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	<title>#dietamediterranea; Archivi - Elena Alquati</title>
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		<title>Schiacciata con uva fragolina</title>
		<link>https://elenaalquati.org/schiacciata-con-uva-fragolina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 06:55:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[storiadelcibo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esiste un aneddoto legato alla schiacciata con l'uva fragola che un testimone dovette sfidare lampi e tuoni per portare a casa i grappoli dalla vigna, poiché l'uva era così buona mangiata nel campo che risultava difficile procurarsene abbastanza a portare a casa per preparare la focaccia. La ricetta tradizionale toscana associata a questa varietà di  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Esiste un aneddoto legato alla <strong>schiacciata con l&#8217;uva fragola</strong> che un testimone dovette <strong>sfidare lampi e tuoni</strong> per portare a casa i grappoli dalla vigna, poiché l&#8217;uva era <strong>così buona mangiata nel campo</strong> che risultava difficile procurarsene abbastanza a portare a casa per preparare la focaccia.</p>
<p>La ricetta tradizionale toscana associata a questa varietà di uva era spesso preparata con la pasta del pane avanzata, miele e un goccio d&#8217;olio, sfruttando una qualità di uva <strong>poco adatta alla vinificazione</strong>.</p>
<p><em>Ingredienti </em></p>
<ul>
<li>g 300 di farina integrale di grano tenero o di farro</li>
<li>g 5 di lievito di birra fresco</li>
<li>1cucchiaio di olio extravergine di oliva</li>
<li>1cucchiaino di sale marino integrale fino</li>
<li>Uva fragolina (o nera)*</li>
<li>ml 150 circa di acqua</li>
</ul>
<p><em>Procedimento </em></p>
<p>Sciogliete il lievito in 100 ml di acqua fresca, versate la farina in una terrina, aggiungete olio, sale e impastate, aggiungendo il resto dell’acqua, per dieci minuti sino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Coprite l’impasto con un canovaccio umido e lasciate riposare a temperatura ambiente per trenta minuti; passato questo tempo, mettete l’impasto in frigorifero per sei ore.</p>
<p>In una teglia da forno precedentemente oleata, versate l’impasto e, senza toccarlo, lasciatelo riposare per trenta minuti. Aiutandovi con le mani unte di olio, stendete l’impasto tirandolo con la punta delle dita, sino a riempire tutta la teglia; lasciate lievitare per due ore al riparo da correnti d’aria (ottimo disporlo in forno spento con la lucina accesa). Guarnite la focaccia con l’uva  e cuocete in forno a 230° per 15 minuti, posizionando sul fondo un pentolino di acqua per mantenere  l’umidità costante. Sfornate e servite calda.</p>
<p>*I semi dell’uva fragolina sono duri e fastidiosi, suggerisco di toglierli prima di disporli sull’impasto, ma mi raccomando, non prendete uva senza semi: i semi sono vita, vitalità, informazione.</p>
<h3>Curiosità</h3>
<p>Esiste un aneddoto legato alla <strong>schiacciata con l&#8217;uva fragola</strong> secondo cui un testimone dovette <strong>sfidare lampi e tuoni</strong> per portare a casa i grappoli dalla vigna, poiché l&#8217;uva era <strong>così buona mangiata nel campo</strong> che risultava difficile procurarsene abbastanza a portare a casa per preparare la focaccia.</p>
<p>La ricetta tradizionale toscana associata a questa varietà di uva era spesso preparata con la pasta del pane avanzata, miele e un goccio d&#8217;olio, sfruttando una qualità di uva <strong>poco adatta alla vinificazione</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>🌶️ Pesce persico piccante al pomodoro</title>
		<link>https://elenaalquati.org/%f0%9f%8c%b6%ef%b8%8f-pesce-persico-piccante-al-pomodoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 12:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<category><![CDATA[#secondipiatti;]]></category>
		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non propongo spesso ricette che contengono ingredienti di origine animale, ma questa è stata una forma di protesta a cui seguirà un articolo. Si promuove sempre il pesce di mare, che ormai si sta esaurendo, mentre nella nostra infanzia c'è stato, in quasi ogni famiglia, un papà o un nonno che andava a pescare la  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non propongo spesso ricette che contengono ingredienti di origine animale, ma questa è stata una forma di protesta a cui seguirà un articolo. Si promuove sempre il pesce di mare, che ormai si sta esaurendo, mentre nella nostra infanzia c&#8217;è stato, in quasi ogni famiglia, un papà o un nonno che andava a pescare la trota o qualsiasi altro pesce d&#8217;acqua dolce. Perché non rispettare le leggi territoriali?</p>
<p>Ingredienti</p>
<ul>
<li>g 800 di pesce persico pescato italiano ( o altro pesce d’acqua dolce pescato)</li>
<li>pomodori perini</li>
<li>1 spicchio di aglio</li>
<li>1 carota</li>
<li>1 cipolla</li>
<li>1 gambo di sedano</li>
<li>un ciuffo di prezzemolo</li>
<li>4 cucchiai di olio extravergine di oliva</li>
<li>mezzo peperoncino</li>
<li>sale marino integrale</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Pulite il pesce, lavatelo, sfilettatelo, asciugatelo e tagliatelo ognuno in tre pezzi. Lavate e tritate finemente tutte le verdure, una alla volta, mantenendole separate. In un tegame scaldate l’olio, versate le verdure (sempre una alla volta), il peperoncino spezzettato, unite i pomodori tagliati a piccoli pezzetti, mescolate, coprite, abbassate la fiamma e lasciate cuocere per quindici minuti. Aggiungete il pesce e lasciate cuocere per altri quindici minuti.</p>
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		<title>🧠 Diabete di tipo 2 e prevenzione: la svolta arriva dalle fibre</title>
		<link>https://elenaalquati.org/%f0%9f%a7%a0-diabete-di-tipo-2-e-prevenzione-la-svolta-arriva-dalle-fibre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 16:09:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzione;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzioneatavola;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricerchescientifiche;]]></category>
		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una ricerca epidemiologica pubblicata sulla rivista scientifica Diabetes Care ha rivelato che l'apporto di fibre non ha lo stesso impatto metabolico a seconda della fonte. Lo studio dimostra che un consumo elevato di fibre da cereali integrali e frutta fresca è fortemente associato a un rischio inferiore di diabete di tipo 2 e a un  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una ricerca epidemiologica pubblicata sulla rivista scientifica <strong>Diabetes Care</strong> ha rivelato che l&#8217;apporto di fibre non ha lo stesso impatto metabolico a seconda della fonte. Lo studio dimostra che un consumo elevato di <strong>fibre da cereali integrali e frutta fresca</strong> è fortemente associato a un rischio inferiore di diabete di tipo 2 e a un microbioma più sano. Al contrario, le fibre provenienti dai soli vegetali non mostrano la stessa efficacia. La chiave per la salute metabolica risiede quindi nella varietà delle fonti.</p>
<p>Per chi vuole approfondire</p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f517.png" alt="🔗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Per approfondire:</strong> È possibile consultare lo studio completo direttamente sul portale dell&#8217;<a href="https://diabetesjournals.org/care/article/49/6/1015/164656/Intake-of-Fiber-From-Different-Food-Sources-and">American Diabetes Association</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/%f0%9f%a7%a0-diabete-di-tipo-2-e-prevenzione-la-svolta-arriva-dalle-fibre/">🧠 Diabete di tipo 2 e prevenzione: la svolta arriva dalle fibre</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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		<item>
		<title>3 &#8211; Riflessioni sul cibo</title>
		<link>https://elenaalquati.org/3-riflessioni-sul-cibo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 04:40:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Podcast]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
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		<category><![CDATA[#traterraecieo;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ed eccoci giunti al terzo e conclusivo appuntamento dei miei interventi a "Tra Terra e Cielo", a Tarquinia. Piuttosto che fare lezione, ho preferito rispondere alle domande e alle curiosità dei partecipanti, lanciando un messaggio che mi stava particolarmente a cuore: riappropriamoci della nostra cultura, della nostra storia e delle nostre tradizioni. Ippocrate e  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-1"><p>Ed eccoci giunti al terzo e conclusivo appuntamento dei miei interventi a &#8220;Tra Terra e Cielo&#8221;, a Tarquinia. Piuttosto che fare lezione, ho preferito rispondere alle domande e alle curiosità dei partecipanti, lanciando un messaggio che mi stava particolarmente a cuore: riappropriamoci della nostra cultura, della nostra storia e delle nostre tradizioni. Ippocrate e la Scuola Salernitana hanno ancora tanto da insegnarci e non hanno nulla da invidiare a nessun’altra cultura.</p>
<p>Buon ascolto!</p>
</div><a class="spreaker-player" href="https://www.spreaker.com/episode/riflessioni-sul-cibo--74991972" data-resource="episode_id=74991972" data-width="100%" data-height="200px" data-theme="light" data-playlist="false" data-playlist-continuous="false" data-chapters-image="true" data-episode-image-position="right" data-hide-logo="false" data-hide-likes="false" data-hide-comments="false" data-hide-sharing="false" data-hide-download="true" data-title="Riflessioni sul cibo">Ascolta "Riflessioni sul cibo" su Spreaker.</a><script async src="https://widget.spreaker.com/widgets.js"></script></div></div></div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Piadina con farina di ceci all&#8217;erba cipollina</title>
		<link>https://elenaalquati.org/piadina-farina-ceci-erba-cipollina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 05:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#piadine;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Capita di rimanere senza pane e, se non si ha tempo per preparare un pasto completo, questa piadina di ceci è un'alternativa velocissima e molto versatile. La si può utilizzare per accompagnare il pranzo, oppure farcirla come più vi piace. Ingredienti g 150 di farina di ceci g 200 di farina integrale ml 100 di  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Capita di rimanere senza pane e, se non si ha tempo per preparare un pasto completo, questa piadina di ceci è un&#8217;alternativa velocissima e molto versatile. La si può utilizzare per accompagnare il pranzo, oppure farcirla come più vi piace.</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>g 150 di farina di ceci</li>
<li>g 200 di farina integrale</li>
<li>ml 100 di acqua tiepida</li>
<li>1 cipollotto</li>
<li>1 cucchino di erba cipollina</li>
<li>1 cucchiaio di semi di sesamo</li>
<li>Un pizzico di bicarbonato</li>
<li>Olio extravergine di oliva</li>
<li>Sale marino integrale</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Unite le farine, un pizzico di sale e mescolare bene; aggiungete il bicarbonato e mescolate nuovamente. Unite l’erba cipollina tagliata finemente, il cipollotto precedentemente lavato e tritato, due cucchiai di olio e versate, a filo, l&#8217;acqua tiepida. Impastate e formate una palla lasciandola riposare per  quindici minuti in una terrina coperta con uno strofinaccio umido.</p>
<p>Dividete l’impasto in 4 parti e stendetele con un mattarello ricavandone dei dischi dal diametro di 15 cm  circa.</p>
<p>Scaldate una padella (meglio se di ghisa), spennellatela con un poco di olio e cuocete per tre minuti per parte. Prima di girare la piadina, spennellatela di olio.</p>
<p><strong>Suggerimento:</strong> disponete un coperchio sopra per cuocere meglio e mantenere l’umidità.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Foto dell&#8217;immagine in evidenza di Elena Alquati</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Insalata di cannellini con friggiteli al miso</title>
		<link>https://elenaalquati.org/insalata-di-cannellini-con-friggiteli-al-miso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 06:36:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#fusion;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In secondo piatto con cannellini e contorno al miso  incluso. Ecco la mia proposta di oggi: fresco, sfizioso, semplice da preparare. Ingredienti g 400 di friggitelli 1 cucchiaio di miso g 300 di cannellini cotti un mazzetto di rucola g 200 di pomodorini 6 cucchiai di olio extravergine di oliva sale marino integrale 1 cucchiaio  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In secondo piatto con cannellini e contorno al miso  incluso. Ecco la mia proposta di oggi: fresco, sfizioso, semplice da preparare.</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>g 400 di friggitelli</li>
<li>1 cucchiaio di miso</li>
<li>g 300 di cannellini cotti</li>
<li>un mazzetto di rucola</li>
<li>g 200 di pomodorini</li>
<li>6 cucchiai di olio extravergine di oliva</li>
<li>sale marino integrale</li>
<li>1 cucchiaio di aceto di riso o mele</li>
<li>pepe (facoltativo)</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Lavate i friggitelli, privateli del picciolo e dei semi e tagliateli a rondelle. In una padella fate scaldare due cucchiai di olio, aggiungete il miso e, mescolando con un cucchiaio di legno, fatelo rosolare. Aggiungete i peperoni, mescolate, coprite con un coperchio ben aderente, abbassate la fiamma al minimo e cuocete per quindici minuti. In questa fase, aggiungete acqua solo se strettamente necessario. Versateli in un’insalatiera e lasciateli raffreddare.</p>
<p>Lavate la rucola, asciugatela bene e spezzettatela grossolanamente (oppure tagliatela finemente se preferite); unitela ai peperoni, aggiungete i cannellini, i pomodorini e mescolate. In una piccola scodella unite quattro cucchiai di olio, il sale, l’aceto e il pepe. Emulsionate bene tutti gli ingredienti e condite.</p>
<p>Foto immagine in evidenza di Elena Alquati</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Vuoi conoscere la tecnica del coperchio caduto?</strong></p>
<div class="video-shortcode"><iframe title="RICETTA: Tecnica del coperchio caduto - I friggitelli" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/82YGWhjeanw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Zucca in agrodolce alla menta</title>
		<link>https://elenaalquati.org/zucca-in-agrodolce-alla-menta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 04:54:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#contorni;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#zucca;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È la prima zucca dell’orto e io l'ho preparata in agrodolce: una ricetta veloce e ricca di sapori. La zucca si sposa molto bene anche con altre erbe aromatiche. Metteteci la vostra fantasia e fatemi sapere! Ingredienti g 600 di zucca 4 cucchiai di olio extravergine di oliva 10 foglioline di menta 4 spicchi di  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/zucca-in-agrodolce-alla-menta/">Zucca in agrodolce alla menta</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È la prima zucca dell’orto e io l&#8217;ho preparata in agrodolce: una ricetta veloce e ricca di sapori. La zucca si sposa molto bene anche con altre erbe aromatiche. Metteteci la vostra fantasia e fatemi sapere!</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>g 600 di zucca</li>
<li>4 cucchiai di olio extravergine di oliva</li>
<li>10 foglioline di menta</li>
<li>4 spicchi di aglio</li>
<li>mezzo bicchiere di aceto di riso o mele</li>
<li>1 C di miele o malto di riso</li>
<li>1 C di salsa di soia tamari o shoyu</li>
<li>sale marino integrale</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Lavate la zucca, tagliatela a metà, svuotatela dai semi e affettatela con uno spessore di circa mezzo centimetro. In una padella scaldate l’olio, adagiate le fette di zucca, salate e cuocete sino a dorarle da entrambe le parti: disponetele su un piatto da portata.</p>
<p>Lavate le foglie di menta, sbucciate l’aglio, tritate il tutto e distribuitelo sulla zucca. In una ciotola unite l’aceto, il miele e la salsa di soia; mescolate bene gli ingredienti e, con un cucchiaio, versateli sulla zucca.</p>
<p>Servite anche a temperatura ambiente.</p>
<p>N.B.: Si suggerisce l’acquisto di ingredienti provenienti da agricoltura biologica. Se non trovate la zucca biologica, rimuovete la buccia.</p>
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		<title>Crostata di melone cantalupo agrumato</title>
		<link>https://elenaalquati.org/crostata-di-melone-cantalupo-agrumato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 12:51:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#dolcidaforno;]]></category>
		<category><![CDATA[#fruttadistagione;]]></category>
		<category><![CDATA[#melone;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra angurie, meloni e tutta la frutta di stagione c'è da sbizzarrirsi. Certo che preparare delle creme o dei frullati sarebbe l'ideale visto il caldo, ma noi adoriamo le torte e in particolare le crostate. Quindi ecco la mia nuova proposta: Per la frolla Ingredienti per la frolla g 250 di farina integrale (meglio se  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra angurie, meloni e tutta la frutta di stagione c&#8217;è da sbizzarrirsi. Certo che preparare delle creme o dei frullati sarebbe l&#8217;ideale visto il caldo, ma noi adoriamo le torte e in particolare le crostate. Quindi ecco la mia nuova proposta:</p>
<h4>Per la frolla</h4>
<p><em>Ingredienti per la frolla</em></p>
<ul>
<li>g 250 di farina integrale (meglio se di farro monococco)</li>
<li>g 50 di mais fioretto</li>
<li>g 50 di olio di mais</li>
<li>g 130 di malto di riso</li>
<li>½ bustina di lievito</li>
<li>un pizzico di sale</li>
<li>buccia di limone grattugiata</li>
<li>q.b. bevanda vegetale di avena o mandorla</li>
</ul>
<p><em>Per la farcitura</em></p>
<ul>
<li>g 500  di melone a fette</li>
<li>confettura di agrumi e zenzero*</li>
<li>1 cucchiaio raso di kuzu + 2 cucchiai di acqua</li>
<li>1 bicchiere di succo di mela</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>In una terrina unite le farine, il lievito, la scorza di limone e miscelate bene gli ingredienti; versate l’olio e con le mani impastate velocemente facendo in modo che non rimangano dei grumi; versate il malto e finite di impastare gli ingredienti velocemente: l’impasto deve risultare morbido e, in caso di necessità, aggiungete un po&#8217; di bevanda vegetale. Disponete l’impasto in una bacinella, copritelo con un canovaccio (cotone o lino) umido e mettetelo in un luogo fresco (in frigorifero se fa molto caldo) per mezz&#8217;ora. Stendete la pasta con un matterello e adagiatela in una teglia precedentemente oleata e infarinata, bucherellate il fondo e  infornate per 20 minuti a 180° in forno ventilato preriscaldato. Sfornate e fatela raffreddare adagiandola su una griglia per dolci.</p>
<h4>Per la farcitura</h4>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Stendete la confettura sul fondo della frolla e distribuite in modo ordinato le fette di melone sopra. In una piccola pentola versate il kuzu sciolto in due cucchiai di acqua fredda, un pizzico di sale e il succo di mela; portate a bollore mescolando sempre e lasciate cuocere sino a che il kuzu non si sia addensato. Con un cucchiaino distribuite uno strato sottile di  kuzu sul melone, guarnite con qualche fogliolina di menta e servite.</p>
<p>*Suggerisco la confettura della marca Rigoni ma se la trovata di altre marche va benissimo purché senza zucchero, senza zuccheri aggiunti e senza edulcoranti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Immagine in evidenza Canva.com</p>
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		<title>Albicocche marinate in gelatina</title>
		<link>https://elenaalquati.org/albicocche-marinate-in-gelatina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 05:10:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#albicocche;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#dolcialcucchiaio;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le albicocche iniziano ad essere mature e si prestano molto bene nella preparazione di torte, creme e dessert. Ecco la mia proposta, semplice e deliziosa da proporre in famiglia. Glutine: assente Difficoltà: bassa Tempo di preparazione: 30 minuti Tempo di cottura: 5/7 minuti Attrezzi: bacinella, coltello, tagliere, pentola, frustino, coppette in vetro Stagionalità: estate Ingredienti  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le albicocche iniziano ad essere mature e si prestano molto bene nella preparazione di torte, creme e dessert. Ecco la mia proposta, semplice e deliziosa da proporre in famiglia.</p>
<p>Glutine: assente</p>
<p>Difficoltà: bassa</p>
<p>Tempo di preparazione: 30 minuti</p>
<p>Tempo di cottura: 5/7 minuti</p>
<p>Attrezzi: bacinella, coltello, tagliere, pentola, frustino, coppette in vetro</p>
<p>Stagionalità: estate</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>500 di albicocche mature</li>
<li>2 cucchiai di agar-agar in fiocchi</li>
<li>gr 30 di nocciole</li>
<li>2 cucchiai di malto d’orzo</li>
<li>1 cucchiaio di sakè o mirin</li>
<li>2 cucchiai di mandorle pelate</li>
<li>un bicchiere e mezzo di succo di mela</li>
<li>un pizzico di sale marino integrale</li>
</ul>
<p>Procedimento</p>
<p>Lavate le albicocche, privatele del nocciolo, tagliatele a pezzi, aggiungete il malto, il liquore di riso, le mandorle tagliate a lamella e lasciatele marinare. In una pentola portate a bollore un bicchiere e mezzo di succo di mela, l’agar agar, il sale e fate bollire per dieci minuti a fuoco moderato. Nel frattempo tostate le nocciole e tritatele finemente. Disponete le albicocche marinate nel malto nelle coppette, versate il succo di mela con l’agar agar sciolto e guarnite con le nocciole tritate grossolanamente. Lasciate raffreddare prima di servire.</p>
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		<title>I dolmates: dalla cucina del Mediterraneo d&#8217;oriente</title>
		<link>https://elenaalquati.org/i-dolmates-dalla-cucina-del-mediterraneo-doriente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 03:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#MedioOriente;]]></category>
		<category><![CDATA[#MediterraneoOrientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#primipiatti;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dolmades (o dolma) sono involtini ripieni di riso avvolti in foglie di vite, tipici della cucina del Mediterraneo orientale e del Medio Oriente.  Il nome deriva dal verbo turco *dolmak*, che significa "riempire", e descrive l'essenza del piatto: foglie sbollentate che racchiudono un ripieno di riso, erbe aromatiche, spezie e talvolta carne. Un piatto  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I dolmades (o dolma) sono involtini ripieni di riso avvolti in foglie di vite, tipici della cucina del Mediterraneo orientale e del Medio Oriente.  Il nome deriva dal verbo turco *dolmak*, che significa &#8220;riempire&#8221;, e descrive l&#8217;essenza del piatto: foglie sbollentate che racchiudono un ripieno di riso, erbe aromatiche, spezie e talvolta carne.</p>
<p>Un piatto con una storia millenaria che affonda le sue origini nell&#8217;Impero Ottomano (XV-XIX secolo), che ne favorì la diffusione su un vastissimo territorio: dai Balcani al Nord Africa.</p>
<p>Questa ricetta è un esempio di scambio culturale, adattata agli ingredienti locali, creando varianti che vanno da versioni leggere e agrumate a preparazioni più intense e speziate.  È un simbolo di condivisione e memoria familiare, esattamente come dovrebbe essere.</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>16 foglie di vite fresche<sup>*</sup></li>
<li>g 400 di riso integrale cotto</li>
<li>2 cipollotti</li>
<li>3 cucchiai di pinoli</li>
<li>1 cucchiaio di uvetta</li>
<li>1 cucchiaio di menta fresca tritata</li>
<li>1 rametto di aneto</li>
<li>un mazzetto di finocchietto</li>
<li>succo di mezzo limone</li>
<li>b. olio extravergine di oliva</li>
<li>sale marino integrale</li>
<li>pepe nero</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>In una pentola, portate a bollore dell’acqua salata e scottate le foglie di vite per pochi secondi, scolatele e stendetele su un panno a raffreddare.</p>
<p>In un tegame fate appassire i cipollotti tritati in due cucchiai di olio; unite i pinoli, l’uvetta precedentemente rinvenuta in un poco di acqua tiepida e rosolate per qualche minuto.</p>
<p>Aggiungete il riso, le erbe tritate, un pizzico di sale e bagnate con 100 ml di acqua calda o brodo vegetale e lasciate cuocere sino a che il liquido non si sia asciugato, continuando a mescolare. Lasciate intiepidire.</p>
<p>Farcite le foglie con il riso preparato e richiudetele bene. In una casseruola disponete sul fondo le foglie di vite rotte,  sistemate gli involtini ben ordinati, copriteli con un piatto affinché rimangano immobili, aggiungete tre cucchiai di olio, copriteli di acqua, aggiungete il succo di limone, coprite con un coperchio ben aderente e cuocete per 40 minuti. Servite tiepidi o freddi con una spruzzata di limone.</p>
<p>*Le viti si raccolgono in primavera/estate</p>
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		<title>Insalata di riso con salsa orientale</title>
		<link>https://elenaalquati.org/insalata-di-riso-con-salsa-orientale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 06:44:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#estate;]]></category>
		<category><![CDATA[#insalatadiriso;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In queste giornate di grande caldo, si ha poca voglia di mettersi a cucinare. Un suggerimento utile potrebbe essere quello di preparare il cereale per qualche giorno e servire delle insalate di riso come più ci piacciono, variandole con gli ingredienti che preferiamo. Ingredienti g 400 di riso integrale a chicco lungo già cotto g  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In queste giornate di grande caldo, si ha poca voglia di mettersi a cucinare. Un suggerimento utile potrebbe essere quello di preparare il cereale per qualche giorno e servire delle insalate di riso come più ci piacciono, variandole con gli ingredienti che preferiamo.</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>g 400 di riso integrale a chicco lungo già cotto</li>
<li>g 300 di ceci cotti</li>
<li>2 cipollotti</li>
<li>2 di carote grattugiate a julienne</li>
<li>1 gamba di sedano tagliato a dadini</li>
<li>4 pomodori maturi tagliati a dadini</li>
<li>g 100 di piselli scottati</li>
<li>g 150 di olive in salamoia snocciolate</li>
<li>g 30 di capperi in salamoia tritati</li>
<li>Erba cipollina tritata per guarnire</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>In una bacinella unite il riso e i ceci; separate la parte verde del cipollotto da quella bianca: tritate la parte verde e tagliate a rondelle quella bianca; aggiungete le verdure precedentemente lavate e tagliate; unite le olive, i capperi e mescolate delicatamente. Condite con la salsa e guarnite con erba cipollina.</p>
<p><strong>Per la salsa</strong></p>
<ul>
<li>3 cucchiai di aceto di riso</li>
<li>1 cucchiai di tamari (o shoyu)</li>
<li>Un cucchiaino di cipolla grattugiata</li>
<li>b. acqua</li>
<li>1 cucchiaio di olio di sesamo scaldato</li>
</ul>
<p>Emulsionate tutti gli ingredienti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Servizio mensa: valorizzare il servizio in un’opportunità educativa</title>
		<link>https://elenaalquati.org/servizio-mensa-valorizzare-il-servizio-in-unopportunita-educativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 12:25:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#dirittiumani;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzione;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<category><![CDATA[storiadelcibo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Slow Food International arriva un messaggio con cui concordo profondamente, ma che mi fa riflettere sul percorso fatto: È vero, ogni giorno milioni di pasti vengono serviti nelle scuole, negli ospedali, nelle università e nelle istituzioni pubbliche di tutto il mondo. È vero che spesso non si percepisce il valore che questo “servizio”  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-2"><p>Da Slow Food International arriva un messaggio con cui concordo profondamente, ma che mi fa riflettere sul percorso fatto:</p>
<ul>
<li>È vero, ogni giorno milioni di pasti vengono serviti nelle scuole, negli ospedali, nelle università e nelle istituzioni pubbliche di tutto il mondo.</li>
<li>È vero che spesso non si percepisce il valore che questo “servizio” rappresenta: riconnettere i bambini con il loro territorio.</li>
<li>Ci sono poi gli agricoltori, quelli che hanno a cuore la loro terra e la biodiversità, che non la avvelenano per aumentare le rese e i profitti.</li>
</ul>
<h2>Ma c&#8217;è un nodo irrisolto.</h2>
<p>Spesso manca un riconoscimento a chi, da anni, lavora su questi temi senza il brand di un&#8217;organizzazione globale, senza il centro di Terra Madre o i finanziamenti UE. È da questi piccoli focolai che sono partite le vere rivoluzioni. Purtroppo, è un meccanismo ricorrente: i piccoli iniziano, lottano e innovano; poi arrivano i grandi, si appropriano della narrazione e sembrano essere loro i padri della svolta.</p>
<p>Quando queste iniziative finiscono nelle mani dei grandi, la direzione cambia: raramente in favore dei popoli, quasi sempre a vantaggio dei brand.</p>
</div><blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DZpj5XjFnem/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DZpj5XjFnem/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div> <div style="display:block; height:50px; margin:0 auto 12px; width:50px;"><svg width="50px" height="50px" viewBox="0 0 60 60" version="1.1" xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" xmlns:xlink="https://www.w3.org/1999/xlink"><g stroke="none" stroke-width="1" fill="none" fill-rule="evenodd"><g transform="translate(-511.000000, -20.000000)" fill="#000000"><g><path d="M556.869,30.41 C554.814,30.41 553.148,32.076 553.148,34.131 C553.148,36.186 554.814,37.852 556.869,37.852 C558.924,37.852 560.59,36.186 560.59,34.131 C560.59,32.076 558.924,30.41 556.869,30.41 M541,60.657 C535.114,60.657 530.342,55.887 530.342,50 C530.342,44.114 535.114,39.342 541,39.342 C546.887,39.342 551.658,44.114 551.658,50 C551.658,55.887 546.887,60.657 541,60.657 M541,33.886 C532.1,33.886 524.886,41.1 524.886,50 C524.886,58.899 532.1,66.113 541,66.113 C549.9,66.113 557.115,58.899 557.115,50 C557.115,41.1 549.9,33.886 541,33.886 M565.378,62.101 C565.244,65.022 564.756,66.606 564.346,67.663 C563.803,69.06 563.154,70.057 562.106,71.106 C561.058,72.155 560.06,72.803 558.662,73.347 C557.607,73.757 556.021,74.244 553.102,74.378 C549.944,74.521 548.997,74.552 541,74.552 C533.003,74.552 532.056,74.521 528.898,74.378 C525.979,74.244 524.393,73.757 523.338,73.347 C521.94,72.803 520.942,72.155 519.894,71.106 C518.846,70.057 518.197,69.06 517.654,67.663 C517.244,66.606 516.755,65.022 516.623,62.101 C516.479,58.943 516.448,57.996 516.448,50 C516.448,42.003 516.479,41.056 516.623,37.899 C516.755,34.978 517.244,33.391 517.654,32.338 C518.197,30.938 518.846,29.942 519.894,28.894 C520.942,27.846 521.94,27.196 523.338,26.654 C524.393,26.244 525.979,25.756 528.898,25.623 C532.057,25.479 533.004,25.448 541,25.448 C548.997,25.448 549.943,25.479 553.102,25.623 C556.021,25.756 557.607,26.244 558.662,26.654 C560.06,27.196 561.058,27.846 562.106,28.894 C563.154,29.942 563.803,30.938 564.346,32.338 C564.756,33.391 565.244,34.978 565.378,37.899 C565.522,41.056 565.552,42.003 565.552,50 C565.552,57.996 565.522,58.943 565.378,62.101 M570.82,37.631 C570.674,34.438 570.167,32.258 569.425,30.349 C568.659,28.377 567.633,26.702 565.965,25.035 C564.297,23.368 562.623,22.342 560.652,21.575 C558.743,20.834 556.562,20.326 553.369,20.18 C550.169,20.033 549.148,20 541,20 C532.853,20 531.831,20.033 528.631,20.18 C525.438,20.326 523.257,20.834 521.349,21.575 C519.376,22.342 517.703,23.368 516.035,25.035 C514.368,26.702 513.342,28.377 512.574,30.349 C511.834,32.258 511.326,34.438 511.181,37.631 C511.035,40.831 511,41.851 511,50 C511,58.147 511.035,59.17 511.181,62.369 C511.326,65.562 511.834,67.743 512.574,69.651 C513.342,71.625 514.368,73.296 516.035,74.965 C517.703,76.634 519.376,77.658 521.349,78.425 C523.257,79.167 525.438,79.673 528.631,79.82 C531.831,79.965 532.853,80.001 541,80.001 C549.148,80.001 550.169,79.965 553.369,79.82 C556.562,79.673 558.743,79.167 560.652,78.425 C562.623,77.658 564.297,76.634 565.965,74.965 C567.633,73.296 568.659,71.625 569.425,69.651 C570.167,67.743 570.674,65.562 570.82,62.369 C570.966,59.17 571,58.147 571,50 C571,41.851 570.966,40.831 570.82,37.631"></path></g></g></g></svg></div><div style="padding-top: 8px;"> <div style=" color:#3897f0; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DZpj5XjFnem/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Slow Food International (@slowfood_international)</a></p></div></blockquote>
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		<title>Ondata di caldo? Ecco come difenderci</title>
		<link>https://elenaalquati.org/ondata-di-caldo-ecco-come-difenderci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 19:08:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo e salute]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#estate;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzione;]]></category>
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		<category><![CDATA[#stagionalità;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caldo è arrivato e anche molto intenso. La natura però è molto previdente e, in questa stagione in cui si suda maggiormente, essa ci dona molta frutta per lo più rinfrescante e di sapore dolce (promuove la formazione di liquidi organici) e acido (azione di trattenimento), sapori che, insieme, mantengono l’equilibrio dei liquidi corporei  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il caldo è arrivato e anche molto intenso. La natura però è molto previdente e, in questa stagione in cui si suda maggiormente, essa ci dona molta frutta per lo più rinfrescante e di sapore dolce (promuove la formazione di liquidi organici) e acido (azione di trattenimento), sapori che, insieme, mantengono l’equilibrio dei liquidi corporei (yin). Per questo motivo si tende a suggerire un aumento del consumo di frutta rispetto alle altre stagioni, purché del proprio territorio e senza esagerare.</p>
<p>L’anguria rappresenta un eccellente rimedio, grazie al suo marcato effetto rinfrescante. Nel *Ben Cao*, il compendio di Materia Medica, si legge: “L’anguria disperde il calore del Pericardio, depura l’intestino e la vescica, e scioglie l’accumulo di calore, placando la sete”. È pertanto indicata in presenza di calore estivo, stati infiammatori o carenza di liquidi corporei (come stipsi e sete intensa). Grazie al suo potere drenante, favorisce l&#8217;eliminazione dei liquidi in eccesso e contribuisce ad abbassare la pressione arteriosa.</p>
<p>Sono molti i frutti interessanti in questa stagione, come i frutti di bosco, le pesche, le albicocche, le ciliegie, le fragole, tutti atti a sostenere le funzioni cardiache, a tonificare il sangue, a ripristinare i liquidi organici persi sudando e a drenare gli eccessi.</p>
<h2>Attenzione al richiamo del freddo</h2>
<p>In estate gli alimenti da consumare sono quelli naturalmente rinfrescanti: gelati, ghiaccioli, bibite ghiacciate danno un sollievo momentaneo ma l’eccessivo freddo viene registrato dal nostro organismo in modo anomalo, che va riequilibrato velocemente aumentando la temperatura corporea. Risultato:  abbiamo più caldo di prima.</p>
<p><a href="https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/c/congestione"><em>L’Istituto Superiore di S</em><em>anità</em></a><em> informa: nella lingua italiana, con il termine </em><em>congestione</em><em> in  relazione al corpo umano, s’intende un eccessivo accumulo di sangue in un organo o in una parte del corpo. Si può parlare di </em><em>congestione cerebrale</em><em>, </em><em>polmonare, delle prime vie respiratorie</em><em> a seconda dell&#8217;organo in cui si verifica l&#8217;accumulo.</em></p>
<p><em>Tuttavia è un termine comunemente usato per definire un blocco digestivo (blocco intestinale da freddo o congestione dello stomaco). Dopo i pasti, infatti, per svolgere la funzione digestiva e i processi chimici che permettono la trasformazione del cibo ingerito, stomaco e intestino necessitano di molto ossigeno che viene loro trasportato in gran quantità attraverso il flusso sanguigno. Un improvviso cambiamento della temperatura può provocare una diminuzione della quantità di sangue che arriva all&#8217;addome, causando il rallentamento o il blocco dei processi digestivi con la conseguente comparsa di malessere che può diventare molto pericoloso.</em></p>
<p>Ad essere più facilmente colpiti sono i bambini e gli adolescenti, sia perché il loro apparato digerente è più delicato rispetto a quello degli adulti, sia perché sono meno attenti ai segnali inviati dal corpo.</p>
<h2>La ricchezza dell’orto</h2>
<p>In questa stagione l’orto è molto ricco e la natura ci offre per lo più verdure a foglie verdi e fiori in linea con la stagione stessa, come ad esempio: fiori di zucca e di zucchina, le foglie di zucchine, ma anche zucchine, cetrioli, insalate, spinaci, rucola e molto altro.</p>
<p>Il cereale principe è sicuramente l’orzo, rinfrescante e tonificante, ma a ruota anche riso integrale, segale, farro decorticato, ecc.</p>
<h2>Evitiamo</h2>
<p>I cibi che sono particolarmente da evitare o fortemente limitare sono:</p>
<ul>
<li>carni, uova, formaggi stagionati, salumi;</li>
<li>zucchero, dolci, gelati.</li>
</ul>
<p>Sono alimenti in opposizione tra loro (i primi ricchi di sale  e i secondi di zuccheri) che creano:</p>
<ol>
<li>i primi un aumento del deposito di grassi saturi, rallentano il flusso sanguigno, induriscono le arterie;</li>
<li>i secondi uno sfiancamento a carico del sistema venoso e alterazioni a carico del cuore.</li>
</ol>
<p>Non dimentichiamoci di non eccedere nei caffè e, soprattutto, di non fumare.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p>Seguendo la natura, il territorio e ciò che ci dona la stagione, non possiamo sbagliare: è solo una questione di buon senso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le Vettovaglie Magazine &#8211; maggio 2026</title>
		<link>https://elenaalquati.org/le-vettovaglie-magazine-maggio-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 12:18:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[#agricolturaglobale;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#economiaglobale;]]></category>
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		<category><![CDATA[#Hormuz;]]></category>
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		<category><![CDATA[#prevenzioneatavola;]]></category>
		<category><![CDATA[scienzaericerchescientifiche]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Scopri il numero di <strong>maggio 2026</strong> di “<strong><em>Le Vettovaglie</em></strong>”, il magazine che unisce ricerca alimentare, salute e consapevolezza critica. In questa edizione, il focus va oltre il semplice nutrimento: esplora le radici del cibo, le sue connessioni globali e le minacce che ne mettono a rischio la sicurezza.</p>
<h2>Cosa trovi all&#8217;interno:</h2>
<ul>
<li><strong><em>Approfondimenti investigativi</em></strong> su temi chiave come l’impatto dei cibi ultra-processati, le nuove scoperte scientifiche e il legame tra alimentazione e salute pubblica;</li>
<li><strong><em>Ricette stagionali</em></strong> che valorizzano ingredienti di primavera inoltrata, con un occhio alla tradizione e alla sostenibilità;</li>
<li><strong><em>Guide pratiche</em></strong> per orientarsi tra etichette, marchi e scelte consapevoli.</li>
</ul>
<h2><strong>In Omaggio Inserto</strong>: Il Cibo in ostaggio</h2>
<p>Con ogni copia di <strong>Le Vettovaglie – L’informazione sul cibo che educa</strong> di maggio, ricevi in esclusiva l’inserto speciale <strong><em>Il cibo in ostaggio: come Hormuz ci costringe a ripensare all’agricoltura globale</em></strong>, un’analisi urgente e documentata sulla crisi geopolitica che minaccia la sicurezza alimentare globale.</p>
<p>Dalla chiusura dello Stretto di Hormuz alla dipendenza dai combustibili fossili, fino all’impatto sui fertilizzanti e sulle semine future: un reportage che svela come le tensioni internazionali si riflettano direttamente nel nostro piatto, essenziale per chi vuole capire il vero costo del cibo nel mondo di oggi e non si accontenta di risposte superficiali.</p>
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		<title>Cala il consumo di frutta e verdura e torna la  malattia dei marinai</title>
		<link>https://elenaalquati.org/cala-il-consumo-di-frutta-e-verdura-e-torna-la-malattia-dei-marinai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 14:55:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
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		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
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		<category><![CDATA[#prevenzione;]]></category>
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		<category><![CDATA[#scorbuto;]]></category>
		<category><![CDATA[#Torino;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Consumare poca o niente di frutta e verdura può comportare rischi ben più gravi di quanto si possa pensare. Nei casi estremi può condurre allo scorbuto, una patologia derivante da una severa carenza di vitamina C che spesso erroneamente riteniamo confinata al passato: questa la  diagnosi emessa dai medici dell'Ospedale Infantile Regina Margherita di  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-3"><p>Consumare poca o niente di frutta e verdura può comportare rischi ben più gravi di quanto si possa pensare. Nei casi estremi può condurre allo <strong>scorbuto</strong>, una patologia derivante da una severa carenza di vitamina C che spesso erroneamente riteniamo confinata al passato: questa la  <strong>diagnosi</strong> emessa dai medici dell&#8217;Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino nei confronti di una bambina di sette anni.</p>
<p>Il caso, di raro in ambito pediatrico, è stato illustrato sulla nota rivista scientifica New England Journal of Medicine Evidence, segnalando alla comunità internazionale il ritorno di una malattia considerata ormai debellata nei Paesi occidentali.</p>
<h2>Quando insorge la malattia</h2>
<p>Lo scorbuto insorge quando l&#8217;organismo è privato per periodi prolungati di <strong>vitamina C</strong>, sostanza contenuta principalmente in frutta e verdura fresche. Tale mancanza inibisce la sintesi del collagene, proteina fondamentale per <strong>l&#8217;integrità di ossa</strong>, cute, cartilagini e <strong>sistema vascolare</strong>.</p>
<h2>I sintomi</h2>
<p>Si possono manifestare sintomi quali: dolori articolari, emorragie, spossatezza, irritabilità e difficoltà motorie.</p>
</div><blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DZCSi8olnK7/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DZCSi8olnK7/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DZCSi8olnK7/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Corriere Torino (@corriere.torino)</a></p></div></blockquote>
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		<title>Riso integrale con more di gelso al limone</title>
		<link>https://elenaalquati.org/riso-integrale-con-more-di-gelso-al-limone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 15:21:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#biologico;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#primipiatti;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una curiosità cinese Nella poesia cinese, il gelso rappresenta uno dei simboli tradizionali della figura femminile. Gli alberi, le cui foglie si raccolgono per nutrire i bachi da seta, evocano le donne, spesso chiamate poeticamente "ragazze del gelso". Persino nell'antichissimo "Libro delle Odi", già noto all'epoca di Confucio, i sentieri delimitati dai gelsi sono descritti  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Una curiosità cinese</h2>
<p>Nella poesia cinese, il gelso rappresenta uno dei simboli tradizionali della figura femminile. Gli alberi, le cui foglie si raccolgono per nutrire i bachi da seta, evocano le donne, spesso chiamate poeticamente &#8220;ragazze del gelso&#8221;. Persino nell&#8217;antichissimo<a href="https://elenaalquati.org/glossary/libro-delle-odi/"> &#8220;Libro delle Odi&#8221;</a>, già noto all&#8217;epoca di <a href="https://elenaalquati.org/glossary/confucio/">Confucio</a>, i sentieri delimitati dai gelsi sono descritti come i luoghi prediletti per gli incontri degli innamorati.</p>
<p>E dopo questa poetica introduzione, passiamo all’azione preparando un buon riso integrale arricchito con le more di gelso che, nel mio giardino, cominciano a maturare. Buon appetito!</p>
<p>Glutine: assente</p>
<p>Difficoltà: bassa</p>
<p>Tempo di preparazione: 45 minuti</p>
<p>Tecnica di cottura: per assorbimento</p>
<p>Stagionalità: primavera/estate</p>
<p>Utensili: pentola con coperchio, colino a maglie piccole.</p>
<h3><em><strong>Ingredienti</strong> </em></h3>
<p>g 250 di riso integrale rosa Marchetti</p>
<p>g 100 di more di gelso</p>
<p>g 40 di mandorle pelate e tritate</p>
<p>1 limone con buccia edibile</p>
<p>1 scalogno tritato</p>
<p>Olio extravergine di oliva</p>
<p>Sale marino integrale</p>
<p>Erba cipollina tritata</p>
<h3><strong><em>Procedimento</em></strong></h3>
<p>Lavate accuratamente il riso, mettetelo in una bacinella con 500 ml d’acqua e lasciatelo in ammollo per 6-8 ore. Scolate tenendo l’acqua di ammollo, mettete lo scalogno in una pentola con un filo d’olio e lasciate rosolare, aggiungete il riso e tostatelo, versate la sua acqua di ammollo, portate a bollore, salate, coprite con il coperchio e cuocete per 40-45 minuti a fiamma bassa. A cottura ultimata unite le mandorle con una grattugiata di limone e le more di gelso, mantecate con un po’ d’acqua bollente.</p>
<p>Servite guarnendo con erba cipollina tritata e un filo di olio a crudo.</p>
<p><em><strong>Si suggeriscono ingredienti provenienti da agricoltura biologica</strong></em></p>
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		<title>Il Maritozzo: dall’antica Roma un “dolce” legame per la vita</title>
		<link>https://elenaalquati.org/il-maritozzo-dallantica-roma-un-dolce-legame-per-la-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 03:55:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia Cultura Tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#maritozzo;]]></category>
		<category><![CDATA[#Roma;]]></category>
		<category><![CDATA[storiadelcibo]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inizialmente il maritozzo era una semplice ma nutriente pagnotta lievitata, preparata dalle donne per i mariti che lavoravano nei campi, con ingredienti naturali come farina, uova, miele, burro e uvetta. Le origini Nel Medioevo, durante la Quaresima, divenne noto come "Er Santo Maritozzo", l’unico dolce permesso per interrompere il digiuno, e si arricchì di pinoli,  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/il-maritozzo-dallantica-roma-un-dolce-legame-per-la-vita/">Il Maritozzo: dall’antica Roma un “dolce” legame per la vita</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Inizialmente il maritozzo era una semplice ma nutriente pagnotta lievitata, preparata dalle donne per i mariti che lavoravano nei campi, con ingredienti naturali come farina, uova, miele, burro e uvetta.</p>
<h2>Le origini</h2>
<p>Nel Medioevo, durante la Quaresima, divenne noto come &#8220;Er Santo Maritozzo&#8221;, l’unico dolce permesso per interrompere il digiuno, e si arricchì di pinoli, canditi e scorzetta d’arancia, assumendo un colore più scuro.</p>
<div style="position: relative; width: 100%; height: 0; padding-top: 56.2500%; padding-bottom: 0; box-shadow: 0 2px 8px 0 rgba(63,69,81,0.16); margin-top: 1.6em; margin-bottom: 0.9em; overflow: hidden; border-radius: 8px; will-change: transform;"><iframe style="position: absolute; width: 100%; height: 100%; top: 0; left: 0; border: none; padding: 0; margin: 0;" src="https://www.canva.com/design/DAHLg12z0Z0/01NiN-8WcpF9ryMlOPlWuQ/view?embed" allowfullscreen="allowfullscreen"><br />
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<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;"><span class="emoji x1rg5ohu x16dsc37 x19la9d6 x1fc57z9 x6ikm8r x10wlt62 x19co3pv x11tp94h xw4jnvo x1qx5ct2 xfibh0p xiy17q3 x1xsqp64 x1lkfr7t xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl"><span class="xrtxmta x1bhl96m"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></span><a href="https://elenaalquati.org/abbonamenti/"><span class="_aupe copyable-text xkrh14z"> Abbonati ora: investi nel sapere e nella cultura legata al cibo.</span></a></h2>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il ruolo delle istituzioni: quale e come coinvolgerle</title>
		<link>https://elenaalquati.org/il-ruolo-delle-istituzioni-quale-e-come-coinvolgerle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 08:37:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Webinar]]></category>
		<category><![CDATA[#biologico;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
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		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parlare di educazione alimentare nelle scuole e nelle istituzioni, in un contesto di collettività, non è cosa da poco. Il ruolo del cibo nelle persone è qualcosa che può toccare radici profonde coinvolgendo non solo il piano emozionale, ma anche la memoria. In una ristorazione scolastica, ad esempio, gli attori sono molti, e tutti  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-4 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-3 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-4"><p>Parlare di educazione alimentare nelle scuole e nelle istituzioni, in un contesto di collettività, non è cosa da poco. Il ruolo del cibo nelle persone è qualcosa che può toccare radici profonde coinvolgendo non solo il piano emozionale, ma anche la memoria. In una ristorazione scolastica, ad esempio, gli attori sono molti, e tutti dovrebbero comprendere l’importanza di una cooperazione che sicuramente richiede un grande sforzo. Come creare rete? Come progettare al meglio? Come poter stringere legami collaborativi?</p>
</div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-5 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-4 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:350px;--awb-align-self:center;--awb-width:100%;"><div class="video-shortcode"><div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:58.33%;" ><iframe title="YouTube video player 1" src="https://www.youtube.com/embed/MCxE5GStNGM?wmode=transparent&autoplay=0" width="600" height="350" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe></div></div></div><div style="position: relative; width: 100%; height: 0; padding-top: 56.2500%;
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<p class="MsoNormal" style="line-height: normal"><span style="font-size: 12.0pt">Per leggere questo contenuto, scaricare approfondimenti (guide, inserti, ricettari, infografiche), guardare video e scaricare gli allegati relativi, scegli la formula più adatta alle tue esigenze:</span></p>
<ul>
<li class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 12.0pt">Sblocca solo questo contenuto:</span></b><span style="font-size: 12.0pt"> Puoi acquistare questo singolo pacchetto a un piccolo prezzo fisso, utilizzando il bottone "Acquista" su WooCommerce.</span></li>
<li class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 12.0pt">Accedi a TUTTO l'archivio:</span></b><span style="font-size: 12.0pt"> Diventa abbonato per sbloccare all'istante questo e tutti gli altri contenuti  già pubblicati.</span></li>
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			</item>
		<item>
		<title>La dieta degli italiani è peggiorata: il non detto delle Istituzioni</title>
		<link>https://elenaalquati.org/la-dieta-degli-italiani-e-peggiorata-il-non-detto-delle-istituzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 06:26:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#ISS;]]></category>
		<category><![CDATA[#istitutosuperioredisanità;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=15494</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato sul sito istituzionale la situazione della dieta degli italiani. Considerando la tanto lodata Dieta Mediterranea, iscritta nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO nel 2010, c’è di che rattristarsi. E se da un lato ammettono che la nostra dieta sta peggiorando e che i cibi UP sono  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/la-dieta-degli-italiani-e-peggiorata-il-non-detto-delle-istituzioni/">La dieta degli italiani è peggiorata: il non detto delle Istituzioni</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato sul sito istituzionale la situazione della dieta degli italiani. Considerando la tanto lodata Dieta Mediterranea, iscritta nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO nel 2010, c’è di che rattristarsi. E se da un lato ammettono che la nostra dieta sta peggiorando e che i cibi UP sono la causa di un’emergenza sanitaria, dall’altro ci suggeriscono di “non evitarli”, ma di leggere le etichette e di scegliere il meno peggio.</p>
<h2>Lo studio pubblicato</h2>
<p>Lo studio, coordinato da Laura Rossi, è stato recentemente pubblicato dalla rivista Frontiers in Nutrition:</p>
<blockquote><p>&#8220;I risultati della nostra ricerca &#8211; dice Rossi &#8211; indicano un lieve peggioramento dell’aderenza alle raccomandazioni, con un eccesso di consumi di alimenti di origine animale, in particolare la carne rossa e i salumi, e uno scarso consumo di alimenti vegetali e in particolare di fonti di proteine vegetali, come i legumi. Tendiamo a criminalizzare i carboidrati e a consumare molti alimenti voluttuari come snack dolci e salati, vino e birra. In particolare questo è vero per gli adulti, mentre per gli anziani e le donne la situazione è lievemente migliore&#8221;.</p>
<p>&#8220;A guidare questa tendenza negativa &#8211; aggiunge l&#8217;esperta &#8211; è l’aumento del consumo di alimenti ultra-processati (UPF), che sebbene in termini di peso rappresentino solo il 6% del totale del cibo consumato, contribuiscono al 23% dell’apporto energetico giornaliero”.</p>
<p>“Gli alimenti ultra-processati che troviamo più frequentemente sulle nostre tavole sono le bevande zuccherate, gli snack dolci come merendine o biscotti, e salati, quali per esempio patatine fritte, caramelle, cioccolatini, carne e pesce trasformati, piatti pronti”.</p></blockquote>
<p>Ma non preoccupiamoci, gli esperti dicono che si può migliorare!</p>
<h2>Le 5 indicazioni dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità</h2>
<p>Le indicazioni possono essere riassunte in pochi punti essenziali:</p>
<ul>
<li>Non evitare tutti gli UPF a prescindere: è bene sempre leggere le etichette e valutare cosa c&#8217;è dentro, prediligendo la scelta di alimenti freschi;</li>
<li>Preferiamo UPF senza zuccheri aggiunti, con poco sale e con meno additivi;</li>
<li>Usiamo gli UPF in modo oculato e non sempre come sostituti abituali degli alimenti freschi;</li>
<li>Riduciamo gradualmente il consumo di bevande zuccherate o dolcificate;</li>
<li>Prestiamo attenzione anche a zucchero, sale e grassi saturi in prodotti apparentemente “non processati” o tradizionali.</li>
</ul>
<h2>Facciamo un riassunto</h2>
<p>Il consumo di cibi ultra-processati è associato a un aumento significativo della mortalità, sebbene le stime precise variino in base alla popolazione e alla metodologia di studio. Ricerche più ampie indicano che:</p>
<ul>
<li>Un maggiore consumo è collegato a un aumento del 4% della mortalità totale e del 9% della mortalità per cause non cardiovascolari o cancro in uno studio statunitense durato 30 anni;</li>
<li>In Europa, le coorti EPIC mostrano un aumento del 4% della mortalità totale e del 9% della mortalità cardiovascolare;</li>
<li>Nei paesi USA e UK, fino al 14% delle morti premature (nella fascia 30-69 anni) è attribuibile a questi alimenti, con stime di circa 124.000 decessi annui negli Stati Uniti;</li>
<li>I rischi includono un aumento del 50% del rischio di morte per problemi cardiovascolari e un aumento del 12% per il diabete di tipo 2, con prove solide che collegano questi alimenti a 32 condizioni di salute avverse.</li>
</ul>
<p><strong>Non solo</strong></p>
<p>Esiste anche una forte e consistente correlazione tra il consumo di cibi ultra-processati e l&#8217;aumento del rischio di obesità: un legame osservato a livello globale su tutte le fasce d&#8217;età.</p>
<p>I meccanismi principali alla base di questa correlazione includono:</p>
<ul>
<li>Aumento del rischio: studi epidemiologici mostrano che un elevato consumo di ultra-processati è associato a un aumento del rischio di obesità che varia dal 31% al 200% a seconda della popolazione e degli studi (con dati che indicano un rischio superiore del 200% negli adolescenti con consumo elevato);</li>
<li>Alterazione della sazietà: questi cibi sono spesso iper-palatabili e ricchi di zuccheri e grassi, ma poveri di fibre. Interferiscono con i meccanismi naturali di sazietà e stimolano i centri del piacere nel cervello, portando a un consumo eccessivo di calorie senza controllo consapevole;</li>
<li>Effetti metabolici e cerebrali: il consumo di ultra-processati può alterare rapidamente la sensibilità all&#8217;insulina nel cervello e favorire la resistenza insulinica, compromettendo la regolazione dell&#8217;appetito. Inoltre, è associato a un aumento del grasso intramuscolare e a una degenerazione muscolare negli over 60;</li>
<li>Impatto sulla salute generale: oltre all&#8217;obesità, l&#8217;elevato consumo è collegato a un aumento del rischio di diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, ipertensione e mortalità per tutte le cause;</li>
<li>I dati del consumo di alimenti ultra-processati (UPF) parlano inoltre di statistiche allarmanti e di un legame diretto con tumori e morti premature;</li>
<li>Rischio generale e specifico: una revisione pubblicata sul British Medical Journal (BMJ) nel 2024 ha collegato l&#8217;elevato consumo di ultra-processati a un aumento del rischio di morte per qualsiasi causa e a 32 condizioni di salute, inclusi alcuni tipi di tumore;</li>
<li>Meccanismi biologici: questi alimenti sono spesso poveri di fibre e ricchi di zuccheri aggiunti, grassi e amidi raffinati, fattori che alterano il microbiota intestinale e promuovono l&#8217;obesità, un noto fattore di rischio per il cancro;</li>
<li>Sostanze cancerogene: I processi industriali possono generare o far accumulare nell&#8217;alimento sostanze potenzialmente cancerogene come nitrosammine (negli insaccati) e acrilammide (in alcuni prodotti da forno e fritti). Inoltre, alcuni additivi (come edulcoranti artificiali, conservanti ed emulsionanti) sono stati collegati in studi epidemiologici a un rischio aumentato di cancro e diabete di tipo 2;</li>
<li>Contaminanti da imballaggio: gli ultra-processati possono contenere contaminanti che migrano dai materiali di confezionamento, come bisfenoli, microplastiche, oli minerali e ftalati, le cui implicazioni cancerogene sono oggetto di studio;</li>
<li>Distinzione di pericolosità: non tutti gli ultra-processati presentano lo stesso livello di rischio. Ad esempio, le carni lavorate (come hot dog, pancetta e salsicce) e le bevande zuccherate risultano tra le categorie più fortemente associate a rischi sanitari elevati, inclusi quelli cardiovascolari e metabolici, che spesso coesistono con il rischio oncologico.</li>
</ul>
<h2>Il non detto da svelare</h2>
<p>L&#8217;Istituto Superiore di Sanità ci dice che la nostra dieta è peggiorata e che i cibi ultra-processati ci stanno uccidendo. Ma poi ci dà cinque consigli che sembrano dire: &#8216;Nessun allarme, basta leggere l&#8217;etichetta&#8217;. Perché questa contraddizione?</p>
<p>Perché succede? Forse è la difficoltà economica? Forse l&#8217;influenza dell&#8217;industria?</p>
<p>La soluzione <strong>&#8216;leggi l&#8217;etichetta&#8217;</strong> presuppone che il consumatore abbia il tempo, le competenze e la possibilità economica di scegliere diversamente. Ma la realtà è che gli UPF sono ovunque e costano meno.</p>
<p>Il vero problema non è se scegliere l&#8217;UPF giusto, ma che ci stiamo aspettando di sopravvivere mangiando prodotti progettati per essere consumati in eccesso. Il consiglio di &#8216;non evitare tutti gli UPF&#8217; è come dire &#8216;non evitare di bere veleno, bevine solo poco&#8217;.</p>
<h3>Il grafico della contraddizione</h3>
<p style="text-align: left;"><a href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica.pdf"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-15497 size-large alignnone" src="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-483x1024.jpg" alt="" width="483" height="1024" srcset="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-141x300.jpg 141w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-200x424.jpg 200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-400x848.jpg 400w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-483x1024.jpg 483w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-500x1060.jpg 500w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-600x1273.jpg 600w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-700x1485.jpg 700w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-724x1536.jpg 724w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-768x1629.jpg 768w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica-800x1697.jpg 800w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica.jpg 943w" sizes="(max-width: 483px) 100vw, 483px" /></a></p>
<p><strong><a href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/06/divario_consigli_ufficiale_scienza_infografica.pdf">Scarica il grafico in PDF e condividilo</a></strong></p>
<h2>Riflessione personale</h2>
<p>Lo studio pubblicato dall&#8217;ISS è inequivocabile: la dieta degli italiani è peggiorata. Le calorie giornaliere sono in aumento e la tendenza è verso i cibi ultra-processati. Il messaggio iniziale è di allarme.</p>
<p>Poi, però, arriva il &#8220;ma&#8221;.</p>
<p>I cinque suggerimenti finali del comunicato sembrano una via di mezzo tra un consiglio di moderazione e una resa.</p>
<ul>
<li>Non evitare tutti gli UPF a prescindere!</li>
<li>Scegli UPF senza zuccheri aggiunti</li>
<li>Usa gli UPF in modo oculato</li>
</ul>
<p>Questo approccio si basa su una premessa falsa: che il problema sia la “quantità” o la “qualità specifica” di un singolo prodotto, e non la natura stessa del sistema alimentare che ci circonda.</p>
<p>È come dire a un fumatore: &#8220;Non smettere di fumare, ma scegli le sigarette con meno catrame e non fumarne troppe&#8221;.</p>
<p>La scienza, però, non parla di &#8220;moderazione&#8221; quando si tratta di tossicità cumulativa.</p>
<p>E qui sorge la domanda che nessuno osa fare a voce alta: <em>“Perché, di fronte a questi numeri, l&#8217;istituto di riferimento ci dice di &#8220;non eliminare tutto?”</em></p>
<p>Quando l&#8217;ISS suggerisce di &#8220;ridurre gradualmente&#8221; o di <em>&#8220;usare con occhio&#8221;</em>, sta implicitamente accettando che il sistema non cambierà. Sta trasformando un problema di salute pubblica in una responsabilità individuale.</p>
<p>È una forma sottile di *science washing*: usare il linguaggio della scienza (&#8220;migliora l&#8217;etichetta&#8221;, &#8220;riduci lo zucchero&#8221;) per nascondere la verità nuda e cruda: <strong>il modello alimentare attuale è insostenibile e pericoloso.</strong>**</p>
<p>La risposta non è nelle etichette. <strong>È nel sistema.</strong></p>
<p>Dobbiamo smettere di fidarci ciecamente di consigli morbidi, soprattutto se provenienti dalle istituzioni. Dobbiamo guardare i dati nudi e crudi.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><a href="https://www.iss.it/-/la-dieta-degli-italiani-cala-la-qualita-e-aumenta-il-consumo-di-cibi-ultra-processati">https://www.iss.it/-/la-dieta-degli-italiani-cala-la-qualita-e-aumenta-il-consumo-di-cibi-ultra-processati</a></p>
<p><a href="https://www.airc.it/news/i-cibi-ultraprocessati-finiscono-ancora-sotto-processo">https://www.airc.it/news/i-cibi-ultraprocessati-finiscono-ancora-sotto-processo</a></p>
<p><a href="https://ilfattoalimentare.it/ultra-processati-aumento-di-peso-degenerazione-muscolare.html">https://ilfattoalimentare.it/ultra-processati-aumento-di-peso-degenerazione-muscolare.html</a></p>
<p><a href="https://www.marionegri.it/magazine/cibi-ultra-processati-quali-sono">https://www.marionegri.it/magazine/cibi-ultra-processati-quali-sono</a></p>
<p><a href="https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/alimentazione/gli-alimenti-ultraprocessati-accorciano-la-vita">https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/alimentazione/gli-alimenti-ultraprocessati-accorciano-la-vita</a></p>
<p><a href="https://www.focus.it/scienza/salute/i-cibi-ultraprocessati-sono-stati-associati-a-32-effetti-dannosi-sulla-salute">https://www.focus.it/scienza/salute/i-cibi-ultraprocessati-sono-stati-associati-a-32-effetti-dannosi-sulla-salute</a></p>
<p><a href="https://www.microbiologiaitalia.it/nutrizione/i-cibi-ultra-processati-stanno-uccidendo-i-giovani/">https://www.microbiologiaitalia.it/nutrizione/i-cibi-ultra-processati-stanno-uccidendo-i-giovani/</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ris”otto” integrale alla salvia con fagioli</title>
		<link>https://elenaalquati.org/risotto-integrale-alla-salvia-con-fagioli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 09:28:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzione;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzioneatavola;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricetta;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un titolo un po’ strano semplicemente perché, chiamarlo risotto evoca un certo tipo di procedimento che in realtà non si realizza in questa ricetta. Il riso integrale si può mantecare anche senza burro, basta mescolare in modo energico nella fase finale della ricetta e il gioco è fatto. Ingrediente g 450 di riso integrale già  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un titolo un po’ strano semplicemente perché, chiamarlo risotto evoca un certo tipo di procedimento che in realtà non si realizza in questa ricetta. Il riso integrale si può mantecare anche senza burro, basta mescolare in modo energico nella fase finale della ricetta e il gioco è fatto.</p>
<p><em>Ingrediente</em></p>
<ul>
<li>g 450 di riso integrale già cotto</li>
<li>g 300 di fagioli borlotti cotti o cannellini</li>
<li>½ cavolo cappuccio</li>
<li>4 cucchiai di olio extravergine di oliva</li>
<li>5 foglie di salvia</li>
<li>sale marino integrale</li>
<li>brodo vegetale</li>
<li>2 cipollotti</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Lavate i cipollotti, separate la parte verde da quella bianca e tritatele mantenendole separate.</p>
<p>Tagliate il cavolo cappuccio a striscioline sottili e scottatele in acqua bollente salata. In una casseruola scaldate l’olio e soffriggete la parte bianca del cipollotto; aggiungete la salvia precedentemente lavata e tagliata a striscioline; aggiungete il riso, i fagioli e un mestolo di brodo vegetale. Mescolate energeticamente per creare l’effetto mantecatura al riso, sistemate di sale e servite caldo guarnito con la parte verde del cipollotto.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La salvia: l’erba della salute e della purificazione</title>
		<link>https://elenaalquati.org/la-salvia-lerba-della-salute-e-della-purificazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 08:45:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FOCUS]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#erbearomatiche;]]></category>
		<category><![CDATA[#salvia;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Appartenente alla famiglia delle Labiate, la Salvia officinalis L. è presente in tutta l’Europa centrale fino a 800 m di altezza e cresce spontanea in molte zone del Mediterraneo, privilegiando terreni soleggiati, sassosi e poveri d’acqua. Le parti utilizzabili della pianta sono le foglie e le sommità fiorite; le foglie si raccolgono durante tutto  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-7 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-6 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-6"><p>Appartenente alla famiglia delle Labiate, la Salvia officinalis L. è presente in tutta l’Europa centrale fino a 800 m di altezza e cresce spontanea in molte zone del Mediterraneo, privilegiando terreni soleggiati, sassosi e poveri d’acqua. Le parti utilizzabili della pianta sono le foglie e le sommità fiorite; le foglie si raccolgono durante tutto l’anno, mentre le sommità fiorite da maggio a luglio.</p>
<h2>Conservazione</h2>
<p>Le foglie, dopo averle staccate dalla pianta, si fanno essiccare all’ombra in un luogo ventilato disponendole a strati sottili e, una volta essiccate, si conservano in barattoli di vetro; le sommità fiorite si essiccano appese dopo averle legate in mazzetti con una corda, per poi essere riposte in sacchetti di carta o di tela di cotone/canapa. Se possibile, si suggerisce l’utilizzo del prodotto fresco.</p>
</div><div style="position: relative; width: 100%; height: 0; padding-top: 56.2500%;
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<p>Foto di copertina: Elena Alquati &#8211; Salvia di Rosasco</p>
<p>Fonte Cent&#8217;erbe &#8211; Nardini editore</p>
<p>https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30651162/</p>
</div></div></div></div></div></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/la-salvia-lerba-della-salute-e-della-purificazione/">La salvia: l’erba della salute e della purificazione</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Polpette di riso ai semi di papavero con zafferano</title>
		<link>https://elenaalquati.org/polpette-di-riso-ai-semi-di-papavero-con-zafferano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 13:20:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzioneatavola;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra i semi di papavero e lo zafferano, i colori di questo primo piatto sono stupendi e il sapore sfizioso: solo a guardarlo ti viene l'acquolina in bocca. In questa ricetta ho cercato la semplicità ma, ovviamente, potete arricchirla con altra verdura (es. trito di carota e sedano), oppure aggiungere qualche erba aromatica come ad  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i semi di papavero e lo zafferano, i colori di questo primo piatto sono stupendi e il sapore sfizioso: solo a guardarlo ti viene l&#8217;acquolina in bocca. In questa ricetta ho cercato la semplicità ma, ovviamente, potete arricchirla con altra verdura (es. trito di carota e sedano), oppure aggiungere qualche erba aromatica come ad esempio la maggiorana. Provate e sperimentate!</p>
<p>Glutine: assente</p>
<p>Difficoltà: medio bassa</p>
<p>Tempo di preparazione: 15 minuti</p>
<p>Tempo di cottura: 20 minuti</p>
<p>Attrezzi: bacinella, padella, teglia da forno, vassoio di portata.</p>
<p>Stagionalità: primavera, estate.</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>g 250 di riso integrale cotto</li>
<li>2 scalogni</li>
<li>g 50 di semi di papavero</li>
<li>2 C di olio extravergine di oliva</li>
<li>1 bustina di zafferano</li>
<li>sale marino integrale</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Disponete il riso cotto in una bacinella. In una padella scaldate l’olio e fate soffriggere lo scalogno tritato; fate sciogliere la bustina di zafferano in mezzo bicchiere di acqua, unitela allo scalogno e lasciate cuocere per qualche minuto e unite al riso. Aggiustate di sale e formate delle polpette, arrotolate la parte superiore nei semi di papavero facendoli ben aderire e disponete su di una teglia precedentemente oleata. Mettete in forno a 180° per 20 minuti, sistemate in un vassoio e servite.</p>
<p>Se lo desiderate, potete avvolgere completamente le polpette con i semi di papavero. Io ho voluto lasciare il contrasto.</p>
<p>Foto: Canva</p>
<p>Si suggeriscono ingredienti provenienti da agricoltura biologica.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Muffin alle nocciole tostate con lamponi freschi</title>
		<link>https://elenaalquati.org/muffin-alle-nocciole-tostate-con-lamponi-freschi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 05:15:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#dolcidaforno;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A proposito di merende sane per i bambini. In un laboratorio con i bambini, un giorno abbiamo preparato i muffin; abbiamo preparato anche una crema; abbiamo messo a disposizione della frutta essiccata come ad esempio le bacche di goji, delle gocce di cioccolato fondente, delle nocciole e mandorle tritate, e non avete idea come si  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di merende sane per i bambini. In un laboratorio con i bambini, un giorno abbiamo preparato i muffin; abbiamo preparato anche una crema; abbiamo messo a disposizione della frutta essiccata come ad esempio le bacche di goji, delle gocce di cioccolato fondente, delle nocciole e mandorle tritate, e non avete idea come si sono impegnati a decorare i loro muffin che si sono trasformati in bellissimi e buonissimi cupcake.</p>
<p>Cucinate con i vostri bambini o nipotini, sarà un’esperienza bellissima!</p>
<p>Glutine: presente</p>
<p>Difficoltà: medio bassa</p>
<p>Tempo di preparazione: 30 minuti</p>
<p>Tempo di cottura: 20 minuti</p>
<p>Stagionalità: tarda primavera</p>
<p><em>Ingredienti per 8 muffin di media grandezza</em></p>
<ul>
<li>g 250 di Farina integrale di grano tenero o farro integrale</li>
<li>g 100 di malto di riso o miele di acacia</li>
<li>g 100 di bevanda vegetale all’avena o mandorla</li>
<li>g 100 di lamponi freschi</li>
<li>g 40 di nocciole tostate tritate</li>
<li>g 50 di olio extravergine di oliva</li>
<li>mezzo cucchiaino di cardamomo in polvere</li>
<li>mezza bustina di cremor tartaro</li>
<li>un pizzico di sale marino integrale</li>
</ul>
<p><em>Procedimento:</em></p>
<p>Disponete i lamponi in un colino e sciacquateli delicatamente sotto acqua corrente.</p>
<p>In una ciotola unite la farina con il lievito e mescolate; aggiungete il sale, l’olio, il malto, le nocciole, il cardamomo e il lampone. Mescolate bene con una frusta e man mano aggiungete la bevanda di avena.</p>
<p>Inserite gli 8 stampini in una teglia apposita per i muffin e distribuite equamente il composto. Portate il forno<sup>*</sup> a temperatura e infornate  a 180° per 20 minuti. Lasciate raffreddare su una griglia per dolci e disponete su un vassoio di portata.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-15242 " src="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/05/teglia-da-forno-pirottini-per-muffin-e1777821774364-1024x445.jpg" alt="teglia da forno con pirottini in carta" width="801" height="348" srcset="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/05/teglia-da-forno-pirottini-per-muffin-e1777821774364-200x87.jpg 200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/05/teglia-da-forno-pirottini-per-muffin-e1777821774364-300x130.jpg 300w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/05/teglia-da-forno-pirottini-per-muffin-e1777821774364-400x174.jpg 400w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/05/teglia-da-forno-pirottini-per-muffin-e1777821774364-500x217.jpg 500w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/05/teglia-da-forno-pirottini-per-muffin-e1777821774364-600x261.jpg 600w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/05/teglia-da-forno-pirottini-per-muffin-e1777821774364-700x304.jpg 700w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/05/teglia-da-forno-pirottini-per-muffin-e1777821774364-768x334.jpg 768w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/05/teglia-da-forno-pirottini-per-muffin-e1777821774364-800x348.jpg 800w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/05/teglia-da-forno-pirottini-per-muffin-e1777821774364-1024x445.jpg 1024w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/05/teglia-da-forno-pirottini-per-muffin-e1777821774364-1200x521.jpg 1200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/05/teglia-da-forno-pirottini-per-muffin-e1777821774364-1320x573.jpg 1320w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/05/teglia-da-forno-pirottini-per-muffin-e1777821774364-1536x667.jpg 1536w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/05/teglia-da-forno-pirottini-per-muffin-e1777821774364.jpg 1738w" sizes="(max-width: 801px) 100vw, 801px" /></p>
<h6 style="text-align: center;">Teglia da forno con pirottini per muffin</h6>
<hr />
<p><strong><a href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/05/MUFFIN_NOCCIOLE_LAMPONI.pdf">SCARICA RICETTA IN PDF</a></strong></p>
<p>*valori per forno ventilato. Per forno a gas portate la temperatura a 200°</p>
<p><em>n.b. Si suggeriscono ingredienti di provenienza biologica</em></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tortelli con ripieno di ceci alla salvia</title>
		<link>https://elenaalquati.org/tortelli-con-ripieno-di-ceci-alla-salvia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2026 05:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#pastafresca;]]></category>
		<category><![CDATA[#pastaripiena;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzione;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Spesso ci troviamo in cucina con un pacchetto di legumi senza sapere come cucinarli. Si cade così nella monotonia di lessarli e prepararli in insalata, come polpette oppure con la pasta. Oggi vorrei proporli in un modo diverso, più sfizioso: un ripieno per un piatto di tortelli.     "Sblocca questa ricetta  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-9 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-8 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-9"><p>Spesso ci troviamo in cucina con un pacchetto di legumi senza sapere come cucinarli. Si cade così nella monotonia di lessarli e prepararli in insalata, come polpette oppure con la pasta. Oggi vorrei proporli in un modo diverso, più sfizioso: un ripieno per un piatto di tortelli.</p>
</div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-solid" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:var(--awb-color3);border-top-width:1px;"></div></div><div class="fusion-slider-sc"><div class="fusion-flexslider-loading flexslider flexslider-hover-type-none" data-slideshow_autoplay="1" data-slideshow_smooth_height="0" data-slideshow_speed="7000" style="max-width:100%;height:100%;"><ul class="slides"><li class="image"><span class="fusion-image-hover-element hover-type-none"><img decoding="async" src="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/05/1_cucinare-la-pasta-ripiena.jpg" width="1920" height="1080" class="wp-image-15223" srcset="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/05/1_cucinare-la-pasta-ripiena-200x113.jpg 200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/05/1_cucinare-la-pasta-ripiena-400x225.jpg 400w, 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