PNRR: 600.000 mila euro per il Museo del Prosciutto di Parma
Il Piano Nazionale di Ripresa a Resilienza (PNRR) ha assegnato 600.000 euro al Museo del Prosciutto di Parma di Langhirano con l’obiettivo di creare percorsi immersivi progettati per coinvolgere completamente l’utente, con tragitti virtuali che stimolano più sensi contemporaneamente. Oltre a questo, il Consorzio vuole eliminare barriere architettoniche e migliorare l’efficienza energetica.
Il finanziamento concesso ha però provocato forti critiche per via dei recenti scandali che hanno colpito l’azienda tra cui:
- Prosciuttopoli, che ha rivelato l’uso sistematico di suini non conformi al disciplinare DOP, con frodi stimati tra 80 e 90 milioni di euro;
- Condizioni igieniche gravemente insufficienti in allevamenti come La Pellegrina(gruppo Veronesi) e Bondeno, documentati da immagini choc e segnalati da Il Fatto Alimentare.
Il fatturato aziendale del Consorzio, però, supera i 20 milioni di euro e non ha per nulla contribuito, economicamente, a questo progetto, completamente a carico del finanziamento pubblico, in contrasto con musei italiani di Ferrero, Barilla o Mutti, che, invece, si sono autofinanziati.
La domanda che sorge spontanea è: “perché un’azienda che può permettersi di autofinanziare i propri progetti viene premiata pur avendo dimostrato mancanza di integrità ed etica?”.
Ma soprattutto perché?
Fonte e approfondimenti
https://ilfattoalimentare.it/600-mila-euro-pnrr-museo-prosciutto-parma-scandali.html
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