Una passione pungente: Caponata di carciofi

Amo i carciofi, penso sia una delle verdure che amo di più. La caponata la si conosce per lo più con peperoni, melanzane e pomodoro, ma vi assicuro che preparata con i carciofi è altrettanto buona. Ecco la ricetta:

  • 4 carciofi
  • 1 gamba di sedano
  • un cucchiaio di capperi
  • 2 cipolle rosse
  • gr. 100 di olive denocciolate
  • 1 spicchio di aglio
  • 4/5 pomodorini secchi
  • prezzemolo
  • 4 cucchiai di aceto di riso o di mele
  • un cucchiaio di malto di riso
  • q.b. olio eva
  • q.b. sale

Puliamo i carciofi. Con un coltello togliamo i gambi e teniamoli da parte. Eliminiamo le foglie esterne, e tagliamo via le spine in punta. Tagliamolo a metà e tiriamo via l’eventuale peluria interna. A questo punto tagliamolo a fettine sottili. Prendiamo il gambo, sbucciamolo e tagliamolo a tocchetti.

In una pentola (meglio se di terracotta), facciamo scaldare due cucchiai di olio, aglio e prezzemolo; aggiungiamo i carciofi e lasciamoli cuocere per pochi minuti.

In un pentolino mettiamo l’aceto e il malto; scaldiamo e mescoliamo facendoli amalgamare per bene.

In una pentola più ampia (meglio se di terracotta) facciamo appassire per bene le cipolle tagliate a rondelle, aggiungiamo poi il sedano tagliato in diagonale, i pomodorini a striscioline, le olive e i capperi. Uniamo l’agrodolce (aceto e malto di riso), e infine i carciofi. Aggiungiamo un po’ di brodo vegetale, se necessario, mettiamo un coperchio e facciamo cuocere per 10/15 minuti. Servire tiepida, meglio se il giorno dopo.


carciofo, cardoLo sapevate che ….

Il carciofo è il frutto di una serie di selezioni e incroci del cardo selvatico, anche se non si conosce esattamente il periodo in cui si sia operata questa trasformazione. Sembra che il carciofo era presente già nelle rappresentazioni dei doni funebri degli antichi egizi, e di certo lo si descrive in modo accurato nel I secolo d.C., ad opera dello storico romano Plinio.

Nell’antica Roma esisteva la credenza che sognarli era segno di sventura, in quanto un cibo ritenuto povero e privo di nutrimento.

Nel periodo di Caterina de’ Medici, che pare fosse ghiotta di carciofi, era invece ritenuta una verdura di lusso, e solo pochi potevano avere il piacere di gustarla, mentre nel Medioevo pare si fosse persa la sua conoscenza per poi riapparire nella seconda metà del Cinquecento per opera di abili giardinieri.

Tra credenze e virtù

Se nell’antica Roma era considerato segno di sventura, e un alimento povero, nel XVI secolo si accorsero che le sue caratteristiche non erano poi così povere, e successivamente furono poi confermate anche da recenti studi scientifici.


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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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