I Giganti del cibo e la piramide alimentare
US Right to Know è un gruppo di ricerca americano senza scopo di lucro, che “vigila” sulla salute pubblica indagando e denunciando gli illeciti, e nel suo nuovo rapporto ha rivelato l’esistenza di un forte legame tra il comitato nutrizionale statunitense e i principali giganti alimentari quali Nestlé, Coca-Cola, Pfeizer, e altri importanti gruppi di lobby alimentare, sollevando questioni di conflitto di interessi.
Linee guida? Un listino prezzi
Quasi la metà del comitato del governo federale che aiuta a sviluppare le linee guida nutrizionali degli Stati Uniti ha legami significativi con la grande agricoltura, le aziende alimentari che producono junk food, le aziende farmaceutiche e altre organizzazioni aziendali, le quali non nascondono l’interesse sui risultati del processo legato allo sviluppo delle linee guida ministeriali sull’alimentazione:
“Erodono la fiducia nelle linee guida dietetiche” – ha affermato G. Ruskin di US Right to Know. Sono milioni gli americani influenzati dall’esito di questo rapporto ed è fondamentale che queste linee guida dicano il vero senza che vengano degradate a listino di vendita di prodotti delle grandi aziende alimentari e farmaceutiche.
Il mondo è nelle loro mani
Il Comitato Consultivo per le Linee Guida Dietetiche (DAGC), formula raccomandazioni al Dipartimento dell’Agricoltura (USDA), al Dipartimento della salute e dei servizi umani (HHS). Le linee guida sono considerate il “gold standard” per i consigli dietetici non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo e influenzano quali alimenti vengono serviti in contesti istituzionali come scuole, ospedali e strutture militari. Inoltre informano sul modo in cui gli operatori sanitari (nutrizionisti, dietisti, ecc.) si relazionano con le persone e ne influenzano il modo in cui vengono distribuiti gli aiuti alimentari federali, l’etichettatura nutrizionale e il modo in cui vengono formulati i prodotti alimentari.
Riflessione
Il problema del conflitto di interessi non è certo una novità, ma è evidente che la macchia di corruzione si sta solo allargando invece che avere un tentativo di risoluzione. Basterebbe mettere le persone giuste al posto giusto, e per persone giuste si intendono quanto meno eticamente integre. Ma forse è chiedere troppo.
Elena Alquati
Fonte: The Guadian
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