Cibi ultra – processati e l’andamento di mercato

Nonostante tutte le informazioni che stanno circolando sui danni che causano i cibi ultra – processati, il mercato, nel 2025, ha continuato a espandersi in modo rilevante sul piano globale, alimentando l’epidemia di malattie croniche non trasmissibili.

Qualche dato

Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, i cibi ultra-processati rappresentavano già oltre il 50% delle calorie giornaliere (negli US gli adolescenti sono arrivati al 70%), mentre negli ultimi quarant’anni, paesi come Brasile e Cina si registravano tassi di crescita rapida, con un aumento dal 4% al 10% in Cina e dal 10% al 23% in Messico e Brasile.

Le vendite globali di questi prodotti raggiungono ogni anno 1.900 miliardi di dollari rappresentando il segmento più redditizio dell’industria alimentare.

Nel novembre 2025, l’analisi pubblicata su The Lancet ha evidenziato che l’espansione dei cibi ultra – processati, è guidata da strategie industriali e politiche delle multinazionali, che sfruttano ingredienti a basso costo, marketing aggressivo ed economie di scala.

Il consumo elevato di questi prodotti é purtroppo fortemente associato a malattie come obesità, diabete di tipo 2, patologie cardiovascolari, depressione e mortalità prematura, con studi che mostrano un aumento del 17% del rischio malattie cardiovascolari tra chi consuma alimenti ultra – processati rispetto a chi ne consuma pochi.

Non solo problemi di salute personale

Nel 2025, parallelamente all’aumento dei problemi di salute, è emerso il dibattito sul benessere del pianeta e sul clima legato al consumo di questi prodotti, un impatto ambientale crescente proprio a causa della produzione intensiva, degli imballaggi e della catena di distribuzione.

Non si sono fatte attendere le raccomandazioni per politiche di salute pubblica tra cui: tassazioni mirate, restrizioni al marketing, e sostegni economici per alimenti freschi e nutrienti, in particolare per le fasce a basso reddito. Purtroppo i dati, almeno per il momento, non dicono nulla di promettente.

In Italia

In Italia la tendenza sembra sia in crescente opposizione: secondo Mintel, l’81% dei consumatori italiani evita o limita i cibi ultra – processati, e il 45% cerca ingredienti naturali durante lo shopping, evidenziando la scelta verso prodotti semplici e “etichette pulite”.

Immagine di copertina: canva.com

Fonti e approfondimenti

https://www.tomshw.it/scienze/allarme-per-il-boom-di-cibi-ultra-processati-2025-11-25

https://www.scienzainrete.it/articolo/nemico-nel-piatto-cosa-sapere-dei-cibi-ultraprocessati/simonetta-pagliani/2024-10-30

https://www.italiaclima.org/cibi-ultra-processati-il-legame-tra-salute-e-clima-secondo-the-lancet/

https://www.tomshw.it/scienze/allarme-per-il-boom-di-cibi-ultra-processati-2025-11-25

 

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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