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	<title>#educazionealimentare; Archivi - Elena Alquati</title>
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	<description>Il mio nuovo sito targato WP</description>
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		<title>Educazione alimentare nella pratica quotidiana a casa e a scuola</title>
		<link>https://elenaalquati.org/educazione-alimentare-nella-pratica-quotidiana-a-casa-e-a-scuola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 07:24:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Per il bambino e la famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[#educazionealimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#ilcibodelbambino:]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzione;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I bambini sono stati da sempre il punto su cui ho basato il senso di questo mio lavoro. Quando ho iniziato, le mie figlie erano piccole e la cosa che più mi angosciava, come per tutte le mamme, era la mensa scolastica. Collaborando con “Cascina Rosa”, l’allora Dipartimento di Medicina Predittiva e Preventiva dell’Istituto  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_2 1_2 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:50%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:3.84%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:3.84%;--awb-width-medium:50%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:3.84%;--awb-spacing-left-medium:3.84%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-1"><p>I bambini sono stati da sempre il punto su cui ho basato il senso di questo mio lavoro. Quando ho iniziato, le mie figlie erano piccole e la cosa che più mi angosciava, come per tutte le mamme, era la mensa scolastica. Collaborando con “Cascina Rosa”, l’allora Dipartimento di Medicina Predittiva e Preventiva dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano,</p>
</div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_2 1_2 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:50%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:3.84%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:3.84%;--awb-width-medium:50%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:3.84%;--awb-spacing-left-medium:3.84%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:350px;"><div class="video-shortcode"><div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:58.33%;" ><iframe title="YouTube video player 1" src="https://www.youtube.com/embed/InYXeCS1p38?wmode=transparent&autoplay=0" width="600" height="350" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe></div></div></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-2"><p>attraverso l’associazione L’Ordine dell’Universo fondata da me e da mio marito, lo chef Francesco, abbiamo iniziato a organizzare dei laboratori con i bambini, spesso direttamente in collaborazione con le scuole del territorio.</p>
<p>Non era importante quanti anni avessero, ho sempre pensato che i più piccoli potevano essere aiutati dai grandi, creando così un rapporto di scambio e complicità. “Cucinare crea legami” Scrive Michael Pollan nel suo libro “Cotto” ed è verissimo.</p>
<p>Ci si domanda cosa si può fare, come singoli, per risolvere il problema del degrado ambientale; come poter mantenere in salute la propria famiglia; come potersi avvicinare alla natura e la risposta è molto semplice: tornare a cucinare.</p>
<p>Alcune ricerche stanno confermando che si cucina meno e, sempre di più, si comprano prodotti pronti, mettendo il nostro nutrimento (e la nostra salute) in mano dell’industria alimentare. Esistono inoltre diversi studi che confermano il beneficio di coinvolgere i bambini nella preparazione dei pasti, poiché sono esposti alla conoscenza degli alimenti in modo positivo, aumentando le probabilità di assaggio, anche di frutta e verdura: “L’ho fatto io e me lo mangio”.</p>
<p>Uno specifico studio condotto su 47 bambini tra i 6 e i 10 anni, ha dimostrato che:</p>
<ul>
<li>Cucinando con un genitore, il consumo di verdura era maggiore rispetto a chi riceveva un pasto già pronto;</li>
<li>I bambini tendono anche a consumare alimenti da tutti i gruppi alimentari quando sono coinvolti nella cucina;</li>
<li>I bambini che cucinavano hanno riportato maggiori sensazioni positive e più senso di controllo rispetto ai bambini che non partecipavano alla preparazione.</li>
</ul>
<p>Una revisione sistematica pubblicata nel *Journal of Nutrition Education and Behavior* (2024), che ha analizzato <strong>23 studi</strong> su programmi di cucina per bambini, ha rilevato che i risultati positivi più frequenti riguardano:</p>
<p>&#8211; Conoscenze culinarie;</p>
<p>&#8211; Fiducia nelle proprie capacità</p>
<p>&#8211; Coinvolgimento attivo nella preparazione dei pasti</p>
<p>Nel contesto scolastico, i laboratori di cucina forniscono conoscenze che si accompagnano a competenze pratiche con una possibile maggiore influenza sull’aumento del consumo di verdura rispetto alla sola educazione alimentare teorica.</p>
<p>La scienza, dunque, supporta chiaramente il coinvolgimento dei bambini in cucina come strumento educativo e nutrizionale, ma la nostra evoluzione lo insegna da sempre, senza che questo fosse scientificamente provato.</p>
<p><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24709485/">https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24709485/</a></p>
<p><a href="https://extension.usu.edu/healthwellness/research/benefits-of-including-kids-in-the-kitchen">https://extension.usu.edu/healthwellness/research/benefits-of-including-kids-in-the-kitchen</a></p>
<p><a href="https://www.jneb.org/article/S1499-4046(24)00419-6/fulltext">https://www.jneb.org/article/S1499-4046(24)00419-6/fulltext</a></p>
<p><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24709485/">https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24709485/</a></p>
<p><a href="https://www.frontiersin.org/journals/public-health/articles/10.3389/fpubh.2023.1156716/full">https://www.frontiersin.org/journals/public-health/articles/10.3389/fpubh.2023.1156716/full</a></p>
</div></div></div></div></div>
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		<title>Frittata di scammaro</title>
		<link>https://elenaalquati.org/frittata-di-scammaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 10:37:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#educazionealimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[storiadelcibo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La frittata di scammaro è una ricetta tipica della cucina partenopea, un piatto povero preparato con spaghetti che, una volta cotti, si condiscono con olive, capperi, pinoli, ecc. La peculiarità di questa frittata è che non si utilizza l’uovo. Il nome "scammaro" pare derivi da “scammarare” - mangiare di magro. La parola ha origine da monaci  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La frittata di scammaro è una ricetta tipica della cucina partenopea, un piatto povero preparato con spaghetti che, una volta cotti, si condiscono con olive, capperi, pinoli, ecc. La peculiarità di questa frittata è che non si utilizza l’uovo.</p>
<p>Il nome &#8220;scammaro&#8221; pare derivi da “scammarare” &#8211; mangiare di magro. La parola ha origine da monaci che, esonerati dall&#8217;astinenza pasquale delle carni perché anziani o malati, mangiavano nella loro stanza (cammera) per non inquietare gli altri confratelli. Gli scammarati erano invece coloro che rispettavano il digiuno.</p>
<p>Glutine: presente</p>
<p>Difficoltà: bassa</p>
<p>Tempo di preparazione: 10 minuti</p>
<p>Tempo di cottura: 15/20 minuti totali</p>
<p>Stagionalità: Piatto tipico della quaresima</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>g 200 di spaghetti</li>
<li>g 50 di olive taggiasche</li>
<li>g 50 di pinoli</li>
<li>g 15 di capperi dissalati</li>
<li>2 cucchiai di pangrattato integrale</li>
<li>2 spicchi di aglio</li>
<li>3 filetti di acciughe sotto’olio</li>
<li>Prezzemolo tritato</li>
<li>Olio extravergine di oliva</li>
<li>Sale marino integrale</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>In una pentola portate a bollore dell&#8217;acqua salata e cuocete gli spaghetti. In una padella scaldata due cucchiai di olio, aggiungete le acciughe, i capperi, i pinoli, le olive snocciolate e lasciate soffriggere  mescolando sino a che le acciughe non si siano sciolte. Unite il prezzemolo e lasciate insaporite.</p>
<p>Scolate gli spaghetti, versateli nella padella con il condimento, mescolate e lasciate insaporire per qualche minuto. Unite il pangrattato distribuendolo in modo uniforme.</p>
<p>In una padella più grande scaldate quattro cucchiai di olio, trasferite la pasta condita schiacciandola per bene; cuocete per 3 minuti a fuoco vivo sino a che non si sarà formato una crosticina dorata; girate la pasta aiutandovi con un coperchio e lasciate che si formi la stessa crosticina.</p>
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		<title>L&#8217;importanza del cibo a scuola</title>
		<link>https://elenaalquati.org/il-cibo-a-scuola-uno-studio-ce-ne-spiega-limportanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Apr 2021 18:31:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[#educazionealimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#mensescolastiche;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cibo è importante e per me è sempre stato un punto fermo. Era il 2016, quando, come presidente dell’associazione L’Ordine dell’Universo, ho avviato il progetto dal nome “Coordinamento Cambiamo la Mensa”. Dopo anni di esperienza nel campo di mense scolastiche, avveravo un sogno, che valeva la pena di intraprendere. I punti su cui è  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il cibo è importante e per me è sempre stato un punto fermo. Era il 2016, quando, come presidente dell’associazione L’Ordine dell’Universo, ho avviato il progetto dal nome “Coordinamento Cambiamo la Mensa”. Dopo anni di esperienza nel campo di mense scolastiche,<strong> avveravo un sogno,</strong> che valeva la pena di intraprendere.</p>
<p>I punti su cui è stato basato il manifesto del progetto erano molti, ma nonostante la difficolta nel realizzarli, abbiamo sempre cercato soluzioni inclusive, poiché sapevamo che gli attori coinvolti erano molti con problematiche differenti.  Uno di questi punti era di avviare anche studi pilota, utili a monitorare lo stato di salute psichico fisico degli allievi, verificare l’attenzione e l’apprendimento, nonché le assenze per malattie stagionali, normalmente ridotte nei bambini che hanno una  alimentazione più sana.</p>
<p>Su <a href="https://media.ruddcenter.uconn.edu/PDFs/nutrients-13-00911.pdf">“Nutrient”</a> è stato pubblicato uno studio (USA) da cui emerge l&#8217;importanza di mangiare bene a scuola  e che ha visto la collaborazione di associazioni e la partecipazione di studenti dove si sono messo a confronto: frequenza, rendimento scolastico, qualità della dieta, sicurezza alimentare e indice di massa corporea.</p>
<h2><strong>Partiamo dal principio</strong></h2>
<p>Le scuole di tutto il mondo sono riconosciute come il luogo che educa, che promuovere comportamenti sani e il pasto all&#8217;interno dell&#8217;ambiente scolastico è, nello stesso modo, fondamentale  per il benessere degli studenti. Uno degli scogli più insormontabili è il costo del pasto, ma avviando politiche che supportano i pasti gratuiti per tutti, sarebbe una strategia utile sia per ridurre le disparità tra gli studenti, sia monitorare lo stato di salute, di attenzione e di apprendimento.</p>
<p>Quando io ero piccola il sistema mensa scolastica era completamente diverso. Si potevano acquistare i buoni che consegnavi solo se consumavi il pasto, mentre i bambini che avevano famiglie bisognose di aiuto, potevano usufruire del patronato; le cucine erano all’interno della scuola e checché se ne dica la qualità dei pasti non è paragonabile ai centri cucina esterni.</p>
<h2><strong>Torniamo allo studio </strong></h2>
<p>Questa revisione ha valutato la relazione tra pasti scolastici gratuiti per tutti e una serie di fattori come a esempio  i tassi di partecipazione ai pasti scolastici, le varie diete, la frequenza, il rendimento scolastico e l&#8217;indice di massa corporea. E’ stato riscontrato che là dove sono stati inseriti i pasti gratuiti per tutti, la partecipazione degli studenti era maggiore, la qualità della dieta consumata era migliore, così come il rendimento scolastico.</p>
<p>Basterebbe poco e invece le resistenze sono tantissime, troppe, a partire dalla politica che dovrebbe incentivare comportamenti sani per tutelare i cittadini, invece di sostenere l&#8217;industria alimentare come troppo spesso accade.</p>
<p><a href="https://media.ruddcenter.uconn.edu/PDFs/nutrients-13-00911.pdf">Scarica lo studio originale</a></p>
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