Chiusura stretto di Hormuz: effetto su produzione e scorte in Italia

Dopo l’attacco da parte degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran e la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz, si stanno verificando effetti disastrosi: alcuni colpiscono indirettamente, mentre altri, come l’aumento dei prezzi di petrolio e gas, si ripercuotono direttamente su di noi.

Dal Covid in poi

L’Unione Europea si sta impegnando a creare riserve strategiche di materie prime e fertilizzanti, come già fanno Cina e Stati Uniti, che utilizzano gli stoccaggi per tutelare la stabilità interna e proiettare influenza geopolitica. Una crisi alimentare sfiorata più volte dall’emergenza Covid e che rischia di lasciare un pesante segno con l’attacco in Iran.

Durante i due giorni dell’undicesimo Global Food Forum di Farm Europe, composta di oltre trentacinque organizzazioni di agricoltori tra cui l’italiana Coldiretti, è emerso che non è sufficiente rafforzare solo la capacità produttiva europea, anche se essenziale, ma anche ridurre l’esposizione “agli shock esterni” con la necessità di attuare riserve di materie prime agricole essenziali, fertilizzanti e mangimi di cui l’Italia sembra esserne deficitaria.

La crisi in Medio Oriente sta determinando un aumento dei costi e una riduzione delle rese pertanto, le riserve sarebbero fondamentali per garantire la produzione alimentare, proteggere gli agricoltori e i consumatori europei.

Nella giornata di ieri, il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini aveva ricordato come:

“Dallo stretto di Hormuz, oggi bloccato, passa almeno un terzo della produzione mondiale di fertilizzanti. Se consideriamo che un’altra quota rilevante sia prodotta in Russia e Bielorussia ci rendiamo conto che rischiamo seriamente di restare senza uno strumento fondamentale per l’attività agricola”.

Le catene di approvvigionamento non possono essere date per scontate ma è garantita, agli agricoltori italiani, la liquidità per operare.

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Chiusura stretto Hormuz

Da Il sole 24 ore

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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