Agricoltura e pesticidi: l’incapacità dell’Unione Europea
Un recente articolo uscito su Safe Food Advocacy Europe, riporta il nuovo rapporto pubblicato da Pesticide Action Network Europe (PAN Europe) dove si mette in risalto quanto l’Unione Europea abbia preso una direzione completamente sbagliata in relazione all’uso dei pesticidi. Da questo rapporto emerge che i cittadini d’Europa hanno un’esposizione ai pesticidi sempre più alta, nonostante le autorità continuino a mentire affermando il contrario.
Un aumento esponenziale
Tra il 2011 e il 2019, il residuo dei pesticidi è aumentato sui prodotti ortofrutticoli venduti nell’Unione Europea. Il rapporto si concentra esclusivamente sulla categoria dei fitofarmaci “più pericolosi” indicati nella normativa europea, ovvero quella categoria che li lega allo sviluppo di importanti patologie come tumori, malattie cardiovascolari, diabete, e che risultano essere altamente tossici anche per l’ambiente. Ecco un piccolo esempio:
- 2011 kiwi contaminati 4%
- 2019 kiwi contaminati 32%
- 2011 ciliegie contaminate 22%
- 2019 ciliegie contaminate 50%
Per alcuni tipi di frutta e verdura è onnipresente (o quasi) almeno uno tra i pesticidi più dannosi; sembra inoltre esserci un rilevante aumento di utilizzo delle miscele nonostante l’avvertimento da parte degli scienziati sulla nocività per l’essere umano dei “cocktail chimici”.
Impegni, regolamenti disattesi e grandi bugie
E’ evidente che l’UE sta agendo in netta contraddizione nei confronti degli impegni presi e dei regolamenti sottoscritti. Dal 2011 il regolamento (CE) n. 1107/2009 obbliga legalmente gli Stati membri dell’UE a sostituire i pesticidi più pericolosi con alternative più sicure, mentre, nel rapporto PAN Europe, emerge l’incapacità delle autorità (europee e nazionali) di concretizzare avviando azioni atte a tutelare la salute di ogni singolo consumatore europeo, senza parlare della difesa dell’ambiente: argomento utilizzato per promuovere campagne politiche e per favorire prodotti insalubri utilizzando un mero marketing senza scrupoli. L’aumento delle quantità dei fitofarmaci nei prodotti agricoli, è nettamente in conflitto con le priorità ambientali dell’UE, così come descritto sia nel documento”Strategia sulla biodiversità per il 2030” che “Strategia Farm to Fork” della Commissione Europea (CE), dove si richiede una rapida riduzione dell’uso dei pesticidi, evidenziando quanto l’Europa si stia chiaramente allontanando da un’agricoltura più sostenibile.
Ma non è tutto
La CE ha smesso di pubblicare i dati sull’uso dei pesticidi più pericolosi, dichiarando, per altro, una netta riduzione del loro uso:
Meno 12% nell’uso dei pesticidi più pericolosi nel 2019 rispetto al periodo 2015-2017
Concludendo con grande delusione
L’argomento è trito e ri-trito. Non serve più dire o scrivere della necessità di una transizione verso sistemi alimentari più sostenibili, bisogna agire, punto. Basta parole e basta rapporti ma solo azione.
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