PepsiCo: al via la produzione per i consumatori attenti alla salute

PepsiCo si sta concentrando sempre di più sulla creazione di prodotti che promuovono la salute e il benessere per rispondere alla crescente domanda dei consumatori attenti alla salute.

L’acquisto di Poppi

Prodotto Poppi

Nel 2025 l’azienda ha acquisito, per 1,95 miliardi di dollari, il brand Poppi, specializzato in bevande prebiotiche a basso contenuto di zucchero.  Questa mossa strategica permette a PepsiCo di espandersi nel settore delle bevande funzionali e salutistiche, in linea con la sua visione “Performance with Purpose”.

L’azienda ha anche lanciato la Hydration Platform, una piattaforma innovativa per l’idratazione che include distributori intelligenti, un’app per smartphone e bottiglie riutilizzabili con codice QR. Un sistema che permette ai consumatori di personalizzare le bevande (gusto, effervescenza, temperatura) e di monitorare i propri obiettivi d’idratazione, riducendo al contempo l’uso della plastica. L’acqua utilizzata è nano-filtrata per garantirne la purezza.

Inoltre, PepsiCo ha annunciato l’intenzione di ridurre del 50% il contenuto di zuccheri nelle proprie bevande entro il 2030, come parte del suo impegno per prodotti più sani.

Non solo senza zucchero

L’azienda ha deciso di investire anche sul fronte della sostenibilità, con imballaggi biodegradabili (fase pilota in Cile), progetti di riciclo in America Latina e il “Zero Impact Fund” per le università.

Infine, attraverso la PepsiCo Foundation, l’azienda sostiene iniziative che migliorano l’accesso a cibo nutriente, acqua potabile e opportunità economiche in comunità vulnerabili, dimostrando un impegno a lungo termine per la salute sociale e ambientale.

Saranno veramente sostenibili?

Un’azienda che produce bibite a livello globale può avere un impatto ambientale importante su diverse fronti:

  • Utilizzo di acqua;
  • Risorse idriche e sulle acque sotterranee;
  • Emissioni di co e inquinamento atmosferico (produzione, confezionamento e produzione del confezionamento, trasporto);
  • Gestione dei rifiuti e imballaggi;
  • Sostenibilità delle materie prime (coltivazione d’ingredienti come zucchero frutta o caffè).

Mentre un’azienda che produce bibite “sostenibili” può avere un impatto ambientale ridotto rispetto ai modelli tradizionali, ma solo ridotto e non potrà mai essere accettabile né per l’uomo né per il pianeta.

Riflessione personale

Pensiamo per un momento se tornassimo a bere dell’acqua quando abbiamo sete, oppure una spremuta di arance o semplicemente un frutto o delle tisane: non sarebbe più sostenibile? Queste aziende si riempiono la bocca con parole come biodegradabile, sostenibile, a basso contenuto di zucchero, ma ne abbiamo veramente bisogno?

 


 

Fonte e approfondimenti

https://www.pepsico.co.it/il-nostro-impatto/comunita/pepsico-foundation

https://www.foodweb.it/2025/03/pepsico-acquisisce-il-brand-di-bevande-prebiotiche-poppi/

https://www.foodnavigator.com/Article/2026/02/19/pepsico-pivots-from-indulgence-to-functional-health/?cid=DM1262843&bid=925420720

https://biblus.acca.it/valutazione-impatto-ambientale-via/

https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/autorizzazioni-e-valutazioni-ambientali/valutazione-ambientale-strategica-vas

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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