Biscotti della Quaresima con pasta di mandorla ai semi di finocchio

Sembra che questi biscotti, preparati con pasta di mandorla, siano una specialità genovese e tra le ricette più antiche della tradizione ligure, preparata fin dal XIV secolo dagli speziali* che erano famosi per il loro marzapane.

Glutine: assente

Difficoltà: bassa

Tempo di preparazione: 15 minuti

Tempo di cottura: 13 minuti

Attrezzi: bacinella, teglia da forno, sac à poche

Stagionalità: Quaresima

Dose per circa 15/20 biscotti

Ingredienti

  • g 300 di farina di mandorla bianca
  • g 100 di miele (o malto di riso**)
  • 3 albumi montati a neve
  • Buccia di limone
  • semi di finocchio macinati grossolanamente

Procedimento

In una ciotola mescolate la farina di mandorla, il miele (o malto) e la buccia di limone.

Aggiungete gli albumi montati a neve ben ferma e mescolate delicatamente partendo dal basso verso l’alto così che gli ingredienti siano ben amalgamati tra loro.

Mettete l’impasto in un sac a poche e, con la bocchetta grossa liscia, create dei dischetti o altre forme che volete direttamente posizionati sulla teglia da forno alla quale avrete precedentemente adagiato una carta da forno. Distribuite sulla superficie i semi di finocchio e infornate per 13 minuti a 170° (forno ventilato preriscaldato). Lasciate raffreddare e serviteli su un vassoio, magari con un tè

*Gli speziali liguri, particolarmente attivi a Genova e nel territorio della Repubblica tra il Medioevo e l’età moderna, erano figure professionali fondamentali che univano le competenze di farmacista, droghiere e alchimista.

** Il malto di riso viene prodotto con aggiunta di orzo, per tanto contiene glutine. Per mantenere la ricetta senza glutine utilizzare lo sciroppo di riso.

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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