Un menu per gli antichi cuochi dell’età della pietra?

Gli studi antropologici e archeologici sono in sorprendente continua evoluzione. Da un nuovo studio recentemente pubblicato sulla rivista PLOS ONE,  è emerso che gli antichi cacciatori-raccoglitori europei avevano metodi di cottura più evoluti di quanto si fosse sempre pensato, con una capacità di combinare gli ingredienti in modi  “straordinariamente selettivi” e cucinati  a seconda dei differenti territori.

Sono stati analizzati resti bruciati di cibo attaccati ai lati di vasi rinvenuti, chiamati “foodcrusts”, scoprendo che i cuochi dell’età della pietra utilizzavano una varietà di prodotti, vegetali e animali, per creare i pasti. I risultati del team forniscono nuove informazioni sulla dieta degli europei vissuti tra 5.000 e 8.000 anni fa.

Che cosa è emerso

Sono stati analizzati ottantacinque frammenti di ceramica provenienti da tredici siti, dall’odierna Danimarca sino alla Russia orientale; cinquantotto di questi frammenti contenevano resti identificabili di piante:

“La ricerca iniziale ha rivelato alcune delle piante che erano state utilizzate, quindi, il team, ha cucinato alcune delle ricette” – ha dichiarato alla CNN Oliver Craig, coautore dello studio e professore di scienze archeologiche all’Università di Leeds, in Inghilterra – “Combinavano la carpa con le bacche di viburnum, piede d’oca e barbabietola con foglie di quercia e le cucinavano in pentole di terracotta [1]sul fuoco. Ciò ha fornito loro nuovi campioni con cui confrontare le antiche croste alimentari”.

Craig ha inoltre affermato che le analisi dello studio si sono particolarmente concentrate sui grassi residui lasciati sulle pentole e sulle ossa degli animali macellati, confermando una maggiore conoscenza sui cacciatori, meno sui raccoglitori.

Nonostante fosse emerso che gli antichi “cuochi” avessero una profonda conoscenza di tutte le radici, tuberi, frutti e bacche disponibili, quando il team ha analizzato cosa c’era nel piatto, ha trovato solo varietà limitate:

“Stiamo scoprendo che erano scelti solo alcuni degli ingredienti conosciuti, forse per il buon sapore oppure perché si sposavano bene con altri cibi” – ha detto Craig.

Le cucine del territorio

Non tutte le regioni avevano però gli stessi gusti. Nonostante gli stessi ingredienti fossero disponibili in tutta Europa, lo studio ha rilevato che nei differenti territori si preparavano piatti distinti. Ad esempio:

“Una combinazione di pesci d’acqua dolce ed erba selvatica era particolarmente popolare vicino al confine tra Ucraina e Russia, mentre più a est, nell’odierna Russia centrale, sembravano preferire le piante di amaranto con i loro pesci.

Anche i cacciatori-raccoglitori danesi amavano l’amaranto, sebbene prediligessero i fiori della pianta. È una scelta consapevole” – ha detto Craig.

La tradizione di ieri, tradizione di oggi

L’idea che gli uomini dell’età della pietra si affidassero esclusivamente alla caccia, non trova riscontro; la ricerca suggerisce che avevano un “approccio ricercato” all’uso delle piante e, nonostante alcuni degli ingredienti identificati nello studio siano tuttora in uso, si conosce ancora poco su come i cibi erano combinati nei pasti o su come le tradizioni e le ricette culinarie si siano sviluppate nel tempo.

Fonte: articolo di Sam Peters pubblicato su CNN Healt

 

[1] Repliche di terracotta: Riproduzioni fedeli di pentole antiche usate per cotture lente,

Foto di copertina Canva.com illustrazione

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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