Come ti uso una guerra per infiltrare gli OGM

Nuovi e vecchi furbetti (senza sale in zucca)

Servirsi degli altri a proprio favore è di per sé un comportamento inappropriato, ma, se per realizzare il proprio scopo, vengono utilizzati popoli che stanno affrontando condizioni di grave complessità, inebetiti da informazioni distorte, dissociate e  spesso false, la cosa va oltre l’etica.

In pochi lo sanno, anche perché ormai siamo talmente massacrati di notizie che neanche le ascoltiamo più, le sentiamo e basta,  e chi sente difficilmente riesce a costruire una profonda riflessione.

Il pretesto utilizzato è la guerra in Ucraina, così che, un gruppo di deputati italiani (in calce troverete nomi e cognomi) ha presentato mozioni per richiamare l’attenzione sul tema OGM.

La denuncia arriva da Coalizione Italia Libera da OGM, che ne evidenzia l’illegalità.

Tra le richieste di questi (purtroppo) deputati,  si mette in risalto quanto segue: “adottare iniziative per sviluppare, promuovere e incentivare …. nuove tecnologie applicabili in agricoltura per il miglioramento genetico basate, ad esempio, su cisgenesi e genome editing, … e, dunque, a promuovere iniziative normative che consentano il pieno sviluppo delle tecnologie di evoluzione assistita (TEA), anche con il coinvolgimento degli istituti di ricerca nazionali e delle istituzioni universitarie”.

La legislatura avrà pure un valore

Perché è illegale? Perché ci sono delle direttive, c’è una legislazione italiana, c’è una legislazione europea. Coalizione Italia Libera da OGM spiega che: “La direttiva UE 2001/18 – grazie alla sentenza della Corte di Giustizia europea del luglio 2018 – ricomprende gli organismi ottenuti tramite le nuove tecniche di creazione varietale (definite con le sigle NBT, NGT o TEA), considerandoli OGM a tutti gli effetti e obbligandoli a valutazione preventiva del rischio, tracciabilità ed etichettatura”.

Il business non ha confini … e nemmeno ritegno

Se venisse a meno il rispetto di quanto deciso dalla Corte di Giustizia europea, aggirandone la direttiva attuale, si rischierebbe non solo di generare danni enormi all’agricoltura italiana, soprattutto al settore del biologico,  ma dobbiamo renderci conto che sarà una azione dalla quale non potrà esserci rimedio, e questo per il vantaggio di poche imprese, anzi che dico, a vantaggio delle Multinazionali che dominano il mercato mondiale.

Casuale?

Questa proposta arriva in contiguità dell’attacco compiuto qualche giorno fa da parte dell’amministratore delegato di Syngenta, multinazionale agrochimica e sementiera, tra le quattro più grandi esistenti sulla Terra dichiarando che: “Di fronte alla minaccia di una crisi alimentare globale, è necessario rinunciare all’agricoltura biologica”.

Una dichiarazione priva di fondamento e pericolosa per un modello di produzione e consumo in forte crescita, che ha portato l’Italia ad essere oggi un Paese leader di settore nell’UE e nel mondo”  ribatto Coalizione Italia Libera da OGM.

Dobbiamo opporci con forza

Il biologico vale 7,5 miliardi in Italia e le aziende bio coltivano il 17% della superficie agricola utilizzata nel nostro Paese: “Con un target europeo che invita a raggiungere il 25% entro il 2030, partiamo da una posizione di vantaggio che sarebbe sconsiderato perdere in favore degli OGM, da qualunque tecnica essi vengano ottenuti. L’enorme maggioranza dei consumatori – nonostante le crisi che continuano ad accavallarsi nel nostro Paese – rifiuta di avere nel piatto prodotti OGM, pretende un’etichettatura chiara e trasparente che permetta di poter conoscere, e quindi scegliere, con certezza ciò che mangia”. Conteremo pure qualcosa!

Ti mettiamo in guardia!

Le associazioni della Coalizione Italia libera da OGM mettono in guardia il governo e il Parlamento dal dare seguito alle richieste contenute negli atti proposti alla Camera, per evitare la distruzione di un’agricoltura libera da OGM  che garantisce prodotti di qualità superiore e maggiore tutela degli ecosistemi.

Al contrario di quanto proposto alla Camera, l’Italia dovrebbe altresì migliorare la posizione dei piccoli contadini nella filiera, proteggendo le loro produzioni tipiche e favorendo lo sviluppo dell’agroecologia: con questa scelta rischia invece di spingerli fuori mercato, sdoganando produzioni geneticamente modificate caratterizzate dall’uniformità che non avranno l’impatto miracoloso che da sempre – contro ogni evidenza – viene loro attribuito.

Concludo

Concludo con una riflessione rivolgendomi ai deputati  in questione: ma l’etica vale così poco? Voi valete così poco? Quanto vi hanno offerto per avviare questa mozione? Nessuna cifra varrebbe quanto c’è in gioco, mai, in nessun contesto, e in questi tre anni è emersa  soprattutto la viltà di tutte quelle persone che hanno permesso che succedesse.

*presentate come primi firmatari dagli onorevoli Cillis, Viviani, Incerti, Spena, Gadda, Ripani, Fornaro, Gagnarli e sottoscritte dagli onorevoli Meloni, Lollobrigida, Caretta, Ciaburro, Albano, Bellucci, Bignami, Bucalo, Butti, Caiata, Cirielli, De Toma, Deidda, Delmastro Delle Vedove, Donzelli, Ferro, Foti, Frassinetti, Galantino, Gemmato, Lucaselli, Mantovani, Maschio, Mollicone, Montaruli, Osnato, Prisco, Rampelli

 

Clicca qui: Comunicato stampa integrale Coalizione Italia Libera da OGM

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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