La recensione del mese: Chi nutrirà il mondo?
Chi nutrirà il mondo è il libro che ho scelto questo mese, e mi viene da scrivere, già, chi lo farà? Mentre stavo scrivendo l’articolo Focus sui cachi, mi sono imbattuta in un passaggio letto da qualche parte, che riportava una riflessione sull’importanza che ricoprono i semi, stupidamente riposti all’interno dei frutti senza motivo evidente, visto che l’uomo sta selezionando prodotti in cui il seme non è altro che un fastidioso infiltrato.
I semi del cachi
Nel cachi, ad esempio, il seme è stato tradizionalmente usato in agricoltura, per leggervi i pronostici della stagione invernale: se appariva una posata a forma di cucchiaio l’abbondanza di neve era assicurata. Ma il seme in realtà ha un valore molto più profondo: da lui nasce la vita, di qualsiasi specie esso sia.
Questo mese ho scelto di segnalarvi questo libro, proprio perché parla della produzione del cibo, di come dovrebbe essere coltivato e di come le multinazionali dell’agricoltura stanno uccidendo le antiche conoscenze e tradizioni in nome dell’innovazione e della tecnologia
Il testo cita
“Un modo di produzione alimentare inefficiente e non sostenibile sta spingendo il pianeta, il suo ecosistema e le sue diverse specie sull’orlo della distruzione, Il cibo, il cui scopo fondamentale è dare nutrimento e salute, rappresenta oggi il più grande problema sanitario mondiale: quasi un miliardo di persone soffre fame e malnutrizione, due miliardi sono quelli affetti da patologie, causate da veleni contenuti negli alimenti”.
“Non solo l’agricoltura industriale assomiglia sempre di più a una battaglia chimica contro il pianeta, ma anche la distribuzione del cibo diventa una guerra, con i cosiddetti “trattati di libero scambio” che mettono i coltivatori e i paesi gli uni contro gli altri, in perenne competizione e conflitto”.
Una guerra senza senso
Sui social la guerra si combatte per avere ragione sulle diete proposte e sui nutrienti che le compongono, ma se leggessimo questo libro, capiremmo che le calorie, i carboidrati, le diete iperproteiche ecc, finirebbero di avere importanza davanti alla catastrofe creata dall’uomo non solo per l’uomo. Un pianeta al collasso, depauperato di tutte le risorse e sfruttato per il mero guadagno: Chi se ne frega dei nutrienti!
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