Ingredienti alimentari: azioni statali e prelazione federale
La Food and Drug Administration (FDA) è l’autorità americana sulla sicurezza degli ingredienti alimentari e delle bevande, ma tra il condizionamento istituzionale, il limite delle risorse, l’avversione a mediare con l’industria alimentare per preservare la cultura del cibo, adotta misure limitate o ritardate per affrontare il problema degli ingredienti che presentano prove di danno.
Inoltre non riesce (o non può?) a impedire che ingredienti, ormai chiaramente dannosi, entrino nel ciclo alimentare né prima di essere commercializzati, né a rimuoverli una volta che si sono presentate evidenze scientifiche che evidenziano la loro nocività (dopo la commercializzazione).
Per colmare questa lacuna, sono gli Stati stessi che stanno prendendo provvedimenti, come ad esempio il divieto imposto dalla California nel 2023 su quattro additivi, seguito nel 2025 da trenta Stati che hanno proposto o approvato avvertenze o divieti sugli ingredienti.
L’industria alimentare però non sta certo a guardare. L’obiettivo è spingere il governo federale a porre limiti o addirittura rimuovere l’autorità degli stati di emanare leggi che sbarrano la strada al loro business.
In questo studio pubblicato su Jama, si esaminiamo la storia rilevante, le autorità legali e le questioni contemporanee con implicazioni per la sicurezza e la salute alimentare.
In Italia e in Europa la situazione non è diversa.
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