Insicurezza alimentare: milioni di persone alla fame
Secondo il World Food Programme (WFP), oltre 363 milioni di persone nel mondo si trovano oggi in una condizione di grave insicurezza alimentare; di queste, 45 milioni sono state spinte verso la fame dai conflitti in Medio Oriente e dal rincaro dei prezzi del petrolio.
L’acuirsi dell’emergenza è aggravato dal taglio di un terzo dei finanziamenti avvenuto lo scorso anno, dovuto in particolare alla scelta degli Stati Uniti, primo donatore globale, di dimezzare il proprio contributo.
Carl Skau, vice direttore esecutivo del WFP, ha spiegato come la guerra e la chiusura dello stretto di Hormuz abbiano innescato una risalita dei prezzi alimentari, trainata soprattutto dai maggiori costi di trasporto. “Il legame tra i costi dell’energia e quelli dei prodotti alimentari è tale che, in alcune aree, un aumento del 30% dei primi si traduce in un’inflazione alimentare quasi equivalente”.
Il rincaro del greggio ostacola direttamente le operazioni del WFP, costretto a dirottare gran parte delle proprie risorse verso la logistica, mentre diverse rotte umanitarie risultano bloccate.
Oltre alle conseguenze dirette del conflitto in Iran, Skau ha denunciato l’erosione delle norme internazionali che sta rendendo il lavoro del personale umanitario sempre più rischioso. Negli ultimi tre anni, oltre 1.000 operatori sono stati uccisi mentre prestavano soccorso.
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