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	<title>#impattoambientale; Archivi - Elena Alquati</title>
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		<title>🌶️ Pesce persico piccante al pomodoro</title>
		<link>https://elenaalquati.org/%f0%9f%8c%b6%ef%b8%8f-pesce-persico-piccante-al-pomodoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 12:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non propongo spesso ricette che contengono ingredienti di origine animale, ma questa è stata una forma di protesta a cui seguirà un articolo. Si promuove sempre il pesce di mare, che ormai si sta esaurendo, mentre nella nostra infanzia c'è stato, in quasi ogni famiglia, un papà o un nonno che andava a pescare la  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non propongo spesso ricette che contengono ingredienti di origine animale, ma questa è stata una forma di protesta a cui seguirà un articolo. Si promuove sempre il pesce di mare, che ormai si sta esaurendo, mentre nella nostra infanzia c&#8217;è stato, in quasi ogni famiglia, un papà o un nonno che andava a pescare la trota o qualsiasi altro pesce d&#8217;acqua dolce. Perché non rispettare le leggi territoriali?</p>
<p>Ingredienti</p>
<ul>
<li>g 800 di pesce persico pescato italiano ( o altro pesce d’acqua dolce pescato)</li>
<li>pomodori perini</li>
<li>1 spicchio di aglio</li>
<li>1 carota</li>
<li>1 cipolla</li>
<li>1 gambo di sedano</li>
<li>un ciuffo di prezzemolo</li>
<li>4 cucchiai di olio extravergine di oliva</li>
<li>mezzo peperoncino</li>
<li>sale marino integrale</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Pulite il pesce, lavatelo, sfilettatelo, asciugatelo e tagliatelo ognuno in tre pezzi. Lavate e tritate finemente tutte le verdure, una alla volta, mantenendole separate. In un tegame scaldate l’olio, versate le verdure (sempre una alla volta), il peperoncino spezzettato, unite i pomodori tagliati a piccoli pezzetti, mescolate, coprite, abbassate la fiamma e lasciate cuocere per quindici minuti. Aggiungete il pesce e lasciate cuocere per altri quindici minuti.</p>
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		<title>Sushi, salmone e una tradizione inesistente: il caso della Norvegia</title>
		<link>https://elenaalquati.org/sushi-e-salmone-non-chiamiamola-tradizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 05:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia Cultura Tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
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		<category><![CDATA[storiadelcibo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sushi con il salmone è considerato, oggi, un pilastro della tradizione giapponese. La realtà è ben diversa: è un piatto che fino a pochi decenni fa era inesistente, nato non da una scoperta culinaria, ma da aiuti di Stato, nazionalismo alimentare e strategie di marketing aggressivo. Ebbene sì la sua presenza nei piatti giapponesi  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sushi con il salmone è considerato, oggi, un pilastro della tradizione giapponese. La realtà è ben diversa: è un piatto che fino a pochi decenni fa era inesistente, nato non da una scoperta culinaria, ma da <strong>aiuti di Stato, nazionalismo alimentare e strategie di marketing aggressivo</strong>.</p>
<p>Ebbene sì la sua presenza nei piatti giapponesi e globali è il risultato di un&#8217;operazione di &#8220;<strong>ingegneria culturale</strong>&#8221; durata un decennio.</p>
<h2>Il Punto di Partenza: Una Crisi di Sovrapproduzione</h2>
<p>Tutto ebbe inizio nel <strong>1985</strong>. La Norvegia si trovò a fronteggiare una massiccia sovrapproduzione di salmone, un pesce nordico, che, all’epoca non era affatto contemplato dalla cultura culinaria giapponese:</p>
<ul>
<li>Il colore del salmone era considerato <strong>poco invitante</strong>.</li>
<li>Il sapore era stato giudicato <strong>sgradevole</strong> e &#8220;troppo forte&#8221;.</li>
<li>L&#8217;odore era ritenuto <strong>inadatto</strong> a una cucina basata sulla delicatezza.</li>
<li>Era temuta per la presenza di <strong>parassiti</strong> che nel salmone nordico erano comuni e difficili da eliminare con i metodi tradizionali.</li>
</ul>
<p>Il governo norvegese, tuttavia, non voleva accettare il fallimento. Identificò nel <strong>Giappone</strong> – allora grande consumatore di pesce e con un tasso di natalità in forte crescita – il mercato ideale per smaltire l&#8217;eccedenza.</p>
<p>La sfida fu affidata a <strong>Bjørn Eirik Olsen</strong>, allora responsabile commerciale del prodotto. Il suo compito era apparentemente impossibile: trovare il modo di vendere un pesce &#8220;vietato&#8221; dalla cultura locale a una nazione che lo rifiutava per motivi di sicurezza e gusto.</p>
<h2>La Resistenza Culturale e il &#8220;Project Japan&#8221;</h2>
<p>Il Giappone non era un bersaglio facile. Le sue radici culturali e le sue abitudini alimentari erano profondamente radicate e difficili da sradicare. Per questo, Olsen e il governo norvegese lanciarono una delle campagne di marketing e lobbying più ambiziose della storia alimentare: il <strong>&#8220;Project Japan&#8221;.</strong></p>
<p>Questa operazione non fu una semplice pubblicità, ma un <strong>progetto di nazionalismo alimentare inverso</strong>, durato <strong>10 anni</strong>, tutto per cambiare il pensiero culturale di un&#8217;intera nazione.</p>
<h2>La strategia: il sushi come veicolo</h2>
<p>Olsen capì che non avrebbe mai venduto il salmone &#8220;al naturale&#8221; o come taglio crudo tradizionale. La barriera culturale era impenetrabile e la soluzione a questo problema fu geniale, per non dire spregiudicata: <strong>nascondere il salmone dentro un piatto già accettato</strong>.</p>
<p>Quando Olsen era in procinto di arrendersi, fece un ultimo tentativo con una società giapponese: <strong>la Nishi Rei</strong>. La condizione era unica e strategica: il salmone doveva essere venduto <strong>come sushi</strong>, già entrato nella cultura giapponese con il tonno, l’anguilla, ecc.</p>
<p>Incapsulare il salmone nel riso, nella salsa di soia e nel wasabi permise di aggirare la diffidenza verso il colore e l&#8217;odore del pesce crudo.</p>
<h2>Nella lista dei menu: una contaminazione silenziosa</h2>
<p>Da quel momento, il salmone entrò di forza nei menu giapponesi, ma con una gerarchia ben precisa:</p>
<ol>
<li><strong>Ristoranti d&#8217;élite e tradizionali</strong>: continuarono a servire solo pesce locale fresco, mantenendo intatta la tradizione.</li>
<li><strong>Ristoranti di strada, fusion e catene</strong>: accolsero il salmone come novità, un &#8220;<em>nuovo classico</em>&#8221; accessibile.</li>
</ol>
<p>La strategia funzionò. Il salmone divenne il pesce più ordinato nei ristoranti di sushi in tutto il mondo, creando l&#8217;illusione di una tradizione millenaria che in realtà ha <strong>meno di 40 anni</strong>.</p>
<h2>Le contropartite nascoste: cosa non ti raccontano</h2>
<p>Ma perché il governo norvegese si è permesso di imporre un cambiamento culturale così importante? E quali sono state le vere conseguenze di questa &#8220;invasione&#8221;?</p>
<h3>1. Science washing e la soluzione tecnologica</h3>
<p>Il vero ostacolo non era solo culturale, ma <strong>scientifico</strong>: i parassiti. La Norvegia non vinse la battaglia solo con la persuasione. Investì massicciamente nella *<strong>tecnologia di allevamento</strong> per produrre salmone privo di parassiti, controllando l&#8217;alimentazione e l&#8217;ambiente.</p>
<ul>
<li><strong>La narrazione:</strong> Hanno venduto l&#8217;idea che il loro salmone fosse &#8220;<em>più sicuro</em>&#8221; e &#8220;<em>più pulito</em>&#8221; di quello locale, trasformando un difetto (il rischio parassiti) in un punto di forza della loro tecnologia.</li>
<li><strong>La manipolazione:</strong> Hanno creato un nuovo standard di sicurezza alimentare che ha invalidato le pratiche tradizionali, usando la scienza non solo per risolvere un problema, ma per <strong>creare un nuovo mercatone e</strong> manipolare la percezione del consumatore.</li>
</ul>
<h3>2. Impatto Ambientale e Sanitario</h3>
<p>L&#8217;esplosione dell&#8217;allevamento del salmone norvegese ha avuto conseguenze devastanti e ignorate (volutamente?):</p>
<ul>
<li><strong>Inquinamento:</strong> Le discariche di salmone d&#8217;allevamento hanno causato gravi problemi di inquinamento delle acque, fuga di pesci ibridi che minacciano le popolazioni selvatiche, e uso massiccio di antibiotici e pesticidi per combattere i pidocchi del mare.</li>
<li><strong>Salute:</strong> Il salmone d&#8217;allevamento ha un profilo lipidico diverso dal salmone selvatico. L&#8217;alto contenuto di grassi è spesso derivato da mangimi a base di olio di palma o soia geneticamente modificata. Inoltre, il pesce d&#8217;allevamento tende ad accumulare più inquinanti ambientali (PCB, diossine) rispetto al pesce selvatico.</li>
<li><strong>Omologazione del gusto</strong>: Il successo globale del sushi al salmone ha creato un&#8217;omologazione del gusto, oscurando centinaia di altri tipi di pesce e preparazioni tradizionali giapponesi, più sostenibili e legate al territorio.</li>
</ul>
<h3>3. Distorsione del Mercato</h3>
<p>L&#8217;inondazione del mercato con salmone a basso costo ha deprezzato altri tipi di pesce locale, spingendo i pescatori tradizionali verso il fallimento o verso pratiche meno sostenibili per competere.</p>
<h2>Riflessione finale</h2>
<p>Questa storia ci insegna che la &#8220;tradizione&#8221; è spesso solo un business. Il sushi con il salmone non è una tradizione culinaria, ma il frutto di un accordo commerciale tra stati, di una campagna di marketing decennale e di una manipolazione delle abitudini alimentari.</p>
<p>Perché il governo norvegese ha avuto successo? Perché ha capito che non si combatte la cultura con la forza, ma con <strong>genio, tecnologia e una narrazione convincente</strong>. Ha trasformato il problema in una soluzione, portando i consumatori del mondo a credere che quella fosse la tradizione.</p>
<p>Io continuo a sottolineare l’importanza di informarsi e di leggere la storia di ciò che vogliamo sapere, sino alle fondamenta se necessario.</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>Testo: Elena Alquati</p>
<p>Immagine in evidenza realizzata con canva.com</p>
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		<title>Il lato oscuro dell&#8217;avocado</title>
		<link>https://elenaalquati.org/il-lato-oscuro-dellavocado/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:30:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF infografica riassuntiva   Oggi, 31 luglio, è la giornata mondiale dell’avocado, e come ogni anno ripropongo questo contenuto perché non dobbiamo dimenticare! La sua storia è molto antica e risale agli Aztechi e Maya, dove il piatto base della loro alimentazione era proprio l’avocado. Ma andiamo con ordine.   [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/il-lato-oscuro-dellavocado/">Il lato oscuro dell&#8217;avocado</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_2 1_2 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:50%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:3.84%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:3.84%;--awb-width-medium:50%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:3.84%;--awb-spacing-left-medium:3.84%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:360px;"><div class="video-shortcode"><div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:60%;" ><iframe title="YouTube video player 1" src="https://www.youtube.com/embed/NZCDkUJJ378?wmode=transparent&autoplay=0" width="600" height="360" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe></div></div></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-double sep-solid" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:var(--awb-color3);border-top-width:1px;border-bottom-width:1px;"></div></div><div class="fusion-text fusion-text-1"><h3><a href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/avocado_infografica_immagine.pdf">Scarica PDF infografica riassuntiva</a></h3>
</div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_2 1_2 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:50%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:3.84%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:3.84%;--awb-width-medium:50%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:3.84%;--awb-spacing-left-medium:3.84%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-2"><p><strong>Oggi, 31 luglio, </strong>è la giornata mondiale dell’avocado, e come ogni anno ripropongo questo contenuto perché non dobbiamo dimenticare!</p>
<p>La sua storia è molto antica e risale agli Aztechi e Maya, dove il piatto base della loro alimentazione era proprio l’avocado. Ma andiamo con ordine.</p>
</div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-3"><p><strong>Cremoso e versatile, colorato e fotogenico</strong><strong>, </strong>questo frutto esotico è molto presente su Instagram e, pensate, sono nati addirittura locali in nome dell’avocado che servono esclusivamente pietanze a base di questo frutto.</p>
<h2><strong>Origini e curiosità</strong></h2>
<p>Originaria del Messico, la pianta dell’avocado può raggiungere i 20 m di altezza con un frutto consistente e una polpa grassa che costituiva il piatto base dell’alimentazione degli antichi Aztechi e dei Maya.</p>
<p>Nella lingua Nahuatl, parlata dagli antichi Aztechi, “ahuacatl” è la <a href="https://www.focus.it/cultura/curiosita/da-cosa-deriva-la-parola-avocado">parola da cui deriva avocado</a>, il cui significato è “testicolo”, sia per via della sua forma che per le sue proprietà toniche.</p>
<p>Presso le popolazioni native dell’America centro-meridionale l’avocado era anche chiamato “pera alligatore”  per via della sua forma e della sua buccia verdastra e ruvida.</p>
<h2><strong>Proprietà nutrizionali</strong></h2>
<p>L&#8217;avocado è ricco di fibre e di minerali come potassio, zinco, manganese e fosforo, che sono presenti in abbondanza. Contiene inoltre una quantità importante di vitamina B5, vitamina B6, vitamina K, vitamina E e vitamina C.</p>
<p>Le calorie sono date per lo più dai lipidi (14,7), dai carboidrati (8,5) e infine dalle proteine a basso valore biologico. Molto presente è l&#8217;acido oleico omega 9, lo stesso grasso che caratterizza il nostro olio extravergine di oliva e al quale si attribuiscono molti benefici metabolici.</p>
<h2><strong>Un “cuore” di avocado</strong></h2>
<p>Uno studio della Penn State University pubblicato sul Journal of the American Heart Association ha evidenziato che inserire nella dieta un avocado al giorno, grazie alla sua ricchezza di acidi grassi monoinsaturi, protegge il cuore e abbassa i livelli di colesterolo cattivo, riducendo sensibilmente lo sviluppo di malattie cardiache:</p>
<blockquote>
<p>«Il problema &#8211; concludono i ricercatori &#8211; è che spesso non si sa come inserire l&#8217;avocado nell&#8217;alimentazione giornaliera&#8230;».</p>
</blockquote>
<p>Già, come se l’unico problema fosse come inserirlo nella dieta! In realtà l’avocado ha un <strong>impatto ambientale </strong>su cui è necessario riflettere.</p>
<h2><strong>Mercato mondiale e coltivazione dell’avocado</strong></h2>
<p>Proviamo a leggere qualche numero che riguarda questo frutto diventato così indispensabile. Le <strong>vendite</strong> di <strong>avocado</strong> e dei prodotti che lo contengono, in Italia, sono <strong>aumentate</strong> del <strong>+143,8% tra il 2016 e il 2019 e del +92,9% nell’ultimo anno</strong>, con un giro d’affari di 6,5 milioni di euro (i dati sono della <strong>World Avocado Organization</strong>). Nel <strong>2020</strong>, in Europa, ne sono stati consumati <strong>700</strong> <strong>milioni</strong> di <strong>chili</strong>, <strong>100 milioni in più rispetto all’anno precedente.</strong></p>
<h2><strong>L’impatto ambientale</strong></h2>
<p>Le aree territoriali in cui cresce l’avocado sono per lo più aree colpite da siccità, povertà e sfruttamento scellerato del lavoro agricolo. Anche se in un primo momento questa grande richiesta ha restituito valore ai territori d’origine, l’aumento mondiale della domanda e la pressione del mercato hanno avuto come conseguenza l’abbandono del consumo dello stesso cibo da parte delle popolazioni locali, che ormai lo coltivano esclusivamente per l’esportazione.</p>
<h2><strong>Deforestazione e trasporto internazionale</strong></h2>
<p>La produzione di avocado è triplicata, le esportazioni decuplicate e moltissimi terreni, che venivano prima utilizzati per colture differenziate, sono stati trasformati in monocolture, che hanno coinvolto anche terre vergini e foreste (all’incirca 690 ettari all’anno) trasformate in piantagioni. Sono diversi gli Stati coinvolti nella “conversione selvaggia di terreni” per l’avocado, tra cui Perù e Cile.</p>
<p>Il trasporto è un altro problema ambientale non di poco conto, considerando il consumo di petrolio necessario per spostare 10 mila tonnellate di avocado in Italia da una distanza intercontinentale che supera i 10.000 km. Un inquinamento che certo contribuisce all’aumento dell’effetto serra.</p>
<h2><strong>E l’acqua, dove la mettiamo?</strong></h2>
<p>L’acqua è una delle più grandi criticità che riguardano la coltivazione dell’avocado, senza contare un utilizzo ripetuto di prodotti chimici e fertilizzanti di scarsa qualità, con un conseguente inquinamento del suolo, dell’aria e delle riserve d’acqua.</p>
<p>Secondo i ricercatori dell’Università di <strong>Twente</strong>, in Olanda, la produzione di <strong>500 grammi di avocado</strong> (tre frutti)  <strong>richiede all’incirca</strong><strong> 272 litri di acqua</strong>.</p>
<p>In Cile l’80% delle risorse idriche è utilizzato in ambito agricolo, e l’acqua potabile è per lo più privatizzata; chi gestisce le piantagioni di avocado, nella regione di <strong>Petorca</strong>, ha illegalmente costruito canali e pozzi per poter trasportare l&#8217;acqua dai fiumi ai campi, causando una siccità che non ha precedenti, e che ha lasciato gli abitanti dei villaggi con poca acqua, sovente contaminata, e consegnata da mezzi su ruote.</p>
<p>Ma non finisce qui. Pare che l&#8217;oro verde – così è stato ribattezzato l&#8217;avocado Hass &#8211; abbia attirato l&#8217;attenzione dei <strong>cartelli della droga messicani</strong>, i quali hanno iniziato ad <strong>estorcere denaro agli agricoltori</strong>. Molti sono ormai i territori che sopravvivono unicamente per la coltivazione di questo frutto, e per questo motivo, molte persone, i giovani in particolare, abbandonano questa terra ormai consumata.</p>
<h2><strong>Cosa possiamo fare</strong></h2>
<p>Visto che l’Italia è diventata una grande consumatrice di questo frutto, possiamo come prima cosa rispettare la stagionalità del prodotto. La raccolta dell’avocado inizia ad ottobre per le<strong> varietà Fuerte, Bacon e Zutano </strong><strong>e continua </strong> da gennaio a maggio  <strong>con la Hass, </strong><strong>la varietà oggi più diffusa</strong><strong>.</strong> Questi, dunque, sono i periodi in cui è possibile acquistare avocado fresco.</p>
<p>Ma possiamo avere un avocado tutto italiano? Sì. Sicilia, Calabria, Toscana – e chiediamo scusa se eventualmente ci sono altre regioni che non abbiamo nominato – hanno cominciato a coltivare avocado biologico, in agricoltura sostenibile nel rispetto dell’ambiente. E allora compriamo avocado italiano!</p>
</div></div></div></div></div></p>
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		<title>Quando l&#8217;acqua diventa un bene dei potenti</title>
		<link>https://elenaalquati.org/quando-lacqua-diventa-un-bene-dei-potenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 07:59:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La notizia di Greenme arriva da La Calera, in Colombia, dove le famiglie hanno subito forti razionamenti di acqua per la siccità, mentre uno stabilimento di Coca-Cola la estraeva dalle sorgenti locali per imbottigliare e vendere il prodotto. Ogni tanto però ci sono buone notizie, anche se in tempi biblici! Dopo oltre un anno  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/quando-lacqua-diventa-un-bene-dei-potenti/">Quando l&#8217;acqua diventa un bene dei potenti</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-3 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-4"><p>La notizia di Greenme arriva da La Calera, in Colombia, dove le famiglie hanno subito forti razionamenti di acqua per la siccità, mentre uno stabilimento di Coca-Cola la estraeva dalle sorgenti locali per imbottigliare e vendere il prodotto.<br />
Ogni tanto però ci sono buone notizie, anche se in tempi biblici! Dopo oltre un anno di mobilitazione, la comunità è riuscita a ottenere la riduzione dei prelievi concessi all’azienda unitamente a nuove limitazioni che mirano a tutelare le risorse idriche del territorio.<br />
Ma la Colombia non è l’unico caso.</p>
</div><blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DZm1N4hCv2j/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DZm1N4hCv2j/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DZm1N4hCv2j/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da greenMe (@greenme_it)</a></p></div></blockquote>
<script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script><div class="fusion-text fusion-text-5"><p>Se vuoi saperne di più sui soprusi e abusi di quest&#8217;azienda nei confronti delle popolazioni, guarda il video.</p>
</div><div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:350px;"><div class="video-shortcode"><div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:58.33%;" ><iframe title="YouTube video player 2" src="https://www.youtube.com/embed/M88XyJ85VU0?wmode=transparent&autoplay=0" width="600" height="350" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe></div></div></div></div></div></div></div>
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		<title>Servizio mensa: valorizzare il servizio in un’opportunità educativa</title>
		<link>https://elenaalquati.org/servizio-mensa-valorizzare-il-servizio-in-unopportunita-educativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 12:25:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
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		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Slow Food International arriva un messaggio con cui concordo profondamente, ma che mi fa riflettere sul percorso fatto: È vero, ogni giorno milioni di pasti vengono serviti nelle scuole, negli ospedali, nelle università e nelle istituzioni pubbliche di tutto il mondo. È vero che spesso non si percepisce il valore che questo “servizio”  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/servizio-mensa-valorizzare-il-servizio-in-unopportunita-educativa/">Servizio mensa: valorizzare il servizio in un’opportunità educativa</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-4 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-4 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-6"><p>Da Slow Food International arriva un messaggio con cui concordo profondamente, ma che mi fa riflettere sul percorso fatto:</p>
<ul>
<li>È vero, ogni giorno milioni di pasti vengono serviti nelle scuole, negli ospedali, nelle università e nelle istituzioni pubbliche di tutto il mondo.</li>
<li>È vero che spesso non si percepisce il valore che questo “servizio” rappresenta: riconnettere i bambini con il loro territorio.</li>
<li>Ci sono poi gli agricoltori, quelli che hanno a cuore la loro terra e la biodiversità, che non la avvelenano per aumentare le rese e i profitti.</li>
</ul>
<h2>Ma c&#8217;è un nodo irrisolto.</h2>
<p>Spesso manca un riconoscimento a chi, da anni, lavora su questi temi senza il brand di un&#8217;organizzazione globale, senza il centro di Terra Madre o i finanziamenti UE. È da questi piccoli focolai che sono partite le vere rivoluzioni. Purtroppo, è un meccanismo ricorrente: i piccoli iniziano, lottano e innovano; poi arrivano i grandi, si appropriano della narrazione e sembrano essere loro i padri della svolta.</p>
<p>Quando queste iniziative finiscono nelle mani dei grandi, la direzione cambia: raramente in favore dei popoli, quasi sempre a vantaggio dei brand.</p>
</div><blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DZpj5XjFnem/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DZpj5XjFnem/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div> <div style="display:block; height:50px; margin:0 auto 12px; width:50px;"><svg width="50px" height="50px" viewBox="0 0 60 60" version="1.1" xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" xmlns:xlink="https://www.w3.org/1999/xlink"><g stroke="none" stroke-width="1" fill="none" fill-rule="evenodd"><g transform="translate(-511.000000, -20.000000)" fill="#000000"><g><path d="M556.869,30.41 C554.814,30.41 553.148,32.076 553.148,34.131 C553.148,36.186 554.814,37.852 556.869,37.852 C558.924,37.852 560.59,36.186 560.59,34.131 C560.59,32.076 558.924,30.41 556.869,30.41 M541,60.657 C535.114,60.657 530.342,55.887 530.342,50 C530.342,44.114 535.114,39.342 541,39.342 C546.887,39.342 551.658,44.114 551.658,50 C551.658,55.887 546.887,60.657 541,60.657 M541,33.886 C532.1,33.886 524.886,41.1 524.886,50 C524.886,58.899 532.1,66.113 541,66.113 C549.9,66.113 557.115,58.899 557.115,50 C557.115,41.1 549.9,33.886 541,33.886 M565.378,62.101 C565.244,65.022 564.756,66.606 564.346,67.663 C563.803,69.06 563.154,70.057 562.106,71.106 C561.058,72.155 560.06,72.803 558.662,73.347 C557.607,73.757 556.021,74.244 553.102,74.378 C549.944,74.521 548.997,74.552 541,74.552 C533.003,74.552 532.056,74.521 528.898,74.378 C525.979,74.244 524.393,73.757 523.338,73.347 C521.94,72.803 520.942,72.155 519.894,71.106 C518.846,70.057 518.197,69.06 517.654,67.663 C517.244,66.606 516.755,65.022 516.623,62.101 C516.479,58.943 516.448,57.996 516.448,50 C516.448,42.003 516.479,41.056 516.623,37.899 C516.755,34.978 517.244,33.391 517.654,32.338 C518.197,30.938 518.846,29.942 519.894,28.894 C520.942,27.846 521.94,27.196 523.338,26.654 C524.393,26.244 525.979,25.756 528.898,25.623 C532.057,25.479 533.004,25.448 541,25.448 C548.997,25.448 549.943,25.479 553.102,25.623 C556.021,25.756 557.607,26.244 558.662,26.654 C560.06,27.196 561.058,27.846 562.106,28.894 C563.154,29.942 563.803,30.938 564.346,32.338 C564.756,33.391 565.244,34.978 565.378,37.899 C565.522,41.056 565.552,42.003 565.552,50 C565.552,57.996 565.522,58.943 565.378,62.101 M570.82,37.631 C570.674,34.438 570.167,32.258 569.425,30.349 C568.659,28.377 567.633,26.702 565.965,25.035 C564.297,23.368 562.623,22.342 560.652,21.575 C558.743,20.834 556.562,20.326 553.369,20.18 C550.169,20.033 549.148,20 541,20 C532.853,20 531.831,20.033 528.631,20.18 C525.438,20.326 523.257,20.834 521.349,21.575 C519.376,22.342 517.703,23.368 516.035,25.035 C514.368,26.702 513.342,28.377 512.574,30.349 C511.834,32.258 511.326,34.438 511.181,37.631 C511.035,40.831 511,41.851 511,50 C511,58.147 511.035,59.17 511.181,62.369 C511.326,65.562 511.834,67.743 512.574,69.651 C513.342,71.625 514.368,73.296 516.035,74.965 C517.703,76.634 519.376,77.658 521.349,78.425 C523.257,79.167 525.438,79.673 528.631,79.82 C531.831,79.965 532.853,80.001 541,80.001 C549.148,80.001 550.169,79.965 553.369,79.82 C556.562,79.673 558.743,79.167 560.652,78.425 C562.623,77.658 564.297,76.634 565.965,74.965 C567.633,73.296 568.659,71.625 569.425,69.651 C570.167,67.743 570.674,65.562 570.82,62.369 C570.966,59.17 571,58.147 571,50 C571,41.851 570.966,40.831 570.82,37.631"></path></g></g></g></svg></div><div style="padding-top: 8px;"> <div style=" color:#3897f0; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DZpj5XjFnem/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Slow Food International (@slowfood_international)</a></p></div></blockquote>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Grande Inganno: l&#8217;UE ha firmato la morte della sovranità alimentare</title>
		<link>https://elenaalquati.org/il-grande-inganno-morte-della-sovranita-alimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 06:15:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#OGM;]]></category>
		<category><![CDATA[#parlamentoeuropeo;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[#UE;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla votazione tecnica all'esplosione del rischio biologico: un piano calcolato per ignorare la volontà del popolo e svendere la nostra sicurezza alimentare. I Fatti: un golpe democratico Il 13 febbraio 2024, in un'aula parlamentare dove l'attenzione era altrove, il Parlamento Europeo ha approvato la direttiva sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT). Con un voto di 273 favorevoli contro  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/il-grande-inganno-morte-della-sovranita-alimentare/">Il Grande Inganno: l&#8217;UE ha firmato la morte della sovranità alimentare</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-5 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-5 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-7"><p><em>Dalla votazione tecnica all&#8217;esplosione del rischio biologico: un piano calcolato per ignorare la volontà del popolo e svendere la nostra sicurezza alimentare.</em></p>
<h2>I Fatti: un golpe democratico</h2>
<p>Il <strong>13 febbraio 2024</strong>, in un&#8217;aula parlamentare dove l&#8217;attenzione era altrove, il Parlamento Europeo ha approvato la direttiva sulle <a href="https://elenaalquati.org/glossary/nuove-tecnologie-genomiche-ntg/"><strong>Nuove Tecniche Genomiche (NGT)</strong></a>. Con un voto di <strong>273 favorevoli contro 239</strong>, la maggioranza ha deciso di escludere queste nuove sementi dalle rigorose norme di sicurezza OGM, aprendo la porta a organismi geneticamente modificati senza i test tossicologici obbligatori.</p>
<p>Ma la vera storia non finisce qui. È il <strong>24 febbraio 2024</strong> la data chiave che segna il tradimento. È in quella data che, come documentato da <em>Greenreport</em>, le associazioni ambientaliste e agricole hanno lanciato l&#8217;allarme definitivo: <strong>&#8220;Cittadini meno informati e biologico a rischio&#8221;</strong>. Mentre l&#8217;opinione pubblica veniva tenuta all&#8217;oscuro, la direttiva è stata imposta come un &#8220;fatto compiuto&#8221; prestabilito e irrimediabile. Una notizia trapelata solo quando le associazioni hanno obbligato i media a occuparsene, svelando che l’intento reale era scavalcare il volere popolare – contrario agli OGM in una percentuale tra il 70% e l&#8217;80% – e favorire gli interessi delle multinazionali dei semi.</p>
<h2>I Rischi Reali: Cosa stiamo accettando senza saperlo?</h2>
<p>La narrazione ufficiale parla di &#8220;sicurezza&#8221; e &#8220;innovazione&#8221;, ma la realtà è un’altra:</p>
<ul>
<li><strong>Il Buco Nero della Sicurezza:</strong>Le <a href="https://elenaalquati.org/glossary/nuove-tecnologie-genomiche-ntg/">NGT (come CRISPR)</a> permettono modifiche genetiche &#8220;precise&#8221;, ma senza test a lungo termine. Il rischio di effetti collaterali imprevisti (allergie, tossicità) è reale e non monitorabile.</li>
<li><strong>La Morte del Biologico:</strong>La contaminazione è irreversibile. Un gene modificato può &#8220;scappare&#8221; da un campo OGM a uno biologico, distruggendo la certificazione e il lavoro di anni. Una volta rilasciati, non si può più tornare indietro.</li>
<li><strong>Dipendenza Totale:</strong>Le sementi NGT sono brevettate. Gli agricoltori perderanno la possibilità di selezionare le proprie sementi, diventando dipendenti dalle multinazionali che detengono i brevetti.</li>
</ul>
<h2>La Percezione vs. La Realtà: Lo &#8220;Science Washing&#8221;</h2>
<p>L&#8217;UE sta applicando una strategia di <em>science washing</em>:</p>
<p>Ci dicono che <strong>se il gene è della stessa specie, è sicuro</strong>. È una mezza-verità che inganna. La <strong>vera scienza</strong> ci racconta dati diversi: l&#8217;editing genetico introduce cambiamenti complessi. La politica ha scelto di ignorare questa complessità per vendere un&#8217;innovazione che <strong>non ci appartiene</strong>, abbassando le nostre difese con la solita scusa di un progresso che non esiste.</p>
<h3>SPECIALE BOX: La Cronologia del Tradimento</h3>
<p><em>Come hanno fatto a passare sotto silenzio decisioni che cambiano il nostro futuro?</em></p>
<table width="620">
<tbody>
<tr>
<td>Data</td>
<td>Cosa è successo davvero</td>
<td>La strategia usata</td>
</tr>
<tr>
<td data-label="Data"><strong>Febbraio 2024 (inizio)</strong></td>
<td data-label="Cosa è successo davvero">Voto in commissione AGRI.</td>
<td data-label="La strategia usata"><strong>Opacità:</strong> Nessuna copertura mediatica, nessun dibattito pubblico.</td>
</tr>
<tr>
<td data-label="Data"><strong>13 Febbraio 2024</strong></td>
<td data-label="Cosa è successo davvero"><strong>Voto in Aula Plenaria (273 vs 239).</strong></td>
<td data-label="La strategia usata"><strong>Sorpresa:</strong> La decisione viene presa mentre l&#8217;attenzione pubblica è altrove.</td>
</tr>
<tr>
<td data-label="Data"><strong>14-23 Febbraio 2024</strong></td>
<td data-label="Cosa è successo davvero">Silenzio stampa. La direttiva viene &#8220;archiviata&#8221;.</td>
<td data-label="La strategia usata"><strong>Distrazione:</strong> L&#8217;opinione pubblica è distratta da altre notizie (guerre, crisi energetiche).</td>
</tr>
<tr>
<td data-label="Data"><strong>24 Febbraio 2024</strong></td>
<td data-label="Cosa è successo davvero"><strong>Esplosione dell&#8217;allarme:</strong> <em>Greenreport</em> e associazioni lanciano la notizia.</td>
<td data-label="La strategia usata"><strong>Fatto Compiuto:</strong> Si presenta la decisione come irreversibile, senza possibilità di appello.</td>
</tr>
<tr>
<td data-label="Data"><strong>17 Giugno 2026</strong></td>
<td data-label="Cosa è successo davvero">Implementazione graduale senza controlli.</td>
<td data-label="La strategia usata"><strong>Normalizzazione:</strong> Si cerca di far accettare il nuovo modello come &#8220;naturale&#8221;.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2><strong>Il Tradimento calcolato</strong></h2>
<ol>
<li><strong>Ignorare il consenso: i</strong>l 70-80% degli europei è contrario. Il Parlamento ha votato contro.</li>
<li><strong>Sfruttare la distrazione: m</strong>entre il popolo guardava altrove, la sovranità alimentare è stata venduta.</li>
<li><strong>Presentare il danno come beneficio: l</strong>a sicurezza è stata sacrificata sull&#8217;altare del &#8220;progresso&#8221; delle multinazionali.</li>
</ol>
<h2>Conclusione: La Frustrazione come arma vincente</h2>
<p>La rabbia è legittima. Ma non fermiamoci alla frustrazione. Capire che questo è un <strong>meccanismo calcolato</strong> è il primo passo per smontarlo. La battaglia non è contro la scienza, ma contro un modello che mette il profitto sopra la vita. La vera sicurezza non è quella che ci viene venduta, è quella che costruiamo vigilando. Informiamoci, diffondiamo queste informazioni e chiediamo conto ai nostri rappresentanti. Non siamo impotenti.</p>
<p>Fonti e approfondimenti</p>
<p><a href="https://feder.bio/federbio-assobio-sul-voto-europeo-sulle-ngt-un-passo-indietro-trasparenza-sovranita-alimentare-europea-ora-servono-tutele-concrete-biologico-agricoltori-biodiversita/">Federbio</a></p>
<p><a href="https://www.greenme.it/ambiente/agricoltura/nuovi-ogm-il-parlamento-europeo-approva-la-deregolamentazione-cosa-cambia-davvero-e-perche-le-associazioni-protestano/">Greenme</a></p>
</div><div class="fusion-text fusion-text-8"><h2>Ascolta il reel</h2>
</div><blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/DZwuzcFEvc_/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/reel/DZwuzcFEvc_/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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		<title>Classifica “Quella sporca dozzina”: Fragole al primo posto.</title>
		<link>https://elenaalquati.org/classifica-quella-sporca-dozzina-fragole-al-primo-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 05:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo e salute]]></category>
		<category><![CDATA[#agricolturabiologica;]]></category>
		<category><![CDATA[#agricolturaconvenzionale;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#levettovaglie;]]></category>
		<category><![CDATA[#pesticidi;]]></category>
		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
		<category><![CDATA[scienzaericerchescientifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le chiamano le lacrime di Venere e, anche se su altri livelli, ultimamente le fragole hanno acquisito un primato che fa davvero piangere. La "Dirty Dozen", o "la sporca dozzina", è la pubblicazione annuale dell'Environmental Working Group (EWG) che elenca i dodici prodotti più "inquinati", basandosi sui dati del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti.  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-6 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-6 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div style="position: relative; width: 100%; height: 0; padding-top: 56.2500%;
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<h2>Campioni ad alta contaminazione</h2>
<p>I campioni di fragole analizzati contengono residui multipli di pesticidi e, in alcuni test, è risultato che il 90% dei campioni provenienti da agricoltura convenzionale ha mostrato residui rilevabili che, in molti casi, superano i dieci pesticidi differenti su un singolo frutto.</p>
<h2>Perché?</h2>
<p>La fragola è una coltura molto suscettibile a parassiti e malattie ed, essendo un frutto delicato e mangiato con la buccia (la fragola non si sbuccia), i pesticidi impiegati si accumulano soprattutto sulla superficie.</p>
<h2>Impatto sulla salute</h2>
<p>Sebbene i livelli legali siano regolamentati, è l&#8217;esposizione al &#8220;cocktail&#8221; di pesticidi la preoccupazione crescente per la salute pubblica, specialmente per bambini e donne in gravidanza. Scegliere fragole biologiche riduce drasticamente questo rischio.</p>
<h2>Punti chiave basati sui dati disponibili:</h2>
<h3>1.    Dati di ricerca</h3>
<p>Studi condotti dall&#8217;USDA (United States Department of Agriculture) e dal <strong>Ministero della Salute europeo</strong> confermano che le fragole hanno spesso un numero elevato di campioni positivi a residui di pesticidi, talvolta con più di un pesticida rilevato sullo stesso frutto.</p>
<h3>2.    Perché accade</h3>
<p>La buccia della fragola è sottile e commestibile, e la sua superficie irregolare e porosa trattiene facilmente i pesticidi.</p>
<p>Le fragole sono raccolte per lo più in estate, periodo in cui le infestazioni di parassiti sono più frequenti, richiedendo trattamenti intensivi.</p>
<h3>3.    Biologico sì o no</h3>
<p>Considerando che il frutto è mangiato per intero (buccia compresa) e che i pesticidi possono essere assorbiti proprio attraverso la superficie, il consiglio di <strong>scegliere fragole biologiche</strong> è una <strong>raccomandazione prudente</strong> e ampiamente <strong>supportata dagli esperti</strong> di sicurezza alimentare.</p>
<h2>Considerazioni</h2>
<h3>1.    Controlli UE</h3>
<p>In Europa, i limiti dei residui sono molto più rigidi rispetto ad altri paesi costantemente e sono costantemente monitorati dall’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare). Il rischio per la salute, per chi consuma frutta convenzionale in quantità normali, è considerato basso dalle autorità sanitarie, ma attenzione all’effetto cocktail.</p>
<h2>2.   Lavaggio</h2>
<p>Sciacquare sotto acqua corrente, eventualmente con bicarbonato diluito (la cui efficacia è suggerita da alcuni studi per certi residui), diminuisce la loro presenza, ma non li rimuove del tutto in caso di trattamento sistemico del prodotto.</p>
<h2>3.   Stagionalità</h2>
<p>Le fragole di stagione (in Italia primavera-inizio estate) hanno meno trattamenti rispetto a quelle importate da paesi con normative diverse o coltivate in serra tutto l&#8217;anno.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p>Anche se i pesticidi sulle fragole convenzionali sono generalmente entro i limiti di sicurezza legali, la loro presenza è rilevante, in particolare per l’effetto cocktail (fino a dieci tipi di pesticidi differenti per ogni singolo frutto).</p>
<p>Scegliere biologico è la strategia più efficace per evitare questi residui.</p>
</div></div></div></div></div>
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		<title>Il costo dell&#8217;Intelligenza Artificiale sull&#8217;acqua</title>
		<link>https://elenaalquati.org/lintelligenza-artificiale-ha-un-costo-gravoso-sullacqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 14:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[#acqua;]]></category>
		<category><![CDATA[#dirittiumani;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#levettovaglie;]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-7 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-7 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:350px;"><div class="video-shortcode"><div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:58.33%;" ><iframe title="YouTube video player 3" src="https://www.youtube.com/embed/ZfDp0sIFY6c?wmode=transparent&autoplay=0" width="600" height="350" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe></div></div></div><div class="fusion-text fusion-text-10"><h2></h2>
<h2><strong>Giusto due dati </strong></h2>
<p><strong>Non è</strong> un argomento che normalmente tratto e non ho nemmeno la competenza per farlo. Certo è che l&#8217;acqua è uno degli ingredienti utilizzato in cucina che, se venisse a mancare, causerebbe danni incalcolabili. Quindi ho pensato di pubblicare questa notizia.</p>
<p><strong>250 miliardi di galloni</strong> (circa <strong>946 miliardi di litri</strong>) è una cifra stimata per il consumo idrico globale dei data center nel <strong>2023</strong>, principalmente per il raffreddamento dei server e la produzione di energia.</p>
<ul>
<li>Questo volume equivale a circa <strong>560 miliardi di litri</strong>, una quantità che si prevede potrebbe superare i <strong>200 miliardi di litri entro il 2030</strong>se l&#8217;espansione dell&#8217;intelligenza artificiale continuerà senza mitigazioni.</li>
<li>I colossi tecnologici come <strong>Google</strong>, <strong>Microsoft</strong>e <strong>Meta</strong> hanno registrato aumenti significativi: nel 2022 hanno prelevato insieme oltre <strong>2 miliardi di metri cubi</strong> di acqua dolce, un volume superiore al consumo annuale della Danimarca.</li>
<li>L&#8217;acqua viene utilizzata prevalentemente nei sistemi di <strong>raffreddamento evaporativo</strong>, dove una parte evapora nell&#8217;atmosfera e non può essere semplicemente riutilizzata infinitamente a causa di accumulo di minerali e contaminanti.</li>
</ul>
<p>L&#8217;impatto che l&#8217;intelligenza artificiale ha sull&#8217;ambiente ha dei costi enormi su cui vale la pena di riflettere, almeno noi.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Per chi vuole approfondire</p>
<p><a href="https://www.we-wealth.com/content/data-center-acqua-sete-nascosta-ai-intelligenza-artificiale">https://www.we-wealth.com/content/data-center-acqua-sete-nascosta-ai-intelligenza-artificiale</a></p>
</div><div class="fusion-text fusion-text-11"><h2>Giusto per saperne di più</h2>
</div><div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:350px;"><div class="video-shortcode"><div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:58.33%;" ><iframe title="YouTube video player 4" src="https://www.youtube.com/embed/gS9ygSSjR4w?wmode=transparent&autoplay=0" width="600" height="350" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe></div></div></div></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/lintelligenza-artificiale-ha-un-costo-gravoso-sullacqua/">Il costo dell&#8217;Intelligenza Artificiale sull&#8217;acqua</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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		<title>Pesticidi ed ecosistema intestinale</title>
		<link>https://elenaalquati.org/pesticidi-ed-ecosistema-intestinale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 05:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Ricerche Scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#pesticidi;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricerchescientifiche;]]></category>
		<category><![CDATA[scienzaericerchescientifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione Nel 2023, l’uso dei pesticidi ha raggiunto 3,73 milioni di tonnellate a livello globale, circa il doppio della quantità utilizzata nel 1990 (l’India ha registrato un aumento di quasi il 20% solo negli ultimi dieci anni). La ricerca sui rischi per la salute si concentra da tempo sull’avvelenamento acuto, sulla neurotossicità e sul cancro,  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Introduzione</h2>
<p>Nel 2023, l’uso dei pesticidi ha raggiunto <a href="https://www.fao.org/statistics/highlights-archive/highlights-detail/pesticides-use-and-trade-1990-2023/en">3,73 milioni di tonnellate</a> a livello globale, circa il doppio della quantità utilizzata nel 1990 (l’India ha registrato un aumento di quasi il 20% solo negli ultimi dieci anni). La ricerca sui rischi per la salute si concentra da tempo sull’avvelenamento acuto, sulla neurotossicità e sul cancro, ma nuovi strumenti genetici, che studiano i diversi ecosistemi microbici, hanno permesso di monitorare gli effetti dei pesticidi sul microbioma in modo più approfondito.</p>
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		<title>Multinazionali: padroni del mondo, padroni dell’acqua</title>
		<link>https://elenaalquati.org/multinazionali-padroni-del-mondo-padroni-dellacqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 08:02:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[@cocacola;]]></category>
		<category><![CDATA[#billgates;]]></category>
		<category><![CDATA[#BlackRock;]]></category>
		<category><![CDATA[#dirittiumani;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Queste sono le multinazionali che non solo hanno accesso all’acqua in modo indiscriminato in tutto il mondo, ma la tolgono agli abitanti dei vari territori, soprattutto se indigeni.   I nomi? Nestlé, The Coca-Cola Company e Veolia sono multinazionali che operano nel settore dell'acqua e delle bevande; Vanguard, BlackRock e JP Morgan sono  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-8 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-8 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-12"><p>Queste sono le multinazionali che non solo hanno accesso all’acqua in modo indiscriminato in tutto il mondo, ma la tolgono agli abitanti dei vari territori, soprattutto se indigeni.</p>
</div><div class="fusion-slider-sc"><div class="fusion-flexslider-loading flexslider flexslider-hover-type-none" data-slideshow_autoplay="1" data-slideshow_smooth_height="0" data-slideshow_speed="7000" style="max-width:100%;height:100%;"><ul class="slides"><li class="image"><span class="fusion-image-hover-element hover-type-none"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/1_controllo_multinazionali_acqua.jpg" width="1920" height="1080" class="wp-image-15158" srcset="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/1_controllo_multinazionali_acqua-200x113.jpg 200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/1_controllo_multinazionali_acqua-400x225.jpg 400w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/1_controllo_multinazionali_acqua-600x338.jpg 600w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/1_controllo_multinazionali_acqua-800x450.jpg 800w, 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<p>Nestlé, The Coca-Cola Company e Veolia sono multinazionali che operano nel settore dell&#8217;acqua e delle bevande; Vanguard, BlackRock e JP Morgan sono istituzioni finanziarie che detengono partecipazioni azionarie di rilievo in queste e altre aziende, esercitando un controllo indiretto sui loro capitali.</p>
<p>Inoltre, Bill Gates, nonostante non sia direttamente indicato come proprietario di beni idrici, attraverso le sue fondazioni partecipa a iniziative di sviluppo e i suoi investimenti (ad esempio in Berkshire Hathaway) potrebbero avere legami con il settore.</p>
<p>Con centinaia di marchi idrici globali sotto il loro dominio (tra cui S.Pellegrino, Perrier, Dasani, Evian), Nestlé e Coca-Cola gestiscono volumi di estrazione ingenti, spesso a costi inferiori rispetto al consumo domestico, sollevando questioni riguardo ai prezzi e all&#8217;impatto ecologico.</p>
<h2>Fondi di investimento</h2>
<p>I &#8220;Tre Grandi&#8221; fondi di investimento (Vanguard, BlackRock, State Street), che gestiscono trilioni di dollari, sono inoltre i principali azionisti di queste multinazionali, esercitando un&#8217;influenza significativa sulle decisioni strategiche e sulla governance a livello mondiale nei settori alimentare e idrico.</p>
<p>Non vi è invece evidenza nei risultati forniti che confermi un controllo diretto di JP Morgan o Bill Gates sull&#8217;estrazione e sulla vendita dell&#8217;acqua come entità proprietarie primarie, sebbene il settore bancario sia profondamente intrecciato con i finanziamenti e le partecipazioni in queste società.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p>La concentrazione del potere nelle mani di poche aziende e fondi finanziari riduce la concorrenza, incidendo su prezzi, salute pubblica e sostenibilità ambientale lungo l&#8217;intera filiera dell&#8217;acqua.</p>
<p><a href="https://www.greenme.it/lifestyle/sai-cosa-compri/da-nestle-a-coca-cola-le-10-multinazionali-che-controllano-quasi-tutto-cio-che-mangiamo-e-beviamo/">https://www.greenme.it/lifestyle/sai-cosa-compri/da-nestle-a-coca-cola-le-10-multinazionali-che-controllano-quasi-tutto-cio-che-mangiamo-e-beviamo/</a></p>
<p><a href="https://sbilanciamoci.info/i-fondi-dinvestimento-padroni-del-mondo/">https://sbilanciamoci.info/i-fondi-dinvestimento-padroni-del-mondo/</a></p>
<p><a href="https://valori.it/fondi-finanziarizzazione-economia-globale/">https://valori.it/fondi-finanziarizzazione-economia-globale/</a></p>
</div><div class="fusion-text fusion-text-14"><p>Elaborazione grafica: camva.com</p>
<p>Immagine copertina: canva.com</p>
</div></div></div></div></div>
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		<title>Cibi ultra – processati e gravidanza: salute materna e fetale</title>
		<link>https://elenaalquati.org/cibi-ultra-processati-e-gravidanza-salute-materna-e-fetale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 07:51:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Ricerche Scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#fastfood;]]></category>
		<category><![CDATA[#gravidanza;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzione;]]></category>
		<category><![CDATA[#UPF;]]></category>
		<category><![CDATA[scienzaericerchescientifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ormai si parla spesso di cibi ultra-processati, fin troppo. Un’immensa letteratura scientifica racconta di quanto siano dannosi su più livelli, soprattutto per i bambini, ma non si fa nulla per fermare questo danno alla salute pubblica. Lo studio Giusto per aggiornare il quadro sulla pericolosità di questi prodotti, è stato da poco pubblicato un ampio  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai si parla spesso di cibi ultra-processati, fin troppo. Un’immensa letteratura scientifica racconta di quanto siano dannosi su più livelli, <a href="https://elenaalquati.org/cibi-ultra-processati-sempre-piu-presenti-nella-dieta-dei-bambini/">soprattutto per i bambini</a>, ma non si fa nulla per fermare questo danno alla salute pubblica.</p>
<h2>Lo studio</h2>
<p>Giusto per aggiornare il quadro sulla pericolosità di questi prodotti, è stato da poco pubblicato un ampio studio statunitense, da cui è emerso che potrebbero aumentare il rischio di gravi complicazioni in gravidanza, tra cui il parto pretermine e problemi di pressione sanguigna.</p>
<blockquote><p>“Ogni aumento di 10 punti percentuali nell&#8217;apporto calorico derivante da alimenti ultra-processati durante la gravidanza è associato a un rischio maggiore di circa l&#8217;11% di parto pretermine (prima delle 37 settimane) e a un rischio maggiore del 5% di disturbi ipertensivi, come la preeclampsia, che rappresentano le principali cause di malattia e morte per madri e neonati negli Stati Uniti” – questo è quanto riportato dai ricercatori.</p></blockquote>
<p>L&#8217;analisi di oltre 6.600 gravidanze si aggiunge alle crescenti prove che i prodotti alimentari ultra-processati danneggiano la salute materna e fetale.</p>
<blockquote><p>“Un numero crescente di prove collega un maggiore consumo di alimenti ultra-processati a peggiori risultati in termini di salute, anche nelle popolazioni vulnerabili come donne incinte e bambini”, ha affermato il Dott. Mingyu Zhang, epidemiologo e professore associato di medicina presso la Harvard Medical School. “In gravidanza, ciò è particolarmente preoccupante perché si tratta di una finestra di sviluppo sensibile durante la quale la dieta materna può influenzare la funzione placentare, la crescita fetale e il rischio di complicazioni come quelle osservate in questo studio.”</p></blockquote>
<h2>Bisogna intervenire!</h2>
<p>Lo studio si inserisce in un cambio di prospettiva verso gli alimenti ultra-processati, i quali non devono essere considerati solo come prodotti dannosi alla salute, ma prodotti sviluppati e progettati da aziende, tra cui l&#8217;industria del tabacco, per incentivarne il consumo eccessivo, con la consapevolezza della catena di effetti a domino su uomo e ambiente. Sempre più si sta chiedendo, in tutto il mondo, un <a href="https://elenaalquati.org/diritti-umani-e-prevenzione-del-cancro/">intervento politico</a> e regolamentazioni rigide ed efficaci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Riferimento dello studio</strong></p>
<p>Hall R, Hernandez AM, Rosas-Rogers S e altri <a href="https://www.mdpi.com/2072-6643/18/4/627">L&#8217;associazione tra consumo periconcezionale di alimenti ultra-processati e incidenza di esiti avversi della gravidanza</a>. <em>Nutrienti</em>. 2026;18(4):627. doi:10.3390/nu18040627</p>
<p>Fonte e approfondimenti</p>
<p><a href="https://usrtk.org/healthwire/ultra-processed-foods-preterm-birth-pregnancy-complications/?mc_cid=082831ebe0">https://usrtk.org/healthwire/ultra-processed-foods-preterm-birth-pregnancy-complications/?mc_cid=082831ebe0</a></p>
<p><a href="https://usrtk.org/healthwire/ultra-processed-foods-preterm-birth-pregnancy-complications/">https://usrtk.org/healthwire/ultra-processed-foods-preterm-birth-pregnancy-complications/</a> &#8211; <a href="https://usrtk.org/people/pamela-ferdinand/">Pamela Ferdinand</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p><a href="https://whatsapp.com/channel/0029Vb7WR70DzgT83kFbdm0M"><img decoding="async" class="size-large wp-image-15053 aligncenter" src="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png-1024x173.png" alt="" width="1024" height="173" srcset="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png-200x34.png 200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png-300x51.png 300w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png-400x68.png 400w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png-500x85.png 500w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png-600x102.png 600w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png-700x119.png 700w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png-768x130.png 768w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png-800x135.png 800w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png-1024x173.png 1024w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png.png 1128w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
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		<title>Dalla FAO ecco cinque motivi per cui proteggere le piante</title>
		<link>https://elenaalquati.org/dalla-fao-ecco-cinque-motivi-per-cui-proteggere-le-piante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 09:14:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[#cambiamentoclimatico;]]></category>
		<category><![CDATA[#CO2;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoclimatico;]]></category>
		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sappiamo benissimo che le piante ci nutrono, riducono la povertà, proteggono l’ambiente, e molto altro! Bisogna rispettare il cibo che mangiamo, l’ambiente in cui viviamo e la natura nel suo complesso. La FAO spiega perché le piante sono importanti e lo riassume in cinque punti:  Le piante ci nutrono. L'80% del cibo che  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-9 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-9 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-15"><p>Sappiamo benissimo che le piante ci nutrono, riducono la povertà, proteggono l’ambiente, e molto altro! Bisogna rispettare il cibo che mangiamo, l’ambiente in cui viviamo e la natura nel suo complesso. La FAO spiega perché le piante sono importanti e lo riassume in cinque punti:</p>
</div><blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DVqaQBrCOiS/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DVqaQBrCOiS/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DVqaQBrCOiS/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Food & Agriculture Organization of the United Nations (@fao)</a></p></div></blockquote>
<script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script><div class="fusion-text fusion-text-16"><ol>
<li><strong>Le piante ci nutrono</strong>. L&#8217;80% del cibo che mangiamo proviene dalle piante;</li>
<li><strong>Le piante migliorano la fertilità del suolo</strong>. Le piante possono contribuire a mobilitare nutrienti e micronutrienti per migliorare la salute del suolo;</li>
<li><strong>Le piante immagazzinano acqua e purificano la nostra aria.</strong> Facciamo affidamento su di loro per il 98% dell&#8217;ossigeno che respiriamo;</li>
<li><strong>Le piante aiutano</strong> a mitigare il cambiamento climatico assorbendo l&#8217;anidride carbonica dall&#8217;aria;</li>
<li><strong>Le piante proteggono la biodiversità.</strong> Le specie infestanti invasive sono una delle principali cause della perdita di biodiversità.</li>
</ol>
<h2>Riflessione personale</h2>
<p>E allora perché le abbattiamo?</p>
</div></div></div></div></div>
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		<title>Cocktail di pesticidi nelle mele</title>
		<link>https://elenaalquati.org/14612-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 06:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Ricerche Scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#commissioneeuropea;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le mele sono un’importante fonte di fibre e vitamine, aiutano a regolare la fame e sono benefiche anche per il nostro microbiota intestinale. Purtroppo sono emerse verità preoccupanti. Tutte le linee guida ministeriali, dietologi e nutrizionisti incoraggiano le persone a mangiare frutta e verdura, purché siano sane (per diritto) e non contaminate da sostanze  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-10 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-10 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-17"><p>Le mele sono un’importante fonte di fibre e vitamine, aiutano a regolare la fame e sono benefiche anche per il nostro microbiota intestinale. Purtroppo sono emerse verità preoccupanti.<br />
Tutte le linee guida ministeriali, dietologi e nutrizionisti incoraggiano le persone a mangiare frutta e verdura, purché siano sane (per diritto) e non contaminate da sostanze chimiche tossiche.</p>
<h2>Il rapporto</h2>
<p>Dal rapporto <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pesticide_Action_Network">Pesticide Action Network</a> da poco pubblicato, sono state testate mele provenienti da 13 paesi europei ed è emerso un allarmante cocktail di pesticidi pericolosi. Oltre il 90% di queste mele non soddisfa gli standard UE per gli alimenti trasformati per bambini. Quasi tre quarti dei campioni contenevano uno o più residui dei pesticidi più tossici; due su tre contenevano almeno un residuo di pesticidi PFAS e uno su tre conteneva un pesticida neurotossico. Il 40% conteneva il PFAS Fludioxonil, una sostanza che altera il sistema endocrino e che avrebbe dovuto essere vietata già da molto tempo.</p>
<p>Anche se individualmente, i residui di antiparassitari rimangono entro il limite massimo (LMR), i risultati sono molto preoccupanti. Nonostante sia un requisito giuridico dal 2005, non esiste ancora un quadro normativo sull&#8217;esposizione a tali cocktail nell&#8217;UE.<br />
Sebbene l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) non abbia identificato alcun uso sicuro, la Commissione europea lo ha nuovamente approvato.</p>
</div><div class="fusion-text fusion-text-18"><blockquote>
<p><em>Se la legge fosse applicata correttamente, una serie di pesticidi rilevati nelle mele sarebbe stata vietata molto tempo fa, come l’acetamiprid, tossico per lo sviluppo cerebrale, o il difenoconazolo, un interferente endocrino e neurotossico.</em></p>
</blockquote>
</div><div class="fusion-text fusion-text-19"><h2>In Italia</h2>
<p>Il rapporto espone anche la situazione delle mele italiane, in particolare sulla produzione altoatesina, una delle zone di eccellenza nella produzione delle mele.</p>
<p>A settembre 2025 sono stati raccolti cinque campioni nei mercati contadini locali (e questo fa riflettere) della Val Venosta (Rabland ed Eyrs) mostrano che l<strong>’80% delle mele (</strong>Golden Delicious, Pinova, Jonagold, Gala e Sweetango), <strong>conteneva residui di pesticidi</strong> presentando, nella loro totalità, più sostanze contemporaneamente.</p>
<p>Il dato ancora più preoccupante è che <strong>il 100% dei campioni contengono pesticidi PFAS</strong> e sostanze classificate dall’UE come “candidati alla sostituzione”, cioè quelle sostanze a cui dovrebbe essere data priorità di eliminazione. Il dato positivo è l’assenza di residui di pesticidi neurotossici, a differenza di quanto rilevato in altri paesi europei.</p>
</div><div class="fusion-image-element" style="text-align:center;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><span class=" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-1 hover-type-none"><img decoding="async" width="1024" height="576" alt="Una mela su cinque è sana" title="Solo 1 mela su 5 è risultata completamente priva di tracce chimiche" src="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/02/Solo-1-mela-su-5-e-risultata-completamente-priva-di-tracce-chimiche-1024x576.jpg" class="img-responsive wp-image-14613" srcset="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/02/Solo-1-mela-su-5-e-risultata-completamente-priva-di-tracce-chimiche-200x113.jpg 200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/02/Solo-1-mela-su-5-e-risultata-completamente-priva-di-tracce-chimiche-400x225.jpg 400w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/02/Solo-1-mela-su-5-e-risultata-completamente-priva-di-tracce-chimiche-600x338.jpg 600w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/02/Solo-1-mela-su-5-e-risultata-completamente-priva-di-tracce-chimiche-800x450.jpg 800w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/02/Solo-1-mela-su-5-e-risultata-completamente-priva-di-tracce-chimiche-1200x675.jpg 1200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/02/Solo-1-mela-su-5-e-risultata-completamente-priva-di-tracce-chimiche.jpg 1600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 1200px" /></span></div><div class="fusion-text fusion-text-20"><h2></h2>
<h2>E i bambini?</h2>
<p>La legislazione europea prevede limiti più restrittivi per i prodotti destinati alla prima infanzia, riconoscendo, anche se non dichiarato, i rischi legati all’esposizione ai pesticidi durante lo sviluppo. Pertanto le mele campionate non potrebbero essere somministrate ai bambini, ma finiscono nel carrello della spesa dei genitori, ignari <strong>che nutrire i propri figli con frutta o verdura fresca convenzionale li espone a un’aumentata esposizione ai pesticidi, che può essere superiore di oltre 600 volte rispetto agli alimenti trasformati per neonati.</strong></p>
<h2>Parlamento europeo e “Pacchetto Omnibus”</h2>
<p>La proposta Omnibus nota come “<strong>Pacchetto Omnibus</strong>”, è un’iniziativa legislativa della Commissione Europea, presentata il <strong>26 febbraio 2025</strong>, e approvata il 16 dicembre in via definitiva, si concentra sulla sostenibilità aziendale e raggruppa diverse modifiche a normative esistenti in un unico provvedimento al fine di semplificare/ridurre gli oneri amministrativi per le imprese.</p>
<p>Il risultato è che, invece di rafforzare le ispezioni sull’uso dei pesticidi, lo si indebolisce poiché la proposta prevede periodi di approvazione illimitati per i pesticidi, eliminando l’obbligo di rivalutarne la tossicità ogni 10-15 anni alla luce delle nuove evidenze scientifiche. In questo modo, gli Stati membri, hanno la facoltà di ignorare eventuali revisioni sulla pericolosità dei pesticidi nel momento in cui hanno l’autorizzazione all’uso.  Nonostante PAN Europe e tutte le organizzazioni partner che hanno condotto l’indagine si siano fermamente opposte, nulla è successo.</p>
<h2>Consiglio per i consumatori</h2>
<p><strong>La raccomandazione principale è preferire il consumo di mele biologiche</strong>, che per definizione sono coltivate senza l’uso di pesticidi di sintesi. In alternativa, <strong>per chi acquista mele convenzionali, è consigliabile sbucciarle</strong> prima del consumo, poiché la maggior parte dei residui si concentra sulla buccia.</p>
<h2>Riflessione personale</h2>
<p>Mangiare sembra diventata una guerra, dove il consumatore deve sempre trovare il modo di difendersi con scelte individuali, mentre le istituzioni, che dovrebbero tutelare la salute dei cittadini, combatte le battaglie affiancandosi e difendendo le aziende</p>
<p>Di fatto serve un cambiamento mentale oltre che normativo; una trasformazione tale delle menti che ci governano affinché possano finalmente concepire che, al centro del loro lavoro pagato da noi cittadini europei, <strong>DEVE</strong> esserci la tutela della salute pubblica e dell’ambiente, anziché gli interessi personali e dell’industria agrochimica.</p>
<p><a href="https://www.pan-europe.info/sites/pan-europe.info/files/public/resources/reports/Report_Pesticide%20cocktails%2C%20PFAS%20and%20neurotoxins%20in%20most%20European%20apples_29012026.pdf">Lo studio</a></p>
<p><a href="https://www.pan-europe.info/sites/pan-europe.info/files/public/resources/reports/Report_Pesticide%20cocktails%2C%20PFAS%20and%20neurotoxins%20in%20most%20European%20apples_29012026.pdf">Scarica il PDF</a></p>
</div></div></div></div></div>
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		<title>Dieta sana per l’uomo e il Pianeta</title>
		<link>https://elenaalquati.org/dieta-sana-per-luomo-e-il-pianeta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 16:31:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[#cambiamentoclimatico;]]></category>
		<category><![CDATA[#dieta;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#eatlancet;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2019, la Commissione EAT-Lancet ha pubblicato la dieta sanitaria planetaria con l’ambizioso obiettivo di nutrire quasi 10 miliardi di persone entro il 2050 senza causare danni all’ambiente. In ottobre è stato pubblicato un aggiornamento, ma ciò che è fondamentale comprendere è che abbiamo bisogno di una trasformazione del sistema alimentare. Walter C. Willett, professore di  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2019, la Commissione EAT-Lancet ha pubblicato la <a href="https://pubmed-ncbi-nlm-nih-gov.proxy1.library.jhu.edu/30660336/">dieta sanitaria planetaria</a> con l’ambizioso obiettivo di nutrire quasi 10 miliardi di persone entro il 2050 senza causare danni all’ambiente. In ottobre è stato pubblicato un <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41046857/">aggiornamento</a>, ma ciò che è fondamentale comprendere è che abbiamo bisogno di una trasformazione del sistema alimentare.</p>
<p>Walter C. Willett, professore di epidemiologia e nutrizione presso l&#8217;Harvard TH. Scuola Chan di sanità pubblica e co-presidente della Commissione EAT-Lancet, ha <a href="https://www.cspi.org/article/planetary-health-diet-good-you-and-earth?utm_source=ea&amp;utm_campaign=healthytips020826again&amp;utm_medium=email&amp;sourceid=1130234&amp;emci=c8b9f682-bcfa-f011-8d4c-0022482d279b&amp;emdi=76c8f119-2205-f111-832f-000d3a1f0e4c&amp;ceid=625154">rilasciato un’intervista</a> a Caitlin Dow <em>di Nutrition Action</em> in cui ha cercato di spiegare le cause del cambiamento climatico e del perché sia necessario concentrarsi sul cibo.</p>
<p>Willet spiega che il sistema alimentare contribuisce per circa il 30% alle emissioni mondiali di gas serra svolgendo enorme ruolo nell’aumentare i problemi del cambiamento climatico.</p>
<p><strong>Il moderno sistema alimentare f</strong>avorisce la conversione di habitat selvatici in terreni utilizzati per la coltivazione di cibo, con conseguente estinzione delle specie; porta alla scarsità di acqua dolce, a un uso eccessivo di pesticidi, fertilizzanti e antibiotici, causando tutti i problemi che ben conosciamo.</p>
<p><strong>Il </strong><a href="https://www.cspi.org/article/why-food-waste-matters-your-pocketbook-and-planet">cibo sprecato</a> non è detto che sia ecologicamente riciclabile: richiede ancora acqua, fertilizzanti, terreni agricoli, manodopera ed energia, anche se non viene mai mangiato</p>
<p>E’ necessario adottare pratiche agricole che rendono migliore la salute del suolo, migliorino l&#8217;irrigazione in modo da sprecare meno acqua, utilizzare meno pesticidi e altro ancora, ma cambiare la nostra dieta è la strategia risolutiva sul cambiamento climatico.</p>
<p>Non esiste un’unica forma di dieta sanitaria planetaria, ma è prevalentemente incentrata sul consumo vegetale; può includere modeste quantità di alimenti di origine animale e le carni rosse e lavorate sono limitate, ma non eliminate.</p>
<p>Un’intervista completa che tocca molti argomenti coinvolta in un tema solo: il cibo.</p>
<p>Fonte e approfondimento</p>
<p><a href="https://www.cspi.org/article/planetary-health-diet-good-you-and-earth?sourceid=1130234&amp;emci=c8b9f682-bcfa-f011-8d4c-0022482d279b&amp;emdi=76c8f119-2205-f111-832f-000d3a1f0e4c&amp;ceid=625154">https://www.cspi.org/article/planetary-health-diet-good-you-and-earth?sourceid=1130234&amp;emci=c8b9f682-bcfa-f011-8d4c-0022482d279b&amp;emdi=76c8f119-2205-f111-832f-000d3a1f0e4c&amp;ceid=625154</a> <a href="mailto:?subject=From%20CSPI%20%E2%80%93%20Planetary%20health%20diet%3A%20Good%20for%20you%20and%20the%20Earth&amp;body=Hi%20there%20%E2%80%93%20%0A%0AI%20thought%20you%20would%20be%20interested%20in%20this%20content%20from%20CSPI%3A%0A%0A%23">C</a></p>
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		<title>Oltre il PIL per il benessere del Pianeta e di chi lo abita</title>
		<link>https://elenaalquati.org/oltre-il-pil-per-il-benessere-del-pianeta-e-di-chi-lo-abita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 12:31:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[#ambiente;]]></category>
		<category><![CDATA[#dirittiumani;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#nazioniunite;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[#sostenibilità;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è una notizia recente, ma a mio avviso, una così importante iniziativa politica non ha avuto la giusta comunicazione e diffusione, e, soprattutto, non è stata discussa dai leader mondiali quando avrebbe dovuto esserlo. Il tema è centrale per la sostenibilità del Pianeta e di chi lo abita, ma il prodotto interno lordo (PIL)  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è una notizia recente, ma a mio avviso, una così importante iniziativa politica non ha avuto la giusta comunicazione e diffusione, e, soprattutto, non è stata discussa dai leader mondiali quando avrebbe dovuto esserlo.</p>
<p>Il tema è centrale per la sostenibilità del Pianeta e di chi lo abita, ma il prodotto interno lordo (PIL) sembra avere la meglio poiché costituisce la principale misura del progresso dello sviluppo all’interno e tra i paesi e non lo si può mettere in discussione! Invece, un cambiamento di paradigma sarebbe essenziale per fornire un quadro più completo delle diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile.</p>
<p>Gli sforzi per integrare o andare oltre il PIL mirano a ridefinire il modo in cui misuriamo il progresso ponendo al centro le persone, il pianeta e la prosperità.</p>
<p>Per il progetto Beyond GDP, il segretario generale delle Nazioni Unite <a href="https://www.un.org/sg/en/content/sg/speeches/2023-09-16/secretary-generals-remarks-the-opening-of-the-sdg-action-weekend">António Guterres</a>, ha riunito un gruppo di specialisti<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> di alto livello con i quali si dovrà arrivare a superare le resistenze dell&#8217;indicatore di riferimento mondiale del progresso economico: il <u>PIL</u>.</p>
<p>Sono decenni che i ricercatori mettono in evidenza questo approccio che crea incentivi perversi con  più problemi di quanti ne risolve.</p>
<p><a href="https://www.stockholmresilience.org/research/planetary-boundaries.html">Dei  nove numeri dei processi del sistema Terra</a>, tra cui l&#8217;inquinamento atmosferico, il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità, <a href="https://www.pik-potsdam.de/en/news/latest-news/seven-of-nine-planetary-boundaries-now-breached-2013-ocean-acidification-joins-the-danger-zone">sette sono stati violati</a>. Tra il 2000 e il 2022, i ricercatori hanno scoperto che, mentre il PIL globale è più che raddoppiato “l&#8217;aumento del superamento ecologico dovrebbe arrestarsi immediatamente” per salvaguardare la stabilità del sistema Terra entro il 2050.</p>
<h2>Riflessione personale</h2>
<p>Mi verrebbe da fare una sola domanda, ma so che porterebbe una risposta banale e superficiale, quindi non la pongo.</p>
<p>Tu cosa ne pensi?</p>
<hr />
<h3>Fonti e riferimenti</h3>
<p><em>Natura</em><em> 646, 7 (2025) doi: </em><a href="https://doi.org/10.1038/d41586-025-03144-y"><em>https://doi.org/10.1038/d41586-025-03144-y</em></a></p>
<p><a href="https://www.un.org/en/beyondGDP"><em>https://www.un.org/en/beyondGDP</em></a> <em> </em></p>
<p><em><u><a href="https://www.nature.com/articles/s41586-025-09385-1">La ciambella dei confini sociali e planetari monitora un mondo fuori equilibrio</a></u></em></p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a>  Il gruppo, composto da 14 esperti internazionali, tra cui E<strong>nrico Giovannini</strong>, direttore scientifico dell&#8217;ASviS (Italia)</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/oltre-il-pil-per-il-benessere-del-pianeta-e-di-chi-lo-abita/">Oltre il PIL per il benessere del Pianeta e di chi lo abita</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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		<title>L’U.E. conferma: Ketchup e condimenti in bustine monodose addio!</title>
		<link>https://elenaalquati.org/lu-e-conferma-ketchup-e-condimenti-in-bustine-monodose-addio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 14:25:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#commissioneeuropea;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A partire dal mese di agosto 2026 sarà obbligatorio togliere, nei locali, le bustine monodose dei vari condimenti, dal ketchup all’olio d’oliva: Le pratiche confezioni monouso non potranno più essere disponibili . La decisione arriva direttamente dall’Unione europea grazie a un programma per la riduzione dei rifiuti di plastica per la salvaguardia dell’ambiente: abitudine individuale  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A partire dal mese di agosto 2026 sarà obbligatorio togliere, nei locali, le bustine monodose dei vari condimenti, dal ketchup all’olio d’oliva: Le pratiche confezioni monouso non potranno più essere disponibili .</p>
<p>La decisione arriva direttamente dall’Unione europea grazie a un programma per la riduzione dei rifiuti di plastica per la salvaguardia dell’ambiente: abitudine individuale diventata insostenibile.</p>
<p>Le bustine monodose rappresentano una fonte significativa di rifiuti plastici che si traduce in un consumo pro capite di circa kg 185,5 all’anno in tutta Europa. Materia difficile da riciclare e spesso disperso nell’ambiente.</p>
<blockquote><p>Secondo i dati dell’UE, circa la metà dei rifiuti marini proviene dagli imballaggi, e le bustine di plastica sono tra i principali contributori.  Il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR) mira a ridurre i rifiuti di imballaggio del 5% entro il 2030 e del 15% entro il 2040, con l’obiettivo di eliminare progressivamente questi formati non sostenibili.</p></blockquote>
<p>Andranno ripensate anche le bustine di shampoo, balsamo e detergenti distribuiti negli hotel.</p>
<p style="text-align: center;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Fonte e approfondimenti</p>
<p><a href="https://www.money.it/confermato-ue-agosto-2026-sara-obbligatorio-togliere-ristoranti-bustine-ketchup-maionese-sale-olio">https://www.money.it/confermato-ue-agosto-2026-sara-obbligatorio-togliere-ristoranti-bustine-ketchup-maionese-sale-olio</a></p>
<p><a href="https://www.greenme.it/ambiente/rifiuti-e-riciclaggio/basta-plastica-monouso-in-ue-addio-a-bustine-di-ketchup-e-maionese-nei-ristoranti-ecco-da-quando-non-le-troveremo-piu/">https://www.greenme.it/ambiente/rifiuti-e-riciclaggio/basta-plastica-monouso-in-ue-addio-a-bustine-di-ketchup-e-maionese-nei-ristoranti-ecco-da-quando-non-le-troveremo-piu/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/lu-e-conferma-ketchup-e-condimenti-in-bustine-monodose-addio/">L’U.E. conferma: Ketchup e condimenti in bustine monodose addio!</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>F. Kennedy Jr. presenta la nuova piramide alimentare</title>
		<link>https://elenaalquati.org/f-kennedy-jr-presenta-la-nuova-piramide-alimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 13:24:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[#dieta;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[scienzaericerchescientifiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=14058</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F Kennedy Jr. e il segretario all'Agricoltura Brooke Rollins hanno pubblicato la nuova piramide alimentare: "Queste linee guida segnano il più significativo riassetto della politica nutrizionale federale nella storia della nostra nazione. Il messaggio è semplice: mangia cibo vero. Per far tornare l'America in salute, dobbiamo tornare alle  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/f-kennedy-jr-presenta-la-nuova-piramide-alimentare/">F. Kennedy Jr. presenta la nuova piramide alimentare</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F Kennedy Jr. e il segretario all&#8217;Agricoltura Brooke Rollins hanno pubblicato la nuova piramide alimentare:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Queste linee guida segnano il più significativo riassetto della politica nutrizionale federale nella storia della nostra nazione. </em><em>Il messaggio è semplice: mangia cibo vero. </em><em>Per far tornare l&#8217;America in salute, dobbiamo tornare alle basi. Le famiglie americane devono dare priorità a diete basate su alimenti integrali e ricchi di nutrienti: proteine, latticini, verdura, frutta, grassi sani e cereali integrali. Abbinato a una drastica riduzione di alimenti altamente trasformati, ricchi di carboidrati raffinati, zuccheri aggiunti,eccesso di sodio, grassi nocivi e additivi chimici, questo approccio può cambiare il percorso di salute di molti americani&#8221;.</em></p></blockquote>
<h2>Come stanno gli americani?</h2>
<p>Non bene. Le nuove linee guida riportano la situazione sanitaria drammatica:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.bmj.com/content/392/bmj.s57.full?ijkey=mdNaNXvWJHBIw&amp;keytype=ref&amp;siteid=bmjjournals%253F&amp;utm_source=adestra&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=The%2520BMJ%2520curated%2520daily%2520email%2520alert%2520-%2520Version%25202&amp;utm_content=daily&amp;utm_term=t">Quasi il 90% della spesa sanitaria è destinata al trattamento di persone affette da malattie croniche.</a> <em>Molte di queste malattie  sono il risultato prevedibile della dieta americana standard, basata su alimenti altamente trasformati unitamente a uno stile di vita sedentario;</em></li>
<li>Oltre il 70% degli adulti americani è sovrappeso o obeso; quasi un adolescente americano su tre tra i 12 e i 17 anni soffre di prediabete;</li>
<li>Le malattie croniche causate dalla dieta ora escludono un gran numero di giovani americani dal servizio militare, minando la preparazione nazionale e interrompendo un percorso storico verso opportunità e mobilità sociale.</li>
</ul>
<p>Per decenni, gli incentivi federali hanno promosso alimenti di bassa qualità, altamente trasformati e interventi farmaceutici anziché promuovere la prevenzione e questa crisi non è altro che il risultato di scelte politiche sbagliate, di una ricerca nutrizionale inadeguata e di una mancanza di coordinamento tra partner federali, statali, locali e privati.</p>
<h2>Come sono cambiate le cose oggi</h2>
<p>Con queste nuove linee guida, i ministri Kennedy e Rolling, vogliono rimettere al centro il cibo vero nella dieta americana, che nutre il corpo, ripristina la salute, alimenta l&#8217;energia, rafforza, incoraggia il movimento e l&#8217;esercizio fisico.<em> </em></p>
<blockquote><p><em>&#8220;Queste Linee Guida invitano ogni americano a mangiare più cibo vero. Invitano agricoltori, allevatori, operatori sanitari,assicuratori, educatori, leader comunitari, industria e legislatori a tutti i livelli di governo a unirsi a questo sforzo fondamentale.</em><em>Insieme, possiamo spostare il nostro sistema alimentare dalle malattie croniche verso la densità nutrizionale, il nutrimento, la resilienza</em><em>e la salute a lungo termine.</em><em>Il futuro dell&#8217;America dipende da ciò che coltiviamo, da ciò che serviamo e da ciò che scegliamo di mangiare&#8221;.</em></p>
<hr />
<div id="attachment_13893" style="width: 801px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-13893" class="wp-image-13893 size-full" src="https://www.elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/01/priorita_cereali_integrali.jpg" alt="Focus sui cereali integrali" width="791" height="251" /><p id="caption-attachment-13893" class="wp-caption-text">Foto 1 &#8211; Focus cereali integrali</p></div></blockquote>
<ul>
<li>Dare priorità ai cereali integrali ricchi di fibre;</li>
<li>Ridurre significativamente il consumo di carboidrati raffinati e altamente trasformati, come pane bianco, prodotti per la colazione pronti o confezionati, tortillas di farina e cracker;</li>
<li>Obiettivo per le porzioni di cereali integrali: 2-4 porzioni al giorno, adattando secondo  le necessità in base al proprio fabbisogno calorico individuale.</li>
</ul>
<hr />
<h4><em><br />
&#8220;<a href="https://www.bmj.com/content/392/bmj.s57.full?ijkey=mdNaNXvWJHBIw&amp;keytype=ref&amp;siteid=bmjjournals%253F&amp;utm_source=adestra&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=The%2520BMJ%2520curated%2520daily%2520email%2520alert%2520-%2520Version%25202&amp;utm_content=daily&amp;utm_term=text&amp;nbd_source=adestra&amp;nbd=6cf34e64f88443d032a5e757500fcc45e0b8cf3ef951fed1594aa41c4173ee9a&amp;uaa_id=6cf34e64f88443d032a5e757500fcc45e0b8cf3ef951fed1594aa41c4173ee9a#ref-7"><strong>Le raccomandazioni hanno suscitato reazioni contrastanti, con alcuni che hanno sottolineato che il gruppo che ha elaborato le linee guida comprendeva persone con legami finanziari con l&#8217;industria della carne</strong></a> bovina e lattiero-casearia, che occupano un posto importante nella nuova politica, nonché aziende alimentari&#8221;.</em></h4>
<hr />
<h2>Cosa ne pensano le associazioni americane</h2>
<blockquote><p>L’American Heart Association ha accolto con favore:  &#8220;L’enfasi posta sull’aumento dell’assunzione di verdura, frutta e cereali integrali, limitando al contempo il consumo di zuccheri aggiunti, cereali raffinati, cibi altamente trasformati, grassi saturi e bevande zuccherate. C’è però una profonda preoccupazione che riguardano l’uso del sale e il consumo di carni rossa poiché potrebbero non risolvere i molteplici problemi legati alle malattie cardiovascolari&#8221;.</p></blockquote>
<p>Knnedy è stato elogiato dall&#8217;American Medical Association (AMA) per aver evidenziato il grave problema dei cibi ultra – processati, le bevande zuccherate e l&#8217;eccesso di sodio che alimentano le malattie cardiache, il diabete e altre patologie croniche.</p>
<hr />
<div id="attachment_13894" style="width: 736px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-13894" class="wp-image-13894 size-full" src="https://www.elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/01/sodio-e1768463200415.jpg" alt="Focus sul sale" width="726" height="362" /><p id="caption-attachment-13894" class="wp-caption-text">Foto 2 &#8211; Sodium</p></div>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>Il sodio e gli elettroliti sono essenziali per l&#8217;idratazione. La popolazione generale, dai 14 anni in su, dovrebbe consumare meno di 2.300 mg di sodio al giorno. Gli individui molto attivi possono trarre beneficio da un aumento dell&#8217;assunzione di sodio per compensare le perdite di sudore;</li>
<li>Per i bambini, le raccomandazioni variano in base all&#8217;età: &#8211; Da 1 a 3 anni: meno di 1.200 mg al giorno - Da 4 a 8 anni: meno di 1.500 mg al giorno - Da 9 a 13 anni: meno di 1.800 mg al giorno.</li>
<li>Si dovrebbero evitare alimenti altamente trasformati e ricchi di sodio.</li>
</ul>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<hr />
<p>Insomma, a parte alcuni punti discutibili, in linea di massima il lavoro svolto è stato ben accolto.</p>
<h2>La reazione del WCRF</h2>
<p>Le raccomandazioni alimentari si basano prevalentemente sui lavori scientifici raccolti ed elaborati dal</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro per conto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Credo sia doveroso dare un ampio</ul>
</li>
</ul>
<p><a href="http://www.wcrf.org">spazio alla loro attenta valutazione</a></p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>.  Espongo qui di seguito le parti di rilievo:</ul>
</li>
</ul>
<p style="text-align: center;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Il World Cancer Research Fund dichiara di accogliere con favore molte delle raccomandazioni contenute nelle nuove <a href="https://www.dietaryguidelines.gov/">linee guida dietetiche statunitensi per gli americani</a> , ma, per quanto riguarda la prevenzione del cancro, nutrono alcune perplessità, in particolare in relazione all’alcool, alla carne rossa e lavorata.</p>
<p>Le raccomandazioni di bere principalmente acqua,  evitare bevande zuccherate e ridurre il consumo di alcol sono utili,  ma sappiamo bene che <a href="https://www.wcrf.org/preventing-cancer/topics/alcohol-and-cancer/">non esiste un livello sicuro di consumo di alcol</a> per la prevenzione del cancro. Infine, accogliamo con favore il sostegno all&#8217;allattamento al seno.</p>
<p><em>“L’enfasi delle Linee Guida sulle proteine ​​di origine animale, e in particolare sulla carne rossa, è in contrasto con </em><a href="https://www.wcrf.org/preventing-cancer/topics/meat-and-cancer/"><em>le prove scientifiche che collegano un maggiore consumo di carne rossa e lavorata a un aumento del rischio di cancro</em></a><em>”</em><em> .</em></p>
<h3>I punti importanti</h3>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ol>
<li>Vengono fornite indicazioni chiare per dare priorità agli alimenti integrali e limitare i prodotti altamente trasformati, inclusi consigli per evitare snack confezionati salati e dolci e per favorire pasti ricchi di nutrienti e preparati in casa. Questo approccio è strettamente in linea con la nostra attenzione alla <a href="https://www.wcrf.org/research-policy/evidence-for-our-recommendations/limit-fast-foods/">limitazione del fast food e degli alimenti trasformati ricchi di grassi, amidi e zuccheri.</a></li>
<li>Le Linee Guida rafforzano la posizione sugli zuccheri aggiunti e sulle bevande zuccherate, in linea con <a href="https://www.wcrf.org/preventing-cancer/topics/sugar-and-cancer/">le nostre evidenze che</a> dimostrano come l&#8217;assunzione di zucchero contribuisca all&#8217;aumento di peso eccessivo e a una peggiore qualità complessiva della dieta;</li>
<li>Gli alimenti di origine vegetale rimangono fondamentali nelle linee guida, con obiettivi giornalieri per l&#8217;assunzione di frutta e verdura e una chiara raccomandazione di dare priorità ai cereali integrali ricchi di fibre.</li>
<li>L&#8217;allattamento al seno è esplicitamente incoraggiato, con indicazioni di allattare esclusivamente al seno per i primi sei mesi e di continuare ad allattare per due anni o oltre. <a href="https://www.wcrf.org/preventing-cancer/cancer-prevention/our-cancer-prevention-recommendations/"><strong>Leggi le nos</strong></a>tre raccomandazioni per la prevenzione del cancro</li>
</ol>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h3>I punti da chiarire</h3>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ol>
<li>Le Linee Guida pongono una forte enfasi sull&#8217;aumento dell&#8217;assunzione di proteine, includendo esplicitamente la carne rossa e fissando un obiettivo proteico più elevato.<br />
Dal punto di vista della prevenzione del cancro, questa enfasi trarrebbe beneficio se si sottolineasse di dare maggiore priorità a <a href="http://f=&quot;https://www.wcrf.org/preventing-cancer/topics/fibre-wholegrains-and-cancer/&quot;&gt;">fonti proteiche di <strong>origine vegetale</strong></a> come tofu, fagioli, lenticchie e altri legumi, nonché frutta secca, semi, pesce e pollame, ribadendo al contempo le linee guida del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WRCF) di <a href="https://www.wcrf.org/preventing-cancer/topics/meat-and-cancer/">limitare il consumo di carne rossa ed evitare del tutto la carne lavorata</a> ;</li>
<li>Si promuovono alimenti ricchi di proteine e in particolare si raccomanda carne senza o con quantità limitate di zuccheri aggiunti, amidi raffinati o additivi chimici. Evitare la carne lavorata è in linea con la nostra raccomandazione di consumarne poca, se non nulla, sulla base di solide prove di un aumento del rischio di <a href="https://www.wcrf.org/preventing-cancer/cancer-types/bowel-cancer/">cancro del colon-retto</a> ;</li>
<li>Sebbene le Linee guida diano priorità ai cereali integrali ricchi di fibre, questi <strong>non hanno un posto significativo</strong> nella nuova piramide alimentare del &#8220;cibo vero&#8221;, il che ne mina l&#8217;importanza;</li>
<li>Si adottano raccomandazioni generale di riduzione del consumo di alcol.   <a href="https://www.wcrf.org/preventing-cancer/topics/alcohol-and-cancer/">Per la prevenzione del cancro, ma é meglio non berne affatto</a>, poiché non esiste una soglia di consumo sicura per il rischio di almeno sette tipi di cancro;</li>
<li>L&#8217;esplicita approvazione dei latticini interi con l&#8217;indicazione di consumarne tre porzioni al giorno, merita un&#8217;attenta interpretazione. <a href="https://www.wcrf.org/preventing-cancer/topics/dairy-and-cancer/">I latticini sarebbero da inquadrare <strong>come una possibile opzione</strong></a>  piuttosto che come una raccomandazione centrale;</li>
<li>La discussione sui &#8220;grassi sani&#8221; include alimenti come burro e sego di manzo, pur raccomandando che i grassi saturi rimangano al di sotto del 10% dell&#8217;apporto energetico totale.<br />
Questa raccomandazione necessita <strong>di un&#8217;attenta spiegazione</strong> perché burro e sego di manzo sono ricchi di grassi saturi e possono influenzare il bilancio energetico complessivo. Mantenere un peso sano è importante, poiché <a href="https://www.wcrf.org/preventing-cancer/topics/weight-and-cancer/">sovrappeso e obesità aumentano il rischio di almeno 13 tumori</a> .</li>
</ol>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p><a href="https://www.wcrf.org/preventing-cancer/cancer-prevention/our-cancer-prevention-recommendations/"><strong>Maggiori informazioni sulle nostre raccomandazioni per la prevenzione del cancro</strong></a></p>
<h3>Implicazioni politiche</h3>
<ol>
<li><strong>Accessibilità e convenienza:</strong> per raggiungere il modello alimentare delineato nelle linee guida saranno necessarie misure politiche mirate per migliorare la disponibilità e l&#8217;accessibilità di alimenti freschi e integrali.</li>
<li><strong>Chiarezza e attuazione:</strong> è necessaria maggiore chiarezza sulla definizione di &#8220;alimenti altamente trasformati&#8221; nelle linee guida e su come tale definizione verrà resa operativa.</li>
<li><strong>Allineamento e attuazione delle politiche:</strong>  non è ancora chiaro se saranno introdotte misure politiche nuove o rafforzate a sostegno dei cambiamenti alimentari raccomandati, né in che modo queste linee guida saranno integrate nelle politiche alimentari, agricole, di approvvigionamento e di sanità pubblica per consentirne un&#8217;attuazione significativa. Inoltre, le linee guida dovrebbero considerare anche fattori più ampi come la sostenibilità e la salute del pianeta.</li>
</ol>
<h2>Riflessione personale</h2>
<p>Personalmente e in linea di massima mi trovo d’accordo con l’analisi del WCRF, ma valuterei anche altri aspetti.</p>
<p>Negli Stati Uniti <a href="https://www.ilpuntocoldiretti.it/attualita/economia/boom-cibi-ultra-processati-spinge-in-alto-lobesita/#:~:text=Il%20confronto%20con%20la%20situazione,rischio%20significativo%20per%20il%20futuro.">i cibi ultra &#8211; processati costituiscono</a> il <strong>60% circa dell&#8217;apporto calorico totale per gli adulti</strong> e il <strong>70% per gli adolescenti.</strong> E’ evidente quindi che la loro dieta si basa prevalentemente sul consumo di snack, bevande zuccherate, fast food e carni processate, che contribuiscono, come abbiamo visto, a un aumento di obesità e malattie correlate.</p>
<p>Questi prodotti progettati per essere <a href="https://usrtk.org/ultra-processed-foods/addictive/">iper &#8211; appetibili</a> e <a href="https://www.penguinrandomhouse.com/books/246273/hooked-by-michael-moss/">creare assuefazione</a>, hanno un rilevante impatto anche sui processi cognitivi e sulla volontà: studi scientifici hanno ben dimostrato che dirottano i percorsi di ricompensa del cervello e ne modificano la morfologia. Gli americani accetterebbero qualcosa di più restrittivo? Inoltre ci sono delle variabili non indifferenti come la vastità dei territori, le determinanti sociali e commerciali, nonché le profonde diversità culturali.</p>
<p>Se il messaggio di smettere con i<a href="https://www.elenaalquati.org/lincessante-ascesa-del-consumo-di-cibi-ultra-processati/"> cibi ultra &#8211; processati</a> e mangiare cibo vero dovesse essere compreso almeno da una parte degli americani, io penso che sarebbe già un grande successo, ma c’è una cosa che deve essere ben chiara: queste sono linee guida stilate da americani per gli americani non per l&#8217;Italia.</p>
<hr />
<p>Fonte</p>
<h6><a href="https://www.dietaryguidelines.gov/">https://www.dietaryguidelines.gov/</a></h6>
<h6><a href="http://www.wcrf.org">www.wcrf.org</a></h6>
<h6><a href="https://www.bmj.com/content/392/bmj.s57.full?ijkey=mdNaNXvWJHBIw&amp;keytype=ref&amp;siteid=bmjjournals%253F&amp;utm_source=adestra&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=The%2520BMJ%2520curated%2520daily%2520email%2520alert%2520-%2520Version%25202&amp;utm_content=daily&amp;utm_term=text&amp;nbd_source=adestra&amp;nbd=6cf34e64f88443d032a5e757500fcc45e0b8cf3ef951fed1594aa41c4173ee9a&amp;uaa_id=6cf34e64f88443d032a5e757500fcc45e0b8cf3ef951fed1594aa41c4173ee9a">https://www.bmj.com/content/392/bmj.s57.full?ijkey=mdNaNXvWJHBIw&amp;amp;keytype=ref&amp;siteid=bmjjournals%253F&amp;utm_source=adestra&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=The%2520BMJ%2520curated%2520daily%2520email%2520alert%2520-%2520Version%25202&amp;utm_content=daily&amp;utm_term=text&amp;nbd_source=adestra&amp;nbd=6cf34e64f88443d032a5e757500fcc45e0b8cf3ef951fed1594aa41c4173ee9a&amp;uaa_id=6cf34e64f88443d032a5e757500fcc45e0b8cf3ef951fed1594aa41c4173ee9a</a></h6>
<h6><a href="https://www.elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/01/DGA.pdf"><strong>Scarica linea guida americana in PDF</strong></a></h6>
<h6><strong> </strong></h6>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/f-kennedy-jr-presenta-la-nuova-piramide-alimentare/">F. Kennedy Jr. presenta la nuova piramide alimentare</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le Vettovaglie Magazine &#8211; novembre 25</title>
		<link>https://elenaalquati.org/le-vettovaglie-magazine-novembre-25/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 13:19:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#levettovaglie;]]></category>
		<category><![CDATA[#magazine;]]></category>
		<category><![CDATA[#marketing;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzione;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzioneatavola;]]></category>
		<category><![CDATA[scienzaericerchescientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[storiadelcibo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=13682</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questo numero del magazine Molti gli argomenti raccolti in questo nuovo numero del Magazine! Da segnalare il FOCUS sul cachi dove potrai scaricare l'inserto con tante ricette tutte da provare di questo meraviglioso frutto definito "Il loto del Giappone". Non mancheranno contenuti dedicati alla salute e alla tutela del bambino e qualche informazione sulle  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>In questo numero del magazine</h2>
<p>Molti gli argomenti raccolti in questo nuovo numero del Magazine! Da segnalare il FOCUS sul cachi dove potrai scaricare l&#8217;inserto con tante ricette tutte da provare di questo meraviglioso frutto definito &#8220;Il loto del Giappone&#8221;. Non mancheranno contenuti dedicati alla salute e alla tutela del bambino e qualche informazione sulle scelte da fare quotidianamente nella nostra dieta. Ad esempio si sente dire di tutto e di più su ciò che viene impropriamente chiamato carboidrato e che, invece, dovremmo chiamare cereali integrali. I fitati contenuti in questa categoria di alimenti sembra siano diventati il male del mondo, ma è veramente così? Il mio articolo spero possa chiarire qualche dubbio!</p>
<p>E poi ancora tante ricette e nuovi articoli pubblicati nella pagina SHOP, compreso questo nuovo numero del Magazine.</p>
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		<title>Giornata mondiale del suolo: Suoli sani per città sane</title>
		<link>https://elenaalquati.org/giornata-mondiale-del-suolo-suoli-sani-per-citta-sane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 06:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[#biodiversità;]]></category>
		<category><![CDATA[#clima;]]></category>
		<category><![CDATA[#FAO;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Testo tratto dal sito FAO Un suolo sano è il fondamento della vita sulla Terra. Ogni anno, il 5 dicembre, la Giornata Mondiale del Suolo (GSM) celebra i suoli e sensibilizza sulla loro importanza per i sistemi agroalimentari sostenibili, la lotta contro il cambiamento climatico, la biodiversità e il benessere umano. Il tema del 2025, "Suoli  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Testo tratto dal sito FAO</h3>
<p>Un suolo sano è il fondamento della vita sulla Terra. Ogni anno, il 5 dicembre, la Giornata Mondiale del Suolo (GSM) celebra i suoli e sensibilizza sulla loro importanza per i sistemi agroalimentari sostenibili, la lotta contro il cambiamento climatico, la biodiversità e il benessere umano.</p>
<p>Il tema del 2025, <strong>&#8220;Suoli sani per città sane&#8221;</strong>, si concentra sul ruolo dei suoli nelle città e sulle sfide poste dall&#8217;impermeabilizzazione del suolo e dall&#8217;urbanizzazione. Con due terzi della popolazione mondiale che si prevede vivrà in città entro il 2050, i suoli sono il fondamento di città sostenibili e resilienti.</p>
<p>I suoli urbani forniscono servizi ecosistemici essenziali: supportano la produzione alimentare, filtrano l&#8217;acqua, immagazzinano carbonio, regolano le temperature e sostengono la biodiversità. Tuttavia, l&#8217;impermeabilizzazione del suolo, l&#8217;inquinamento e l&#8217;espansione urbana minacciano questi benefici, aumentando il rischio di inondazioni, intensificando le isole di calore e minacciando la produzione alimentare nelle aree periurbane.</p>
<p>Le soluzioni esistono. La de-sigillatura, i tetti verdi, la vegetazione e l&#8217;agricoltura urbana, il compostaggio e la pianificazione urbana sostenibile possono trasformare il suolo in opportunità per rafforzare l&#8217;azione per il clima, migliorare la salute pubblica, ridurre i rischi di catastrofi e promuovere città più verdi e inclusive.</p>
<p>La Giornata Mondiale del Suolo 2025 è un invito all&#8217;azione. Invita politici, scienziati, amministratori comunali, società civile e cittadini di tutto il mondo a reinventare gli spazi urbani attraverso i loro suoli, garantendo che persone e natura possano prosperare insieme in città verdi e sane.</p>
<h2>Riflessione personale</h2>
<p>Mi chiedo: “Se non si riesce a rispettare il suolo di agricoltura, foreste, boschi, parchi, ecc., come questo invito può essere preso in considerazione da chi tutto questo lo amministra? Inoltre non serve un giorno all’anno, servono politiche serie fatte a persone serie, ogni giorno, tutti i giorni!</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.fao.org/global-soil-partnership/resources/events/detail/en/c/1742916/">https://www.fao.org/global-soil-partnership/resources/events/detail/en/c/1742916/</a></p>
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		<title>Consumatore consapevole: L’etichetta non basta più!</title>
		<link>https://elenaalquati.org/consumatore-consapevole-letichetta-non-basta-piu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 09:59:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo e salute]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#commissioneeuropea;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#OGM;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricerchescientifiche;]]></category>
		<category><![CDATA[#zucchero;]]></category>
		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
		<category><![CDATA[scienzaericerchescientifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Più passa il tempo e più aumentano le persone che controllano le etichette dei prodotti, ma più la scienza dell’alimentazione prende piede, più i problemi di comprensione crescono, anche perché si enfatizzano dati poco rilevanti rispetto a ciò che, invece, le aziende tendono a nascondere. Così, mentre il consumatore consapevole aumenta, il rapporto con chi  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Più passa il tempo e più aumentano le persone che controllano le etichette dei prodotti, ma più la scienza dell’alimentazione prende piede, più i problemi di comprensione crescono, anche perché si enfatizzano dati poco rilevanti rispetto a ciò che, invece, le aziende tendono a nascondere. Così, mentre il consumatore consapevole aumenta, il rapporto con chi il cibo lo produce diminuisce.</p>
<p>Una diffidenza che, viste le innumerevoli truffe, abbassamento di qualità dei prodotti industriali, ingredienti sempre meno naturali, per lo più creati in laboratorio, è più che giustificata. I consumatori stanno cominciando a capire che gran parte della nostra salute dipende da una buona alimentazione, ma che questa non può più essere misurata unicamente da una mera conta di calorie e nutrienti presenti nel cibo (e sull’etichetta).</p>
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		<title>La recensione del mese: Chi nutrirà il mondo?</title>
		<link>https://elenaalquati.org/la-recensione-del-mese-chi-nutrira-il-mondo-di-vandana-shiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2025 06:30:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[#agricoltura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#dirittiumani;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#recensione;]]></category>
		<category><![CDATA[#vandanashiva;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi nutrirà il mondo è il libro che ho scelto questo mese, e mi viene da scrivere, già, chi lo farà? Mentre stavo scrivendo l’articolo Focus sui cachi, mi sono imbattuta in un passaggio letto da qualche parte, che riportava una riflessione sull’importanza che ricoprono i semi, stupidamente riposti all’interno dei frutti senza motivo evidente,  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.feltrinellieditore.it/opera/chi-nutrira-il-mondo/">Chi nutrirà il mondo</a> è il libro che ho scelto questo mese, e mi viene da scrivere, già, chi lo farà? Mentre stavo scrivendo l’articolo Focus sui cachi, mi sono imbattuta in un passaggio letto da qualche parte, che riportava una riflessione sull’importanza che ricoprono i semi, stupidamente riposti all’interno dei frutti senza motivo evidente, visto che l’uomo sta selezionando prodotti in cui il seme non è altro che un fastidioso infiltrato.</p>
<h2>I semi del cachi</h2>
<p><a href="https://elenaalquati.org/il-cachi-il-frutto-dautunno-definito-il-loto-del-giappone/">Nel cachi</a>, ad esempio, il seme è stato tradizionalmente usato in agricoltura, per leggervi i pronostici della stagione invernale: se appariva una posata a forma di cucchiaio l’abbondanza di neve era assicurata. Ma il seme in realtà ha un valore molto più profondo: da lui nasce la vita, di qualsiasi specie esso sia.</p>
<p>Questo mese ho scelto di segnalarvi questo libro, proprio perché parla della produzione del cibo, di come dovrebbe essere coltivato e di come le multinazionali dell’agricoltura stanno uccidendo le antiche conoscenze e tradizioni in nome dell’innovazione e della tecnologia</p>
<h2>Il testo cita</h2>
<blockquote><p>“Un modo di produzione alimentare inefficiente e non sostenibile sta spingendo il pianeta, il suo ecosistema e le sue diverse specie sull’orlo della distruzione, Il cibo, il cui scopo fondamentale è dare nutrimento e salute, rappresenta oggi il più grande problema sanitario mondiale: quasi un miliardo di persone soffre fame e malnutrizione, due miliardi sono quelli affetti da patologie, causate da veleni contenuti negli alimenti”.</p>
<p>“Non solo l’agricoltura industriale assomiglia sempre di più a una battaglia chimica contro il pianeta, ma anche la distribuzione del cibo diventa una guerra, con i cosiddetti “trattati di libero scambio” che mettono i coltivatori e i paesi gli uni contro gli altri, in perenne competizione e conflitto”.</p></blockquote>
<h3>Una guerra senza senso</h3>
<p>Sui social la guerra si combatte per avere ragione sulle diete proposte e sui nutrienti che le compongono, ma se leggessimo questo libro, capiremmo che le calorie, i carboidrati, le diete iperproteiche ecc, finirebbero di avere importanza davanti alla catastrofe creata dall’uomo non solo per l’uomo. Un pianeta al collasso, depauperato di tutte le risorse e sfruttato per il mero guadagno: Chi se ne frega dei nutrienti!</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Allevamento polpi: un disastro annunciato</title>
		<link>https://elenaalquati.org/allevamento-polpi-un-disastro-annunciato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2025 12:57:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Video cultura]]></category>
		<category><![CDATA[#allevamentointensivo;]]></category>
		<category><![CDATA[#ambientemarino:]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’8 ottobre è stata la giornata nazionale dei polpi. Ripropongo questo video per sensibilizzare sul tema. Sempre più spesso si nascondono le scelte scellerate delle grandi multinazionali dietro la salvaguardia dell’ambiente, per poi realizzare che i disastri che ne derivano sono peggiori. Ogni anno s’importano 270 mila tonnellate di polpo a livello globale e la  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’8 ottobre è stata la giornata nazionale dei polpi.</p>
<p>Ripropongo questo video per sensibilizzare sul tema. Sempre più spesso si nascondono le scelte scellerate delle grandi multinazionali dietro la salvaguardia dell’ambiente, per poi realizzare che i disastri che ne derivano sono peggiori.</p>
<p>Ogni anno s’importano 270 mila tonnellate di polpo a livello globale e la domanda è in continuo aumento, con una diminuzione delle popolazioni selvatiche e l’Italia è sul podio.</p>
<p>Guarda il video o <strong><a href="https://elenaalquati.org/allevamento-polpi-ricetta-di-un-disastro-annunciato-2/">ascolta il podcast</a></strong> per scoprire a quali sofferenze andrebbero in contro i polpi e tutto il sistema marino che ospiterebbe questi allevamenti, unitamente alla difficoltà delle popolazioni dei territori interessati, che fanno affidamento sul pesce come fonte di sostentamento.</p>
<div class="video-shortcode"><iframe title="Allevamento polpi: la ricetta di un disastro annunciato" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/Cs6PWb8mcks?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Climate Smart: dalla Tyson la carne “intelligente per il clima” &#8211; video</title>
		<link>https://elenaalquati.org/climate-smart-dalla-tyson-la-carne-intelligente-per-il-clima-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2025 06:15:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Video Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#marketing;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzione;]]></category>
		<category><![CDATA[#pubblicità;]]></category>
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		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che gli allevamenti intensivi siano tra le principali fonti di produzione di gas serra e che contribuiscono al riscaldamento globale è un dato accertato, ma forse in pochi sanno che la carne bovina sembra essere la peggiore. Come fare quindi per continuare ad allevare e vendere migliorando la propria immagine se il  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/climate-smart-dalla-tyson-la-carne-intelligente-per-il-clima-video/">Climate Smart: dalla Tyson la carne “intelligente per il clima” &#8211; video</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-11 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-11 fusion_builder_column_1_2 1_2 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:50%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:3.84%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:3.84%;--awb-width-medium:50%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:3.84%;--awb-spacing-left-medium:3.84%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:360px;"><div class="video-shortcode"><div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:60%;" ><iframe title="YouTube video player 5" src="https://www.youtube.com/embed/GNs7HW8IwQw?wmode=transparent&autoplay=0" width="600" height="360" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe></div></div></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-12 fusion_builder_column_1_2 1_2 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:50%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:3.84%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:3.84%;--awb-width-medium:50%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:3.84%;--awb-spacing-left-medium:3.84%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-21"><p>Che gli allevamenti intensivi siano tra le principali fonti di produzione di gas serra e che contribuiscono al riscaldamento globale è un dato accertato, ma forse in pochi sanno che la carne bovina sembra essere la peggiore.</p>
<p>Come fare quindi per continuare ad allevare e vendere migliorando la propria immagine se il tuo prodotto crea un problema così grande? Semplice, ci si rivolge alle agenzie di marketing, e grazie alle stesse strategie utilizzate dalle aziende di combustibili fossili e, prima ancora quelle del tabacco,  ecco che, i principali produttori di carne tra cui Tyson, “ripuliscono” la propria immagine.</p>
</div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-12 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-13 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-22"><ul>
<li>Elaborazione testo: Elena Alquati</li>
<li>Immagini: canva.com</li>
<li>Musica: ambient chill backgrownd &#8211; Climpchamp</li>
<li>Fonte e approfondimenti li trovi nell’articolo pubblicato a questo link https://elenaalquati.org/climate-smart-dalla-tyson-la-carne-intelligente-per-il-clima/</li>
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		<title>Climate Smart: dalla Tyson la carne “intelligente per il clima”</title>
		<link>https://elenaalquati.org/climate-smart-dalla-tyson-la-carne-intelligente-per-il-clima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 04:32:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#marketing;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
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		<category><![CDATA[#tysonfood;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sappiamo bene che gli allevamenti di carne sono tra le principali fonti di produzione di gas serra e che contribuiscono al riscaldamento globale, ma forse in pochi sanno che la carne bovina sembra essere la peggiore. Lavaggio di immagine Come fare quindi per continuare ad allevare e vendere migliorando la propria immagine se il tuo  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/climate-smart-dalla-tyson-la-carne-intelligente-per-il-clima/">Climate Smart: dalla Tyson la carne “intelligente per il clima”</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sappiamo bene che gli allevamenti di carne sono tra le principali fonti di produzione di gas serra e che contribuiscono al riscaldamento globale, ma forse in pochi sanno che la carne bovina sembra essere la peggiore.</p>
<h2>Lavaggio di immagine</h2>
<p>Come fare quindi per continuare ad allevare e vendere migliorando la propria immagine se il tuo prodotto crea un problema così grande? Semplice, ci si rivolge alle agenzie di marketing, e grazie alle stesse strategie utilizzate dalle aziende di combustibili fossili e, prima ancora quelle del tabacco,  ecco che, i principali produttori di carne tra cui Tyson, “ripuliscono” la propria immagine.</p>
<div class="ihc-locker-wrap"><div  class='ihc_locker_6'><div class='lk_top_side'></div><div class='lock_content'><p class="MsoNormal" style="line-height: normal"><b><span style="font-size: 22.0pt"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f512.png" alt="🔒" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Vuoi accedere a questo contenuto completo?</span></b></p>
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