Panelle al rosmarino

La panella è una frittella preparata con farina di ceci, tipica della cucina siciliana, nello specifico  palermitana. Già in epoca romana imperiale i ceci erano largamente usati sotto forma di ‘polenta’, così com’era consumata dai greci, in tutta l’area della cosiddetta “Mezzaluna fertile” e soprattutto nel subcontinente indiano. Pare che le prime panelle erano cotte sulla pietra dentro i forni verticali, quelli usati per cuocere il pane di forma piatta, nell’entroterra siculo. Forse in epoca tardo – medievale si cominciano a friggere, probabilmente durante il dominio francese della dinastia Angioina della Sicilia, dato che costoro ne erano particolarmente ghiotti (vedi aneddoti vicende dei Vespri siciliani).

Glutine: presente

Difficoltà: medio bassa

Tempo di preparazione: 30 minuti

Tempo di cottura: 20 minuti

Stagionalità: estate

Ingredienti

  • 250 g di farina di ceci
  • 600 ml circa di acqua fredda
  • 2 cucchiai rasi di erba cipollina
  • olio extravergine di oliva
  • sale marino integrale
  • rosmarino in polvere

Procedimento

In una casseruola diluite la farina di ceci e un pizzico di sale; versate l’acqua a filo mescolando con una piccola frusta per evitare che si formino grumi.

Ponete la casseruola sul fuoco a fiamma medio bassa e, sempre mescolando, cuocete sino a quando non vedrete l’impasto staccarsi dalla parete del recipiente. Regolate il sapore aggiungendo eventualmente un pizzico di sale.

Ungete il vostro piano di lavoro (meglio se di marmo o di acciaio), versatevi sopra l’impasto e distribuitelo sino ad arrivare a uno spessore di 2 cm. Lasciate raffreddare. Tagliate  a rettangoli o rombi e friggete in olio ben caldo. Disponete su un piatto con della carta assorbente salate e spolverate un poco di rosmarino. Servite caldo.  E’ una ricetta ottima per aperitivi o antipasti.

 

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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