Epatite A? Non solo con le cozze, anche frutti di bosco!
È recente la notizia di un focolaio di epatite A scoppiato in Campania e nel Lazio per il consumo di cozze crude.
Un meccanismo noto
I molluschi filtrano grandi quantità di acqua e possono accumulare virus presenti nell’ambiente, che restano attivi se consumati senza cottura.
Perché i surgelati e non quelli freschi?
I frutti di bosco surgelati presentano un pericolo maggiore per via della filiera complessa e internazionale:
- Provengono spesso da diversi paesi;
- Sono mischiati con grandi lotti industriali e subiscono molteplici manipolazioni (raccolta, lavaggio in vasche comuni, confezionamento) che aumentano le probabilità di contaminazione da acqua o operatori infetti;
- Se un lotto viene contaminato, il virus si distribuisce su tonnellate di prodotto e può rimanere attivo nel freezer domestico fino al momento del consumo.
I frutti freschi hanno:
- Filiere più corte e locali;
- Il rischio che i frutti freschi si possano contaminare è considerato molto più basso perché tendono a non subire le stesse operazioni di lavaggio industriale su larga scala e questo ne riduce significativamente la carica.
Raccomandazioni per i consumatori
Il Ministero Superiore di Sanità suggerisce di
- Cuocere i frutti di bosco surgelati portando l’acqua a bollore (100°) per almeno 2 minuti;
- Se usati per dolci cuocerli comunque;
- Lavare accuratamente contenitori e utensili usati dopo lo scongelamento.
Fonti e riferimenti
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