Bisfenolo A: Efsa lancia l’allarme tossicità

Il bisfenolo A (BPA) è una sostanza chimica di sintesi ed è un componente di base per la produzione del policarbonato, una plastica utilizzata nella produzione di beni di consumo usuali. È anche presente nei barattoli di latta utilizzati per le conserve alimentari.

Il nuovo studio

È dal 2006 che vengono fatte valutazioni periodiche sulla sua sicurezza, e, nel 2015, l’Efsa aveva dichiarato l’assenza di rischio di esposizione al bisfenolo A per i consumatori. Di lì a poco, esattamente nel 2018, per la sua tossicità ne viene vietato l’uso in biberon e altri contenitori destinati all’alimentazione per bambini di età inferiore ai tre anni.

Oggi, in questo nuovo studio, l’Efsa ha concluso che, l’esposizione a questa sostanza attraverso l’uso alimentare può avere effetti nocivi sul sistema immunitario ed è un rischio per la salute dei consumatori di tutte le età.

Sono state revisionate più di 800 nuove pubblicazioni che hanno permesso all’Autorità di eliminare le incertezze segnalate ormai da un decennio: “abbiamo osservato nella milza un aumento della percentuale dei linfociti del tipo T helper”, ha dichiarato Claude Lambré, presidente del gruppo di esperti Efsa sui materiali a contatto con gli alimenti, “che potrebbe portare allo sviluppo d’infiammazione allergica polmonare e malattie autoimmuni”.

Purtroppo, invece di eliminare il problema, si stabiliscono nuove dosi giornaliere tollerabili; ma anche se questa dose è stata determinata in una quantità di 20mila volte inferiore alla precedente, il consumatore come fa a stabilire questo limite? Quali strumenti lo possono aiutare?

Valutazioni in corso

Nonostante gli innumerevoli studi e tutti gli anni trascorsi a capirne la tossicità, la Commissione Europea  prende altro tempo per valutare quali saranno le misure da intraprendere sulla gestione del rischio da bisfenolo A.

Stefan de Keersmacker ha comunicato all’ANSA che si accoglierà

 “con favore la valutazione aggiornata dettagliata e completa dell’Efsa sui rischi per la salute pubblica derivanti dall’esposizione alimentare al bisfenolo” –  “Garantire i più elevati standard di sicurezza alimentare, anche per quanto riguarda le sostanze chimiche utilizzate nei materiali a contatto con gli alimenti, è una priorità fondamentale per la Commissione“.

Una domanda mi sorge spontanea, anzi tre: E nel frattempo? Visti i precedenti, i nuovi limiti saranno veramente sicuri? Ma se è tossico perché non si toglie dalla produzione industriale?

 Elena Alquati

 


 

Ecco dove si trova il BPA

In alcuni tipi di bottiglie e recipienti per alimenti, biberon, CD, DVD, stoviglie in plastica riutilizzabili, telefoni cellulari, bollitori, dispositivi medici e giocattoli.

Lo si trova con codice di identificazione 3 o 7 o la dicitura PC; in rivestimenti interni delle scatole di conserva e delle lattine per bevande, schede di circuiti stampati; è possibile trovarlo tra gli “ingredienti” di scontrini, biglietti per i mezzi di trasporto, ricevute bancarie, biglietti per i parcheggi e nelle plastiche PVC (cavi, pneumatici), stabilizzatore nei liquidi dei freni, componente nelle resine per le cure dentarie. Le bottiglie in PET non contengono BPA.


FONTI

ANSATG24

 

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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