Dolcificanti: l’alternativa allo zucchero diventa un problema di salute
Nuovi studi della Washington University in St Louis (pubblicati su *Science Signaling*) svelano una verità scomoda sul sorbitolo, uno dei dolcificanti più usati nell’industria alimentare per sostituire lo zucchero.
L’innocuo che danneggia
Dichiarato innocuo in passato, il sorbitolo, nel corpo, subisce una trasformazione che lo rende chimicamente simile al fruttosio. Il fruttosio è noto per causare steatosi epatica non alcolica (NAFLD), che ora colpisce il 30% degli adulti a livello globale.
Cosa succede?
Quando mangiamo prodotti “senza zucchero” contenenti sorbitolo (caramelle, gomme, prodotti dietetici), il nostro corpo non lo smaltisce con percorsi biologicamente naturali rispecchiando la dicitura dell’etichetta “senza calorie”, ma questo entra nelle cellule del fegato (epatociti) e qui incontra un enzima che lo converte in fruttosio: la sorbitolo deidrogenasi.
Il Paradosso del Marketing
Visti gli studi emersi negli anni sui danni dello zucchero alla salute, l’industria ha creato sostituti che vende come la soluzione magica: “Niente zucchero, niente calorie”. Quindi, tutto bene? In realtà no! Il nostro organismo cerca di gestirli nel migliore dei modi, ma il risultato è una violenza a se stesso con effetti peggiori dello zucchero stesso.
Dopo aver collegato lo xilitolo a rischi cardiaci e il sucralosio all’aumento dell’appetito, ora tocca al sorbitolo con i danni causati al fegato.
Perché dovremmo preoccuparci?
Perché non c’è trasparenza e soprattutto, mai e poi mai si applica il principio di precauzione. Così, mentre i consumatori cercano di evitare lo zucchero, si finisce per ingerire prodotti con dolcificanti artificiali che il corpo tratta come può, ma che alla fine del loro percorso digestivo diventano tossine metaboliche. L’industria sapeva? Difficile discolparli, ma sta di fatto che il cibo sembra essere creato senza nessuna considerazione per il rischio che può portare alla salute umana e non solo.
Una precisazione: il ruolo protettivo dei batteri intestinali
Lo studio (condotto su modelli animali) evidenzia che il sorbitolo diventa pericoloso per il fegato principalmente quando il microbiota intestinale è compromesso o assente. Se i batteri “buoni” sono intatti, riescono a degradare gran parte del sorbitolo prima che raggiunga il fegato.
Domande da porsi per il Futuro
Se il sorbitolo è “fruttosio travestito”, quanti altri dolcificanti “alternativi sani” sono problemi metabolici in attesa di essere scoperti come tali? È possibile che il microbiota sano si alteri nel tempo continuando ad assumere dolcificanti artificiali? Quanto lo studio condotto su animali può essere confrontabile con l’essere umano?

Dolcificanti: l’alternativa che crea danni alla salute – Scarica info in PDF
Riferimenti e approfondimenti
https://www.science.org/doi/10.1126/scisignal.adt3549
https://www.science.org/doi/10.1126/scisignal.adt3549
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