Giornata mondiale del polpo: stop al greenwashing

Ė stato da poco pubblicato il rapporto sui “Finanziamenti pubblici agli allevamenti di polpi” ma le caratteristiche di questo animale, lo rendono  assolutamente inadatto all’allevamento intensivo.

Introduzione

Il polipo è tra le più timide e misteriose creature marine, e hanno ispirato fiabe, leggende, fiabe, mostri mitologici e cartoni animati.  Sono animali complessi, di notevole intelligenza, senzienti e noti per le loro incredibili capacità cognitive.  Recenti studi hanno dimostrato che i polpi imparano facilmente, sono in grado di risolvere problemi con strategie, sono in grado di cambiare il loro aspetto  e utilizzano materiale marino disponibile per mimetizzarsi e nascondersi dagli attacchi dei loro assalitori.

 Sono creature primitive, sembra infatti che il più antico fossile di polpo conosciuto, genere Pohlsepia conservato al Field Museum di Chicago, ha 296 milioni di anni: esemplare che visse nel periodo Carbonifero e, mentre sulla Terra si diffondevano i primi rettili precedenti ai dinosauri, questa creatura acquatica aveva già sviluppato una forma simile a quella che vediamo ancora oggi.

I due terzi dei neuroni dei polpi risiedono nei tentacoli e ognuno di essi ha mente autonoma. Può quindi capitare che un tentacolo risolva un piccolo compito come aprire il guscio di una conchiglia mentre il resto del polipo “sbriga altre faccende”.  I tentacoli possono continuare a reagire agli stimoli anche quando sono separati dal resto del corpo  e, pur di riuscire a scappare, possono essere volontariamente persi  se questi sono finiti nelle grinfie di un predatore.

Dopo l’accoppiamento, entrambi i partner muoiono. Dopo aver fertilizzato le uova della femmina, i maschi vagano qua e là per qualche mese finché non periscono, mentre le femmine, aspettano che le uova deposte si schiudano, smettendo anche di mangiare pur di fare la guardia. Dopo la schiusa, le cellule del corpo della madre vanno incontro a un suicidio programmato.


Suggerimento

Su Netflix puoi trovare un bellissimo docu – film dedicato ai polpi che suggerisco di guardare per comprendere perché non devono essere allevati.


Qualche informazione in più

La maggior parte del polpo consumato proviene dall’Africa settentrionale e secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura,  ogni anno vengono importate 270 mila tonnellate di polpo a livello globale. La domanda è però in  continuo aumento, portando a una diminuzione delle popolazioni selvatiche.

In Giappone, per esempio, i polpi pescati si sono dimezzati tra il 1960 e il 1980 e un analogo depauperamento sta avvenendo anche in altre aree marine.

Molti ricercatori e aziende alimentari hanno quindi pensato di allevarli, pur sapendo che questa scelta comporterebbe alcuni problemi rilevanti:

  • i polpi, a causa della loro natura solitaria, soffrirebbero in vasche affollate, con un probabile aumento della loro aggressività e possibili episodi di cannibalismo;
  • la loro dieta carnivora renderebbe l’allevamento insostenibile. Una pratica che aumenterebbe la pressione sulle popolazioni ittiche già sovra sfruttate, contribuendo all’insicurezza alimentare in regioni come l’Africa occidentale, il Sud – Est asiatico e il Sud America, che fanno affidamento sul pesce come fonte di sostentamento.

Purtroppo attualmente non esistono legislazioni che proteggano il loro benessere negli allevamenti, e non solo le aziende stanno investendo su questo disastro, ma, da una ricerca condotta dall’organizzazione Compassion in World Farming (CIWF), anche diversi Governi in tutto il mondo hanno già speso 13,3 milioni di euro provenienti da fondi pubblici per finanziare progetti di ricerca volti a sviluppare l’allevamento di polpi. Si ritiene, tuttavia, che questa sia solo la punta dell’iceberg, ma l’evidente mancanza di trasparenza nasconde la reale entità del denaro pubblico destinato a questo dubbio e oscuro settore.

Da dove si parte?

Il polpo comune (Octopus vulgaris) è la principale specie di interesse per l’allevamento in Europa, dove i ricercatori, soprattutto in Spagna, stanno esplorando l’impiego di vasche a terra.

L’azienda ittica Nueva Pescanova ha annunciato che intende realizzare il primo allevamento di polpi a scopo commerciale a livello mondiale Gran Canaria, in Spagna. Anche al di fuori dell’Europa sono in corso progetti per la realizzazione di allevamenti di polpi.

Grazie alle pressioni che associazioni, ONG, e altro a livello globale, alcuni Governi si sono rivelati sensibili al tema e stanno reagendo positivamente:

  • Nel marzo 2024, lo stato di Washington ha approvato il disegno di legge HB 1153 che vieta l’allevamento di polpi. Lo stato delle Hawaii sta elaborando una legge analoga;
  • Nel settembre 2024, lo stato della California ha firmato la proposta di legge (17) AB-3162 che vieta sia l’allevamento di polpi sia la vendita, all’interno dello stato, di prodotti da polpi allevati;
  • A livello nazionale, nel luglio 2024 è stata presentata al Senato degli Stati Uniti una proposta di legge bipartisan che non vieterebbe solo l’allevamento di polpi in tutto il paese, ma anche l’importazione di carne da polpi allevati.

Dati FAO aggiornato

Nel report FAO 2022-2025 i dati indicano che la pesca mondiale di polpo si attesta tra le 350.000 e le 420.000 tonnellate annue, con un mercato in forte espansione.

L’Italia è un principale consumatore europeo (oltre 60.000 tonnellate/anno), ma la stragrande maggioranza proviene da importazioni (meno del 10% è pesca nazionale), confermando la dipendenza dal mercato estero. 

 

Link utili:

Fonte https://www.ciwf.org/resources/reports-position-papers-briefings/octopus-factory-farming-a-recipe-for-disaster/

Scarica rapporto

https://www.ciwf.it/media/7458965/global-octopus-farming-public-funding-briefing-it.pdf

https://www.focus.it/ambiente/animali/10-cose-che-forse-non-sai-sui-polpi

https://www.ciwf.org.uk/news/2023/03/cruel-and-unsustainable-octopus-farm-must-be-scrapped

https://www.ciwf.org/media-news/press-releases-and-media-statements/2024/04/octopus-farm-must-be-stopped-say-campaigners-as-new-documents-reveal-plans-were-reckless-and-threatened-environment-wildlife-and-public-health

https://www.ciwf.org/media-news/opinions/2024/05/reckless-and-harsh-octopus-farming-plans-must-be-stopped

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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