Schiacciata con uva fragolina
Esiste un aneddoto legato alla schiacciata con l’uva fragola che un testimone dovette sfidare lampi e tuoni per portare a casa i grappoli dalla vigna, poiché l’uva era così buona mangiata nel campo che risultava difficile procurarsene abbastanza a portare a casa per preparare la focaccia.
La ricetta tradizionale toscana associata a questa varietà di uva era spesso preparata con la pasta del pane avanzata, miele e un goccio d’olio, sfruttando una qualità di uva poco adatta alla vinificazione.
Ingredienti
- g 300 di farina integrale di grano tenero o di farro
- g 5 di lievito di birra fresco
- 1cucchiaio di olio extravergine di oliva
- 1cucchiaino di sale marino integrale fino
- Uva fragolina (o nera)*
- ml 150 circa di acqua
Procedimento
Sciogliete il lievito in 100 ml di acqua fresca, versate la farina in una terrina, aggiungete olio, sale e impastate, aggiungendo il resto dell’acqua, per dieci minuti sino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Coprite l’impasto con un canovaccio umido e lasciate riposare a temperatura ambiente per trenta minuti; passato questo tempo, mettete l’impasto in frigorifero per sei ore.
In una teglia da forno precedentemente oleata, versate l’impasto e, senza toccarlo, lasciatelo riposare per trenta minuti. Aiutandovi con le mani unte di olio, stendete l’impasto tirandolo con la punta delle dita, sino a riempire tutta la teglia; lasciate lievitare per due ore al riparo da correnti d’aria (ottimo disporlo in forno spento con la lucina accesa). Guarnite la focaccia con l’uva e cuocete in forno a 230° per 15 minuti, posizionando sul fondo un pentolino di acqua per mantenere l’umidità costante. Sfornate e servite calda.
*I semi dell’uva fragolina sono duri e fastidiosi, suggerisco di toglierli prima di disporli sull’impasto, ma mi raccomando, non prendete uva senza semi: i semi sono vita, vitalità, informazione.
Curiosità
Esiste un aneddoto legato alla schiacciata con l’uva fragola secondo cui un testimone dovette sfidare lampi e tuoni per portare a casa i grappoli dalla vigna, poiché l’uva era così buona mangiata nel campo che risultava difficile procurarsene abbastanza a portare a casa per preparare la focaccia.
La ricetta tradizionale toscana associata a questa varietà di uva era spesso preparata con la pasta del pane avanzata, miele e un goccio d’olio, sfruttando una qualità di uva poco adatta alla vinificazione.
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