Amazzonia: Il prezzo nascosto del cioccolato

Il cioccolato fa bene? Quanta ne posso mangiare? Quante volte abbiamo sentito fare questa domanda e mai la risposta è stata posta su un piano etico. Molti sono gli studi che ci invogliano a mangiarlo, più o meno veritieri, ma la domanda è un’altra: il cioccolato, fa bene al pianeta? La risposta al momento è no.

Cacao e lavoro minorile

Per godere delle innumerevoli proprietà del cacao,  sarebbe corretto verificare cosa succede nei luoghi in cui lo si coltiva; di fatto la sua produzione sta devastando la Foresta Amazzonica, ma soprattutto coinvolge il lavoro minorile.

Un’indagine recente pubblicata su Altra Economia svolta in Costa d’Avorio e Ghana dal Centro nazionale di ricerca Norc dell’Università di Chicago, ha svelato che: “il lavoro minorile nella catena di produzione del cacao è aumentato negli ultimi dieci anni, con un incremento inquietante del 14%, passando dal 31 al 45% tra il 2008 e il 2019. In totale, circa 1,56 milioni di bambini lavorano nella produzione di cacao solo in queste due nazioni dell’Africa occidentale”.

La coltivazione del cacao da sola, è responsabile del 30% della deforestazione nella Costa d’Avorio e nel Ghana. Questi due paesi producono i 2/3 del raccolto su scala mondiale e hanno già perso rispettivamente l’85% e l’80% delle loro foreste, senza risparmiare nemmeno Parchi nazionali e Aree Protette. È stato calcolato che il 40% del cacao prodotto in Costa d’Avorio proviene da zone protette: su un totale di 244 Parchi nazionali, Aree e foreste protette, circa 200 sono stati distrutti. A rischio sono anche le foreste del Camerun, Nigeria, Perù, Ecuador e Indonesia.

Il cambiamento è possibile

La commissione per lo Sviluppo e la sottocommissione per i Diritti dell’uomo del Parlamento Europeo ha condiviso la necessità che l’Europa, grande importatore, manifattore e consumatore di cacao, si assuma la sua parte di responsabilità e metta a punto degli strumenti legislativi vincolanti per regolamentare la filiera. Al momento poco è stato fatto.

L’autrice del rapporto sul tema, Etelle Higonnet, ha scosso l’industria del cioccolato, facendola riflettere sul tema della sostenibilità della sua produzione. Cambiare rotta è diventato più che mai necessario, diversamente il processo di deforestazione diventerà irreversibile, e l’agricoltura, tutta, ne pagherà le conseguenze, determinando un enorme sconvolgimento economico. Le colture del cacao, attualmente, in Costa d’Avorio e Ghana, sono costituite da monoculture in pieno sole, ma questo modalità di coltivazione può essere rivista e cambiato.

Gli esperti stanno pensando ad un modello di agro-forestazione, ovvero quel sistema agricolo che prevede la combinazione di alberi o arbusti con le colture agrarie. Il cacao non necessita per forza l’esposizione a pieno sole, ma cresce bene anche all’ombra, e se entrambi i Paesi (Ghana e Cost d’Avorio) passassero a un’agro-forestazione seria e robusta, sarebbe possibile arrestare il processo di desertificazione. In questo modo sia la flora che la fauna del territorio, tornerebbe a ripopolarsi e sarebbe possibile restituire la fertilità al suolo, impoverito dalle monoculture in pieno sole.

Qualcosa si muove

Se l’istituzione è molto lenta, alcune aziende stanno invece cercando di sviluppare una politica etica di acquisto del cacao, che vada nella direzione della sostenibilità, sia dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, senza dimenticare l’equa retribuzione. Speriamo che sempre più aziende sviluppino sensibilità verso questo tema, perché il cacao non è l’unica cultura che sta devastando la Foresta Amazzonica.

Elena Alquati

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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