Il cibo a scuola: uno studio ce ne spiega l’importanza

Era il 2016, quando, come presidente dell’associazione L’Ordine dell’Universo, ho avviato il progetto “Coordinamento Cambiamo la Mensa”. Dopo anni di esperienza in campo di mense scolastiche, avveravo un sogno, un sogno un po’ utopico, ma che valeva la pena di intraprendere, e non si è fatto poco, anzi.

I punti di richiamo del progetto erano molti, con i quali abbiamo cercato di accogliere e avviare soluzioni ad ambio spettro, in quanto gli attori coinvolti erano molti, e le problematiche differenti. Tra questi punti, avevamo pensato di avviare anche degli studi pilota, utili a monitorare lo stato di salute psichico e fisico degli allievi, verificare l’attenzione e l’apprendimento, nonché le assenze per malattie stagionali(normalmente chi mangia meglio, si ammala meno di raffreddori, otiti, mal di gola, ecc.

Su “Nutrient” è stato pubblicato uno studio (USA), che riguarda proprio l’importanza di mangiare bene a scuola. Un’unione compatta che ha visto la collaborazione di associazioni e la partecipazione degli studenti, dove si è messo a confronto: frequenza, rendimento scolastico, qualità della dieta, sicurezza alimentare e indice di massa corporea.

Ma partiamo dal principio

Le scuole, nel mondo, sono riconosciute come “Il Luogo”  che promuovere comportamenti sani, e il pasto, nella scuola, è fondamentale  per il benessere degli studenti unitamente all’opportunità di fare Educazione Alimentare. Uno degli scogli più grossi, è il costo del pasto, ma se si potessero avviare delle politiche che supportano i pasti gratuiti per tutti, risulterebbe essere  una strategia importante utile sia per ridurre le disparità che ultimamente hanno creato non pochi problemi (es.:tema schiscette), sia per verificare l’importanza che può assumere un sano pasto all’interno della scuola.

Quando io ero piccola il sistema mensa scolastica era completamente diverso. Si potevano acquistare i buoni che consegnavi solo se consumavi il pasto, mentre i bambini che alle spalle avevano delle famiglie bisognose, potevano usufruire del patronato, e tutti eravamo allo stesso livello (questo almeno è il mio ricordo). Le cucine erano all’interno della scuola, e, checché se ne dica, la qualità dei pasti non è paragonabile ai centri cucina che sfornano fino a 12.ooo pasti al giorno da consegnare nelle varie scuole.

Ma torniamo allo studio avviato in America

Questa revisione sistematica ha valutato la relazione tra pasti scolastici gratuiti per tutti, e una varietà di fattori, come i tassi di partecipazione ai pasti scolastici degli studenti, le diete, la frequenza, il rendimento scolastico e l’indice di massa corporea. E’ stato riscontrato che, là dove sono stati inseriti i pasti gratuiti per tutti, la partecipazione degli studenti era maggiore, la qualità della dieta consumata era migliore, così come il rendimento scolastico.

Basterebbe poco, e invece le resistenze sono tantissime, a partire dalla politica che dovrebbe incentivare certi comportamenti, invece molti di questi amministratori, non comprendono nemmeno l’importanza che l’alimentazione può avere, e i risultati, oggi, sono sotto gli occhi di tutti, almeno per le persone che riescono a vederli.

Elena Alquatia food consultant

 

Scarica lo studio originale

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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