Il Marketing alimentare per bambini sotto il microscopio

L’Industria alimentare, negli Stati Uniti, spende quasi 14 miliardi di dollari all’anno in pubblicità. Oltre l’80% di questa pubblicità promuove per lo più cibi ultra processati come fast food, bevande zuccherate, caramelle e snack poco salutari, uno smacco al più modico miliardo di dollari messi a disposizione per la promozione della salute e la prevenzione delle malattie.

Queste aziende alimentari, inoltre, sono particolarmente impegnate nel “marketing mirato” in modo da raggiungere target ben specifici, come bambini, adolescenti e comunità di colore.

Alcuni studi stanno dimostrando che il marketing addiziona l’influsso negativo di questi prodotti  sulla dieta e sulla salute dei bambini e degli adolescenti . UConnRudd Center  analizza le tattiche di marketing delle aziende alimentari, informando sugli sforzi politici necessari a ridurre il marketing alimentare malsano che colpisce i giovani e le loro famiglie.

Una volta era la televisione

Anche se il tempo trascorso davanti alla televisione da parte dei bambini e degli adolescenti è diminuito, rimane la principale fonte di esposizione alla pubblicità alimentare. La tendenza al ribasso nel consumo di TV da parte dei giovani è stata accompagnata da un aumento del tempo trascorso online, in particolare sui social media (Facebook, Twitter, Instagram, Tik Tok e YouTube) grazie ai cellulari, e le aziende alimentari hanno prontamente risposto a questa tendenza con:

  • annunci pubblicati sui social media;
  • post generati dall’azienda condivisi in modo virale attraverso i social network dei follower;
  • giochi di marca e ordinazione di app per smartphone;
  • promozioni a pagamento di blogger, influencer e ambasciatori del marchio.

In questo modo i marchi di questi prodotti raggiungono ovunque bambini e adolescenti, con un marketing spesso camuffato da intrattenimento.

La preoccupazione degli esperti

Gli allarmi lanciati dagli esperti sono sempre più forti, e la preoccupazione è per l’ampia esposizione alla pubblicità di alimenti ultra-processati, ricchi di calorie ma poveri di nutrienti che influenza negativamente la dieta degli adolescenti. Purtroppo sono ancora pochi gli studi che hanno esplorato il modo in cui la pubblicità alimentare influisce sui bambini.

Sono pochi ma ci sono

Uno studio esamina l’atteggiamento degli adolescenti nei confronti di marchi alimentari malsani. I partecipanti hanno riferito un elevato gradimento della pubblicità del marchio mirato, una forte percezione che gli annunci fossero indirizzati a qualcuno come loro, atteggiamenti positivi verso il marchio, popolarità e consumo dei prodotti del marchio in questione.

Questi risultati aumentano le preoccupazioni sulla salute pubblica riguardo al potenziale impatto che gli adolescenti hanno alle sostanze nocive contenute nel cibo non salutare, per mezzo della pubblicità alimentare. Si supportano altresì teorie di marketing, secondo cui il gradimento degli annunci possano aumentare l’influenza del target esposto agli annunci pubblicitari di prodotti del marchio in questione.

Purtroppo l’Italia non è lontana da questi dati e non è esente da questo problema.

 

 

Link di approfondimento

https://media.ruddcenter.uconn.edu/PDFs/TV%20exposure%20and%20adolescents%20SEM%20paper_Final%5B50%5D.pdf

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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