Omini di zenzero e cannella

Ho lavorato molto con i bambini e nei laboratori organizzati per le feste natalizie, questi omini di zenzero hanno sempre avuto un grande successo. Cucinare con loro è importante perché si creano dei legami profondi e si trasmette loro la cultura del cibo, del cucinare, della famiglia e delle tradizioni.

Glutine: presente

Difficoltà: Bassa

Tempo di preparazione: 50  minuti totali

Tecnica di cottura: forno

Stagionalità: Festività natalizia

Utensili: bacinella, spianatoia, mattarello, teglia da forno, cannuccia, nastro o cordino decorativo per alimenti.

Ingredienti

  • 250 gr. farina di farro integrale
  • 50 farina di mais fioretto
  • 100 gr. malto di riso
  • 70 extravergine di oliva
  • 90 ml. di latte di mandorla
  • Mezza bustina lievito cremor tartaro
  • 1 cucchiaino raso di cannella
  • 1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
  • 1 pizzico di sale

 

Procedimento

 

In una ciotola mescolate gli ingredienti secchi con l’olio; aggiungete il malto ammorbidito con un po’ di latte di mandorla e amalgamate bene impastiamo a mano aperta per un paio di minuti; lasciate riposare per mezz’ora.

Infarinate la spianatoia e stendete l’impasto con un mattarello: lo spessore deve essere di circa 3 mm.

Utilizzate le formine a forma di omino per ricavare i biscotti e con una cannuccia applichiamo un foro sulla cima della testa; disponiamo gli omini su una teglia precedentemente oleata.  Cuociamo a 180°in  forno ventilato preriscaldato  per 13 minuti circa. Una volta raffreddati possiamo inserire un nastro nel buco  ottenuto con la cannuccia per poterlo appendere al nostro albero di Natale, oppure ….. assaggiarlo.

I biscottini possono essere decorati con uvetta, mandorle lamellate, o altra frutta secca o essiccata.

n.b. Si suggeriscono ingredienti di provenienza biologica

 

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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