Oltre il camice bianco: come il marketing alimentare usa la scienza
Ti è mai capitato di notare, tra gli scaffali del supermercato, come la confezione di un cereale prometta caratteristiche esclusive (es. “ricco di fibre”) con una scritta chiara e pulita, spesso accompagnata dall’immagine di un campo di grano, oppure come lo yogurt “light” sfoggi invece un logo che pare essere un certificato medico?
La realtà oggettiva
Siamo circondati da un esercito di camici bianchi digitali, simboli di un’autorità chiamata a convincere il consumatore che ciò che è venduto è salutare, magari con il solo intento di acquisire più like. Ma cosa succede quando una scienza discutibile diventa solo un costume di scena per vendere più zuccheri e grassi?
In un’epoca in cui l’ansia per la salute è al suo culmine, le aziende alimentari non vendono più solo prodotti, ma . Attraverso la strategia di marketing che strumentalizza il linguaggio scientifico (science washing), la comunicazione di dati incompleti e dubbie promesse (“senza”, “naturale”, “clinicamente testato”), si trasforma un consumatore preoccupato in un acquirente fiducioso.
Purtroppo dietro l’apparente trasparenza si nasconde una psicologia sofisticata, capace di giocare sulle paure dei genitori e sui desideri dei bambini.
Come distinguere la vera evidenza scientifica dal marketing ingannevole e quali strumenti pratici possiamo usare per difendere la nostra salute e quella delle nostre famiglie, tornando a mettere la consapevolezza al primo posto nel carrello?
Come difendersi?
Ecco un’infografica che ti svela come difenderti da informazioni manipolate dal marketing e rese autorevoli da una scienza venduta all’industria alimentare.
Scarica infografica in formato PDF
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