Educazione alimentare nella pratica quotidiana a casa e a scuola
I bambini sono stati da sempre il punto su cui ho basato il senso di questo mio lavoro. Quando ho iniziato, le mie figlie erano piccole e la cosa che più mi angosciava, come per tutte le mamme, era la mensa scolastica. Collaborando con “Cascina Rosa”, l’allora Dipartimento di Medicina Predittiva e Preventiva dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano,
attraverso l’associazione L’Ordine dell’Universo fondata da me e da mio marito, lo chef Francesco, abbiamo iniziato a organizzare dei laboratori con i bambini, spesso direttamente in collaborazione con le scuole del territorio.
Non era importante quanti anni avessero, ho sempre pensato che i più piccoli potevano essere aiutati dai grandi, creando così un rapporto di scambio e complicità. “Cucinare crea legami” Scrive Michael Pollan nel suo libro “Cotto” ed è verissimo.
Ci si domanda cosa si può fare, come singoli, per risolvere il problema del degrado ambientale; come poter mantenere in salute la propria famiglia; come potersi avvicinare alla natura e la risposta è molto semplice: tornare a cucinare.
Alcune ricerche stanno confermando che si cucina meno e, sempre di più, si comprano prodotti pronti, mettendo il nostro nutrimento (e la nostra salute) in mano dell’industria alimentare. Esistono inoltre diversi studi che confermano il beneficio di coinvolgere i bambini nella preparazione dei pasti, poiché sono esposti alla conoscenza degli alimenti in modo positivo, aumentando le probabilità di assaggio, anche di frutta e verdura: “L’ho fatto io e me lo mangio”.
Uno specifico studio condotto su 47 bambini tra i 6 e i 10 anni, ha dimostrato che:
- Cucinando con un genitore, il consumo di verdura era maggiore rispetto a chi riceveva un pasto già pronto;
- I bambini tendono anche a consumare alimenti da tutti i gruppi alimentari quando sono coinvolti nella cucina;
- I bambini che cucinavano hanno riportato maggiori sensazioni positive e più senso di controllo rispetto ai bambini che non partecipavano alla preparazione.
Una revisione sistematica pubblicata nel *Journal of Nutrition Education and Behavior* (2024), che ha analizzato 23 studi su programmi di cucina per bambini, ha rilevato che i risultati positivi più frequenti riguardano:
– Conoscenze culinarie;
– Fiducia nelle proprie capacità
– Coinvolgimento attivo nella preparazione dei pasti
Nel contesto scolastico, i laboratori di cucina forniscono conoscenze che si accompagnano a competenze pratiche con una possibile maggiore influenza sull’aumento del consumo di verdura rispetto alla sola educazione alimentare teorica.
La scienza, dunque, supporta chiaramente il coinvolgimento dei bambini in cucina come strumento educativo e nutrizionale, ma la nostra evoluzione lo insegna da sempre, senza che questo fosse scientificamente provato.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24709485/
https://extension.usu.edu/healthwellness/research/benefits-of-including-kids-in-the-kitchen
https://www.jneb.org/article/S1499-4046(24)00419-6/fulltext
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24709485/
https://www.frontiersin.org/journals/public-health/articles/10.3389/fpubh.2023.1156716/full
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