Panini lievitati alle olive

Per una merenda o come spezza fame questi panini sono molto gustosi e ottimi anche da servire come antipasto o con l’aperitivo, magari farcito con humus di ceci alla paprika.

Glutine: presente

Difficoltà: medio bassa

Tempo di preparazione: 20 minuti + h 3 tempo di lievitazione + 30 minuti tempo di cottura

Tecnica di cottura: forno

Stagionalità: sempre

Utensili: bacinella, spianatoia, teglia, carta da forno

Ingredienti

  • 100 g di farina di grano tenero integrale
  • 300 g di farina di grano tenero di tipo 1
  • 250 ml di acqua
  • 10 g di lievito di birra
  • 50 g di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaino di malto d’orzo
  • g 100 di olive tritate
  • sale marino integrale

Procedimento

In una ciotola unite le due farine e disponetele a fontana; sciogliete il lievito in una piccola ciotola con dell’acqua tiepida e versatelo nelle farine con il malto; incorporate l’acqua  poco per volta e mescolate gli ingredienti per qualche minuto. Aggiungete un cucchiaino scarso di sale, l’olio,  le olive e continuate ad impastare. Spostate l’impasto su una spianatoia e impastate per circa 15 minuti sino ad ottenere una palla liscia e omogenea; disponetelo in una ciotola più grande leggermente unta con dell’olio, coprite con un canovaccio umido e lasciate riposare per due ore in un luogo al riparo da correnti d’aria.

Riprendete l’impasto e ricavatene dei panini; disponeteli su una teglia oleata o ricoperta da un foglio di carta da forno e fateli lievitare per un’ora direttamente nel forno spento. Togliete la teglia, portate il forno a una temperatura  di 200 °C, posizionando sul fondo  una ciotolina di terracotta piena di acqua (va bene anche un pentolino purché senza manico o con manico in acciaio). Infornate i panini e fateli cuocere per 10 minuti; abbassate la temperatura del forno a di 180 °C e proseguite la cottura per altri 20 minuti.

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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