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	<title>#impattoambientale; Archivi - Elena Alquati</title>
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		<title>Classifica “Quella sporca dozzina”: Fragole al primo posto.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 05:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo e salute]]></category>
		<category><![CDATA[#agricolturabiologica;]]></category>
		<category><![CDATA[#agricolturaconvenzionale;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
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		<category><![CDATA[scienzaericerchescientifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le chiamano le lacrime di Venere e, anche se su altri livelli, ultimamente le fragole hanno acquisito un primato che fa davvero piangere. La "Dirty Dozen", o "la sporca dozzina", è la pubblicazione annuale dell'Environmental Working Group (EWG) che elenca i dodici prodotti più "inquinati", basandosi sui dati del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti.  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div style="position: relative; width: 100%; height: 0; padding-top: 56.2500%;
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<h2>Campioni ad alta contaminazione</h2>
<p>I campioni di fragole analizzati contengono residui multipli di pesticidi e, in alcuni test, è risultato che il 90% dei campioni provenienti da agricoltura convenzionale ha mostrato residui rilevabili che, in molti casi, superano i dieci pesticidi differenti su un singolo frutto.</p>
<h2>Perché?</h2>
<p>La fragola è una coltura molto suscettibile a parassiti e malattie ed, essendo un frutto delicato e mangiato con la buccia (la fragola non si sbuccia), i pesticidi impiegati si accumulano soprattutto sulla superficie.</p>
<h2>Impatto sulla salute</h2>
<p>Sebbene i livelli legali siano regolamentati, è l&#8217;esposizione al &#8220;cocktail&#8221; di pesticidi la preoccupazione crescente per la salute pubblica, specialmente per bambini e donne in gravidanza. Scegliere fragole biologiche riduce drasticamente questo rischio.</p>
<h2>Punti chiave basati sui dati disponibili:</h2>
<h3>1.    Dati di ricerca</h3>
<p>Studi condotti dall&#8217;USDA (United States Department of Agriculture) e dal <strong>Ministero della Salute europeo</strong> confermano che le fragole hanno spesso un numero elevato di campioni positivi a residui di pesticidi, talvolta con più di un pesticida rilevato sullo stesso frutto.</p>
<h3>2.    Perché accade</h3>
<p>La buccia della fragola è sottile e commestibile, e la sua superficie irregolare e porosa trattiene facilmente i pesticidi.</p>
<p>Le fragole sono raccolte per lo più in estate, periodo in cui le infestazioni di parassiti sono più frequenti, richiedendo trattamenti intensivi.</p>
<h3>3.    Biologico sì o no</h3>
<p>Considerando che il frutto è mangiato per intero (buccia compresa) e che i pesticidi possono essere assorbiti proprio attraverso la superficie, il consiglio di <strong>scegliere fragole biologiche</strong> è una <strong>raccomandazione prudente</strong> e ampiamente <strong>supportata dagli esperti</strong> di sicurezza alimentare.</p>
<h2>Considerazioni</h2>
<h3>1.    Controlli UE</h3>
<p>In Europa, i limiti dei residui sono molto più rigidi rispetto ad altri paesi costantemente e sono costantemente monitorati dall’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare). Il rischio per la salute, per chi consuma frutta convenzionale in quantità normali, è considerato basso dalle autorità sanitarie, ma attenzione all’effetto cocktail.</p>
<h2>2.   Lavaggio</h2>
<p>Sciacquare sotto acqua corrente, eventualmente con bicarbonato diluito (la cui efficacia è suggerita da alcuni studi per certi residui), diminuisce la loro presenza, ma non li rimuove del tutto in caso di trattamento sistemico del prodotto.</p>
<h2>3.   Stagionalità</h2>
<p>Le fragole di stagione (in Italia primavera-inizio estate) hanno meno trattamenti rispetto a quelle importate da paesi con normative diverse o coltivate in serra tutto l&#8217;anno.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p>Anche se i pesticidi sulle fragole convenzionali sono generalmente entro i limiti di sicurezza legali, la loro presenza è rilevante, in particolare per l’effetto cocktail (fino a dieci tipi di pesticidi differenti per ogni singolo frutto).</p>
<p>Scegliere biologico è la strategia più efficace per evitare questi residui.</p>
</div></div></div></div></div>
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		<item>
		<title>Il costo dell&#8217;Intelligenza Artificiale sull&#8217;acqua</title>
		<link>https://elenaalquati.org/lintelligenza-artificiale-ha-un-costo-gravoso-sullacqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 14:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[#acqua;]]></category>
		<category><![CDATA[#dirittiumani;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#levettovaglie;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giusto due dati  Non è un argomento che normalmente tratto e non ho nemmeno la competenza per farlo. Certo è che l'acqua è uno degli ingredienti utilizzato in cucina che, se venisse a mancare, causerebbe danni incalcolabili. Quindi ho pensato di pubblicare questa notizia. 250 miliardi di galloni (circa 946 miliardi di litri) è una  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:350px;"><div class="video-shortcode"><div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:58.33%;" ><iframe title="YouTube video player 1" src="https://www.youtube.com/embed/ZfDp0sIFY6c?wmode=transparent&autoplay=0" width="600" height="350" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe></div></div></div><div class="fusion-text fusion-text-2"><h2></h2>
<h2><strong>Giusto due dati </strong></h2>
<p><strong>Non è</strong> un argomento che normalmente tratto e non ho nemmeno la competenza per farlo. Certo è che l&#8217;acqua è uno degli ingredienti utilizzato in cucina che, se venisse a mancare, causerebbe danni incalcolabili. Quindi ho pensato di pubblicare questa notizia.</p>
<p><strong>250 miliardi di galloni</strong> (circa <strong>946 miliardi di litri</strong>) è una cifra stimata per il consumo idrico globale dei data center nel <strong>2023</strong>, principalmente per il raffreddamento dei server e la produzione di energia.</p>
<ul>
<li>Questo volume equivale a circa <strong>560 miliardi di litri</strong>, una quantità che si prevede potrebbe superare i <strong>200 miliardi di litri entro il 2030</strong>se l&#8217;espansione dell&#8217;intelligenza artificiale continuerà senza mitigazioni.</li>
<li>I colossi tecnologici come <strong>Google</strong>, <strong>Microsoft</strong>e <strong>Meta</strong> hanno registrato aumenti significativi: nel 2022 hanno prelevato insieme oltre <strong>2 miliardi di metri cubi</strong> di acqua dolce, un volume superiore al consumo annuale della Danimarca.</li>
<li>L&#8217;acqua viene utilizzata prevalentemente nei sistemi di <strong>raffreddamento evaporativo</strong>, dove una parte evapora nell&#8217;atmosfera e non può essere semplicemente riutilizzata infinitamente a causa di accumulo di minerali e contaminanti.</li>
</ul>
<p>L&#8217;impatto che l&#8217;intelligenza artificiale ha sull&#8217;ambiente ha dei costi enormi su cui vale la pena di riflettere, almeno noi.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Per chi vuole approfondire</p>
<p><a href="https://www.we-wealth.com/content/data-center-acqua-sete-nascosta-ai-intelligenza-artificiale">https://www.we-wealth.com/content/data-center-acqua-sete-nascosta-ai-intelligenza-artificiale</a></p>
</div><div class="fusion-text fusion-text-3"><h2>Giusto per saperne di più</h2>
</div><div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:350px;"><div class="video-shortcode"><div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:58.33%;" ><iframe title="YouTube video player 2" src="https://www.youtube.com/embed/gS9ygSSjR4w?wmode=transparent&autoplay=0" width="600" height="350" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe></div></div></div></div></div></div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Pesticidi ed ecosistema intestinale</title>
		<link>https://elenaalquati.org/pesticidi-ed-ecosistema-intestinale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 05:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Ricerche Scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#pesticidi;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricerchescientifiche;]]></category>
		<category><![CDATA[scienzaericerchescientifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione Nel 2023, l’uso dei pesticidi ha raggiunto 3,73 milioni di tonnellate a livello globale, circa il doppio della quantità utilizzata nel 1990 (l’India ha registrato un aumento di quasi il 20% solo negli ultimi dieci anni). La ricerca sui rischi per la salute si concentra da tempo sull’avvelenamento acuto, sulla neurotossicità e sul cancro,  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Introduzione</h2>
<p>Nel 2023, l’uso dei pesticidi ha raggiunto <a href="https://www.fao.org/statistics/highlights-archive/highlights-detail/pesticides-use-and-trade-1990-2023/en">3,73 milioni di tonnellate</a> a livello globale, circa il doppio della quantità utilizzata nel 1990 (l’India ha registrato un aumento di quasi il 20% solo negli ultimi dieci anni). La ricerca sui rischi per la salute si concentra da tempo sull’avvelenamento acuto, sulla neurotossicità e sul cancro, ma nuovi strumenti genetici, che studiano i diversi ecosistemi microbici, hanno permesso di monitorare gli effetti dei pesticidi sul microbioma in modo più approfondito.</p>
<div class="ihc-locker-wrap"><div  class='ihc_locker_6'><div class='lk_top_side'></div><div class='lock_content'><h2>Questo contenuto è riservato agli abbonati.</h2>
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		<item>
		<title>Multinazionali: padroni del mondo, padroni dell’acqua</title>
		<link>https://elenaalquati.org/multinazionali-padroni-del-mondo-padroni-dellacqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 08:02:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[@cocacola;]]></category>
		<category><![CDATA[#billgates;]]></category>
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		<category><![CDATA[#Vanguard;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Queste sono le multinazionali che non solo hanno accesso all’acqua in modo indiscriminato in tutto il mondo, ma la tolgono agli abitanti dei vari territori, soprattutto se indigeni.   I nomi? Nestlé, The Coca-Cola Company e Veolia sono multinazionali che operano nel settore dell'acqua e delle bevande; Vanguard, BlackRock e JP Morgan sono  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-4"><p>Queste sono le multinazionali che non solo hanno accesso all’acqua in modo indiscriminato in tutto il mondo, ma la tolgono agli abitanti dei vari territori, soprattutto se indigeni.</p>
</div><div class="fusion-slider-sc"><div class="fusion-flexslider-loading flexslider flexslider-hover-type-none" data-slideshow_autoplay="1" data-slideshow_smooth_height="0" data-slideshow_speed="7000" style="max-width:100%;height:100%;"><ul class="slides"><li class="image"><span class="fusion-image-hover-element hover-type-none"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/1_controllo_multinazionali_acqua.jpg" width="1920" height="1080" class="wp-image-15158" srcset="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/1_controllo_multinazionali_acqua-200x113.jpg 200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/1_controllo_multinazionali_acqua-400x225.jpg 400w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/1_controllo_multinazionali_acqua-600x338.jpg 600w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/1_controllo_multinazionali_acqua-800x450.jpg 800w, 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<p>Nestlé, The Coca-Cola Company e Veolia sono multinazionali che operano nel settore dell&#8217;acqua e delle bevande; Vanguard, BlackRock e JP Morgan sono istituzioni finanziarie che detengono partecipazioni azionarie di rilievo in queste e altre aziende, esercitando un controllo indiretto sui loro capitali.</p>
<p>Inoltre, Bill Gates, nonostante non sia direttamente indicato come proprietario di beni idrici, attraverso le sue fondazioni partecipa a iniziative di sviluppo e i suoi investimenti (ad esempio in Berkshire Hathaway) potrebbero avere legami con il settore.</p>
<p>Con centinaia di marchi idrici globali sotto il loro dominio (tra cui S.Pellegrino, Perrier, Dasani, Evian), Nestlé e Coca-Cola gestiscono volumi di estrazione ingenti, spesso a costi inferiori rispetto al consumo domestico, sollevando questioni riguardo ai prezzi e all&#8217;impatto ecologico.</p>
<h2>Fondi di investimento</h2>
<p>I &#8220;Tre Grandi&#8221; fondi di investimento (Vanguard, BlackRock, State Street), che gestiscono trilioni di dollari, sono inoltre i principali azionisti di queste multinazionali, esercitando un&#8217;influenza significativa sulle decisioni strategiche e sulla governance a livello mondiale nei settori alimentare e idrico.</p>
<p>Non vi è invece evidenza nei risultati forniti che confermi un controllo diretto di JP Morgan o Bill Gates sull&#8217;estrazione e sulla vendita dell&#8217;acqua come entità proprietarie primarie, sebbene il settore bancario sia profondamente intrecciato con i finanziamenti e le partecipazioni in queste società.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p>La concentrazione del potere nelle mani di poche aziende e fondi finanziari riduce la concorrenza, incidendo su prezzi, salute pubblica e sostenibilità ambientale lungo l&#8217;intera filiera dell&#8217;acqua.</p>
<p><a href="https://www.greenme.it/lifestyle/sai-cosa-compri/da-nestle-a-coca-cola-le-10-multinazionali-che-controllano-quasi-tutto-cio-che-mangiamo-e-beviamo/">https://www.greenme.it/lifestyle/sai-cosa-compri/da-nestle-a-coca-cola-le-10-multinazionali-che-controllano-quasi-tutto-cio-che-mangiamo-e-beviamo/</a></p>
<p><a href="https://sbilanciamoci.info/i-fondi-dinvestimento-padroni-del-mondo/">https://sbilanciamoci.info/i-fondi-dinvestimento-padroni-del-mondo/</a></p>
<p><a href="https://valori.it/fondi-finanziarizzazione-economia-globale/">https://valori.it/fondi-finanziarizzazione-economia-globale/</a></p>
</div><div class="fusion-text fusion-text-6"><p>Elaborazione grafica: camva.com</p>
<p>Immagine copertina: canva.com</p>
</div></div></div></div></div>
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		<item>
		<title>Cibi ultra – processati e gravidanza: salute materna e fetale</title>
		<link>https://elenaalquati.org/cibi-ultra-processati-e-gravidanza-salute-materna-e-fetale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 07:51:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Ricerche Scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#fastfood;]]></category>
		<category><![CDATA[#gravidanza;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzione;]]></category>
		<category><![CDATA[#UPF;]]></category>
		<category><![CDATA[scienzaericerchescientifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ormai si parla spesso di cibi ultra-processati, fin troppo. Un’immensa letteratura scientifica racconta di quanto siano dannosi su più livelli, soprattutto per i bambini, ma non si fa nulla per fermare questo danno alla salute pubblica. Lo studio Giusto per aggiornare il quadro sulla pericolosità di questi prodotti, è stato da poco pubblicato un ampio  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai si parla spesso di cibi ultra-processati, fin troppo. Un’immensa letteratura scientifica racconta di quanto siano dannosi su più livelli, <a href="https://elenaalquati.org/cibi-ultra-processati-sempre-piu-presenti-nella-dieta-dei-bambini/">soprattutto per i bambini</a>, ma non si fa nulla per fermare questo danno alla salute pubblica.</p>
<h2>Lo studio</h2>
<p>Giusto per aggiornare il quadro sulla pericolosità di questi prodotti, è stato da poco pubblicato un ampio studio statunitense, da cui è emerso che potrebbero aumentare il rischio di gravi complicazioni in gravidanza, tra cui il parto pretermine e problemi di pressione sanguigna.</p>
<blockquote><p>“Ogni aumento di 10 punti percentuali nell&#8217;apporto calorico derivante da alimenti ultra-processati durante la gravidanza è associato a un rischio maggiore di circa l&#8217;11% di parto pretermine (prima delle 37 settimane) e a un rischio maggiore del 5% di disturbi ipertensivi, come la preeclampsia, che rappresentano le principali cause di malattia e morte per madri e neonati negli Stati Uniti” – questo è quanto riportato dai ricercatori.</p></blockquote>
<p>L&#8217;analisi di oltre 6.600 gravidanze si aggiunge alle crescenti prove che i prodotti alimentari ultra-processati danneggiano la salute materna e fetale.</p>
<blockquote><p>“Un numero crescente di prove collega un maggiore consumo di alimenti ultra-processati a peggiori risultati in termini di salute, anche nelle popolazioni vulnerabili come donne incinte e bambini”, ha affermato il Dott. Mingyu Zhang, epidemiologo e professore associato di medicina presso la Harvard Medical School. “In gravidanza, ciò è particolarmente preoccupante perché si tratta di una finestra di sviluppo sensibile durante la quale la dieta materna può influenzare la funzione placentare, la crescita fetale e il rischio di complicazioni come quelle osservate in questo studio.”</p></blockquote>
<h2>Bisogna intervenire!</h2>
<p>Lo studio si inserisce in un cambio di prospettiva verso gli alimenti ultra-processati, i quali non devono essere considerati solo come prodotti dannosi alla salute, ma prodotti sviluppati e progettati da aziende, tra cui l&#8217;industria del tabacco, per incentivarne il consumo eccessivo, con la consapevolezza della catena di effetti a domino su uomo e ambiente. Sempre più si sta chiedendo, in tutto il mondo, un <a href="https://elenaalquati.org/diritti-umani-e-prevenzione-del-cancro/">intervento politico</a> e regolamentazioni rigide ed efficaci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Riferimento dello studio</strong></p>
<p>Hall R, Hernandez AM, Rosas-Rogers S e altri <a href="https://www.mdpi.com/2072-6643/18/4/627">L&#8217;associazione tra consumo periconcezionale di alimenti ultra-processati e incidenza di esiti avversi della gravidanza</a>. <em>Nutrienti</em>. 2026;18(4):627. doi:10.3390/nu18040627</p>
<p>Fonte e approfondimenti</p>
<p><a href="https://usrtk.org/healthwire/ultra-processed-foods-preterm-birth-pregnancy-complications/?mc_cid=082831ebe0">https://usrtk.org/healthwire/ultra-processed-foods-preterm-birth-pregnancy-complications/?mc_cid=082831ebe0</a></p>
<p><a href="https://usrtk.org/healthwire/ultra-processed-foods-preterm-birth-pregnancy-complications/">https://usrtk.org/healthwire/ultra-processed-foods-preterm-birth-pregnancy-complications/</a> &#8211; <a href="https://usrtk.org/people/pamela-ferdinand/">Pamela Ferdinand</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p><a href="https://whatsapp.com/channel/0029Vb7WR70DzgT83kFbdm0M"><img decoding="async" class="size-large wp-image-15053 aligncenter" src="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png-1024x173.png" alt="" width="1024" height="173" srcset="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png-200x34.png 200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png-300x51.png 300w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png-400x68.png 400w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png-500x85.png 500w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png-600x102.png 600w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png-700x119.png 700w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png-768x130.png 768w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png-800x135.png 800w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png-1024x173.png 1024w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/canale-whatsapp-png.png 1128w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
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		<title>Dalla FAO ecco cinque motivi per cui proteggere le piante</title>
		<link>https://elenaalquati.org/dalla-fao-ecco-cinque-motivi-per-cui-proteggere-le-piante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 09:14:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[#cambiamentoclimatico;]]></category>
		<category><![CDATA[#CO2;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoclimatico;]]></category>
		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sappiamo benissimo che le piante ci nutrono, riducono la povertà, proteggono l’ambiente, e molto altro! Bisogna rispettare il cibo che mangiamo, l’ambiente in cui viviamo e la natura nel suo complesso. La FAO spiega perché le piante sono importanti e lo riassume in cinque punti:  Le piante ci nutrono. L'80% del cibo che  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/dalla-fao-ecco-cinque-motivi-per-cui-proteggere-le-piante/">Dalla FAO ecco cinque motivi per cui proteggere le piante</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-4 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-3 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-7"><p>Sappiamo benissimo che le piante ci nutrono, riducono la povertà, proteggono l’ambiente, e molto altro! Bisogna rispettare il cibo che mangiamo, l’ambiente in cui viviamo e la natura nel suo complesso. La FAO spiega perché le piante sono importanti e lo riassume in cinque punti:</p>
</div><blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DVqaQBrCOiS/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DVqaQBrCOiS/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div> <div style="display:block; height:50px; margin:0 auto 12px; width:50px;"><svg width="50px" height="50px" viewBox="0 0 60 60" version="1.1" xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" xmlns:xlink="https://www.w3.org/1999/xlink"><g stroke="none" stroke-width="1" fill="none" fill-rule="evenodd"><g transform="translate(-511.000000, -20.000000)" fill="#000000"><g><path d="M556.869,30.41 C554.814,30.41 553.148,32.076 553.148,34.131 C553.148,36.186 554.814,37.852 556.869,37.852 C558.924,37.852 560.59,36.186 560.59,34.131 C560.59,32.076 558.924,30.41 556.869,30.41 M541,60.657 C535.114,60.657 530.342,55.887 530.342,50 C530.342,44.114 535.114,39.342 541,39.342 C546.887,39.342 551.658,44.114 551.658,50 C551.658,55.887 546.887,60.657 541,60.657 M541,33.886 C532.1,33.886 524.886,41.1 524.886,50 C524.886,58.899 532.1,66.113 541,66.113 C549.9,66.113 557.115,58.899 557.115,50 C557.115,41.1 549.9,33.886 541,33.886 M565.378,62.101 C565.244,65.022 564.756,66.606 564.346,67.663 C563.803,69.06 563.154,70.057 562.106,71.106 C561.058,72.155 560.06,72.803 558.662,73.347 C557.607,73.757 556.021,74.244 553.102,74.378 C549.944,74.521 548.997,74.552 541,74.552 C533.003,74.552 532.056,74.521 528.898,74.378 C525.979,74.244 524.393,73.757 523.338,73.347 C521.94,72.803 520.942,72.155 519.894,71.106 C518.846,70.057 518.197,69.06 517.654,67.663 C517.244,66.606 516.755,65.022 516.623,62.101 C516.479,58.943 516.448,57.996 516.448,50 C516.448,42.003 516.479,41.056 516.623,37.899 C516.755,34.978 517.244,33.391 517.654,32.338 C518.197,30.938 518.846,29.942 519.894,28.894 C520.942,27.846 521.94,27.196 523.338,26.654 C524.393,26.244 525.979,25.756 528.898,25.623 C532.057,25.479 533.004,25.448 541,25.448 C548.997,25.448 549.943,25.479 553.102,25.623 C556.021,25.756 557.607,26.244 558.662,26.654 C560.06,27.196 561.058,27.846 562.106,28.894 C563.154,29.942 563.803,30.938 564.346,32.338 C564.756,33.391 565.244,34.978 565.378,37.899 C565.522,41.056 565.552,42.003 565.552,50 C565.552,57.996 565.522,58.943 565.378,62.101 M570.82,37.631 C570.674,34.438 570.167,32.258 569.425,30.349 C568.659,28.377 567.633,26.702 565.965,25.035 C564.297,23.368 562.623,22.342 560.652,21.575 C558.743,20.834 556.562,20.326 553.369,20.18 C550.169,20.033 549.148,20 541,20 C532.853,20 531.831,20.033 528.631,20.18 C525.438,20.326 523.257,20.834 521.349,21.575 C519.376,22.342 517.703,23.368 516.035,25.035 C514.368,26.702 513.342,28.377 512.574,30.349 C511.834,32.258 511.326,34.438 511.181,37.631 C511.035,40.831 511,41.851 511,50 C511,58.147 511.035,59.17 511.181,62.369 C511.326,65.562 511.834,67.743 512.574,69.651 C513.342,71.625 514.368,73.296 516.035,74.965 C517.703,76.634 519.376,77.658 521.349,78.425 C523.257,79.167 525.438,79.673 528.631,79.82 C531.831,79.965 532.853,80.001 541,80.001 C549.148,80.001 550.169,79.965 553.369,79.82 C556.562,79.673 558.743,79.167 560.652,78.425 C562.623,77.658 564.297,76.634 565.965,74.965 C567.633,73.296 568.659,71.625 569.425,69.651 C570.167,67.743 570.674,65.562 570.82,62.369 C570.966,59.17 571,58.147 571,50 C571,41.851 570.966,40.831 570.82,37.631"></path></g></g></g></svg></div><div style="padding-top: 8px;"> <div style=" color:#3897f0; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DVqaQBrCOiS/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Food & Agriculture Organization of the United Nations (@fao)</a></p></div></blockquote>
<script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script><div class="fusion-text fusion-text-8"><ol>
<li><strong>Le piante ci nutrono</strong>. L&#8217;80% del cibo che mangiamo proviene dalle piante;</li>
<li><strong>Le piante migliorano la fertilità del suolo</strong>. Le piante possono contribuire a mobilitare nutrienti e micronutrienti per migliorare la salute del suolo;</li>
<li><strong>Le piante immagazzinano acqua e purificano la nostra aria.</strong> Facciamo affidamento su di loro per il 98% dell&#8217;ossigeno che respiriamo;</li>
<li><strong>Le piante aiutano</strong> a mitigare il cambiamento climatico assorbendo l&#8217;anidride carbonica dall&#8217;aria;</li>
<li><strong>Le piante proteggono la biodiversità.</strong> Le specie infestanti invasive sono una delle principali cause della perdita di biodiversità.</li>
</ol>
<h2>Riflessione personale</h2>
<p>E allora perché le abbattiamo?</p>
</div></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/dalla-fao-ecco-cinque-motivi-per-cui-proteggere-le-piante/">Dalla FAO ecco cinque motivi per cui proteggere le piante</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Cocktail di pesticidi nelle mele</title>
		<link>https://elenaalquati.org/14612-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 06:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Ricerche Scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#commissioneeuropea;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#italia;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le mele sono un’importante fonte di fibre e vitamine, aiutano a regolare la fame e sono benefiche anche per il nostro microbiota intestinale. Purtroppo sono emerse verità preoccupanti. Tutte le linee guida ministeriali, dietologi e nutrizionisti incoraggiano le persone a mangiare frutta e verdura, purché siano sane (per diritto) e non contaminate da sostanze  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-5 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-4 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-9"><p>Le mele sono un’importante fonte di fibre e vitamine, aiutano a regolare la fame e sono benefiche anche per il nostro microbiota intestinale. Purtroppo sono emerse verità preoccupanti.<br />
Tutte le linee guida ministeriali, dietologi e nutrizionisti incoraggiano le persone a mangiare frutta e verdura, purché siano sane (per diritto) e non contaminate da sostanze chimiche tossiche.</p>
<h2>Il rapporto</h2>
<p>Dal rapporto <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pesticide_Action_Network">Pesticide Action Network</a> da poco pubblicato, sono state testate mele provenienti da 13 paesi europei ed è emerso un allarmante cocktail di pesticidi pericolosi. Oltre il 90% di queste mele non soddisfa gli standard UE per gli alimenti trasformati per bambini. Quasi tre quarti dei campioni contenevano uno o più residui dei pesticidi più tossici; due su tre contenevano almeno un residuo di pesticidi PFAS e uno su tre conteneva un pesticida neurotossico. Il 40% conteneva il PFAS Fludioxonil, una sostanza che altera il sistema endocrino e che avrebbe dovuto essere vietata già da molto tempo.</p>
<p>Anche se individualmente, i residui di antiparassitari rimangono entro il limite massimo (LMR), i risultati sono molto preoccupanti. Nonostante sia un requisito giuridico dal 2005, non esiste ancora un quadro normativo sull&#8217;esposizione a tali cocktail nell&#8217;UE.<br />
Sebbene l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) non abbia identificato alcun uso sicuro, la Commissione europea lo ha nuovamente approvato.</p>
</div><div class="fusion-text fusion-text-10"><blockquote>
<p><em>Se la legge fosse applicata correttamente, una serie di pesticidi rilevati nelle mele sarebbe stata vietata molto tempo fa, come l’acetamiprid, tossico per lo sviluppo cerebrale, o il difenoconazolo, un interferente endocrino e neurotossico.</em></p>
</blockquote>
</div><div class="fusion-text fusion-text-11"><h2>In Italia</h2>
<p>Il rapporto espone anche la situazione delle mele italiane, in particolare sulla produzione altoatesina, una delle zone di eccellenza nella produzione delle mele.</p>
<p>A settembre 2025 sono stati raccolti cinque campioni nei mercati contadini locali (e questo fa riflettere) della Val Venosta (Rabland ed Eyrs) mostrano che l<strong>’80% delle mele (</strong>Golden Delicious, Pinova, Jonagold, Gala e Sweetango), <strong>conteneva residui di pesticidi</strong> presentando, nella loro totalità, più sostanze contemporaneamente.</p>
<p>Il dato ancora più preoccupante è che <strong>il 100% dei campioni contengono pesticidi PFAS</strong> e sostanze classificate dall’UE come “candidati alla sostituzione”, cioè quelle sostanze a cui dovrebbe essere data priorità di eliminazione. Il dato positivo è l’assenza di residui di pesticidi neurotossici, a differenza di quanto rilevato in altri paesi europei.</p>
</div><div class="fusion-image-element" style="text-align:center;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><span class=" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-1 hover-type-none"><img decoding="async" width="1024" height="576" alt="Una mela su cinque è sana" title="Solo 1 mela su 5 è risultata completamente priva di tracce chimiche" src="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/02/Solo-1-mela-su-5-e-risultata-completamente-priva-di-tracce-chimiche-1024x576.jpg" class="img-responsive wp-image-14613" srcset="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/02/Solo-1-mela-su-5-e-risultata-completamente-priva-di-tracce-chimiche-200x113.jpg 200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/02/Solo-1-mela-su-5-e-risultata-completamente-priva-di-tracce-chimiche-400x225.jpg 400w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/02/Solo-1-mela-su-5-e-risultata-completamente-priva-di-tracce-chimiche-600x338.jpg 600w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/02/Solo-1-mela-su-5-e-risultata-completamente-priva-di-tracce-chimiche-800x450.jpg 800w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/02/Solo-1-mela-su-5-e-risultata-completamente-priva-di-tracce-chimiche-1200x675.jpg 1200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/02/Solo-1-mela-su-5-e-risultata-completamente-priva-di-tracce-chimiche.jpg 1600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 1200px" /></span></div><div class="fusion-text fusion-text-12"><h2></h2>
<h2>E i bambini?</h2>
<p>La legislazione europea prevede limiti più restrittivi per i prodotti destinati alla prima infanzia, riconoscendo, anche se non dichiarato, i rischi legati all’esposizione ai pesticidi durante lo sviluppo. Pertanto le mele campionate non potrebbero essere somministrate ai bambini, ma finiscono nel carrello della spesa dei genitori, ignari <strong>che nutrire i propri figli con frutta o verdura fresca convenzionale li espone a un’aumentata esposizione ai pesticidi, che può essere superiore di oltre 600 volte rispetto agli alimenti trasformati per neonati.</strong></p>
<h2>Parlamento europeo e “Pacchetto Omnibus”</h2>
<p>La proposta Omnibus nota come “<strong>Pacchetto Omnibus</strong>”, è un’iniziativa legislativa della Commissione Europea, presentata il <strong>26 febbraio 2025</strong>, e approvata il 16 dicembre in via definitiva, si concentra sulla sostenibilità aziendale e raggruppa diverse modifiche a normative esistenti in un unico provvedimento al fine di semplificare/ridurre gli oneri amministrativi per le imprese.</p>
<p>Il risultato è che, invece di rafforzare le ispezioni sull’uso dei pesticidi, lo si indebolisce poiché la proposta prevede periodi di approvazione illimitati per i pesticidi, eliminando l’obbligo di rivalutarne la tossicità ogni 10-15 anni alla luce delle nuove evidenze scientifiche. In questo modo, gli Stati membri, hanno la facoltà di ignorare eventuali revisioni sulla pericolosità dei pesticidi nel momento in cui hanno l’autorizzazione all’uso.  Nonostante PAN Europe e tutte le organizzazioni partner che hanno condotto l’indagine si siano fermamente opposte, nulla è successo.</p>
<h2>Consiglio per i consumatori</h2>
<p><strong>La raccomandazione principale è preferire il consumo di mele biologiche</strong>, che per definizione sono coltivate senza l’uso di pesticidi di sintesi. In alternativa, <strong>per chi acquista mele convenzionali, è consigliabile sbucciarle</strong> prima del consumo, poiché la maggior parte dei residui si concentra sulla buccia.</p>
<h2>Riflessione personale</h2>
<p>Mangiare sembra diventata una guerra, dove il consumatore deve sempre trovare il modo di difendersi con scelte individuali, mentre le istituzioni, che dovrebbero tutelare la salute dei cittadini, combatte le battaglie affiancandosi e difendendo le aziende</p>
<p>Di fatto serve un cambiamento mentale oltre che normativo; una trasformazione tale delle menti che ci governano affinché possano finalmente concepire che, al centro del loro lavoro pagato da noi cittadini europei, <strong>DEVE</strong> esserci la tutela della salute pubblica e dell’ambiente, anziché gli interessi personali e dell’industria agrochimica.</p>
<p><a href="https://www.pan-europe.info/sites/pan-europe.info/files/public/resources/reports/Report_Pesticide%20cocktails%2C%20PFAS%20and%20neurotoxins%20in%20most%20European%20apples_29012026.pdf">Lo studio</a></p>
<p><a href="https://www.pan-europe.info/sites/pan-europe.info/files/public/resources/reports/Report_Pesticide%20cocktails%2C%20PFAS%20and%20neurotoxins%20in%20most%20European%20apples_29012026.pdf">Scarica il PDF</a></p>
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		<title>Dieta sana per l’uomo e il Pianeta</title>
		<link>https://elenaalquati.org/dieta-sana-per-luomo-e-il-pianeta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 16:31:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[#cambiamentoclimatico;]]></category>
		<category><![CDATA[#dieta;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#eatlancet;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2019, la Commissione EAT-Lancet ha pubblicato la dieta sanitaria planetaria con l’ambizioso obiettivo di nutrire quasi 10 miliardi di persone entro il 2050 senza causare danni all’ambiente. In ottobre è stato pubblicato un aggiornamento, ma ciò che è fondamentale comprendere è che abbiamo bisogno di una trasformazione del sistema alimentare. Walter C. Willett, professore di  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2019, la Commissione EAT-Lancet ha pubblicato la <a href="https://pubmed-ncbi-nlm-nih-gov.proxy1.library.jhu.edu/30660336/">dieta sanitaria planetaria</a> con l’ambizioso obiettivo di nutrire quasi 10 miliardi di persone entro il 2050 senza causare danni all’ambiente. In ottobre è stato pubblicato un <a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41046857/">aggiornamento</a>, ma ciò che è fondamentale comprendere è che abbiamo bisogno di una trasformazione del sistema alimentare.</p>
<p>Walter C. Willett, professore di epidemiologia e nutrizione presso l&#8217;Harvard TH. Scuola Chan di sanità pubblica e co-presidente della Commissione EAT-Lancet, ha <a href="https://www.cspi.org/article/planetary-health-diet-good-you-and-earth?utm_source=ea&amp;utm_campaign=healthytips020826again&amp;utm_medium=email&amp;sourceid=1130234&amp;emci=c8b9f682-bcfa-f011-8d4c-0022482d279b&amp;emdi=76c8f119-2205-f111-832f-000d3a1f0e4c&amp;ceid=625154">rilasciato un’intervista</a> a Caitlin Dow <em>di Nutrition Action</em> in cui ha cercato di spiegare le cause del cambiamento climatico e del perché sia necessario concentrarsi sul cibo.</p>
<p>Willet spiega che il sistema alimentare contribuisce per circa il 30% alle emissioni mondiali di gas serra svolgendo enorme ruolo nell’aumentare i problemi del cambiamento climatico.</p>
<p><strong>Il moderno sistema alimentare f</strong>avorisce la conversione di habitat selvatici in terreni utilizzati per la coltivazione di cibo, con conseguente estinzione delle specie; porta alla scarsità di acqua dolce, a un uso eccessivo di pesticidi, fertilizzanti e antibiotici, causando tutti i problemi che ben conosciamo.</p>
<p><strong>Il </strong><a href="https://www.cspi.org/article/why-food-waste-matters-your-pocketbook-and-planet">cibo sprecato</a> non è detto che sia ecologicamente riciclabile: richiede ancora acqua, fertilizzanti, terreni agricoli, manodopera ed energia, anche se non viene mai mangiato</p>
<p>E’ necessario adottare pratiche agricole che rendono migliore la salute del suolo, migliorino l&#8217;irrigazione in modo da sprecare meno acqua, utilizzare meno pesticidi e altro ancora, ma cambiare la nostra dieta è la strategia risolutiva sul cambiamento climatico.</p>
<p>Non esiste un’unica forma di dieta sanitaria planetaria, ma è prevalentemente incentrata sul consumo vegetale; può includere modeste quantità di alimenti di origine animale e le carni rosse e lavorate sono limitate, ma non eliminate.</p>
<p>Un’intervista completa che tocca molti argomenti coinvolta in un tema solo: il cibo.</p>
<p>Fonte e approfondimento</p>
<p><a href="https://www.cspi.org/article/planetary-health-diet-good-you-and-earth?sourceid=1130234&amp;emci=c8b9f682-bcfa-f011-8d4c-0022482d279b&amp;emdi=76c8f119-2205-f111-832f-000d3a1f0e4c&amp;ceid=625154">https://www.cspi.org/article/planetary-health-diet-good-you-and-earth?sourceid=1130234&amp;emci=c8b9f682-bcfa-f011-8d4c-0022482d279b&amp;emdi=76c8f119-2205-f111-832f-000d3a1f0e4c&amp;ceid=625154</a> <a href="mailto:?subject=From%20CSPI%20%E2%80%93%20Planetary%20health%20diet%3A%20Good%20for%20you%20and%20the%20Earth&amp;body=Hi%20there%20%E2%80%93%20%0A%0AI%20thought%20you%20would%20be%20interested%20in%20this%20content%20from%20CSPI%3A%0A%0A%23">C</a></p>
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		<title>Oltre il PIL per il benessere del Pianeta e di chi lo abita</title>
		<link>https://elenaalquati.org/oltre-il-pil-per-il-benessere-del-pianeta-e-di-chi-lo-abita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 12:31:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[#ambiente;]]></category>
		<category><![CDATA[#dirittiumani;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#nazioniunite;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[#sostenibilità;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è una notizia recente, ma a mio avviso, una così importante iniziativa politica non ha avuto la giusta comunicazione e diffusione, e, soprattutto, non è stata discussa dai leader mondiali quando avrebbe dovuto esserlo. Il tema è centrale per la sostenibilità del Pianeta e di chi lo abita, ma il prodotto interno lordo (PIL)  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è una notizia recente, ma a mio avviso, una così importante iniziativa politica non ha avuto la giusta comunicazione e diffusione, e, soprattutto, non è stata discussa dai leader mondiali quando avrebbe dovuto esserlo.</p>
<p>Il tema è centrale per la sostenibilità del Pianeta e di chi lo abita, ma il prodotto interno lordo (PIL) sembra avere la meglio poiché costituisce la principale misura del progresso dello sviluppo all’interno e tra i paesi e non lo si può mettere in discussione! Invece, un cambiamento di paradigma sarebbe essenziale per fornire un quadro più completo delle diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile.</p>
<p>Gli sforzi per integrare o andare oltre il PIL mirano a ridefinire il modo in cui misuriamo il progresso ponendo al centro le persone, il pianeta e la prosperità.</p>
<p>Per il progetto Beyond GDP, il segretario generale delle Nazioni Unite <a href="https://www.un.org/sg/en/content/sg/speeches/2023-09-16/secretary-generals-remarks-the-opening-of-the-sdg-action-weekend">António Guterres</a>, ha riunito un gruppo di specialisti<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> di alto livello con i quali si dovrà arrivare a superare le resistenze dell&#8217;indicatore di riferimento mondiale del progresso economico: il <u>PIL</u>.</p>
<p>Sono decenni che i ricercatori mettono in evidenza questo approccio che crea incentivi perversi con  più problemi di quanti ne risolve.</p>
<p><a href="https://www.stockholmresilience.org/research/planetary-boundaries.html">Dei  nove numeri dei processi del sistema Terra</a>, tra cui l&#8217;inquinamento atmosferico, il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità, <a href="https://www.pik-potsdam.de/en/news/latest-news/seven-of-nine-planetary-boundaries-now-breached-2013-ocean-acidification-joins-the-danger-zone">sette sono stati violati</a>. Tra il 2000 e il 2022, i ricercatori hanno scoperto che, mentre il PIL globale è più che raddoppiato “l&#8217;aumento del superamento ecologico dovrebbe arrestarsi immediatamente” per salvaguardare la stabilità del sistema Terra entro il 2050.</p>
<h2>Riflessione personale</h2>
<p>Mi verrebbe da fare una sola domanda, ma so che porterebbe una risposta banale e superficiale, quindi non la pongo.</p>
<p>Tu cosa ne pensi?</p>
<hr />
<h3>Fonti e riferimenti</h3>
<p><em>Natura</em><em> 646, 7 (2025) doi: </em><a href="https://doi.org/10.1038/d41586-025-03144-y"><em>https://doi.org/10.1038/d41586-025-03144-y</em></a></p>
<p><a href="https://www.un.org/en/beyondGDP"><em>https://www.un.org/en/beyondGDP</em></a> <em> </em></p>
<p><em><u><a href="https://www.nature.com/articles/s41586-025-09385-1">La ciambella dei confini sociali e planetari monitora un mondo fuori equilibrio</a></u></em></p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a>  Il gruppo, composto da 14 esperti internazionali, tra cui E<strong>nrico Giovannini</strong>, direttore scientifico dell&#8217;ASviS (Italia)</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/oltre-il-pil-per-il-benessere-del-pianeta-e-di-chi-lo-abita/">Oltre il PIL per il benessere del Pianeta e di chi lo abita</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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		<title>L’U.E. conferma: Ketchup e condimenti in bustine monodose addio!</title>
		<link>https://elenaalquati.org/lu-e-conferma-ketchup-e-condimenti-in-bustine-monodose-addio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 14:25:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#commissioneeuropea;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A partire dal mese di agosto 2026 sarà obbligatorio togliere, nei locali, le bustine monodose dei vari condimenti, dal ketchup all’olio d’oliva: Le pratiche confezioni monouso non potranno più essere disponibili . La decisione arriva direttamente dall’Unione europea grazie a un programma per la riduzione dei rifiuti di plastica per la salvaguardia dell’ambiente: abitudine individuale  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A partire dal mese di agosto 2026 sarà obbligatorio togliere, nei locali, le bustine monodose dei vari condimenti, dal ketchup all’olio d’oliva: Le pratiche confezioni monouso non potranno più essere disponibili .</p>
<p>La decisione arriva direttamente dall’Unione europea grazie a un programma per la riduzione dei rifiuti di plastica per la salvaguardia dell’ambiente: abitudine individuale diventata insostenibile.</p>
<p>Le bustine monodose rappresentano una fonte significativa di rifiuti plastici che si traduce in un consumo pro capite di circa kg 185,5 all’anno in tutta Europa. Materia difficile da riciclare e spesso disperso nell’ambiente.</p>
<blockquote><p>Secondo i dati dell’UE, circa la metà dei rifiuti marini proviene dagli imballaggi, e le bustine di plastica sono tra i principali contributori.  Il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR) mira a ridurre i rifiuti di imballaggio del 5% entro il 2030 e del 15% entro il 2040, con l’obiettivo di eliminare progressivamente questi formati non sostenibili.</p></blockquote>
<p>Andranno ripensate anche le bustine di shampoo, balsamo e detergenti distribuiti negli hotel.</p>
<p style="text-align: center;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Fonte e approfondimenti</p>
<p><a href="https://www.money.it/confermato-ue-agosto-2026-sara-obbligatorio-togliere-ristoranti-bustine-ketchup-maionese-sale-olio">https://www.money.it/confermato-ue-agosto-2026-sara-obbligatorio-togliere-ristoranti-bustine-ketchup-maionese-sale-olio</a></p>
<p><a href="https://www.greenme.it/ambiente/rifiuti-e-riciclaggio/basta-plastica-monouso-in-ue-addio-a-bustine-di-ketchup-e-maionese-nei-ristoranti-ecco-da-quando-non-le-troveremo-piu/">https://www.greenme.it/ambiente/rifiuti-e-riciclaggio/basta-plastica-monouso-in-ue-addio-a-bustine-di-ketchup-e-maionese-nei-ristoranti-ecco-da-quando-non-le-troveremo-piu/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/lu-e-conferma-ketchup-e-condimenti-in-bustine-monodose-addio/">L’U.E. conferma: Ketchup e condimenti in bustine monodose addio!</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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