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	<title>#RisoItaliano: Archivi - Elena Alquati</title>
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	<description>Il mio nuovo sito targato WP</description>
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		<title>Il riso e l&#8217;acqua negata: sta succedendo nelle risaie della Lomellina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 06:46:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[#agricoltura;]]></category>
		<category><![CDATA[#CrisiIdrica;]]></category>
		<category><![CDATA[#Lomellina;]]></category>
		<category><![CDATA[#Ottobiano;]]></category>
		<category><![CDATA[#RisoItaliano:]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/il-riso-e-lacqua-negata-sta-succedendo-nelle-risaie-della-lomellina/">Il riso e l&#8217;acqua negata: sta succedendo nelle risaie della Lomellina</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-1"><p>Mentre i canali social istituzionali si riempiono di video celebrativi sul valore del <strong>&#8220;Made in Italy&#8221;</strong>, sull&#8217;importanza dell&#8217;agricoltura e sulla purezza delle nostre risorse idriche, a pochi chilometri da Milano la realtà dei fatti racconta una storia completamente diversa. Una storia fatta di canali in secca, burocrazia opaca e scelte politiche che sembrano voler punire proprio chi la terra la rispetta davvero. <strong>In Lomellina,</strong> cuore storico della risicoltura italiana, la gestione dell&#8217;acqua durante le stagioni irrigue è diventata un terreno di scontro silenzioso.</p>
<p>La propaganda racconta che la colpa è unicamente del cambiamento climatico mentre, sul campo, i coltivatori (del biologico?) si scontrano con una distribuzione delle quote idriche deviata alla fonte. Ecco cosa sta succedendo.</p>
<h2><strong>La &#8220;guerra dell&#8217;acqua&#8221; nelle risaie: perché la Lomellina resta all&#8217;asciutto?</strong></h2>
<p>La crisi idrica che colpisce i coltivatori di riso della Lomellina, in particolare nella zona di Ottobiano, non è solo una fatalità climatica come vogliono farci credere. Si tratta di un&#8217;emergenza strutturale e politica alimentata da tre fattori ben precisi:</p>
<ul>
<li><strong>La gerarchia geografica dei canali:</strong> La rete idrica che alimenta le risaie del Nord Italia è un sistema a cascata. Il Vercellese e il Novarese si trovano geograficamente a monte, vicini alle grandi fonti di prelievo. La Lomellina si trova invece all&#8217;estremità terminale di questa gigantesca rete. Quando la portata dei fiumi crolla, l&#8217;acqua viene quasi interamente assorbita dai comprensori piemontesi. I canali secondari che scendono verso Ottobiano si svuotano progressivamente, lasciando i campi lombardi a secco.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>I furti di privilegio:</strong> Nei periodi di massima secca, la scarsità d&#8217;acqua esaspera le tensioni sui confini regionali. Il forte contrasto tra i <strong>diritti storici di prelievo</strong> e i <strong>bisogni attuali </strong>genera quelli che le associazioni di categoria denunciano come veri e propri &#8220;furti di privilegio&#8221;. Chi si trova in una posizione di vantaggio idrico tende a difendere i propri flussi a scapito delle aree svantaggiate, <strong>rendendo la distribuzione della risorsa profondamente iniqua</strong> e privando le aziende agricole di <strong>Ottobiano</strong> dell&#8217;acqua per cui hanno regolarmente pagato.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>L&#8217;inefficacia dei tavoli tecnici:</strong> Per gestire le emergenze, le autorità attivano tavoli tecnici e cabine di regia con l&#8217;obiettivo di stabilire turnazioni idriche e garantire una spartizione equa. Spesso, però, queste decisioni arrivano in ritardo o si scontrano con l&#8217;impossibilità di controllare capillarmente ogni chilometro di canale. Le turnazioni forzate si traducono così in un paradosso: per salvare i raccolti posizionati a monte, si decide di sacrificare quelli a valle, condannando la Lomellina a turni di secca insostenibili.</li>
</ul>
<h2><strong>I numeri del disastro: cosa c&#8217;è in gioco in Lomellina</strong></h2>
<p>La disperazione dei risicoltori non è solo emotiva, ma è dettata da cifre drammatiche che rischiano di far saltare l&#8217;intera economia agricola locale:</p>
<ul>
<li><strong>Il deficit idrico strutturale:</strong> Secondo i dati ufficiali di comparto raccolti dai portali di settore come <a href="https://www.risoitaliano.eu/crisi-idrica-al-36/">RisoItaliano</a>, la rete irrigua soffre di un <strong>deficit idrico complessivo di circa il 36%</strong> rispetto alle medie storiche. Una carenza che si aggrava di giorno in giorno man mano che le temperature estive aumentano. [1]</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Picchi di perdita record proprio a Ottobiano:</strong> Le analisi storiche e satellitari condotte dall&#8217;Ente Nazionale Risi in contesti di forte siccità estiva indicano che l&#8217;area della bassa Lomellina (in particolare i comuni di <strong>Ottobiano, Zeme, San Giorgio e Mortara</strong>) è sistematicamente la più colpita, registrando <strong>perdite secche tra il 22% e il 24% dell&#8217;intera produzione locale</strong>. [2]</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Campi abbandonati per salvare il salvabile:</strong> La scarsità d&#8217;acqua costringe i risicoltori a compiere scelte strazianti: <strong>abbandonare completamente i campi più distanti</strong> e marginali (lasciandoli bruciare dal sole) per convogliare l&#8217;esigua acqua rimasta solo su poche parcelle vicine alle bocchette di prelievo, nel disperato tentativo di salvare almeno una minima percentuale del raccolto di settembre. [3]</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Un danno economico insostenibile:</strong> A livello provinciale, <a href="https://www.instagram.com/p/DVya31Oic98/">Coldiretti Pavia</a> e le altre sigle sindacali stimano che le perdite di produzione nei campi di riso non equamente irrigati possano <strong>sfiorare picchi del 40%</strong>, il tutto mentre i produttori devono continuare a pagare i costi fissi delle tessere irrigue e delle materie prime. [4]</li>
</ul>
<h2><strong>La nascita dei comitati e la mobilitazione</strong></h2>
<p>I risicoltori di Ottobiano e dei comuni limitrofi non intendono assistere in silenzio alla morte delle loro aziende. La nascita dei comitati spontanei e il coinvolgimento dei media regionali e televisivi servono a portare alla luce una verità scomoda: gli agricoltori della Lomellina <strong>stanno pagando per un servizio di erogazione idrica che di fatto non ricevono</strong>, a causa dei prelievi selvaggi e della gestione sbilanciata a favore dei comprensori piemontesi. [5, 6]
[1] <a href="https://www.risoitaliano.eu/crisi-idrica-al-36/">https://www.risoitaliano.eu</a></p>
<p>[2] <a href="http://www.enterisi.it/upload/enterisi/gestionedocumentale/Risicoltore09-2022_784_102055.pdf">https://www.enterisi.it</a></p>
<p>[3] <a href="https://www.youtube.com/watch?v=b-TI7eegK50&amp;t=42">https://www.youtube.com</a></p>
<p>[4] <a href="https://www.ilgiorno.it/pavia/cronaca/siccit-riso-7715166d">https://www.ilgiorno.it</a></p>
<p>[5] <a href="https://www.ilgiorno.it/cronaca/siccita-fiumi-agricoltura-r8b5cnht">https://www.ilgiorno.it</a></p>
<p>[6] <a href="https://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2026/07/02/news/risaie_e_guerra_per_l_acqua_siccita_e_furti_tra_concorrenti-15678215/">https://laprovinciapavese.gelocal.it</a></p>
</div><div class="fusion-text fusion-text-2"><p><strong>Immagine di copertina:</strong> Campo di riso Ottobiano fornita da Alberto Fusar Imperatore</p>
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</div><div class="fusion-text fusion-text-4"><p><strong>Questo video è dello scorso anno ma niente si è fatto. Il problema è sistematico.</strong></p>
</div><div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:350px;"><div class="video-shortcode"><div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:58.33%;" ><iframe title="YouTube video player 1" src="https://www.youtube.com/embed/b-TI7eegK50?wmode=transparent&autoplay=0" width="600" height="350" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe></div></div></div></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/il-riso-e-lacqua-negata-sta-succedendo-nelle-risaie-della-lomellina/">Il riso e l&#8217;acqua negata: sta succedendo nelle risaie della Lomellina</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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