Prevenire l’obesità in ambiente scolastico? perché no?

La prevalenza (su un piano globale) di sovrappeso e obesità infantile non si ferma, anzi, è in continua crescita. Una condizione in cui si evidenzia, di base, una dieta povera di nutrienti ma ricca di cibi ad alta densità calorica  che comincia a destare grande preoccupazione.  Bambini che vivono in ambienti obesogeni e ai quali è venuta a mancare l’educazione alimentare in famiglia; cultura che si è persa in particolare  nell’ultimo ventennio quando il progresso ha deciso che bisognava demandare all’industria alimentare l’atto del cucinare, portando, nelle nuove generazioni, ignoranza e confusione sull’argomento.

La responsabilità delle Istituzioni

Purtroppo, nella maggior parte degli ambienti scolastici, oltre ad avere il servizio mensa che non sempre rispetta i criteri nutrizionali delle linee guida ministeriali,  si trovano distributori automatici (in Italia questi ultimi riguardano per lo più la scuola superiore) con il peggior cibo distribuito, unitamente a  bevande zuccherate. Negli ambienti esterni, ma in prossimità della scuola,  soprattutto nelle grandi città, sono disponibili ristoranti e fast food che distribuiscono cibo di basso livello qualitativo e a poco prezzo, in cui è possibile anche organizzare feste di compleanno per i più piccoli.  Il problema è diventato esponenziale, e le scuole essendo uno spazio educativo, possono e devono contribuire in modo rilevante alla lotta contro l’obesità. Qui i bambini passano la maggior parte del loro tempo e consumano almeno un pasto al giorno.

Risultati complessivi

Un recente studio ha trovato una significativa associazione  tra interventi sull’ambiente alimentare scolastico e la riduzione dell’indice di massa corporea nei bambini (IMC). Ha anche dimostrato che le scuole possono migliorare le mense e gli ambienti dedicati all’alimentazione  senza perdite economiche. Di fatto, fornire linee guida dietetiche chiare e precise che aumentano la qualità e la gradibilità dei pasti, offre un buon punto di partenza.

In questo studio è stato ideato un mix strategico di interventi basato sui seguenti punti:

  •  Aumentare la disponibilità di frutta e la verdura;
  • Fornire pasti sani con un’elevata appetibilità e presentazione accattivante;
  • Limitare o vietare distributori automatici e bevande zuccherate;
  • Promuovere la collaborazione, la formazione dei cuochi e del personale scolastico, dei genitori e bambini in base alle esigenze locali.

Non per tutti è uguale

In molte scuole si sono evidenziati, al contrario, comportamenti che minano la salute dei bambini favorendone l’obesità:

  1. Fornitura di alimenti che contengono elevate quantità di zuccheri (es. succhi e cereali in scatola);
  2. Fornitura persistente di cibi ultra processati e altamente calorici;
  3. L’ambiente alimentare scolastico circostante (negli adolescenti) ha un grande impatto sulle scelte alimentari e può influire in modo negativo all’interno degli ambienti scolastici.

Il ruolo del Governo

Sono necessarie azioni politiche per migliorare il cibo nelle scuole (e nella società in generale). I luoghi in cui sono state attuate incisive regolamentazioni,  hanno dimostrato un miglioramento sulla salute dei bambini rispetto a luoghi privi di normative. Per garantire un impatto duraturo nel tempo è fondamentale che i governi si facciano portavoce per coinvolgere le scuole in questo cambiamento ormai diventato impellente,  monitorando e controllando le politiche di regolamentazione dell’ambiente scolastico e di ciò che lo circonda.

 


 

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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