Cocktail di pesticidi nelle mele
Le mele sono un’importante fonte di fibre e vitamine, aiutano a regolare la fame e sono benefiche anche per il nostro microbiota intestinale. Purtroppo sono emerse verità preoccupanti.
Tutte le linee guida ministeriali, dietologi e nutrizionisti incoraggiano le persone a mangiare frutta e verdura, purché siano sane (per diritto) e non contaminate da sostanze chimiche tossiche.
Il rapporto
Dal rapporto Pesticide Action Network da poco pubblicato, sono state testate mele provenienti da 13 paesi europei ed è emerso un allarmante cocktail di pesticidi pericolosi. Oltre il 90% di queste mele non soddisfa gli standard UE per gli alimenti trasformati per bambini. Quasi tre quarti dei campioni contenevano uno o più residui dei pesticidi più tossici; due su tre contenevano almeno un residuo di pesticidi PFAS e uno su tre conteneva un pesticida neurotossico. Il 40% conteneva il PFAS Fludioxonil, una sostanza che altera il sistema endocrino e che avrebbe dovuto essere vietata già da molto tempo.
Anche se individualmente, i residui di antiparassitari rimangono entro il limite massimo (LMR), i risultati sono molto preoccupanti. Nonostante sia un requisito giuridico dal 2005, non esiste ancora un quadro normativo sull’esposizione a tali cocktail nell’UE.
Sebbene l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) non abbia identificato alcun uso sicuro, la Commissione europea lo ha nuovamente approvato.
Se la legge fosse applicata correttamente, una serie di pesticidi rilevati nelle mele sarebbe stata vietata molto tempo fa, come l’acetamiprid, tossico per lo sviluppo cerebrale, o il difenoconazolo, un interferente endocrino e neurotossico.
In Italia
Il rapporto espone anche la situazione delle mele italiane, in particolare sulla produzione altoatesina, una delle zone di eccellenza nella produzione delle mele.
A settembre 2025 sono stati raccolti cinque campioni nei mercati contadini locali (e questo fa riflettere) della Val Venosta (Rabland ed Eyrs) mostrano che l’80% delle mele (Golden Delicious, Pinova, Jonagold, Gala e Sweetango), conteneva residui di pesticidi presentando, nella loro totalità, più sostanze contemporaneamente.
Il dato ancora più preoccupante è che il 100% dei campioni contengono pesticidi PFAS e sostanze classificate dall’UE come “candidati alla sostituzione”, cioè quelle sostanze a cui dovrebbe essere data priorità di eliminazione. Il dato positivo è l’assenza di residui di pesticidi neurotossici, a differenza di quanto rilevato in altri paesi europei.

E i bambini?
La legislazione europea prevede limiti più restrittivi per i prodotti destinati alla prima infanzia, riconoscendo, anche se non dichiarato, i rischi legati all’esposizione ai pesticidi durante lo sviluppo. Pertanto le mele campionate non potrebbero essere somministrate ai bambini, ma finiscono nel carrello della spesa dei genitori, ignari che nutrire i propri figli con frutta o verdura fresca convenzionale li espone a un’aumentata esposizione ai pesticidi, che può essere superiore di oltre 600 volte rispetto agli alimenti trasformati per neonati.
Parlamento europeo e “Pacchetto Omnibus”
La proposta Omnibus nota come “Pacchetto Omnibus”, è un’iniziativa legislativa della Commissione Europea, presentata il 26 febbraio 2025, e approvata il 16 dicembre in via definitiva, si concentra sulla sostenibilità aziendale e raggruppa diverse modifiche a normative esistenti in un unico provvedimento al fine di semplificare/ridurre gli oneri amministrativi per le imprese.
Il risultato è che, invece di rafforzare le ispezioni sull’uso dei pesticidi, lo si indebolisce poiché la proposta prevede periodi di approvazione illimitati per i pesticidi, eliminando l’obbligo di rivalutarne la tossicità ogni 10-15 anni alla luce delle nuove evidenze scientifiche. In questo modo, gli Stati membri, hanno la facoltà di ignorare eventuali revisioni sulla pericolosità dei pesticidi nel momento in cui hanno l’autorizzazione all’uso. Nonostante PAN Europe e tutte le organizzazioni partner che hanno condotto l’indagine si siano fermamente opposte, nulla è successo.
Consiglio per i consumatori
La raccomandazione principale è preferire il consumo di mele biologiche, che per definizione sono coltivate senza l’uso di pesticidi di sintesi. In alternativa, per chi acquista mele convenzionali, è consigliabile sbucciarle prima del consumo, poiché la maggior parte dei residui si concentra sulla buccia.
Riflessione personale
Mangiare sembra diventata una guerra, dove il consumatore deve sempre trovare il modo di difendersi con scelte individuali, mentre le istituzioni, che dovrebbero tutelare la salute dei cittadini, combatte le battaglie affiancandosi e difendendo le aziende
Di fatto serve un cambiamento mentale oltre che normativo; una trasformazione tale delle menti che ci governano affinché possano finalmente concepire che, al centro del loro lavoro pagato da noi cittadini europei, DEVE esserci la tutela della salute pubblica e dell’ambiente, anziché gli interessi personali e dell’industria agrochimica.
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