Determinanti sociali: il diritto alla salute non è per tutti

Eppure ormai è cosa nota. Dagli studi scientifici più recenti e autorevoli,  è emerso in modo chiaro e cristallino che il 40% dei tumori è prevenibile semplicemente  correggendo quei   fattori di rischio modificabili,  tra cui non fumare, fare attività fisica, seguire una dieta sana e mantenere un peso corporeo adeguato.

A questi possiamo aggiungere un altro fattore di rischio, e cioè che la probabilità di ammalarsi e morire a causa di cancro prevenibile o di qualsiasi altra malattia non trasmissibile, varia notevolmente da una classe sociale all’altra e dal Paese in cui viviamo. L’ Organizzazione Mondiale della Sanità definisce i determinanti sociali sulla salute come “quelle condizioni in cui le persone nascono, crescono, lavorano, vivono e invecchiano” e includono i seguenti fattori:

  • reddito
  • formazione scolastica
  • genere
  • razza ed etnia

Inoltre:

  • sicurezza economica
  • sicurezza alimentare
  • accesso all’istruzione
  • alloggio sicuro, pulito e stabile
  • tasso di inquinamento
  • accesso a spazi verdi e aperti per giocare e muoverci

Il diritto alla salute è di tutti

Ė ormai accertato che le diseguaglianze sanitarie  seguono ciò che viene chiamato “gradiente sociale[1]” per mezzo del quale, esaminando la popolazione di qualsiasi paese in base al reddito, all’istruzione o anche al benessere del quartiere,  si evidenzia il fatto che più si è in basso nella scala sociale, più si abbassa la percentuale di vivere a lungo e in modo sano.

I dati che prendono in considerazione i tassi di sovrappeso e obesità (uno dei principali fattori di rischio modificabili per lo sviluppo del cancro) rivelano che la capacità di mantenere il giusto peso corporeo  dipende anche dalla possibilità di accedere al cibo sano e non cibo spazzatura , quest’ultimo  più conveniente e accessibile da tutte quelle persone appartenenti ad una classe sociale di basso reddito: i tassi di obesità sono quasi triplicati in tutto il mondo negli ultimi quattro decenni e non è certo stato in modo uniforme.

L’azione politica che manca

Analisi approfondite mostrano che una dieta sana è più costosa di una che copre semplicemente il fabbisogno calorico.  Inoltre, proprio per una mancanza di  azioni politiche, le aziende si sentono incentivate a promuovere prodotti non salutari pubblicizzandoli grazie ad un marketing sempre più privo di ogni etica e per di più prendendo di mira i giovani delle aree più povere . 

Il cibo adeguato è un diritto che non dovrebbe essere limitato solo a chi se lo può permettere, e quel che è peggio è che i governi sono a conoscenza della situazione, sanno benissimo cosa dovrebbero fare ma non agiscono o non fanno abbastanza : purtroppo la salute delle persone è spesso accordo di mero profitto.

 

 

[1] Il gradiente sociale della salute descrive la relazione statistica esistente tra lo stato di salute e la posizione socio-economica degli individui appartenenti ad una specifica comunità o territorio.

fonte e approfondimento https://www.wcrf.org/social-determinants-of-health-why-do-they-matter-for-cancer-prevention-and-treatment/

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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