Carcent: un pane con le rape

Il Carcent è un pane tipico della provincia di Sondrio. A forma di ciambella veniva preparato con le rape essiccate  e consumato per colazione o merenda, oppure semplicemente durante i pasti. Io ho usato le rape fresche ma sarebbe interessante provare la ricetta originale. Ho scelto di utilizzare la farina integrale perché volevo un sapore rustico, ma si può utilizzare  anche la farina di tipo 2. Ė possibile preparare questo pane con la pasta madre.

Glutine: presente

Difficoltà: Medio bassa

Tempo di preparazione: 35 minuti di cottura + 120 di lievitazione + impasto

Tecnica di cottura: forno

Stagionalità: autunno, inverno

Utensili: bacinella, spianatoia, teglia, griglia per raffreddare

Ingredienti per due ciambelle da gr. 500

  • Gr. 500 farina integrale di grano tenero
  • Mezzo panetto di lievito di birra
  • gr. 250 circa di acqua tiepida leggermente salata (30°)
  • gr. 15o di rape cotte

Se usate il lievito fresco fatelo sciogliere in mezzo bicchiere d’acqua tiepida; se usate il lievito secco attivatelo con un cucchiaino di malto di riso per 10 minuti (sino a che non apparirà una schiuma sulla superficie).
Lavate e pelate le rape, tagliatele a tocchetti e scottatele in acqua bollente salata per pochi m minuti. Ponetele in una pentola nella quale avrete portato a bollore dell’acqua; passatele in un passaverdura oppure schiacciatele con una forchetta. Disponete la farina integrale in un recipiente, unite la rapa schiacciata, versate il lievito e impastate con acqua tiepida salata  per circa  15 minuti. Fate  riposare l’impasto un paio d’ore coperto con uno strofinaccio umido, e al riparo da correnti d’aria.
Preparate il pane a forma di  ciambella e fate lievitare un’altra ora (potete usare il forno come luogo di lievitazione).
Mettete in forno (a gas) preriscaldato ventilato a 200° per circa 35 minuti. Lasciate raffreddare su una griglia

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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