Incoerenza scientifica in una forma di formaggio

Parlando di alimentazione, niente più che parlare di formaggi, latte e latticini, è mai riuscito a dare origine a dispute di ogni genere, da quello emotivo, a quello scientifico, a quello etico. Una cosa che colpisce e che è certa, è il notevole aumento del consumo pro – capite annuo di formaggio, passato da kg. 3.1 nel  1901 a kg. 21.5 ai giorni nostri. Abbiamo provato a verificare pro e contro del formaggio, e ci sono capitate ricerche scientifiche che si contraddicevano anche sullo stesso argomento.

Ci sono studi che hanno dimostrato quanto il formaggio abbia un effetto pro – infiammatorio,  altri antiinfiammatorio; studi che hanno dimostrato che un aumento del consumo di latte e formaggi è associato a un aumento della frattura dell’anca, altri a una riduzione della frattura dell’anca, altri ancora che un aumento del consumo di latte non ha dimostrano niente. Queste incongruenze hanno fatto si che nel grande studio di revisione del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro, e  nel  Codice Europeo non ci fossero suggerimenti al riguardo.
C’è una regola che abbiamo trovato per lo più unanime ed è questa: “Per stare in  salute è necessario ridurre il consumo di carne, aumentare cereali integrali, verdura e frutta”, non certo di aumentare il consumo di latte e formaggi.  

In relazione a chi siamo, dove viviamo, al nostro stato di salute, al tipo di lavoro che facciamo, alla nostra età, la domanda da porci è: ma abbiamo veramente bisogno di mangiare così tanto formaggio, latte e latticini? La risposta è  No – il che non vuol dire eliminarlo dalla dieta, ma semplicemente valutarne seriamente la necessità, la qualità, l’etica; punti che purtroppo non rientrano in uno studio scientifico.

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About the Author: Elena Alquati

Elena Alquati è docente di cucina per la prevenzione ed esperta in dietetica e dietoterapia cinese. Insegna filosofia macrobiotica e, negli ultimi anni, si è dedicata alla ricerca per riportare alla luce storia e cultura del cibo. Le sue radici professionali gettano le fondamenta nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori, allora sotto la direzione del Dr. Franco Berrino, insegnando come cambiare alimentazione secondo le direttive del Fondo Mondiale della Ricerca sul Cancro.
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