Masaf: Valorizzazione e recupero filiera frutta a guscio

Comunicato stampa CREA

Frutta a guscio: il ruolo della ricerca per la costruzione di una filiera italiana, più produttiva, resiliente e competitiva.

Presentati i risultati finali del progetto MASAF Valore in campo, coordinato dal CREA: innovazioni e sperimentazioni su nocciolo, castagno, carrubo, mandorlo e pistacchio.

Il progetto, denominatoVALO.RE. I.N. CA.M.P.O. (“Azioni di VALOrizzazione e REcupero per le filiere Italiane di Nocciolo, CAstagno, Mandorlo, Pistacchio e carrubO”), è finanziato dal Masaf e coordinato dal CREA, in collaborazione con le Università di Torino, Firenze, Bari, Palermo e Catania.

Il motivo che ha incentivato l’avvio di questo progetto è che la produzione di frutta a guscio in Italia è assolutamente insufficiente a soddisfare una richiesta in continuo aumento.

Il CREA – attraverso i suoi centri di ricerca – ha garantito un’ampia partecipazione del mondo operante nel settore della frutta a guscio (imprenditori agricoli, trasformatori, vivaisti) per diffondere le conoscenze acquisite dal partenariato in tema di miglioramento genetico e vivaismo, tecnica colturale, patologia vegetale, sostenibilità e innovazione di processo e di prodotto.

Il progetto ha quindi posto le basi per lo sviluppo di una filiera della frutta a guscio italiana sostenibile, di qualità, resiliente ai cambiamenti climatici, a forte connotazione territoriale e con un ottimo valore commerciale.

Tu cosa ne pensi?


Per conoscere il testo integrale del Comunicato CREa

https://www.crea.gov.it/-/frutta-a-guscio-il-ruolo-della-ricerca-per-la-costruzione-di-una-filiera-italiana-pi%C3%B9-produttiva-resiliente-e-competitiva

Per saperne di più https://valoreincampo.crea.gov.it/

A cura di Giulio Viggiani 3384089972

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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