua, dove la mettiamo?</strong></h2>
<p>L’acqua è una delle più grandi criticità che riguardano la coltivazione dell’avocado, senza contare un utilizzo ripetuto di prodotti chimici e fertilizzanti di scarsa qualità, con un conseguente inquinamento del suolo, dell’aria e delle riserve d’acqua.</p>
<p>Secondo i ricercatori dell’Università di <strong>Twente</strong>, in Olanda, la produzione di <strong>500 grammi di avocado</strong> (tre frutti)  <strong>richiede all’incirca</strong><strong> 272 litri di acqua</strong>.</p>
<p>In Cile l’80% delle risorse idriche è utilizzato in ambito agricolo, e l’acqua potabile è per lo più privatizzata; chi gestisce le piantagioni di avocado, nella regione di <strong>Petorca</strong>, ha illegalmente costruito canali e pozzi per poter trasportare l&#8217;acqua dai fiumi ai campi, causando una siccità che non ha precedenti, e che ha lasciato gli abitanti dei villaggi con poca acqua, sovente contaminata, e consegnata da mezzi su ruote.</p>
<p>Ma non finisce qui. Pare che l&#8217;oro verde – così è stato ribattezzato l&#8217;avocado Hass &#8211; abbia attirato l&#8217;attenzione dei <strong>cartelli della droga messicani</strong>, i quali hanno iniziato ad <strong>estorcere denaro agli agricoltori</strong>. Molti sono ormai i territori che sopravvivono unicamente per la coltivazione di questo frutto, e per questo motivo, molte persone, i giovani in particolare, abbandonano questa terra ormai consumata.</p>
<h2><strong>Cosa possiamo fare</strong></h2>
<p>Visto che l’Italia è diventata una grande consumatrice di questo frutto, possiamo come prima cosa rispettare la stagionalità del prodotto. La raccolta dell’avocado inizia ad ottobre per le<strong> varietà Fuerte, Bacon e Zutano </strong><strong>e continua </strong> da gennaio a maggio  <strong>con la Hass, </strong><strong>la varietà oggi più diffusa</strong><strong>.</strong> Questi, dunque, sono i periodi in cui è possibile acquistare avocado fresco.</p>
<p>Ma possiamo avere un avocado tutto italiano? Sì. Sicilia, Calabria, Toscana – e chiediamo scusa se eventualmente ci sono altre regioni che non abbiamo nominato – hanno cominciato a coltivare avocado biologico, in agricoltura sostenibile nel rispetto dell’ambiente. E allora compriamo avocado italiano!</p>
</div></div></div></div></div></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/il-lato-oscuro-dellavocado/">Il lato oscuro dell&#8217;avocado</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Qahwa: un caffè diverso dal solito</title>
		<link>https://elenaalquati.org/qahwa-un-caffe-diverso-dal-solito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 06:16:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Video Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<category><![CDATA[#videoricette;]]></category>
		<category><![CDATA[storiadelcibo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=15949</guid>

					<description><![CDATA[<p>È l’aroma preferito, nel Medio Oriente, per la preparazione del caffè alla turca e del tè iraniano. Nella qahwa, il famoso caffè arabo, la percentuale di cardamomo può essere addirittura superiore a quella del caffè. Una nota storica: Il Soffio del Deserto Secondo la leggenda, nel XV secolo, un governatore arabo di nome Omar,  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/qahwa-un-caffe-diverso-dal-solito/">Qahwa: un caffè diverso dal solito</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-4 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-4 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-5"><p>È l’aroma preferito, nel Medio Oriente, per la preparazione del caffè alla turca e del tè iraniano. Nella qahwa, il famoso caffè arabo, la percentuale di cardamomo può essere addirittura superiore a quella del caffè.</p>
<h2>Una nota storica: Il Soffio del Deserto</h2>
<p>Secondo la leggenda, nel XV secolo, un governatore arabo di nome Omar, in esilio nella città di Mocha (nell&#8217;odierno Yemen), scoprì casualmente le virtù <strong>dei chicchi di caffè</strong>. Dopo averli visti tostare e macinare, decise di bollirli in acqua, dando vita alla prima bevanda scura. Tuttavia, fu l&#8217;aggiunta del <strong>cardamomo a trasformare quella bevanda</strong> in un vero e proprio rito sacro.</p>
<p>I mercanti che percorrevano le rotte del deserto, trasportando le spezie dall’India e dalla Persia, incominciarono a mescolare i semi del cardamomo con i chicchi del caffè tostato: le note agrumate e rinfrescanti della spezia attenuavano l’amarezza del caffè e aiutavano a combattere sete e stanchezza sotto il cocente sole del deserto.</p>
<p>Ė così che nacque la *qahwa*, che in arabo significa semplicemente &#8220;caffè&#8221;, ma che per secoli è stata il simbolo dell&#8217;ospitalità più sacra: il profumo che si sprigionava dalla pentola era un invito a fermarsi, raccontare storie e condividere il tempo. Quando si prepara questa bevanda, <strong>si replica un antico rituale</strong> che ha unito viaggiatori, re e nomadi sotto lo stesso cielo stellato del deserto.</p>
<h3><em>Ecco come prepararlo</em></h3>
<p>Schiacciate 2 o 3 bacche di cardamomo, disponetele nella macchinetta del caffè prima del caffè macinato e procedete come sempre. Ottimo rimedio per favorire la digestione.</p>
</div><div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:350px;"><div class="video-shortcode"><div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:58.33%;" ><iframe title="YouTube video player 2" src="https://www.youtube.com/embed/o0sky8tbWLw?wmode=transparent&autoplay=0" width="600" height="350" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe></div></div></div></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/qahwa-un-caffe-diverso-dal-solito/">Qahwa: un caffè diverso dal solito</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I dolmates: dalla cucina del Mediterraneo d&#8217;oriente</title>
		<link>https://elenaalquati.org/i-dolmates-dalla-cucina-del-mediterraneo-doriente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 03:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#MedioOriente;]]></category>
		<category><![CDATA[#MediterraneoOrientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#primipiatti;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=15696</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dolmades (o dolma) sono involtini ripieni di riso avvolti in foglie di vite, tipici della cucina del Mediterraneo orientale e del Medio Oriente.  Il nome deriva dal verbo turco *dolmak*, che significa "riempire", e descrive l'essenza del piatto: foglie sbollentate che racchiudono un ripieno di riso, erbe aromatiche, spezie e talvolta carne. Un piatto  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/i-dolmates-dalla-cucina-del-mediterraneo-doriente/">I dolmates: dalla cucina del Mediterraneo d&#8217;oriente</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I dolmades (o dolma) sono involtini ripieni di riso avvolti in foglie di vite, tipici della cucina del Mediterraneo orientale e del Medio Oriente.  Il nome deriva dal verbo turco *dolmak*, che significa &#8220;riempire&#8221;, e descrive l&#8217;essenza del piatto: foglie sbollentate che racchiudono un ripieno di riso, erbe aromatiche, spezie e talvolta carne.</p>
<p>Un piatto con una storia millenaria che affonda le sue origini nell&#8217;Impero Ottomano (XV-XIX secolo), che ne favorì la diffusione su un vastissimo territorio: dai Balcani al Nord Africa.</p>
<p>Questa ricetta è un esempio di scambio culturale, adattata agli ingredienti locali, creando varianti che vanno da versioni leggere e agrumate a preparazioni più intense e speziate.  È un simbolo di condivisione e memoria familiare, esattamente come dovrebbe essere.</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>16 foglie di vite fresche<sup>*</sup></li>
<li>g 400 di riso integrale cotto</li>
<li>2 cipollotti</li>
<li>3 cucchiai di pinoli</li>
<li>1 cucchiaio di uvetta</li>
<li>1 cucchiaio di menta fresca tritata</li>
<li>1 rametto di aneto</li>
<li>un mazzetto di finocchietto</li>
<li>succo di mezzo limone</li>
<li>b. olio extravergine di oliva</li>
<li>sale marino integrale</li>
<li>pepe nero</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>In una pentola, portate a bollore dell’acqua salata e scottate le foglie di vite per pochi secondi, scolatele e stendetele su un panno a raffreddare.</p>
<p>In un tegame fate appassire i cipollotti tritati in due cucchiai di olio; unite i pinoli, l’uvetta precedentemente rinvenuta in un poco di acqua tiepida e rosolate per qualche minuto.</p>
<p>Aggiungete il riso, le erbe tritate, un pizzico di sale e bagnate con 100 ml di acqua calda o brodo vegetale e lasciate cuocere sino a che il liquido non si sia asciugato, continuando a mescolare. Lasciate intiepidire.</p>
<p>Farcite le foglie con il riso preparato e richiudetele bene. In una casseruola disponete sul fondo le foglie di vite rotte,  sistemate gli involtini ben ordinati, copriteli con un piatto affinché rimangano immobili, aggiungete tre cucchiai di olio, copriteli di acqua, aggiungete il succo di limone, coprite con un coperchio ben aderente e cuocete per 40 minuti. Servite tiepidi o freddi con una spruzzata di limone.</p>
<p>*Le viti si raccolgono in primavera/estate</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/i-dolmates-dalla-cucina-del-mediterraneo-doriente/">I dolmates: dalla cucina del Mediterraneo d&#8217;oriente</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dal deserto del Khalahari, l’anguria: acqua e cibo del territorio</title>
		<link>https://elenaalquati.org/dal-deserto-del-khalahari-languria-acqua-e-cibo-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 05:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FOCUS]]></category>
		<category><![CDATA[#anguria;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[storiadelcibo]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=15671</guid>

					<description><![CDATA[<p>Appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae, la stessa di cui fanno parte i cetrioli e il melone, il cocomero o anguria (*Citrullus lanatus*) è originario dell’Africa tropicale. Un po’ di storia Un’analisi genetica ha di fatto dimostrato che l'anguria ha origine, nello specifico, nell'Africa nord-occidentale e in aree semi-aride come il deserto del Kalahari. Gli indigeni  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/dal-deserto-del-khalahari-languria-acqua-e-cibo-del-territorio/">Dal deserto del Khalahari, l’anguria: acqua e cibo del territorio</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae, la stessa di cui fanno parte i cetrioli e il melone, il cocomero o anguria (*Citrullus lanatus*) è originario dell’Africa tropicale.</p>
<h2>Un po’ di storia</h2>
<p>Un’analisi genetica ha di fatto dimostrato che l&#8217;anguria ha origine, nello specifico, nell&#8217;Africa nord-occidentale e in aree semi-aride come il <strong>deserto del Kalahari</strong>. Gli indigeni San (boscimani) la chiamano tsamma e la usavano storicamente come fonte di acqua e cibo.</p>
<p>Le specie selvatiche erano per lo più amare e piccole, usate sia per estrarre liquidi sia per foraggio, meno per il consumo  diretto. Uno studio del 2021 pubblicato sulla rivista <em>Proceedings of the National Academy of Sciences</em> (PNAS) identifica il <strong>melone del Kordofan</strong> (una specie selvatica del Sudan) come l&#8217;antenato più probabile dell&#8217;anguria moderna (<em>Citrullus lanatus</em>).</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="emoji x1rg5ohu x16dsc37 x19la9d6 x1fc57z9 x6ikm8r x10wlt62 x19co3pv x11tp94h xw4jnvo x1qx5ct2 xfibh0p xiy17q3 x1xsqp64 x1lkfr7t xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl"><span class="xrtxmta x1bhl96m"><img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f449.svg" alt="&#x1f449;" /></span></span><a href="https://elenaalquati.org/abbonamenti/"><span class="_aupe copyable-text xkrh14z"> Sblocca il lucchetto e abbonati: investi nel sapere e nella cultura legata al cibo</span></a></h2>
<div class="ihc-locker-wrap"><div  class='ihc_locker_6'><div class='lk_top_side'></div><div class='lock_content'><p class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 22.0pt"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f512.png" alt="🔒" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Vuoi accedere a questo contenuto completo?</span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal"><span style="font-size: 12.0pt">Per leggere questo contenuto, scaricare approfondimenti (guide, inserti, ricettari, infografiche), guardare video e scaricare gli allegati relativi, scegli la formula più adatta alle tue esigenze:</span></p>
<ul>
<li class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 12.0pt">Sblocca solo questo contenuto:</span></b><span style="font-size: 12.0pt"> Puoi acquistare questo singolo pacchetto a un piccolo prezzo fisso, utilizzando il bottone "Acquista" su WooCommerce.</span></li>
<li class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 12.0pt">Accedi a TUTTO l'archivio:</span></b><span style="font-size: 12.0pt"> Diventa abbonato per sbloccare all'istante questo e tutti gli altri contenuti  già pubblicati.</span></li>
</ul>
<p><strong><a href="https://elenaalquati.org/abbonamenti/">Scopri i piani di abbonamento</a> </strong>oppure <strong>effettua il login</strong> se sei già abbonato.</p>
<div class='lock_buttons'>
  <!-- Login Form - Start -->
  <div class="ihc-login-form-wrap ihc-login-template-11">
      <form method="post" id="ihc_login_form">
          <input type="hidden" name="ihcaction" value="login" />
          <input type="hidden" name="ihc_login_nonce" value="867125fb3b" />

          
                    <!-- Username field -->
          <div class="impu-form-line-fr">
              <i class="fa-ihc fa-username-ihc"></i>
              <input type="text" value="" name="log" id="iump_login_username" placeholder="Username"/>
          </div>
          <!-- End of username field -->
          
                    <!-- Password field -->
          <div class="impu-form-line-fr">
              <i class="fa-ihc fa-pass-ihc"></i>
              <input type="password" value="" name="pwd" id="iump_login_password" placeholder="Password"/>
              <span  class="ihc-hide-login-pw hide-if-no-js" data-toggle="0" aria-label="Show password">
              <span class="dashicons dashicons-visibility" aria-hidden="true"></span>
                </span>
          </div>
          <!-- End of Password field -->
          
          
          <!-- Remember me checkbox -->
                    <div class="impu-remember-wrapper">
              <input type="checkbox" value="forever" name="rememberme" class="impu-form-input-remember" />
              <span class="impu-form-label-remember">Ricordami</span>
          </div>
                    <!-- End of remember me --->

          <!-- Additional links -->
                        <div class="impu-form-links-pass"><a href="https://elenaalquati.org/password-dimenticata/">Password dimenticata?</a></div>
                    <!-- End of Aditional links -->

          <div class="ihc-clear"></div>

          <!-- captcha -->
                    <!-- end of captcha -->

          <!-- Submit bttn -->
                        <div class="impu-form-line-fr impu-form-submit">
                  <input type="submit" value="Log In" name="Submit"  class="button button-primary button-large"/>
              </div>
                    <!-- End of Submit bttn -->

          <!-- Social -->
                    <!-- End of Social -->

          <!-- Additional links -->
                        <div class="impu-form-links">
                <div class="impu-form-links-reg">Non hai un account? <a href="https://elenaalquati.org/registrati/">Registrati</a></div>
              </div>
                        <!-- End of Aditional links -->

      </form>
  </div>

  
  <span class='ihc-js-login-data'	data-user_field='#iump_login_username' data-password_field='#iump_login_password' data-error_message='Please fill out all mandatory fields' ></span>
  <!-- End of Login Form -->

</div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/dal-deserto-del-khalahari-languria-acqua-e-cibo-del-territorio/">Dal deserto del Khalahari, l’anguria: acqua e cibo del territorio</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Servizio mensa: valorizzare il servizio in un’opportunità educativa</title>
		<link>https://elenaalquati.org/servizio-mensa-valorizzare-il-servizio-in-unopportunita-educativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 12:25:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#dirittiumani;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzione;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<category><![CDATA[storiadelcibo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=15656</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da Slow Food International arriva un messaggio con cui concordo profondamente, ma che mi fa riflettere sul percorso fatto: È vero, ogni giorno milioni di pasti vengono serviti nelle scuole, negli ospedali, nelle università e nelle istituzioni pubbliche di tutto il mondo. È vero che spesso non si percepisce il valore che questo “servizio”  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/servizio-mensa-valorizzare-il-servizio-in-unopportunita-educativa/">Servizio mensa: valorizzare il servizio in un’opportunità educativa</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-5 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-5 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-6"><p>Da Slow Food International arriva un messaggio con cui concordo profondamente, ma che mi fa riflettere sul percorso fatto:</p>
<ul>
<li>È vero, ogni giorno milioni di pasti vengono serviti nelle scuole, negli ospedali, nelle università e nelle istituzioni pubbliche di tutto il mondo.</li>
<li>È vero che spesso non si percepisce il valore che questo “servizio” rappresenta: riconnettere i bambini con il loro territorio.</li>
<li>Ci sono poi gli agricoltori, quelli che hanno a cuore la loro terra e la biodiversità, che non la avvelenano per aumentare le rese e i profitti.</li>
</ul>
<h2>Ma c&#8217;è un nodo irrisolto.</h2>
<p>Spesso manca un riconoscimento a chi, da anni, lavora su questi temi senza il brand di un&#8217;organizzazione globale, senza il centro di Terra Madre o i finanziamenti UE. È da questi piccoli focolai che sono partite le vere rivoluzioni. Purtroppo, è un meccanismo ricorrente: i piccoli iniziano, lottano e innovano; poi arrivano i grandi, si appropriano della narrazione e sembrano essere loro i padri della svolta.</p>
<p>Quando queste iniziative finiscono nelle mani dei grandi, la direzione cambia: raramente in favore dei popoli, quasi sempre a vantaggio dei brand.</p>
</div><blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DZpj5XjFnem/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DZpj5XjFnem/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div> <div style="display:block; height:50px; margin:0 auto 12px; width:50px;"><svg width="50px" height="50px" viewBox="0 0 60 60" version="1.1" xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" xmlns:xlink="https://www.w3.org/1999/xlink"><g stroke="none" stroke-width="1" fill="none" fill-rule="evenodd"><g transform="translate(-511.000000, -20.000000)" fill="#000000"><g><path d="M556.869,30.41 C554.814,30.41 553.148,32.076 553.148,34.131 C553.148,36.186 554.814,37.852 556.869,37.852 C558.924,37.852 560.59,36.186 560.59,34.131 C560.59,32.076 558.924,30.41 556.869,30.41 M541,60.657 C535.114,60.657 530.342,55.887 530.342,50 C530.342,44.114 535.114,39.342 541,39.342 C546.887,39.342 551.658,44.114 551.658,50 C551.658,55.887 546.887,60.657 541,60.657 M541,33.886 C532.1,33.886 524.886,41.1 524.886,50 C524.886,58.899 532.1,66.113 541,66.113 C549.9,66.113 557.115,58.899 557.115,50 C557.115,41.1 549.9,33.886 541,33.886 M565.378,62.101 C565.244,65.022 564.756,66.606 564.346,67.663 C563.803,69.06 563.154,70.057 562.106,71.106 C561.058,72.155 560.06,72.803 558.662,73.347 C557.607,73.757 556.021,74.244 553.102,74.378 C549.944,74.521 548.997,74.552 541,74.552 C533.003,74.552 532.056,74.521 528.898,74.378 C525.979,74.244 524.393,73.757 523.338,73.347 C521.94,72.803 520.942,72.155 519.894,71.106 C518.846,70.057 518.197,69.06 517.654,67.663 C517.244,66.606 516.755,65.022 516.623,62.101 C516.479,58.943 516.448,57.996 516.448,50 C516.448,42.003 516.479,41.056 516.623,37.899 C516.755,34.978 517.244,33.391 517.654,32.338 C518.197,30.938 518.846,29.942 519.894,28.894 C520.942,27.846 521.94,27.196 523.338,26.654 C524.393,26.244 525.979,25.756 528.898,25.623 C532.057,25.479 533.004,25.448 541,25.448 C548.997,25.448 549.943,25.479 553.102,25.623 C556.021,25.756 557.607,26.244 558.662,26.654 C560.06,27.196 561.058,27.846 562.106,28.894 C563.154,29.942 563.803,30.938 564.346,32.338 C564.756,33.391 565.244,34.978 565.378,37.899 C565.522,41.056 565.552,42.003 565.552,50 C565.552,57.996 565.522,58.943 565.378,62.101 M570.82,37.631 C570.674,34.438 570.167,32.258 569.425,30.349 C568.659,28.377 567.633,26.702 565.965,25.035 C564.297,23.368 562.623,22.342 560.652,21.575 C558.743,20.834 556.562,20.326 553.369,20.18 C550.169,20.033 549.148,20 541,20 C532.853,20 531.831,20.033 528.631,20.18 C525.438,20.326 523.257,20.834 521.349,21.575 C519.376,22.342 517.703,23.368 516.035,25.035 C514.368,26.702 513.342,28.377 512.574,30.349 C511.834,32.258 511.326,34.438 511.181,37.631 C511.035,40.831 511,41.851 511,50 C511,58.147 511.035,59.17 511.181,62.369 C511.326,65.562 511.834,67.743 512.574,69.651 C513.342,71.625 514.368,73.296 516.035,74.965 C517.703,76.634 519.376,77.658 521.349,78.425 C523.257,79.167 525.438,79.673 528.631,79.82 C531.831,79.965 532.853,80.001 541,80.001 C549.148,80.001 550.169,79.965 553.369,79.82 C556.562,79.673 558.743,79.167 560.652,78.425 C562.623,77.658 564.297,76.634 565.965,74.965 C567.633,73.296 568.659,71.625 569.425,69.651 C570.167,67.743 570.674,65.562 570.82,62.369 C570.966,59.17 571,58.147 571,50 C571,41.851 570.966,40.831 570.82,37.631"></path></g></g></g></svg></div><div style="padding-top: 8px;"> <div style=" color:#3897f0; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; border-bottom: 2px solid transparent; transform: translateX(16px) translateY(-4px) rotate(30deg)"></div></div><div style="margin-left: auto;"> <div style=" width: 0px; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-right: 8px solid transparent; transform: translateY(16px);"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; flex-grow: 0; height: 12px; width: 16px; transform: translateY(-4px);"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-left: 8px solid transparent; transform: translateY(-4px) translateX(8px);"></div></div></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center; margin-bottom: 24px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 224px;"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 144px;"></div></div></a><p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DZpj5XjFnem/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Slow Food International (@slowfood_international)</a></p></div></blockquote>
<script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/servizio-mensa-valorizzare-il-servizio-in-unopportunita-educativa/">Servizio mensa: valorizzare il servizio in un’opportunità educativa</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Khaman: dai ceci fermentati una delizia indiana</title>
		<link>https://elenaalquati.org/khaman-una-ricetta-tradizionale-dallindia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 05:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#India;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricettaetnica;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<category><![CDATA[storiadelcibo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=2675</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Khaman è un delizioso piatto tradizionale del Gujarat, in India. È una ricetta leggera e spugnosa preparata con la farina di ceci fermentata; la caratteristica distintiva è il tadka  (tempering) finale fatto con semi di senape, curcuma, zenzero fresco, peperoncini verdi e una spruzzata di lime o succo di limone, che gli dà quel tocco agrodolce  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/khaman-una-ricetta-tradizionale-dallindia/">Khaman: dai ceci fermentati una delizia indiana</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Khaman</strong> è un delizioso piatto tradizionale del Gujarat, in India. È una ricetta leggera e spugnosa preparata con la farina di ceci fermentata; la caratteristica distintiva è il<a href="https://elenaalquati.org/glossary/tadka-tempering/"> <strong>tadka </strong> (tempering)</a> finale fatto con semi di senape, curcuma, zenzero fresco, peperoncini verdi e una spruzzata di <strong>lime o succo di limone</strong>, che gli dà quel tocco agrodolce tipico.</p>
<p><strong>Esiste una variante dolce s</strong>ervita con una glassa leggera a base di <strong>miele</strong>, che la rende leggermente dolce al palato, un equilibrio perfetto con il piccante del tempering.</p>
<p>Tradizionalmente si taglia a quadratini e si accompagna con salsa verde al coriandro e chutney di tamarindo.</p>
<p><em>Ingredienti per il tortino:</em></p>
<ul>
<li>gr. 100 farina di ceci</li>
<li>1 cucchiaio di semolino</li>
<li>ml. 200 di acqua</li>
<li>zenzero</li>
<li>1 cucchiaio di succo di limone</li>
<li>q.b. sale</li>
<li>q.b. olio extravergine di olive</li>
</ul>
<p><em>Per la salsa:</em></p>
<ul>
<li>mezzo cucchiaino di semi di sesamo</li>
<li>mezzo cucchiaino di semi di senape</li>
<li>2 peperoni verdi</li>
<li>1 pizzico di assafetida*</li>
<li>q.b. sale</li>
<li>q.b. olio extravergine di oliva</li>
</ul>
<p>Per la decorazione spargere del coriandolo tritato.</p>
<p>Unite tutti gli ingredienti in una zuppiera incorporando l&#8217;acqua; mescolate sino ad ottenere una pastella densa e lasciate fermentare per una notte coprendo la zuppiera con uno strofinaccio umido; versare la pastella in una pentola ricoperta da una carta da forno e distribuitela uniformemente; cuocete a bagnomaria con un coperchio per 20 minuti.</p>
<p>In una padella scaldate l’olio; aggiungete i semi di senape, sesamo, i peperoni tagliati finemente e l&#8217;assafetida, facendo soffriggere gli ingredienti a fiamma media. Salate e mescolate continuamente.</p>
<p>Estrarre il tortino dalla pentola, tagliatelo a quadretti e disponetelo su un piatto di portata; versate sopra la salsa e guarnite con il coriandolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*Io non ho usato l’assafetida ma suggerisco di provarla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></p><p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/khaman-una-ricetta-tradizionale-dallindia/">Khaman: dai ceci fermentati una delizia indiana</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le Vettovaglie Magazine &#8211; maggio 2026</title>
		<link>https://elenaalquati.org/le-vettovaglie-magazine-maggio-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 12:18:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[#agricolturaglobale;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#economiaglobale;]]></category>
		<category><![CDATA[#geopolitica;]]></category>
		<category><![CDATA[#globesity;]]></category>
		<category><![CDATA[#Hormuz;]]></category>
		<category><![CDATA[#levettovaglie;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzioneatavola;]]></category>
		<category><![CDATA[scienzaericerchescientifiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=15572</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scopri il numero di maggio 2026 di “Le Vettovaglie”, il magazine che unisce ricerca alimentare, salute e consapevolezza critica. In questa edizione, il focus va oltre il semplice nutrimento: esplora le radici del cibo, le sue connessioni globali e le minacce che ne mettono a rischio la sicurezza. Cosa trovi all'interno: Approfondimenti investigativi su temi  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/le-vettovaglie-magazine-maggio-2026/">Le Vettovaglie Magazine &#8211; maggio 2026</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Scopri il numero di <strong>maggio 2026</strong> di “<strong><em>Le Vettovaglie</em></strong>”, il magazine che unisce ricerca alimentare, salute e consapevolezza critica. In questa edizione, il focus va oltre il semplice nutrimento: esplora le radici del cibo, le sue connessioni globali e le minacce che ne mettono a rischio la sicurezza.</p>
<h2>Cosa trovi all&#8217;interno:</h2>
<ul>
<li><strong><em>Approfondimenti investigativi</em></strong> su temi chiave come l’impatto dei cibi ultra-processati, le nuove scoperte scientifiche e il legame tra alimentazione e salute pubblica;</li>
<li><strong><em>Ricette stagionali</em></strong> che valorizzano ingredienti di primavera inoltrata, con un occhio alla tradizione e alla sostenibilità;</li>
<li><strong><em>Guide pratiche</em></strong> per orientarsi tra etichette, marchi e scelte consapevoli.</li>
</ul>
<h2><strong>In Omaggio Inserto</strong>: Il Cibo in ostaggio</h2>
<p>Con ogni copia di <strong>Le Vettovaglie – L’informazione sul cibo che educa</strong> di maggio, ricevi in esclusiva l’inserto speciale <strong><em>Il cibo in ostaggio: come Hormuz ci costringe a ripensare all’agricoltura globale</em></strong>, un’analisi urgente e documentata sulla crisi geopolitica che minaccia la sicurezza alimentare globale.</p>
<p>Dalla chiusura dello Stretto di Hormuz alla dipendenza dai combustibili fossili, fino all’impatto sui fertilizzanti e sulle semine future: un reportage che svela come le tensioni internazionali si riflettano direttamente nel nostro piatto, essenziale per chi vuole capire il vero costo del cibo nel mondo di oggi e non si accontenta di risposte superficiali.</p>
<div class="ihc-locker-wrap">
<div  class='ihc_locker_6'>
<div class='lk_top_side'></div>
<div class='lock_content'>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 22.0pt"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f512.png" alt="🔒" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Vuoi accedere a questo contenuto completo?</span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal"><span style="font-size: 12.0pt">Per leggere questo contenuto, scaricare approfondimenti (guide, inserti, ricettari, infografiche), guardare video e scaricare gli allegati relativi, scegli la formula più adatta alle tue esigenze:</span></p>
<ul>
<li class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 12.0pt">Sblocca solo questo contenuto:</span></b><span style="font-size: 12.0pt"> Puoi acquistare questo singolo pacchetto a un piccolo prezzo fisso, utilizzando il bottone "Acquista" su WooCommerce.</span></li>
<li class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 12.0pt">Accedi a TUTTO l'archivio:</span></b><span style="font-size: 12.0pt"> Diventa abbonato per sbloccare all'istante questo e tutti gli altri contenuti  già pubblicati.</span></li>
</ul>
<p><strong><a href="https://elenaalquati.org/abbonamenti/">Scopri i piani di abbonamento</a> </strong>oppure <strong>effettua il login</strong> se sei già abbonato.</p>
<div class='lock_buttons'>
  <!-- Login Form - Start --></p>
<div class="ihc-login-form-wrap ihc-login-template-11">
<form method="post" id="ihc_login_form">
          <input type="hidden" name="ihcaction" value="login" /><br />
          <input type="hidden" name="ihc_login_nonce" value="867125fb3b" /></p>
<p>                    <!-- Username field --></p>
<div class="impu-form-line-fr">
              <i class="fa-ihc fa-username-ihc"></i><br />
              <input type="text" value="" name="log" id="iump_login_username" placeholder="Username"/>
          </div>
<p>          <!-- End of username field --></p>
<p>                    <!-- Password field --></p>
<div class="impu-form-line-fr">
              <i class="fa-ihc fa-pass-ihc"></i><br />
              <input type="password" value="" name="pwd" id="iump_login_password" placeholder="Password"/><br />
              <span  class="ihc-hide-login-pw hide-if-no-js" data-toggle="0" aria-label="Show password"><br />
              <span class="dashicons dashicons-visibility" aria-hidden="true"></span><br />
                </span>
          </div>
<p>          <!-- End of Password field --></p>
<p>          <!-- Remember me checkbox --></p>
<div class="impu-remember-wrapper">
              <input type="checkbox" value="forever" name="rememberme" class="impu-form-input-remember" /><br />
              <span class="impu-form-label-remember">Ricordami</span>
          </div>
<p>                    <!-- End of remember me ---></p>
<p>          <!-- Additional links --></p>
<div class="impu-form-links-pass"><a href="https://elenaalquati.org/password-dimenticata/">Password dimenticata?</a></div>
<p>                    <!-- End of Aditional links --></p>
<div class="ihc-clear"></div>
<p>          <!-- captcha --><br />
                    <!-- end of captcha --></p>
<p>          <!-- Submit bttn --></p>
<div class="impu-form-line-fr impu-form-submit">
                  <input type="submit" value="Log In" name="Submit"  class="button button-primary button-large"/>
              </div>
<p>                    <!-- End of Submit bttn --></p>
<p>          <!-- Social --><br />
                    <!-- End of Social --></p>
<p>          <!-- Additional links --></p>
<div class="impu-form-links">
<div class="impu-form-links-reg">Non hai un account? <a href="https://elenaalquati.org/registrati/">Registrati</a></div>
</p></div>
<p>                        <!-- End of Aditional links --></p></form>
</p></div>
<p>  <span class='ihc-js-login-data'	data-user_field='#iump_login_username' data-password_field='#iump_login_password' data-error_message='Please fill out all mandatory fields' ></span><br />
  <!-- End of Login Form --></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/le-vettovaglie-magazine-maggio-2026/">Le Vettovaglie Magazine &#8211; maggio 2026</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Maritozzo: dall’antica Roma un “dolce” legame per la vita</title>
		<link>https://elenaalquati.org/il-maritozzo-dallantica-roma-un-dolce-legame-per-la-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 03:55:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia Cultura Tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#maritozzo;]]></category>
		<category><![CDATA[#Roma;]]></category>
		<category><![CDATA[storiadelcibo]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=15477</guid>

					<description><![CDATA[<p>Inizialmente il maritozzo era una semplice ma nutriente pagnotta lievitata, preparata dalle donne per i mariti che lavoravano nei campi, con ingredienti naturali come farina, uova, miele, burro e uvetta. Le origini Nel Medioevo, durante la Quaresima, divenne noto come "Er Santo Maritozzo", l’unico dolce permesso per interrompere il digiuno, e si arricchì di pinoli,  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/il-maritozzo-dallantica-roma-un-dolce-legame-per-la-vita/">Il Maritozzo: dall’antica Roma un “dolce” legame per la vita</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Inizialmente il maritozzo era una semplice ma nutriente pagnotta lievitata, preparata dalle donne per i mariti che lavoravano nei campi, con ingredienti naturali come farina, uova, miele, burro e uvetta.</p>
<h2>Le origini</h2>
<p>Nel Medioevo, durante la Quaresima, divenne noto come &#8220;Er Santo Maritozzo&#8221;, l’unico dolce permesso per interrompere il digiuno, e si arricchì di pinoli, canditi e scorzetta d’arancia, assumendo un colore più scuro.</p>
<div style="position: relative; width: 100%; height: 0; padding-top: 56.2500%; padding-bottom: 0; box-shadow: 0 2px 8px 0 rgba(63,69,81,0.16); margin-top: 1.6em; margin-bottom: 0.9em; overflow: hidden; border-radius: 8px; will-change: transform;"><iframe style="position: absolute; width: 100%; height: 100%; top: 0; left: 0; border: none; padding: 0; margin: 0;" src="https://www.canva.com/design/DAHLg12z0Z0/01NiN-8WcpF9ryMlOPlWuQ/view?embed" allowfullscreen="allowfullscreen"><br />
</iframe></div>
<p><a href="https://www.canva.com/design/DAHLg12z0Z0/01NiN-8WcpF9ryMlOPlWuQ/view?utm_content=DAHLg12z0Z0&amp;utm_campaign=designshare&amp;utm_medium=embeds&amp;utm_source=link" target="_blank" rel="noopener">Sintesi di un dolce d&#8217;amore: il maritozzo</a> di Elena Alquati</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="emoji x1rg5ohu x16dsc37 x19la9d6 x1fc57z9 x6ikm8r x10wlt62 x19co3pv x11tp94h xw4jnvo x1qx5ct2 xfibh0p xiy17q3 x1xsqp64 x1lkfr7t xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl"><span class="xrtxmta x1bhl96m"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></span><a href="https://elenaalquati.org/abbonamenti/"><span class="_aupe copyable-text xkrh14z"> Abbonati ora: investi nel sapere e nella cultura legata al cibo.</span></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
<div class="ihc-locker-wrap">
<div  class='ihc_locker_6'>
<div class='lk_top_side'></div>
<div class='lock_content'>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 22.0pt"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f512.png" alt="🔒" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Vuoi accedere a questo contenuto completo?</span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal"><span style="font-size: 12.0pt">Per leggere questo contenuto, scaricare approfondimenti (guide, inserti, ricettari, infografiche), guardare video e scaricare gli allegati relativi, scegli la formula più adatta alle tue esigenze:</span></p>
<ul>
<li class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 12.0pt">Sblocca solo questo contenuto:</span></b><span style="font-size: 12.0pt"> Puoi acquistare questo singolo pacchetto a un piccolo prezzo fisso, utilizzando il bottone "Acquista" su WooCommerce.</span></li>
<li class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 12.0pt">Accedi a TUTTO l'archivio:</span></b><span style="font-size: 12.0pt"> Diventa abbonato per sbloccare all'istante questo e tutti gli altri contenuti  già pubblicati.</span></li>
</ul>
<p><strong><a href="https://elenaalquati.org/abbonamenti/">Scopri i piani di abbonamento</a> </strong>oppure <strong>effettua il login</strong> se sei già abbonato.</p>
<div class='lock_buttons'>
  <!-- Login Form - Start --></p>
<div class="ihc-login-form-wrap ihc-login-template-11">
<form method="post" id="ihc_login_form">
          <input type="hidden" name="ihcaction" value="login" /><br />
          <input type="hidden" name="ihc_login_nonce" value="867125fb3b" /></p>
<p>                    <!-- Username field --></p>
<div class="impu-form-line-fr">
              <i class="fa-ihc fa-username-ihc"></i><br />
              <input type="text" value="" name="log" id="iump_login_username" placeholder="Username"/>
          </div>
<p>          <!-- End of username field --></p>
<p>                    <!-- Password field --></p>
<div class="impu-form-line-fr">
              <i class="fa-ihc fa-pass-ihc"></i><br />
              <input type="password" value="" name="pwd" id="iump_login_password" placeholder="Password"/><br />
              <span  class="ihc-hide-login-pw hide-if-no-js" data-toggle="0" aria-label="Show password"><br />
              <span class="dashicons dashicons-visibility" aria-hidden="true"></span><br />
                </span>
          </div>
<p>          <!-- End of Password field --></p>
<p>          <!-- Remember me checkbox --></p>
<div class="impu-remember-wrapper">
              <input type="checkbox" value="forever" name="rememberme" class="impu-form-input-remember" /><br />
              <span class="impu-form-label-remember">Ricordami</span>
          </div>
<p>                    <!-- End of remember me ---></p>
<p>          <!-- Additional links --></p>
<div class="impu-form-links-pass"><a href="https://elenaalquati.org/password-dimenticata/">Password dimenticata?</a></div>
<p>                    <!-- End of Aditional links --></p>
<div class="ihc-clear"></div>
<p>          <!-- captcha --><br />
                    <!-- end of captcha --></p>
<p>          <!-- Submit bttn --></p>
<div class="impu-form-line-fr impu-form-submit">
                  <input type="submit" value="Log In" name="Submit"  class="button button-primary button-large"/>
              </div>
<p>                    <!-- End of Submit bttn --></p>
<p>          <!-- Social --><br />
                    <!-- End of Social --></p>
<p>          <!-- Additional links --></p>
<div class="impu-form-links">
<div class="impu-form-links-reg">Non hai un account? <a href="https://elenaalquati.org/registrati/">Registrati</a></div>
</p></div>
<p>                        <!-- End of Aditional links --></p></form>
</p></div>
<p>  <span class='ihc-js-login-data'	data-user_field='#iump_login_username' data-password_field='#iump_login_password' data-error_message='Please fill out all mandatory fields' ></span><br />
  <!-- End of Login Form --></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/il-maritozzo-dallantica-roma-un-dolce-legame-per-la-vita/">Il Maritozzo: dall’antica Roma un “dolce” legame per la vita</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il ruolo delle istituzioni: quale e come coinvolgerle</title>
		<link>https://elenaalquati.org/il-ruolo-delle-istituzioni-quale-e-come-coinvolgerle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 08:37:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Webinar]]></category>
		<category><![CDATA[#biologico;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#mensascolastica;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=15499</guid>

					<description><![CDATA[<p>Parlare di educazione alimentare nelle scuole e nelle istituzioni, in un contesto di collettività, non è cosa da poco. Il ruolo del cibo nelle persone è qualcosa che può toccare radici profonde coinvolgendo non solo il piano emozionale, ma anche la memoria. In una ristorazione scolastica, ad esempio, gli attori sono molti, e tutti  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/il-ruolo-delle-istituzioni-quale-e-come-coinvolgerle/">Il ruolo delle istituzioni: quale e come coinvolgerle</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-6 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" >
<div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );">
<div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-6 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;">
<div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column">
<div class="fusion-text fusion-text-7">
<p>Parlare di educazione alimentare nelle scuole e nelle istituzioni, in un contesto di collettività, non è cosa da poco. Il ruolo del cibo nelle persone è qualcosa che può toccare radici profonde coinvolgendo non solo il piano emozionale, ma anche la memoria. In una ristorazione scolastica, ad esempio, gli attori sono molti, e tutti dovrebbero comprendere l’importanza di una cooperazione che sicuramente richiede un grande sforzo. Come creare rete? Come progettare al meglio? Come poter stringere legami collaborativi?</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-7 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" >
<div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );">
<div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-7 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;">
<div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column">
<div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:350px;--awb-align-self:center;--awb-width:100%;">
<div class="video-shortcode">
<div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:58.33%;" ><iframe title="YouTube video player 3" src="https://www.youtube.com/embed/MCxE5GStNGM?wmode=transparent&autoplay=0" width="600" height="350" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe></div>
</div>
</div>
<div style="position: relative; width: 100%; height: 0; padding-top: 56.2500%;
 padding-bottom: 0; box-shadow: 0 2px 8px 0 rgba(63,69,81,0.16); margin-top: 1.6em; margin-bottom: 0.9em; overflow: hidden;
 border-radius: 8px; will-change: transform;"><br />
  <iframe loading="lazy" style="position: absolute; width: 100%; height: 100%; top: 0; left: 0; border: none; padding: 0;margin: 0;"
    src="https://www.canva.com/design/DAHLKOj7Mc8/o3KLToogC1MdGTvq3TCoGA/view?embed" allowfullscreen="allowfullscreen" allow="fullscreen"><br />
  </iframe>
</div>
<p><a href="https://www.canva.com/design/DAHLKOj7Mc8/o3KLToogC1MdGTvq3TCoGA/view?utm_content=DAHLKOj7Mc8&utm_campaign=designshare&utm_medium=embeds&utm_source=link" target="_blank" rel="noopener">Dialoghi_2_incontro_3_Il ruolo di scuole e istituzioni</a> di Elena Alquati</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-8 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" >
<div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );">
<div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-8 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;">
<div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column">
<div class="fusion-text fusion-text-8">
<div class="ihc-locker-wrap">
<div  class='ihc_locker_6'>
<div class='lk_top_side'></div>
<div class='lock_content'>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 22.0pt"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f512.png" alt="🔒" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Vuoi accedere a questo contenuto completo?</span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal"><span style="font-size: 12.0pt">Per leggere questo contenuto, scaricare approfondimenti (guide, inserti, ricettari, infografiche), guardare video e scaricare gli allegati relativi, scegli la formula più adatta alle tue esigenze:</span></p>
<ul>
<li class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 12.0pt">Sblocca solo questo contenuto:</span></b><span style="font-size: 12.0pt"> Puoi acquistare questo singolo pacchetto a un piccolo prezzo fisso, utilizzando il bottone "Acquista" su WooCommerce.</span></li>
<li class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 12.0pt">Accedi a TUTTO l'archivio:</span></b><span style="font-size: 12.0pt"> Diventa abbonato per sbloccare all'istante questo e tutti gli altri contenuti  già pubblicati.</span></li>
</ul>
<p><strong><a href="https://elenaalquati.org/abbonamenti/">Scopri i piani di abbonamento</a> </strong>oppure <strong>effettua il login</strong> se sei già abbonato.</p>
<div class='lock_buttons'>
  <!-- Login Form - Start --></p>
<div class="ihc-login-form-wrap ihc-login-template-11">
<form method="post" id="ihc_login_form">
          <input type="hidden" name="ihcaction" value="login" /><br />
          <input type="hidden" name="ihc_login_nonce" value="867125fb3b" /></p>
<p>                    <!-- Username field --></p>
<div class="impu-form-line-fr">
              <i class="fa-ihc fa-username-ihc"></i><br />
              <input type="text" value="" name="log" id="iump_login_username" placeholder="Username"/>
          </div>
<p>          <!-- End of username field --></p>
<p>                    <!-- Password field --></p>
<div class="impu-form-line-fr">
              <i class="fa-ihc fa-pass-ihc"></i><br />
              <input type="password" value="" name="pwd" id="iump_login_password" placeholder="Password"/><br />
              <span  class="ihc-hide-login-pw hide-if-no-js" data-toggle="0" aria-label="Show password"><br />
              <span class="dashicons dashicons-visibility" aria-hidden="true"></span><br />
                </span>
          </div>
<p>          <!-- End of Password field --></p>
<p>          <!-- Remember me checkbox --></p>
<div class="impu-remember-wrapper">
              <input type="checkbox" value="forever" name="rememberme" class="impu-form-input-remember" /><br />
              <span class="impu-form-label-remember">Ricordami</span>
          </div>
<p>                    <!-- End of remember me ---></p>
<p>          <!-- Additional links --></p>
<div class="impu-form-links-pass"><a href="https://elenaalquati.org/password-dimenticata/">Password dimenticata?</a></div>
<p>                    <!-- End of Aditional links --></p>
<div class="ihc-clear"></div>
<p>          <!-- captcha --><br />
                    <!-- end of captcha --></p>
<p>          <!-- Submit bttn --></p>
<div class="impu-form-line-fr impu-form-submit">
                  <input type="submit" value="Log In" name="Submit"  class="button button-primary button-large"/>
              </div>
<p>                    <!-- End of Submit bttn --></p>
<p>          <!-- Social --><br />
                    <!-- End of Social --></p>
<p>          <!-- Additional links --></p>
<div class="impu-form-links">
<div class="impu-form-links-reg">Non hai un account? <a href="https://elenaalquati.org/registrati/">Registrati</a></div>
</p></div>
<p>                        <!-- End of Aditional links --></p></form>
</p></div>
<p>  <span class='ihc-js-login-data'	data-user_field='#iump_login_username' data-password_field='#iump_login_password' data-error_message='Please fill out all mandatory fields' ></span><br />
  <!-- End of Login Form --></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/il-ruolo-delle-istituzioni-quale-e-come-coinvolgerle/">Il ruolo delle istituzioni: quale e come coinvolgerle</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La dieta degli italiani è peggiorata: il non detto delle Istituzioni</title>
		<link>https://elenaalquati.org/la-dieta-degli-italiani-e-peggiorata-il-non-detto-delle-istituzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 06:26:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#ISS;]]></category>
		<category><![CDATA[#istitutosuperioredisanità;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=15494</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato sul sito istituzionale la situazione della dieta degli italiani. Considerando la tanto lodata Dieta Mediterranea, iscritta nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO nel 2010, c’è di che rattristarsi. E se da un lato ammettono che la nostra dieta sta peggiorando e che i cibi UP sono  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/la-dieta-degli-italiani-e-peggiorata-il-non-detto-delle-istituzioni/">La dieta degli italiani è peggiorata: il non detto delle Istituzioni</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato sul sito istituzionale la situazione della dieta degli italiani. Considerando la tanto lodata Dieta Mediterranea, iscritta nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO nel 2010, c’è di che rattristarsi. E se da un lato ammettono che la nostra dieta sta peggiorando e che i cibi UP sono la causa di un’emergenza sanitaria, dall’altro ci suggeriscono di “non evitarli”, ma di leggere le etichette e di scegliere il meno peggio.</p>
<h2>Lo studio pubblicato</h2>
<p>Lo studio, coordinato da Laura Rossi, è stato recentemente pubblicato dalla rivista Frontiers in Nutrition:</p>
<blockquote><p>&#8220;I risultati della nostra ricerca &#8211; dice Rossi &#8211; indicano un lieve peggioramento dell’aderenza alle raccomandazioni, con un eccesso di consumi di alimenti di origine animale, in particolare la carne rossa e i salumi, e uno scarso consumo di alimenti vegetali e in particolare di fonti di proteine vegetali, come i legumi. Tendiamo a criminalizzare i carboidrati e a consumare molti alimenti voluttuari come snack dolci e salati, vino e birra. In particolare questo è vero per gli adulti, mentre per gli anziani e le donne la situazione è lievemente migliore&#8221;.</p>
<p>&#8220;A guidare questa tendenza negativa &#8211; aggiunge l&#8217;esperta &#8211; è l’aumento del consumo di alimenti ultra-processati (UPF), che sebbene in termini di peso rappresentino solo il 6% del totale del cibo consumato, contribuiscono al 23% dell’apporto energetico giornaliero”.</p>
<p>“Gli alimenti ultra-processati che troviamo più frequentemente sulle nostre tavole sono le bevande zuccherate, gli snack dolci come merendine o biscotti, e salati, quali per esempio patatine fritte, caramelle, cioccolatini, carne e pesce trasformati, piatti pronti”.</p></blockquote>
<p>Ma non preoccupiamoci, gli esperti dicono che si può migliorare!</p>
<h2>Le 5 indicazioni dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità</h2>
<p>Le indicazioni possono essere riassunte in pochi punti essenziali:</p>
<ul>
<li>Non evitare tutti gli UPF a prescindere: è bene sempre leggere le etichette e valutare cosa c&#8217;è dentro, prediligendo la scelta di alimenti freschi;</li>
<li>Preferiamo UPF senza zuccheri aggiunti, con poco sale e con meno additivi;</li>
<li>Usiamo gli UPF in modo oculato e non sempre come sostituti abituali degli alimenti freschi;</li>
<li>Riduciamo gradualmente il consumo di bevande zuccherate o dolcificate;</li>
<li>Prestiamo attenzione anche a zucchero, sale e grassi saturi in prodotti apparentemente “non processati” o tradizionali.</li>
</ul>
<h2>Facciamo un riassunto</h2>
<p>Il consumo di cibi ultra-processati è associato a un aumento significativo della mortalità, sebbene le stime precise variino in base alla popolazione e alla metodologia di studio. Ricerche più ampie indicano che:</p>
<ul>
<li>Un maggiore consumo è collegato a un aumento del 4% della mortalità totale e del 9% della mortalità per cause non cardiovascolari o cancro in uno studio statunitense durato 30 anni;</li>
<li>In Europa, le coorti EPIC mostrano un aumento del 4% della mortalità totale e del 9% della mortalità cardiovascolare;</li>
<li>Nei paesi USA e UK, fino al 14% delle morti premature (nella fascia 30-69 anni) è attribuibile a questi alimenti, con stime di circa 124.000 decessi annui negli Stati Uniti;</li>
<li>I rischi includono un aumento del 50% del rischio di morte per problemi cardiovascolari e un aumento del 12% per il diabete di tipo 2, con prove solide che collegano questi alimenti a 32 condizioni di salute avverse.</li>
</ul>
<p><strong>Non solo</strong></p>
<p>Esiste anche una forte e consistente correlazione tra il consumo di cibi ultra-processati e l&#8217;aumento del rischio di obesità: un legame osservato a livello globale su tutte le fasce d&#8217;età.</p>
<p>I meccanismi principali alla base di questa correlazione includono:</p>
<ul>
<li>Aumento del rischio: studi epidemiologici mostrano che un elevato consumo di ultra-processati è associato a un aumento del rischio di obesità che varia dal 31% al 200% a seconda della popolazione e degli studi (con dati che indicano un rischio superiore del 200% negli adolescenti con consumo elevato);</li>
<li>Alterazione della sazietà: questi cibi sono spesso iper-palatabili e ricchi di zuccheri e grassi, ma poveri di fibre. Interferiscono con i meccanismi naturali di sazietà e stimolano i centri del piacere nel cervello, portando a un consumo eccessivo di calorie senza controllo consapevole;</li>
<li>Effetti metabolici e cerebrali: il consumo di ultra-processati può alterare rapidamente la sensibilità all&#8217;insulina nel cervello e favorire la resistenza insulinica, compromettendo la regolazione dell&#8217;appetito. Inoltre, è associato a un aumento del grasso intramuscolare e a una degenerazione muscolare negli over 60;</li>
<li>Impatto sulla salute generale: oltre all&#8217;obesità, l&#8217;elevato consumo è collegato a un aumento del rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, ipertensione e mortalità per tutte le cause;</li>
<li>I dati del consumo di alimenti ultra-processati (UPF) parlano inoltre di statistiche allarmanti e di un legame diretto con tumori e morti premature;</li>
<li>Rischio generale e specifico: una revisione pubblicata sul British Medical Journal (BMJ) nel 2024 ha collegato l&#8217;elevato consumo di ultra-processati a un aumento del rischio di morte per qualsiasi causa e a 32 condizioni di salute, inclusi alcuni tipi di tumore;</li>
<li>Meccanismi biologici: questi alimenti sono spesso poveri di fibre e ricchi di zuccheri aggiunti, grassi e amidi raffinati, fattori che alterano il microbiota intestinale e promuovono l&#8217;obesità, un noto fattore di rischio per il cancro;</li>
<li>Sostanze cancerogene: I processi industriali possono generare o far accumulare nell&#8217;alimento sostanze potenzialmente cancerogene come nitrosammine (negli insaccati) e acrilammide (in alcuni prodotti da forno e fritti). Inoltre, alcuni additivi (come edulcoranti artificiali, conservanti ed emulsionanti) sono stati collegati in studi epidemiologici a un rischio aumentato di cancro e diabete di tipo 2;</li>
<li>Contaminanti da imballaggio: gli ultra-processati possono contenere contaminanti che migrano dai materiali di confezionamento, come bisfenoli, microplastiche, oli minerali e ftalati, le cui implicazioni cancerogene sono oggetto di studio;</li>
<li>Distinzione di pericolosità: non tutti gli ultra-processati presentano lo stesso livello di rischio. Ad esempio, le carni lavorate (come hot dog, pancetta e salsicce) e le bevande zuccherate risultano tra le categorie più fortemente associate a rischi sanitari elevati, inclusi quelli cardiovascolari e metabolici, che spesso coesistono con il rischio oncologico.</li>
</ul>
<h2>Il non detto da svelare</h2>
<p>L&#8217;Istituto Superiore di Sanità ci dice che la nostra dieta è peggiorata e che i cibi ultra-processati ci stanno uccidendo. Ma poi ci dà cinque consigli che sembrano dire: &#8216;Nessun allarme, basta leggere l&#8217;etichetta&#8217;. Perché questa contraddizione?</p>
<p>Perché succede? Forse è la difficoltà economica? Forse l&#8217;influenza dell&#8217;industria?</p>
<p>La soluzione <strong>&#8216;leggi l&#8217;etichetta&#8217;</strong> presuppone che il consumatore abbia il tempo, le competenze e la possibilità economica di scegliere diversamente. Ma la realtà è che gli UPF sono ovunque e costano meno.</p>
<p>Il vero problema non è se scegliere l&#8217;UPF giusto, ma che ci stiamo aspettando di sopravvivere mangiando prodotti progettati per essere consumati in eccesso. Il consiglio di &#8216;non evitare tutti gli UPF&#8217; è come dire &#8216;non evitare di bere veleno, bevine solo poco&#8217;.</p>
<h3>Il grafico della contraddizione</h3>
<p style="text-align: left;"><a href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica.pdf"><img decoding="async" class="wp-image-15497 size-large alignnone" src="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-483x1024.jpg" alt="" width="483" height="1024" srcset="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-141x300.jpg 141w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-200x424.jpg 200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-400x848.jpg 400w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-483x1024.jpg 483w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-500x1060.jpg 500w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-600x1273.jpg 600w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-700x1485.jpg 700w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-724x1536.jpg 724w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-768x1629.jpg 768w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-800x1697.jpg 800w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica.jpg 943w" sizes="(max-width: 483px) 100vw, 483px" /></a></p>
<p><strong><a href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica.pdf">Scarica il grafico in PDF e condividilo</a></strong></p>
<h2>Riflessione personale</h2>
<p>Lo studio pubblicato dall&#8217;ISS è inequivocabile: la dieta degli italiani è peggiorata. Le calorie giornaliere sono in aumento e la tendenza è verso i cibi ultra-processati. Il messaggio iniziale è di allarme.</p>
<p>Poi, però, arriva il &#8220;ma&#8221;.</p>
<p>I cinque suggerimenti finali del comunicato sembrano una via di mezzo tra un consiglio di moderazione e una resa.</p>
<ul>
<li>Non evitare tutti gli UPF a prescindere!</li>
<li>Scegli UPF senza zuccheri aggiunti</li>
<li>Usa gli UPF in modo oculato</li>
</ul>
<p>Questo approccio si basa su una premessa falsa: che il problema sia la “quantità” o la “qualità specifica” di un singolo prodotto, e non la natura stessa del sistema alimentare che ci circonda.</p>
<p>È come dire a un fumatore: &#8220;Non smettere di fumare, ma scegli le sigarette con meno catrame e non fumarne troppe&#8221;.</p>
<p>La scienza, però, non parla di &#8220;moderazione&#8221; quando si tratta di tossicità cumulativa.</p>
<p>E qui sorge la domanda che nessuno osa fare a voce alta: <em>“Perché, di fronte a questi numeri, l&#8217;istituto di riferimento ci dice di &#8220;non eliminare tutto?”</em></p>
<p>Quando l&#8217;ISS suggerisce di &#8220;ridurre gradualmente&#8221; o di <em>&#8220;usare con occhio&#8221;</em>, sta implicitamente accettando che il sistema non cambierà. Sta trasformando un problema di salute pubblica in una responsabilità individuale.</p>
<p>È una forma sottile di *science washing*: usare il linguaggio della scienza (&#8220;migliora l&#8217;etichetta&#8221;, &#8220;riduci lo zucchero&#8221;) per nascondere la verità nuda e cruda: <strong>il modello alimentare attuale è insostenibile e pericoloso.</strong>**</p>
<p>La risposta non è nelle etichette. <strong>È nel sistema.</strong></p>
<p>Dobbiamo smettere di fidarci ciecamente di consigli morbidi, soprattutto se provenienti dalle istituzioni. Dobbiamo guardare i dati nudi e crudi.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><a href="https://www.iss.it/-/la-dieta-degli-italiani-cala-la-qualita-e-aumenta-il-consumo-di-cibi-ultra-processati">https://www.iss.it/-/la-dieta-degli-italiani-cala-la-qualita-e-aumenta-il-consumo-di-cibi-ultra-processati</a></p>
<p><a href="https://www.airc.it/news/i-cibi-ultraprocessati-finiscono-ancora-sotto-processo">https://www.airc.it/news/i-cibi-ultraprocessati-finiscono-ancora-sotto-processo</a></p>
<p><a href="https://ilfattoalimentare.it/ultra-processati-aumento-di-peso-degenerazione-muscolare.html">https://ilfattoalimentare.it/ultra-processati-aumento-di-peso-degenerazione-muscolare.html</a></p>
<p><a href="https://www.marionegri.it/magazine/cibi-ultra-processati-quali-sono">https://www.marionegri.it/magazine/cibi-ultra-processati-quali-sono</a></p>
<p><a href="https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/alimentazione/gli-alimenti-ultraprocessati-accorciano-la-vita">https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/alimentazione/gli-alimenti-ultraprocessati-accorciano-la-vita</a></p>
<p><a href="https://www.focus.it/scienza/salute/i-cibi-ultraprocessati-sono-stati-associati-a-32-effetti-dannosi-sulla-salute">https://www.focus.it/scienza/salute/i-cibi-ultraprocessati-sono-stati-associati-a-32-effetti-dannosi-sulla-salute</a></p>
<p><a href="https://www.microbiologiaitalia.it/nutrizione/i-cibi-ultra-processati-stanno-uccidendo-i-giovani/">https://www.microbiologiaitalia.it/nutrizione/i-cibi-ultra-processati-stanno-uccidendo-i-giovani/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/la-dieta-degli-italiani-e-peggiorata-il-non-detto-delle-istituzioni/">La dieta degli italiani è peggiorata: il non detto delle Istituzioni</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La salvia: l’erba della salute e della purificazione</title>
		<link>https://elenaalquati.org/la-salvia-lerba-della-salute-e-della-purificazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 08:45:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FOCUS]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#erbearomatiche;]]></category>
		<category><![CDATA[#salvia;]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=15374</guid>

					<description><![CDATA[<p>Appartenente alla famiglia delle Labiate, la Salvia officinalis L. è presente in tutta l’Europa centrale fino a 800 m di altezza e cresce spontanea in molte zone del Mediterraneo, privilegiando terreni soleggiati, sassosi e poveri d’acqua. Le parti utilizzabili della pianta sono le foglie e le sommità fiorite; le foglie si raccolgono durante tutto  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/la-salvia-lerba-della-salute-e-della-purificazione/">La salvia: l’erba della salute e della purificazione</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-9 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" >
<div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );">
<div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-9 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;">
<div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column">
<div class="fusion-text fusion-text-9">
<p>Appartenente alla famiglia delle Labiate, la Salvia officinalis L. è presente in tutta l’Europa centrale fino a 800 m di altezza e cresce spontanea in molte zone del Mediterraneo, privilegiando terreni soleggiati, sassosi e poveri d’acqua. Le parti utilizzabili della pianta sono le foglie e le sommità fiorite; le foglie si raccolgono durante tutto l’anno, mentre le sommità fiorite da maggio a luglio.</p>
<h2>Conservazione</h2>
<p>Le foglie, dopo averle staccate dalla pianta, si fanno essiccare all’ombra in un luogo ventilato disponendole a strati sottili e, una volta essiccate, si conservano in barattoli di vetro; le sommità fiorite si essiccano appese dopo averle legate in mazzetti con una corda, per poi essere riposte in sacchetti di carta o di tela di cotone/canapa. Se possibile, si suggerisce l’utilizzo del prodotto fresco.</p>
</div>
<div style="position: relative; width: 100%; height: 0; padding-top: 56.2500%;
 padding-bottom: 0; box-shadow: 0 2px 8px 0 rgba(63,69,81,0.16); margin-top: 1.6em; margin-bottom: 0.9em; overflow: hidden;
 border-radius: 8px; will-change: transform;"><br />
  <iframe loading="lazy" style="position: absolute; width: 100%; height: 100%; top: 0; left: 0; border: none; padding: 0;margin: 0;"
    src="https://www.canva.com/design/DAHJoEm1xJE/6xrsTbigd6ftG2kBpxHrUA/view?embed" allowfullscreen="allowfullscreen" allow="fullscreen"><br />
  </iframe>
</div>
<p><a href="https://www.canva.com/design/DAHJoEm1xJE/6xrsTbigd6ftG2kBpxHrUA/view?utm_content=DAHJoEm1xJE&utm_campaign=designshare&utm_medium=embeds&utm_source=link" target="_blank" rel="noopener">La salvia:  salute e purificazione</a> di Elena Alquati</p>
<div class="fusion-text fusion-text-10">
<h4>Vuoi conoscere le proprietà della salvia, i rimedi, le ricette in cucina e le ricette magiche? Abbonati, prova per un mese e  ⇛ <a href="https://elenaalquati.org/abbonamenti/">diventa uno di noi </a><strong> </strong></h4>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-10 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" >
<div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );">
<div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-10 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;">
<div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column">
<div class="fusion-text fusion-text-11">
<div class="ihc-locker-wrap">
<div  class='ihc_locker_6'>
<div class='lk_top_side'></div>
<div class='lock_content'>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 22.0pt"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f512.png" alt="🔒" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Vuoi accedere a questo contenuto completo?</span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal"><span style="font-size: 12.0pt">Per leggere questo contenuto, scaricare approfondimenti (guide, inserti, ricettari, infografiche), guardare video e scaricare gli allegati relativi, scegli la formula più adatta alle tue esigenze:</span></p>
<ul>
<li class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 12.0pt">Sblocca solo questo contenuto:</span></b><span style="font-size: 12.0pt"> Puoi acquistare questo singolo pacchetto a un piccolo prezzo fisso, utilizzando il bottone "Acquista" su WooCommerce.</span></li>
<li class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 12.0pt">Accedi a TUTTO l'archivio:</span></b><span style="font-size: 12.0pt"> Diventa abbonato per sbloccare all'istante questo e tutti gli altri contenuti  già pubblicati.</span></li>
</ul>
<p><strong><a href="https://elenaalquati.org/abbonamenti/">Scopri i piani di abbonamento</a> </strong>oppure <strong>effettua il login</strong> se sei già abbonato.</p>
<div class='lock_buttons'>
  <!-- Login Form - Start --></p>
<div class="ihc-login-form-wrap ihc-login-template-11">
<form method="post" id="ihc_login_form">
          <input type="hidden" name="ihcaction" value="login" /><br />
          <input type="hidden" name="ihc_login_nonce" value="867125fb3b" /></p>
<p>                    <!-- Username field --></p>
<div class="impu-form-line-fr">
              <i class="fa-ihc fa-username-ihc"></i><br />
              <input type="text" value="" name="log" id="iump_login_username" placeholder="Username"/>
          </div>
<p>          <!-- End of username field --></p>
<p>                    <!-- Password field --></p>
<div class="impu-form-line-fr">
              <i class="fa-ihc fa-pass-ihc"></i><br />
              <input type="password" value="" name="pwd" id="iump_login_password" placeholder="Password"/><br />
              <span  class="ihc-hide-login-pw hide-if-no-js" data-toggle="0" aria-label="Show password"><br />
              <span class="dashicons dashicons-visibility" aria-hidden="true"></span><br />
                </span>
          </div>
<p>          <!-- End of Password field --></p>
<p>          <!-- Remember me checkbox --></p>
<div class="impu-remember-wrapper">
              <input type="checkbox" value="forever" name="rememberme" class="impu-form-input-remember" /><br />
              <span class="impu-form-label-remember">Ricordami</span>
          </div>
<p>                    <!-- End of remember me ---></p>
<p>          <!-- Additional links --></p>
<div class="impu-form-links-pass"><a href="https://elenaalquati.org/password-dimenticata/">Password dimenticata?</a></div>
<p>                    <!-- End of Aditional links --></p>
<div class="ihc-clear"></div>
<p>          <!-- captcha --><br />
                    <!-- end of captcha --></p>
<p>          <!-- Submit bttn --></p>
<div class="impu-form-line-fr impu-form-submit">
                  <input type="submit" value="Log In" name="Submit"  class="button button-primary button-large"/>
              </div>
<p>                    <!-- End of Submit bttn --></p>
<p>          <!-- Social --><br />
                    <!-- End of Social --></p>
<p>          <!-- Additional links --></p>
<div class="impu-form-links">
<div class="impu-form-links-reg">Non hai un account? <a href="https://elenaalquati.org/registrati/">Registrati</a></div>
</p></div>
<p>                        <!-- End of Aditional links --></p></form>
</p></div>
<p>  <span class='ihc-js-login-data'	data-user_field='#iump_login_username' data-password_field='#iump_login_password' data-error_message='Please fill out all mandatory fields' ></span><br />
  <!-- End of Login Form --></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>Foto di copertina: Elena Alquati &#8211; Salvia di Rosasco</p>
<p>Fonte Cent&#8217;erbe &#8211; Nardini editore</p>
<p>https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30651162/</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/la-salvia-lerba-della-salute-e-della-purificazione/">La salvia: l’erba della salute e della purificazione</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Polpette di riso ai semi di papavero con zafferano</title>
		<link>https://elenaalquati.org/polpette-di-riso-ai-semi-di-papavero-con-zafferano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 13:20:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzioneatavola;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=15309</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra i semi di papavero e lo zafferano, i colori di questo primo piatto sono stupendi e il sapore sfizioso: solo a guardarlo ti viene l'acquolina in bocca. In questa ricetta ho cercato la semplicità ma, ovviamente, potete arricchirla con altra verdura (es. trito di carota e sedano), oppure aggiungere qualche erba aromatica come ad  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/polpette-di-riso-ai-semi-di-papavero-con-zafferano/">Polpette di riso ai semi di papavero con zafferano</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i semi di papavero e lo zafferano, i colori di questo primo piatto sono stupendi e il sapore sfizioso: solo a guardarlo ti viene l&#8217;acquolina in bocca. In questa ricetta ho cercato la semplicità ma, ovviamente, potete arricchirla con altra verdura (es. trito di carota e sedano), oppure aggiungere qualche erba aromatica come ad esempio la maggiorana. Provate e sperimentate!</p>
<p>Glutine: assente</p>
<p>Difficoltà: medio bassa</p>
<p>Tempo di preparazione: 15 minuti</p>
<p>Tempo di cottura: 20 minuti</p>
<p>Attrezzi: bacinella, padella, teglia da forno, vassoio di portata.</p>
<p>Stagionalità: primavera, estate.</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>g 250 di riso integrale cotto</li>
<li>2 scalogni</li>
<li>g 50 di semi di papavero</li>
<li>2 C di olio extravergine di oliva</li>
<li>1 bustina di zafferano</li>
<li>sale marino integrale</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Disponete il riso cotto in una bacinella. In una padella scaldate l’olio e fate soffriggere lo scalogno tritato; fate sciogliere la bustina di zafferano in mezzo bicchiere di acqua, unitela allo scalogno e lasciate cuocere per qualche minuto e unite al riso. Aggiustate di sale e formate delle polpette, arrotolate la parte superiore nei semi di papavero facendoli ben aderire e disponete su di una teglia precedentemente oleata. Mettete in forno a 180° per 20 minuti, sistemate in un vassoio e servite.</p>
<p>Se lo desiderate, potete avvolgere completamente le polpette con i semi di papavero. Io ho voluto lasciare il contrasto.</p>
<p>Foto: Canva</p>
<p>Si suggeriscono ingredienti provenienti da agricoltura biologica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/polpette-di-riso-ai-semi-di-papavero-con-zafferano/">Polpette di riso ai semi di papavero con zafferano</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fiori di acacia in tempura</title>
		<link>https://elenaalquati.org/fiori-di-acacia-in-tempura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 06:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<category><![CDATA[storiadelcibo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=5662</guid>

					<description><![CDATA[<p>Proprio in questi giorni stanno fiorendo gli alberi di acacia e il loro profumo si sente in tutto il paese. Un cestino e via, alla raccolta dei fiori per preparare una succulenta tempura! Glutine: assente Difficoltà: bassa Tempo di preparazione: 10 minuti Tempo di cottura: 10 minuti Attrezzi: bacinella, frusta, padella di ghisa o acciaio  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/fiori-di-acacia-in-tempura/">Fiori di acacia in tempura</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio in questi giorni stanno fiorendo gli alberi di acacia e il loro profumo si sente in tutto il paese. Un cestino e via, alla raccolta dei fiori per preparare una succulenta tempura!</p>
<p>Glutine: assente</p>
<p>Difficoltà: bassa</p>
<p>Tempo di preparazione: 10 minuti</p>
<p>Tempo di cottura: 10 minuti</p>
<p>Attrezzi: bacinella, frusta, padella di ghisa o acciaio doppio fondo</p>
<p>Stagionalità: primavera</p>
<p><em>Ingredienti </em></p>
<ul>
<li>8 grappoli di fiori di acacia</li>
<li>g 200 di farina di ceci</li>
<li>m 200 di acqua fredda</li>
<li>Un pizzico di sale marino integrale</li>
<li>Un pizzico di bicarbonato</li>
<li>Olio extravergine di oliva per friggere</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Unite gli ingredienti per preparare la pastella e mescolateli bene con una frusta. In una padella scaldate abbondante olio e, con molta delicatezza immergete nella pastella un grappolo di fiori di acacia  per volta; adagiateli dell&#8217;olio caldo  e lasciate dorare da entrambe i lati; salate e disponete la frittura su un piatto con della carta assorbente.</p>
<h3><strong>Meglio del sale, una salsina sfiziosa</strong></h3>
<p>Per insaporire la frittura, invece di aggiungere del sale, preparate questo delizioso intingolo che ci arriva dall&#8217;oriente, è buonissimo! Ecco come prepararlo: in una ciotolina unite<strong>  </strong>due cucchiai di salsa di soia tamari,  1/2 cucchiaino di zenzero,  1 cucchiaio di acqua. Mescolate gli ingredienti e servite insieme alla frittura.</p>
<h3 style="text-align: left;"><a href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2023/05/FIORI-ACACIA-TEMPURA.pdf">Scarica ricetta PDF</a></h3>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/fiori-di-acacia-in-tempura/">Fiori di acacia in tempura</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le uova: il contenitore della vita che contiene</title>
		<link>https://elenaalquati.org/le-uova-il-contenitore-della-vita-che-contiene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 05:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Filosofia e dietetica cinese]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzione;]]></category>
		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
		<category><![CDATA[medicinatradizionalecinese]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=15168</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le uova sono state apprezzate sin dall’antichità e utilizzate presso tutti i popoli: -           gli antichi egizi erano soliti allevare galline e avevano sviluppato un loro metodo di incubazione delle uova; -           i greci ritenevano che le uova di gallina fossero un alimento energetico e ricostituente, tanto che Galeno, al contrario dei cinesi, le raccomandava  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/le-uova-il-contenitore-della-vita-che-contiene/">Le uova: il contenitore della vita che contiene</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le uova sono state apprezzate sin dall’antichità e utilizzate presso tutti i popoli:</p>
<p>&#8211;           gli antichi egizi erano soliti allevare galline e avevano sviluppato un loro metodo di incubazione delle uova;</p>
<p>&#8211;           i greci ritenevano che le uova di gallina fossero un alimento energetico e ricostituente, tanto che Galeno, al contrario dei cinesi, le raccomandava agli anziani;</p>
<p>&#8211;           presso i romani, invece, le uova di gallina costituivano l’antipasto della cena, insieme a olive, vino e pane;</p>
<p>&#8211;           nel Medioevo, epoca in cui il sale era ancora un lusso per pochi, si rassodavano per poi essere sgusciate, tagliate a metà e poste in padella dalla parte del tuorlo per essere fritte e cosparse di coriandolo e cumino.</p>
<div class="ihc-locker-wrap">
<div  class='ihc_locker_6'>
<div class='lk_top_side'></div>
<div class='lock_content'>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 22.0pt"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f512.png" alt="🔒" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Vuoi accedere a questo contenuto completo?</span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: normal"><span style="font-size: 12.0pt">Per leggere questo contenuto, scaricare approfondimenti (guide, inserti, ricettari, infografiche), guardare video e scaricare gli allegati relativi, scegli la formula più adatta alle tue esigenze:</span></p>
<ul>
<li class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 12.0pt">Sblocca solo questo contenuto:</span></b><span style="font-size: 12.0pt"> Puoi acquistare questo singolo pacchetto a un piccolo prezzo fisso, utilizzando il bottone "Acquista" su WooCommerce.</span></li>
<li class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 12.0pt">Accedi a TUTTO l'archivio:</span></b><span style="font-size: 12.0pt"> Diventa abbonato per sbloccare all'istante questo e tutti gli altri contenuti  già pubblicati.</span></li>
</ul>
<p><strong><a href="https://elenaalquati.org/abbonamenti/">Scopri i piani di abbonamento</a> </strong>oppure <strong>effettua il login</strong> se sei già abbonato.</p>
<div class='lock_buttons'>
  <!-- Login Form - Start --></p>
<div class="ihc-login-form-wrap ihc-login-template-11">
<form method="post" id="ihc_login_form">
          <input type="hidden" name="ihcaction" value="login" /><br />
          <input type="hidden" name="ihc_login_nonce" value="867125fb3b" /></p>
<p>                    <!-- Username field --></p>
<div class="impu-form-line-fr">
              <i class="fa-ihc fa-username-ihc"></i><br />
              <input type="text" value="" name="log" id="iump_login_username" placeholder="Username"/>
          </div>
<p>          <!-- End of username field --></p>
<p>                    <!-- Password field --></p>
<div class="impu-form-line-fr">
              <i class="fa-ihc fa-pass-ihc"></i><br />
              <input type="password" value="" name="pwd" id="iump_login_password" placeholder="Password"/><br />
              <span  class="ihc-hide-login-pw hide-if-no-js" data-toggle="0" aria-label="Show password"><br />
              <span class="dashicons dashicons-visibility" aria-hidden="true"></span><br />
                </span>
          </div>
<p>          <!-- End of Password field --></p>
<p>          <!-- Remember me checkbox --></p>
<div class="impu-remember-wrapper">
              <input type="checkbox" value="forever" name="rememberme" class="impu-form-input-remember" /><br />
              <span class="impu-form-label-remember">Ricordami</span>
          </div>
<p>                    <!-- End of remember me ---></p>
<p>          <!-- Additional links --></p>
<div class="impu-form-links-pass"><a href="https://elenaalquati.org/password-dimenticata/">Password dimenticata?</a></div>
<p>                    <!-- End of Aditional links --></p>
<div class="ihc-clear"></div>
<p>          <!-- captcha --><br />
                    <!-- end of captcha --></p>
<p>          <!-- Submit bttn --></p>
<div class="impu-form-line-fr impu-form-submit">
                  <input type="submit" value="Log In" name="Submit"  class="button button-primary button-large"/>
              </div>
<p>                    <!-- End of Submit bttn --></p>
<p>          <!-- Social --><br />
                    <!-- End of Social --></p>
<p>          <!-- Additional links --></p>
<div class="impu-form-links">
<div class="impu-form-links-reg">Non hai un account? <a href="https://elenaalquati.org/registrati/">Registrati</a></div>
</p></div>
<p>                        <!-- End of Aditional links --></p></form>
</p></div>
<p>  <span class='ihc-js-login-data'	data-user_field='#iump_login_username' data-password_field='#iump_login_password' data-error_message='Please fill out all mandatory fields' ></span><br />
  <!-- End of Login Form --></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Guarda anche video https://elenaalquati.org/no-alle-uova-sono-troppo-yang/</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/le-uova-il-contenitore-della-vita-che-contiene/">Le uova: il contenitore della vita che contiene</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
