Maltagliati fresche con verdure alla paprika dolce

Nei giorni di festa o la domenica possiamo dedicare un po’ più di tempo per cucinare ricette più impegnative: la proposta di oggi prevede maltagliati fatti a mano.

Difficoltà: Medio bassa

Tempo di esecuzione: 15 minuti + tempo di riposo per la pasta

Tempo di esecuzione per il condimento: 20 minuti + cottura

Tecnica di cottura: bollitura + verdure saltate con padella

Stagionalità: a seconda del condimento

Utensili: spianatoia, bacinella, mattarello, tagliapasta

Ingredienti per la pasta

  • g 250 di farina di farro integrale
  • g 150 di acqua
  • un pizzico di sale marino integrale

Procedimento

In una bacinella unite la farina, il sale, l’acqua e mescolate gli ingredienti lavorando bene l’impasto; lasciate riposare per un’ora coperto da un panno umido. Stendete l’impasto con il mattarello; tagliate la sfoglia a rombi imprecisi,  spolverate con un poco di farina e lasciatele asciugare per una mezz’ora.

Ingredienti per il condimento

  • una gamba di sedano tagliato finemente in diagonale
  • 1 cipolla piccola tagliata a dadini
  • 5 funghi shitake ammollati e tagliati a fettine
  • 100 di cavolo cinese a striscioline o cavolo cappuccio
  • 2 carote grattugiate
  • 1 cucchiaino di paprika + spolverata per guarnire
  • 3 cucchiai di Olio extravergine di oliva
  • Sale marino integrale

Procedimento

In una padella scaldate l’olio e fate rosolare la cipolla; versate i funghi shitake continuate a rosolare; aggiungete le carote, il sedano e continuate a cuocere per tre minuti; unite il cavolo cinese e la paprika mescolando bene; fate cuocere per cinque minuti.

In una pentola portate a bollore l’acqua salata, versate la pasta e cuocete per pochi minuti; aggiungete la pasta alle verdure e saltate per due minuti, impiattate e guarnite con una spolverata di paprika.

Foto di copertina: Elena Alquati

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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