Torta alle mele di grano saraceno con estratto di liquirizia

A volte mi basta guardare una foto, anche insignificante, che questa riesce a scaturire in me l’arte di voler creare qualcosa di nuovo. Era un po’ che volevo inserire la liquirizia come ingrediente, e così, dal nulla mi è nata questa ricetta. Il grano saraceno è particolare, non aspettatevi una torta soffice e lievitata, ma è molto gustosa. Suggerisco di farla raffreddare per assaporare al meglio la liquirizia.

In una terrina versare la farina e l’olio. Mescolare con una frusta affinché l’olio si unisca bene alla farina. Aggiungere il lievito e mescolare ancora. Unire il malto, lo yogurt e il pizzico di sale e amalgamare tutti gli ingredienti. A questo punto aggiungere la liquirizia e continuare a mescolare. Se necessario aggiungere  del succo di mela o latte  di riso o mandorla.

Versare il composto in una teglia rotonda, e disponetevi sopra la mela tagliata a fettine. Infornare  a 180° per 45 minuti nel caso volessimo ottenere una ciambella e 30 minuti per le tortine. Suggerisco la prova stuzzicadente prima di spegnere il forno.

In una terrina versare la farina e l’olio. Mescolare con una frusta affinché l’olio si unisca bene alla farina. Aggiungere il lievito e mescolare ancora. Unire il malto, lo yogurt e il pizzico di sale e amalgamare tutti gli ingredienti. A questo punto aggiungere la liquirizia e continuare a mescolare. Se necessario aggiungere  del succo di mela o latte  di riso o mandorla.

Versare il composto in una teglia rotonda, e disponetevi sopra la mela tagliata a fettine. Infornare  a 180° per 45 minuti nel caso volessimo ottenere una ciambella e 30 minuti per le tortine. Suggerisco la prova stuzzicadente prima di spegnere il forno.

per la decorazione: spennellare il bordo della torta con del malto e decorare con della nocciola precedentemente tritata.

 

 

 

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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