Ambienti alimentari sani e adolescenti: coinvolgiamoli

Premessa

Per “ambienti alimentari sani” non s’intende alimentazione sana, ma si definisce un intero sistema che supporta scelte alimentari salutari, a portata di tutti e sostenibili sia per le persone sia per il pianeta. Questo concetto non è limitato al solo aspetto nutrizionale del cibo, ma include anche la situazione economica, politica e socioculturale; la disponibilità di prodotti del territorio e di stagione; la diminuzione dei prodotti ultra – processati, la riduzione degli sprechi e un basso impatto ambientale.

L’adolescenza comprende una fascia di età che va dai dieci ai diciannove anni, ed è un momento cruciale della vita che può presentare sia rischi sia opportunità nel miglioramento degli ambienti alimentari. Oggi esistono appelli globali che danno sostegno affinché gli adolescenti possano esercitare un ruolo centrale se coinvolti in progetti utili a determinare un profondo cambiamento sul sistema alimentare.

Esistono prove sostanziali che, con la loro partecipazione unitamente a metodi e disposizioni di ricerca, si possono trasformare ambienti alimentari garantendo una rappresentanza sia nei differenti gruppi di popolazioni, sia nei Paesi a basso reddito, permettendo così di comprendere come intervenire nella riduzione del carico globale di malattie non trasmissibili.

La sfida del secolo

Le malattie non trasmissibili sono tra le sfide sanitarie più rilevanti che devono affrontare 1,3 miliardi di adolescenti in tutto il mondo. Un periodo di crescita unico che si accompagna a una maggiore indipendenza e capacità di agire in modo autonomo, ma è anche una fase che può presentare rischi se non s’intraprendono abitudini alimentari sane con un conseguente impatto generazionale duraturo.

L’alimentazione moderna, ricca di calorie ma povera di nutrienti, contribuisce a un decesso su cinque (22%) di adulti per MCNT a livello globale, dove i crescenti tassi di sovrappeso e obesità coesistono con la denutrizione e le carenze di micronutrienti.

A livello globale, 159 milioni di bambini e adolescenti convivono con l’obesità, il che aumenta il rischio di comorbilità in età adulta, come malattie cardiovascolari, diabete 2 e alcuni tipi di cancro. I dati nazionali sull’assunzione alimentare degli adolescenti sono però limitati, in particolare nei paesi a basso e medio reddito, dove si stima che il 40% della popolazione di età superiore ai 5 anni a livello globale non soddisfi le raccomandazioni delineate nelle linee guida nazionali sull’assunzione alimentare.

La maggior parte degli adolescenti non raggiunge l’assunzione giornaliera raccomandata di frutta e verdura. Ciò è associato all’elevato consumo di alimenti definiti ultra processati, comprese le bevande zuccherate, energetiche, light.

Purtroppo, gli attuali ambienti alimentari non promuovono scelte sane per gli adolescenti (e nemmeno per gli adulti) a causa della comodità, della disponibilità, dell’accessibilità economica e della pubblicità di cibi e bevande non salutari. Coloro che vivono in aree con basso status sociale ed economico, o in comunità rurali o regionali, non hanno accesso al cibo adeguato e sono le aree in cui il cibo ultra processato a basso costo è invece sempre più presente.

Che i governi intervengano

Un altro grande problema, è l’esposizione di bambini e adolescenti al marketing che l’industria alimentare sta perpetrando in modo sempre più aggressivo e persistente, arrivando sino nelle vicinanze delle scuole, negli eventi sportivi, nei trasporti pubblici e sui social.

Affrontare questi determinanti a monte della salute è necessario per promuovere ambienti alimentari sani che ottimizzino la nutrizione degli adolescenti e riducano il carico globale delle malattie non trasmissibili.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) stanno sostenendo che gli adolescenti, avendo diritto a un’alimentazione adeguata, possono essere coinvolti nelle decisioni che li riguardano, nel guidare un cambiamento positivo su scala locale e globale, diventando partner collaborativi.

Cosa si chiede:

  • Un ordinamento necessario a ridurre il marketing dannoso relativi ai cibi ultra processati;
  • Migliorare la disponibilità e l’accessibilità economica di cibo nutriente;
  • Maggior coinvolgimento alle soluzioni per migliorare l’ambiente alimentare condividendo i loro bisogni, idee e prospettive;
  • Coinvolgimento attivo in tutte le ricerche rilevanti per le politiche così da poter riconoscere i contesti dinamici, sociali e culturali in cui essi stessi interagiscono, come l’ambiente alimentare a casa, a scuola e nella comunità locale.

È stato inoltre riportato che il coinvolgimento degli adolescenti nei processi politici può portare a benefici individuali, tra cui un aumento del benessere e dell’auto efficacia. Le politiche sull’ambiente alimentare sono importanti e hanno un grande potenziale di miglioramento nei risultati nutrizionali unitamente alla riduzione delle disuguaglianze socio – economiche in materia di salute per gli adolescenti e le generazioni future.

Oltre 50 paesi hanno introdotto una tassa sulle bevande zuccherate. In Messico, ad esempio, ha portato a una riduzione del consumo di zucchero, in particolare nelle famiglie a basso reddito, e ha anche influenzato la riforma delle bevande zuccherate per ridurre i livelli di zucchero. Per ogni dollaro USA speso per l’attuazione di questa tassa in Messico, si ottiene un ritorno di 4 dollari USA in costi sanitari, evidenziando il potenziale delle politiche sull’ambiente alimentare per ridurre l’onere delle malattie non trasmissibili.

Livelli comunitari, nazionali e internazionali.

Sono quarantaquattro gli studi che hanno riportato l’impatto politico della partecipazione degli adolescenti ai quali sono state fornite:

  • Opportunità di presentare i loro progetti sull’ambiente alimentare e le idee politiche a figure influenti, tra cui insegnanti, presidi scolastici, organizzazioni comunitarie e politici;
  • Opportunità per gli adolescenti di presenziare alle riunioni delle Nazioni Unite;
  • Assistere all’attuazione delle politiche. In un contesto scolastico, gli esempi includevano menu sani con una maggiore varietà negli ingredienti.

Conclusioni

Esistono prove concrete che, la partecipazione degli adolescenti, nelle decisioni politiche sui cambiamenti degli ambienti alimentari, ha dimostrato che possono essere attori centrali.

In Inghilterra è recentemente nata Bite Back, 70 giovani attivisti che operano nel Regno Unito e che hanno preso a cuore questo argomento denunciando la manipolazione di questi giganti del cibo. Conducono campagne sia su scala regionale sia nazionale; sono stati ricevuti dal governo, dai parlamentari e dai sindaci locali; cercano il sostegno pubblico coinvolgendo migliaia di persone e diffondono la loro voce attraverso la televisione e la radio nazionale.

Questi ragazzi stanno ottenendo:

  • Un’inversione di marcia del governo sui pasti scolastici gratuiti;
  • Una nuova legislazione sulla pubblicità del cibo spazzatura;
  • Una migliore applicazione di standard riguardanti il cibo scolastico.

Inoltre chiedono:

  • Standard più elevati per il marketing alimentare;
  • La partecipazione di altri giovani nella lotta per ottenere un cibo più sano.

Modello sicuramente da prendere in considerazione anche in Italia.

Fonti e approfondimenti

Approfondimento

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/obr.70002

https://doi.org/10.1111/obr.70002

Conoscere la Bite Back

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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