La Commissione Europea approva: 60 MLN alla Nestlé

Testo tratto direttamente dal sito dell’Unione Europea:

La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, una misura italiana di aiuto di Stato di 60 milioni di euro a sostegno di Nestlé Italiana SpA nella costruzione di un nuovo impianto di produzione di alimenti umidi per animali da compagnia nel comune di Mantova, in Lombardia. L’aiuto assumerà la forma di una sovvenzione diretta per la costruzione dello stabilimento e della linea di produzione. La misura contribuirà a promuovere un settore agricolo intelligente, competitivo, resiliente e diversificato che garantisca la sicurezza alimentare a lungo termine. Sosterrà inoltre la protezione dell’ambiente e l’azione per il clima, contribuirà agli obiettivi climatici dell’UE e contribuirà a rafforzare il tessuto socioeconomico delle zone rurali. L’aiuto resterà in vigore fino al 30 giugno 2029.

La Commissione ha valutato il regime alla luce delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, in particolare degli orientamenti per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone ruralie dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che consente agli Stati membri di sostenere lo sviluppo di determinate attività economiche a determinate condizioni.

La Commissione ha ritenuto che la misura sia necessaria, appropriata e proporzionata per contribuire a una crescita sostenibile del settore agricolo. Su tale base, la Commissione ha approvato il regime.

Il presente aiuto individuale si riferisce a un regime esistente approvato dalla Commissione il 4 ottobre 2023 [SA.107569 (2023/N)]. Questo regime riguarda i contratti agroindustriali in Italia e ha l’obiettivo di promuovere lo sviluppo e la resilienza del sistema agroindustriale nazionale. Gli aiuti individuali superiori alla soglia di 12 milioni devono essere notificati separatamente.

La versione non riservata della decisione sarà disponibile con il numero SA.115174 nel registro degli aiuti di Stato sul sito web della concorrenza della Commissione una volta risolte eventuali questioni di riservatezza.

Sul sito della Nesté è pubblicato quanto segue

Molto spesso quando si parla della Politica agricola comunitaria e dei sussidi che l’Unione europea concede a chi opera nel settore agricolo si sente dire che Nestlé sarebbe fra i maggiori beneficiari di questo sistema, incassando cifre altissime.

In realtà, Nestlé non guadagna nulla dai sussidi che riceve: questi infatti servono soltanto a compensare la differenza fra il prezzo delle materie prime prodotte in Europa e quello ben più basso degli stessi prodotti reperibili sul mercato mondiale. Se l’UE non rimborsasse questa differenza, Nestlé non potrebbe continuare a comprare materie prime dalle aziende agricole europee per i prodotti da esportazione, che devono mantenere un prezzo competitivo anche sul mercato mondiale. In ogni caso, l’ammontare dei rimborsi ricevuti da Nestlé è calato dal 2000 in avanti, fino a diventare una cifra insignificante già nel 2010.

Infine, Nestlé non condivide il sistema protezionistico dei Paesi industrializzati, perché ha pesanti ricadute sull’agricoltura dei Paesi in via di sviluppo visto che ne impedisce l’importazione di materie prime chiave per lo sviluppo della loro economia.

Dichiarazioni più infami di quanto pubblicato sul sito di Nestlé  sono inaccettabili, per il resto si uccidono le piccole realtà territoriali per continuare a sostenere le grandi aziende  che applicano politiche produttive contro la salute, contro l’ambiente, contro il diritto dei lavoratori, contro tutto ciò che è etico. È una VERGOGNA!

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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