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	<title>#bevandezuccherate; Archivi - Elena Alquati</title>
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	<description>Il mio nuovo sito targato WP</description>
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		<title>Come i giganti del cibo si appropriano delle tradizioni</title>
		<link>https://elenaalquati.org/come-i-giganti-del-cibo-si-appropriano-delle-tradizioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 06:10:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia Cultura Tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un recente articolo apparso su FoodNavigator, PepsiCo parla di "sapori globali": sta promuovendo cultura o sta facendo "traditional washing"? Ecco come l'autenticità diventa uno strumento di marketing. Introduzione: La Trappola della Nostalgia È un richiamo ancestrale. Spesso siamo attratti dal prodotto che richiama il passato; vuoi perché sulla confezione c'è scritto "ricetta tradizionale", "sapore  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/come-i-giganti-del-cibo-si-appropriano-delle-tradizioni/">Come i giganti del cibo si appropriano delle tradizioni</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In un recente articolo apparso su <a href="https://www.foodnavigator.com/Article/2026/08/27/pepsico-bets-on-global-flavors-to-grow-beyond-snacks/">FoodNavigator</a>, PepsiCo parla di &#8220;sapori globali&#8221;: sta promuovendo cultura o sta facendo &#8220;traditional washing&#8221;?</p>
<p>Ecco come l&#8217;autenticità diventa uno strumento di marketing.</p>
<h2>Introduzione: La Trappola della Nostalgia</h2>
<p>È un richiamo ancestrale. Spesso siamo attratti dal prodotto che richiama il passato; vuoi perché sulla confezione c&#8217;è scritto &#8220;ricetta tradizionale&#8221;, &#8220;sapore autentico&#8221; o perché &#8220;ispirato alle antiche culture&#8221;. La parola &#8220;tradizione&#8221; è un potente innesco emotivo: ci fa sentire connessi alle nostre radici, ci promette sicurezza e qualità.</p>
<p>Ma cosa succede se la tradizione è un dipartimento di marketing invece del risultato di secoli di sapere contadino?</p>
<p>La PepsiCo, il colosso che possiede marchi come Lay&#8217;s, Frito-Lay e Quaker, ha recentemente annunciato una nuova strategia (aggressiva) per espandersi &#8220;oltre gli snack&#8221;, puntando sui &#8220;sapori globali&#8221; (global flavors). L&#8217;obiettivo non lascia dubbi: usare la ricchezza culturale del mondo per vendere prodotti ultra-processati a un pubblico ancora attaccato all&#8217;autenticità.</p>
<p>Si chiama &#8220;traditional washing&#8221;.</p>
<h2>1. Cos&#8217;è</h2>
<p>Se lo <strong>science washing</strong> usa termini scientifici astratti per dare autorità a un determinato prodotto, il <strong>traditional washing</strong> usa il passato come schema. La pratica è semplice: si prendono elementi culturali (ricette o tradizioni locali) per industrializzarli, presentandoli come un omaggio alla cultura stessa.</p>
<h3>La strategia</h3>
<p>Nel caso di PepsiCo, è utilizzata la promessa di portare i sapori autentici, ad esempio, del Messico, India o Giappone, mentre la realtà è quella di prendere un sapore complesso (es. una spezia specifica o una tecnica di fermentazione) e semplificarlo in laboratorio per poterne produrre milioni di unità; stabilizzarlo chimicamente per la lunga conservazione; venderlo in un “sacchetto di plastica”. Ti sembra tradizione?</p>
<h2>2. Il Paradosso di PepsiCo: L&#8217;Autenticità in Fabbrica</h2>
<p>L&#8217;articolo di *Food Navigator* sottolinea come PepsiCo voglia trasformare i sapori globali in una leva di crescita. Ma c&#8217;è una contraddizione di fondo:</p>
<p>Come può un prodotto nato in una catena di montaggio essere &#8220;autentico&#8221;?</p>
<p>La tradizione culinaria si basa su:</p>
<ul>
<li>stagionalità;</li>
<li>territorio;</li>
<li>tempo (lavorazioni lente, fermentazioni naturali).</li>
</ul>
<p>L&#8217;industria alimentare si basa su:</p>
<ul>
<li>uniformità (ogni chip deve essere identica);</li>
<li>scalabilità (ingredienti ovunque, spesso sintetici o importati a basso costo);</li>
<li>velocità (produzione continua, lunga conservazione).</li>
</ul>
<p>Quando PepsiCo dice &#8220;sapore autentico&#8221;, sta vendendo un&#8217;idea, non un&#8217;esperienza. Sta usando la <strong>nostalgia</strong> come ingrediente segreto.</p>
<h2>3. Appropriazione culturale indebita</h2>
<p>Il rischio del &#8220;traditional washing&#8221; non risiede soltanto nella qualità del prodotto, ma nell’<strong>appropriazione culturale </strong>inopportuna:</p>
<p>prendere un sapore specifico di una comunità (spesso una comunità svantaggiata o in via di sviluppo), rimuoverne il contesto e venderlo come &#8220;prodotto globale&#8221; senza che quella comunità ne tragga un reale beneficio economico o di riconoscimento.</p>
<p><strong>Una domanda sorge legittima, anche se scomoda:</strong> chi beneficia della vendita dei &#8220;tacos messicani&#8221; in tutto il mondo? Chi paga i diritti culturali a chi?</p>
<p>La risposta è che solo l&#8217;azienda ha un guadagno su tutto questo e la cultura diventa solo un &#8220;marchio&#8221; da sfruttare, non una comunità da supportare.</p>
<h2>4. Come difendersi: la lista del consumatore attento</h2>
<p>Il punto non è smettere di mangiare i tuoi snack preferiti, ma non farti ingannare dalla narrazione. Ecco come riconoscere il Traditional Washing:</p>
<ol>
<li>Cerca la &#8220;storia&#8221; dietro il prodotto: la confezione ci deve parlare di &#8220;tradizione&#8221; riportando un nome, un luogo specifico o una storia reale di una comunità.</li>
<li>Controlla la lista degli ingredienti: la &#8220;tradizione&#8221; richiede ingredienti semplici. Se vedi &#8220;aromi artificiali&#8221;, &#8220;esaltatori di sapidità&#8221; o &#8220;coloranti&#8221;, non è tradizione, è chimica che la imita.</li>
<li>Chiediti: &#8220;chi ne beneficia?&#8221;: l&#8217;azienda sta pagando un premio agli agricoltori locali? Sta collaborando con le comunità? O sta solo usando il loro nome come logo?</li>
<li>Diffida dei termini generici: &#8220;ispirato alla tradizione&#8221;, &#8220;sapori dal mondo&#8221;, &#8220;autentico&#8221;. Senza specifiche, sono fasulli.</li>
</ol>
<h2>5. Conclusione: la tradizione non si confeziona</h2>
<p>La vera tradizione è viva, <strong>locale </strong>e spesso &#8220;imperfetta&#8221;. Quando la vedi confezionata in un sacchetto di plastica, venduta in un ipermercato e promossa da un gigante globale, non è tradizione, è marketing.</p>
<p>Nel mondo del cibo, la verità è spesso più complessa (e meno gustosa) della storia che ci vendono.</p>
<h2><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4e2.png" alt="📢" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Invito all’azione</h2>
<p>Ti è mai capitato di comprare un prodotto &#8220;tradizionale&#8221; e scoprire che era solo marketing? Condividi la tua storia nei commenti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale.pdf">Scarica infografica in PDF</a></p>
<p><a href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale.pdf"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-large wp-image-16146 aligncenter" src="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/Infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale-410x1024.jpg" alt="Tradizione vera Vs Tradizione industriale" width="410" height="1024" srcset="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/Infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale-120x300.jpg 120w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/Infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale-200x500.jpg 200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/Infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale-400x1000.jpg 400w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/Infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale-410x1024.jpg 410w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/Infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale-500x1250.jpg 500w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/Infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale-600x1500.jpg 600w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/Infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale-700x1750.jpg 700w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/Infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale-768x1920.jpg 768w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/Infografica-Tradizione-Naturale-e-Industriale.jpg 800w" sizes="(max-width: 410px) 100vw, 410px" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Tradizione vera vs Traditional washing</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>Immagine sito in evidenza: canva.com</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
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		<title>Cancro 2026: scienza, disparità e il ruolo dell&#8217;alimentazione</title>
		<link>https://elenaalquati.org/cancro-2026-scienza-disparita-e-il-ruolo-dellalimentazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 05:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In collaborazione con l’IARC, l’OMS ha pubblicato il Rapporto sullo stato globale del cancro 2026, intitolato "Il futuro che scegliamo insieme", nel quale si evidenzia un quadro complesso della situazione oncologica mondiale con una previsione di aumento dei casi che potrà raggiungere i 35 milioni all’anno entro il 2050. Il documento rivela una realtà a  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/cancro-2026-scienza-disparita-e-il-ruolo-dellalimentazione/">Cancro 2026: scienza, disparità e il ruolo dell&#8217;alimentazione</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In collaborazione con l’IARC, l’OMS ha pubblicato il <strong><a href="https://www.who.int/teams/noncommunicable-diseases/ncds-management/cancer-programme/global-status-report-on-cancer-2026?utm_source=Policy+and+public+affairs+updates+from+WCRF+International&amp;utm_campaign=321e3998fd-PPA-enews-Nov2025_COPY_01&amp;utm_medium=email&amp;">Rapporto sullo stato globale del cancro 2026</a></strong>, intitolato &#8220;Il futuro che scegliamo insieme&#8221;, nel quale si evidenzia un quadro complesso della situazione oncologica mondiale con una previsione di aumento dei casi che potrà raggiungere i 35 milioni all’anno entro il 2050.</p>
<p>Il documento rivela una realtà a due velocità:</p>
<ol>
<li>da un lato <strong>progressi scientifici senza precedenti</strong>;</li>
<li>dall&#8217;altro <strong>disuguaglianze persistenti</strong> nell&#8217;accesso alle cure.</li>
</ol>
<p>Si delinea anche un divario importante tra l&#8217;ambizione medica e l&#8217;azione concreta, anche se il rapporto traccia una possibile strada per colmarlo attraverso un approccio incentrato sulle persone.</p>
<h2>La situazione a oggi</h2>
<p>Nel report si evidenzia quanto, nel mondo, i rischi di cancro siano in aumento e, nonostante i sistemi sanitari abbiano migliorato la capacità di risposta in alcune aree, milioni di persone continuino a non ricevere diagnosi precoci o trattamenti efficaci, mostrando come le disparità socioeconomiche determinino chi sopravvive e chi no.</p>
<p><strong>Le sette raccomandazioni chiave per i politici includono:</strong></p>
<ol>
<li>Rendere l&#8217;assistenza oncologica accessibile a tutti.</li>
<li>Costruire servizi più forti.</li>
<li>Colmare il divario negli esiti di cura.</li>
<li>Investire in soluzioni dove sono più necessarie.</li>
<li>Utilizzare dati migliori per guidare l&#8217;azione.</li>
<li>Ascoltare le persone colpite dal cancro.</li>
<li><strong>Aiutare le comunità a prevenire il cancro.</strong></li>
</ol>
<h2>Il Ruolo dell&#8217;Alimentazione: Tra Prevenzione e Manipolazione</h2>
<p>Mentre il rapporto si concentra sulle politiche sanitarie, il punto numero 7 &#8211; &#8220;Aiutare le comunità a prevenire il cancro&#8221; &#8211; tocca un nervo scoperto: <strong>l&#8217;alimentazione</strong>.</p>
<p>La prevenzione del cancro passa inevitabilmente attraverso le scelte alimentari, un ambito dove la scienza della nutrizione si scontra spesso con la realtà del mercato.</p>
<ul>
<li><strong>Il Fatto Scientifico:</strong> Una dieta ricca di alimenti ultra-processati, zuccheri aggiunti e grassi saturi, unita a un basso consumo di fibre, è direttamente collegata all&#8217;aumento dell&#8217;incidenza di diversi tipi di tumore.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>La Manipolazione di Mercato:</strong> Molti prodotti commercializzati sono in realtà progettati per essere iper-palatabili e ricchi di ingredienti nocivi (cibi ultra-processati), un fenomeno noto come <strong>science washing</strong>. Le aziende utilizzano etichette fuorvianti per nascondere profili nutrizionali che aumentano i rischi metabolici e oncologici.</li>
</ul>
<p>Il rapporto 2026 suggerisce che senza un intervento sulla <strong>prevenzione primaria</strong>, che include l&#8217;educazione alimentare reale e non manipolata, i progressi terapeutici rischiano di essere vanificati da un aumento costante dei nuovi casi.</p>
<h2>La Via d&#8217;Uscita: Equità e Consapevolezza</h2>
<p>Il messaggio finale del rapporto è chiaro: le scelte fatte oggi sono quelle che determineranno il carico di cancro per le generazioni future. Per migliorare i risultati ovunque, non bastano i farmaci avanzati. Serve:</p>
<ul>
<li><strong>Investimenti strategici</strong> nelle comunità svantaggiate.</li>
<li><strong>Protezioni più forti</strong> contro le pratiche di marketing alimentare ingannevole.</li>
<li><strong>Un valore reale</strong> nell&#8217;assistenza, che includa la prevenzione attraverso stili di vita sani.</li>
</ul>
<p>Il futuro del controllo del cancro passa anche dalla capacità di fornire ai cittadini informazioni trasparenti e di renderli consapevoli di come il cibo influenzi la loro salute a lungo termine, non solo dai laboratori di ricerca.</p>
<h3><a href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/rapporto-cancro-2026.pdf">Scarica il rapporto OMS/IARC in PDF</a></h3>
<hr />
<p>Immagine in evidenza realizzata con canva.com</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/cancro-2026-scienza-disparita-e-il-ruolo-dellalimentazione/">Cancro 2026: scienza, disparità e il ruolo dell&#8217;alimentazione</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La battaglia legale del cibo parte 2: l&#8217;Italia e la guerra dei rinvii</title>
		<link>https://elenaalquati.org/la-battaglia-legale-del-cibo-parte-2-litalia-e-la-guerra-dei-rinvii/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 13:55:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#dirittiumani;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione Mentre in Messico si contano 193 cause legali e in Brasile 17 anni di contenziosi, in Italia la battaglia per la salute pubblica sembra non esistere. Di fatto, le multinazionali del cibo (Coca-Cola, Ferrero, Barilla) non hanno bisogno di cause legali per bloccare le normative: usano una tattica più sottile, più costosa e più  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/la-battaglia-legale-del-cibo-parte-2-litalia-e-la-guerra-dei-rinvii/">La battaglia legale del cibo parte 2: l&#8217;Italia e la guerra dei rinvii</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Introduzione</h2>
<p>Mentre in Messico si contano 193 cause legali e in Brasile 17 anni di contenziosi, in Italia la battaglia per la salute pubblica sembra non esistere. Di fatto, le multinazionali del cibo (Coca-Cola, Ferrero, Barilla) non hanno bisogno di cause legali per bloccare le normative: usano una tattica più sottile, più costosa e più efficace: il tempo.</p>
<h2>Dopo il primo articolo</h2>
<p>Nell’articolo <a href="https://elenaalquati.org/la-battaglia-legale-del-cibo-le-multinazionali-contro-i-governi/">“La battaglia legale del cibo: le multinazionali contro i governi”</a>, pubblicato a fine luglio 2026, ho voluto approfondire l’argomento per conoscere la situazione in Italia, che sembra essere diventata il terreno di coltura perfetto per la strategia del &#8220;rinvio infinito&#8221;, dove la salute dei cittadini viene sacrificata sull&#8217;altare del lobbying politico e della confusione scientifica.</p>
<h2>I numeri che contano</h2>
<p>La &#8220;Sugar Tax&#8221;, introdotta nel 2020 con l&#8217;obiettivo di scoraggiare il consumo di zuccheri e finanziare l&#8217;educazione alimentare nelle scuole, è stata posticipata ben otto volte.</p>
<p><strong>L&#8217;ultima data fissata? 1° gennaio 2027.</strong></p>
<p>Ogni rinvio non è un semplice ritardo burocratico: è un ritardo che permette alle aziende di continuare a vendere prodotti dannosi, fregandosene del danno che procurano alla salute pubblica e senza che da parte loro ci sia alcun interesse a riformulare le ricette per renderli più sani.</p>
<p>La scusa ufficiale è sempre la stessa: proteggere l’occupazione. In realtà, le pressioni di Assobibe e il peso politico dei giganti dell&#8217;industria alimentare hanno ridotto una misura di tutela sanitaria a una farsa: un vero esercizio di stallo. E mentre i governi discutono, l&#8217;obesità e il diabete crescono e i costi per il Servizio Sanitario Nazionale continuano a lievitare.</p>
<h2>Il &#8220;Made in Italy&#8221; come Scudo</h2>
<p>L&#8217;Italia è uno dei pochi Paesi europei che resiste all&#8217;adozione del Nutri-Score, il sistema a semaforo che permette di capire a colpo d&#8217;occhio la qualità nutrizionale di un prodotto.</p>
<p>L&#8217;argomento utilizzato dalle aziende e dalla politica è semplice: “demonizza il Made in Italy, i formaggi, i salumi e la pasta”.</p>
<p>In questo scenario, il colosso dolciario Ferrero emerge come un attore chiave. Citato in un&#8217;inchiesta internazionale come uno dei principali oppositori delle regolamentazioni globali, in Italia la sua influenza si estende al lobbying politico e al finanziamento di società scientifiche che spesso si oppongono alle normative più severe.</p>
<h2> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f50d.png" alt="🔍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Il Segreto Che Non Ti Hanno Mai Raccontato: Chi Scrive le Regole del Cibo?</h2>
<p>C&#8217;è una verità scomoda che le multinazionali e le lobby alimentari hanno cercato in ogni modo di nascondere: <strong>le regole del gioco sono state scritte dalle stesse aziende che traggono profitto dalla tua salute.</strong></p>
<p>Prendiamo la SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana), l&#8217;ente ufficiale che redige i LARN, le linee guida nutrizionali su cui si basano i consigli dei medici, i libri di testo e le pubblicità in TV. Sembra un&#8217;istituzione neutrale, ma non lo è. La SINU è stata oggetto di forti critiche per la mancanza totale di trasparenza sui conflitti di interesse.</p>
<p><strong>Il problema:</strong> aziende come <strong>Ferrero, Barilla e Nestlé</strong> finanziano direttamente ricercatori e società scientifiche che poi siedono ai tavoli dove si decidono le regole del “gioco”.</p>
<p><strong>L&#8217;effetto: </strong>quando chi paga la ricerca ha interessi commerciali, i dati si mescolano: è il <strong>science washing</strong> più sofisticato: confondere la scienza per evitare regolamentazioni severe.</p>
<h2><span class="emoji x1rg5ohu x16dsc37 x19la9d6 x1fc57z9 x6ikm8r x10wlt62 x19co3pv x11tp94h xw4jnvo x1qx5ct2 xfibh0p xiy17q3 x1xsqp64 x1lkfr7t xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl"><span class="xy9tlov x1bhl96m"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f36a.png" alt="🍪" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> </span></span>Parliamo della Ferrero</h2>
<p>E se pensavi che il &#8220;Made in Italy&#8221; fosse un baluardo contro queste pratiche, ti sbagli di grosso. <strong>Ferrero</strong>, l&#8217;icona dolce che ci fa sentire orgogliosi, è in realtà uno dei <strong>maggiori oppositori</strong> delle politiche di salute pubblica:</p>
<p><strong>In Italia</strong> usa il suo enorme peso politico per bloccare il <strong>Nutri-Score</strong> (l&#8217;etichetta a semaforo), sostenendo che &#8220;demonizzi&#8221; il nostro patrimonio culinario. In realtà, vuole solo nascondere il peso che i cibi ultra-processati hanno sul sistema sanitario.</p>
<p><strong>Nel mondo:</strong> nell&#8217;inchiesta internazionale sulle 239 cause legali, Ferrero è citata esplicitamente come uno dei <strong>9 gruppi principali</strong>  (insieme a Coca-Cola e Pepsi) che hanno intentato azioni legali per far deragliare le leggi sulla salute.</p>
<p><strong>La strategia:</strong> mentre parla di &#8220;identità nazionale&#8221; e &#8220;tradizione&#8221;, dietro le quinte finanzia studi, lobby e movimenti per mantenere lo status quo, impedendo che tu abbia informazioni chiare su ciò che mangi.</p>
<p>La trasparenza non è un optional. È l&#8217;unica arma contro chi vuole nascondere la verità dietro un muro di avvocati, lobby e &#8220;scienza comprata&#8221;.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>La strategia italiana non è la causa legale, è il rinvio. Non è lo scontro in tribunale, è l&#8217;erosione lenta della volontà politica.</p>
<p>Ma il tempo non è infinito. Ogni anno di ritardo costa alla salute pubblica milioni di euro e migliaia di vite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Leggi l&#8217;articolo principale &#8220;La Guerra Legale del Cibo&#8221; per scoprire come le multinazionali stanno combattendo la salute pubblica in tutto il mondo.</p>
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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="4OUtLSAOJR"><p><a href="https://elenaalquati.org/la-battaglia-legale-del-cibo-le-multinazionali-contro-i-governi/">La battaglia legale del cibo: le multinazionali contro i governi</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“La battaglia legale del cibo: le multinazionali contro i governi” — Elena Alquati" src="https://elenaalquati.org/la-battaglia-legale-del-cibo-le-multinazionali-contro-i-governi/embed/#?secret=FF3lFmyjlw#?secret=4OUtLSAOJR" data-secret="4OUtLSAOJR" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></div>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<h3>Fonti e approfondimenti</h3>
<p><a href="https://www.dailymaverick.co.za/article/2026-08-04-how-big-food-sues-governments-to-keep-unhealthy-products-on-shelves/">https://www.dailymaverick.co.za/article/2026-08-04-how-big-food-sues-governments-to-keep-unhealthy-products-on-shelves/</a></p>
<p><a href="https://ilfattoalimentare.it/big-food-contro-salute-pubblica-inchiesta.html">https://ilfattoalimentare.it/big-food-contro-salute-pubblica-inchiesta.html</a></p>
<p><a href="https://www.lighthousereports.com/investigation/big-food-vs-the-people/">https://www.lighthousereports.com/investigation/big-food-vs-the-people/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/la-battaglia-legale-del-cibo-parte-2-litalia-e-la-guerra-dei-rinvii/">La battaglia legale del cibo parte 2: l&#8217;Italia e la guerra dei rinvii</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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		<title>La battaglia legale del cibo: le multinazionali contro i governi</title>
		<link>https://elenaalquati.org/la-battaglia-legale-del-cibo-le-multinazionali-contro-i-governi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 06:08:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricerchescientifiche;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un'inchiesta del 2026 rivela 239 cause legali intentate da Big Food per bloccare le leggi che dovrebbero salvarci la vita. Introduzione Mentre le aziende alimentari più ricche del mondo ci mostrano spot televisivi pieni di sorrisi e promesse di "benessere", dietro le porte chiuse dei tribunali si sta combattendo una guerra silenziosa. Un'inchiesta pubblicata a  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Un&#8217;inchiesta del 2026 rivela 239 cause legali intentate da Big Food per bloccare le leggi che dovrebbero salvarci la vita.</em></h3>
<h2>Introduzione</h2>
<p>Mentre le aziende alimentari più ricche del mondo ci mostrano spot televisivi pieni di sorrisi e promesse di &#8220;benessere&#8221;, dietro le porte chiuse dei tribunali si sta combattendo una guerra silenziosa. Un&#8217;inchiesta pubblicata a luglio 2026 ha scoperto che tra il 2010 e il 2025, le multinazionali del cibo hanno intentato ben 239 cause legali in sei paesi chiave, inclusi <strong>Italia</strong>, Messico, Brasile, USA e Regno Unito. L&#8217;obiettivo? Ritardare, indebolire o far deragliare le politiche di sanità pubblica: tasse sulle bibite, etichette frontali chiare e <strong>limiti alla pubblicità rivolta ai bambini</strong>.</p>
<h2>Il Paradosso della &#8220;Responsabilità&#8221;</h2>
<p>Pubblicamente, giganti come Coca-Cola, PepsiCo e Mondelez affermano di voler essere parte della soluzione alla crisi dell&#8217;obesità. A porte chiuse, però, la strategia è diversa: trasformare la salute pubblica in una battaglia legale. I dati sono agghiaccianti: questi processi ammontano a 595 anni di contenzioso. È una tattica di logoramento: i governi, spesso privi di risorse legali illimitate, vengono costretti a rinunciare a normative vitali o a indebolirle per evitare costi esponenziali.</p>
<h2>Le Tattiche del &#8220;Science Washing&#8221;</h2>
<p>Le aziende non si limitano a dire &#8220;no&#8221;. Usano una forma sofisticata di manipolazione che potremmo definire &#8220;science washing&#8221; legale. In Messico, ad esempio, una filiale locale di Pepsi ha sostenuto in tribunale che in alcune zone rurali <strong>era più sicuro bere una Coca-Cola</strong> che l&#8217;acqua del rubinetto, un argomento che distorce la realtà scientifica per difendere profitti. In India, mentre il governo fatica a implementare etichette nutrizionali chiare a causa delle pressioni industriali, le aziende <strong>citano in giudizio gli influencer</strong> che provano a informare i consumatori, usando le leggi sulla diffamazione come scudo contro la trasparenza.</p>
<h2>I Numeri della Manipolazione</h2>
<p>Tra le cause intentate da società private dove il querelante era identificabile, più di uno su tre proveniva da soli nove gruppi, guidati dai soliti noti: Coca-Cola, PepsiCo e Mondelez.</p>
<p>&#8211; In Brasile, le aziende <strong>si nascondono dietro associazioni di categoria</strong> per non sporcare il proprio brand.</p>
<p>&#8211; In Colombia, avvocati pagati dalle aziende <strong>hanno usato la costituzione</strong> per sfidare le tasse sul cibo spazzatura, mentre le stesse aziende donavano milioni ai partiti politici.</p>
<p>&#8211; In Europa, la minaccia legale arriva prima ancora che la legge venga scritta, <strong>usando norme sul mercato interno per bloccare ogni iniziativa</strong>.</p>
<h2>L&#8217;Effetto Paralizzante</h2>
<p>Il danno reale non è solo nei costi legali, che si contano in miliardi di dollari, ma il conseguente blocco delle decisioni politiche. I legislatori che vorrebbero proteggere i cittadini, <strong>specialmente i bambini</strong>, temono di <strong>non avere le risorse per una guerra legale</strong> durata decenni. Il risultato è un sistema in cui la salute pubblica viene messa in mora dai profitti di chi vende prodotti ultra-processati.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Questa inchiesta del 2026 non è solo un elenco di cause legali. È la prova che <strong>la crisi sanitaria globale non è un incidente, ma il risultato di una strategia calcolata</strong>. Finché il potere economico potrà comprare tempo in tribunale per ritardare la verità, la salute dei consumatori rimarrà la prima vittima. La trasparenza non è solo un diritto: è l&#8217;unica arma contro chi vuole nascondere la verità dietro un muro di avvocati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Fonti: Inchiesta &#8220;Big Food Contro&#8221;, pubblicata il 30 luglio 2026 in collaborazione con 22 Luglio, Università di Caldas, Robert &amp; Ethel Kennedy Human Rights Center, e altre istituzioni accademiche internazionali.</p>
<p><a href="https://www.lighthousereports.com/investigation/big-food-vs-the-people/?mc_cid=bab628bf1c">https://www.lighthousereports.com/investigation/big-food-vs-the-people/?mc_cid=bab628bf1c</a></p>
<p><a href="https://usrtk.org/">https://usrtk.org/</a></p>
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		<title>Quando l&#8217;acqua diventa un bene dei potenti</title>
		<link>https://elenaalquati.org/quando-lacqua-diventa-un-bene-dei-potenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 07:59:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[@cocacola;]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La notizia di Greenme arriva da La Calera, in Colombia, dove le famiglie hanno subito forti razionamenti di acqua per la siccità, mentre uno stabilimento di Coca-Cola la estraeva dalle sorgenti locali per imbottigliare e vendere il prodotto. Ogni tanto però ci sono buone notizie, anche se in tempi biblici! Dopo oltre un anno  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-1"><p>La notizia di Greenme arriva da La Calera, in Colombia, dove le famiglie hanno subito forti razionamenti di acqua per la siccità, mentre uno stabilimento di Coca-Cola la estraeva dalle sorgenti locali per imbottigliare e vendere il prodotto.<br />
Ogni tanto però ci sono buone notizie, anche se in tempi biblici! Dopo oltre un anno di mobilitazione, la comunità è riuscita a ottenere la riduzione dei prelievi concessi all’azienda unitamente a nuove limitazioni che mirano a tutelare le risorse idriche del territorio.<br />
Ma la Colombia non è l’unico caso.</p>
</div><blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DZm1N4hCv2j/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DZm1N4hCv2j/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DZm1N4hCv2j/?utm_source=ig_embed&utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da greenMe (@greenme_it)</a></p></div></blockquote>
<script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script><div class="fusion-text fusion-text-2"><p>Se vuoi saperne di più sui soprusi e abusi di quest&#8217;azienda nei confronti delle popolazioni, guarda il video.</p>
</div><div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:350px;"><div class="video-shortcode"><div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:58.33%;" ><iframe title="YouTube video player 1" src="https://www.youtube.com/embed/M88XyJ85VU0?wmode=transparent&autoplay=0" width="600" height="350" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe></div></div></div></div></div></div></div>
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		<title>Adolescenti e rischio bevande energetiche: non solo caffeina</title>
		<link>https://elenaalquati.org/adolescenti-e-rischio-bevande-energetiche-non-solo-caffeina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 09:45:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Per il bambino e la famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[#adolescenti;]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#efsa;]]></category>
		<category><![CDATA[#FDA;]]></category>
		<category><![CDATA[#ilcibodelbambino:]]></category>
		<category><![CDATA[#marketing;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricerchescientifiche;]]></category>
		<category><![CDATA[scienzaericerchescientifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Premesso che, in relazione alla proporzione tra la struttura fisica di un bambino rispetto a un adulto, la caffeina agisce più rapidamente nei primi, anche in considerazione del  cervello ancora in via di sviluppo, fatto da tenere in stretta considerazione. Più energia= metabolismo più veloce, aumento delle capacita di focalizzare, miglioramento dell’umore  ed è con  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Premesso che, in relazione alla proporzione tra la struttura fisica di un bambino rispetto a un adulto, la caffeina agisce più rapidamente nei primi, anche in considerazione del  cervello ancora in via di sviluppo, fatto da tenere in stretta considerazione.</p>
<p>Più energia= metabolismo più veloce, aumento delle capacita di focalizzare, miglioramento dell’umore  ed è con queste premesse e promesse che le vendite di bevande energetiche negli Stati Uniti hanno raggiunto quasi 27 miliardi di dollari nel 2025, in aumento di circa l’80% rispetto a cinque anni fa (ricerche di mercato Circana).</p>
<h2>In Italia</h2>
<p>Anche l’Italia ha registrato <strong>una crescita significativa</strong>, con un incremento delle vendite del <strong>17,6% a volume e del 14,8% a valore</strong><strong> (</strong>giugno 2024).  Nel canale della Grande Distribuzione Organizzata (supermercati, ipermercati e centri commerciali) il trend è positivo, con un aumento del <strong>9,2% a volume e del 10,8% a valore</strong> negli ultimi dodici mesi, raggiungendo un fatturato di <strong>216 milioni di euro</strong>.  Neanche a dirlo, leader di mercato <strong>Red Bull</strong>  registrando una crescita a doppia cifra con un <strong>+15,2% a volume</strong> e un <strong>+8%</strong> specifico per i volumi di vendita.</p>
<h2>Tutto insieme!</h2>
<p>Nei supermercati sono disposte insieme alle bibite gassate e bevande sportive ma le bevande energetiche contengono caffeina e, mentre i consumatori pensano essere paragonabili al caffè o tè, molte di loro hanno un contenuto di caffeina maggiore rispetto a quello contenuto in una tazzina di alcune marche di caffè.  Inoltre, la caffeina non è l’unico elemento controverso; molte lattine  contengono anche ingredienti che possono influire negativamente sulla salute, come taurina, L-carnitina, vari additivi, grandi dosi di alcune vitamine e zuccheri aggiunti o sostituti dello zucchero.</p>
<h2>Soprattutto gli adolescenti</h2>
<p>Alcuni studi hanno rilevato che la metà degli adolescenti americani hanno provato queste bevande almeno una volta mentre quasi un terzo le beve regolarmente (<a href="https://www.cdc.gov/school-nutrition/energy-drinks/index.html">dati dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie</a>).</p>
<h2>Dati Europa e Italia</h2>
<p>Secondo i dati dell&#8217;Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) le bevande energizzanti sono utilizzate dal <strong>68% degli adolescenti</strong> (con età compresa tra i 10 e i 18 anni):</p>
<ul>
<li>Di questo gruppo, il <strong>12%</strong>presenta un consumo &#8220;elevato e cronico&#8221; (circa 7 litri al mese), mentre un altro <strong>12%</strong> ha un consumo &#8220;elevato e acuto&#8221;.</li>
<li>In Italia, studi recenti (2021) indicano che il <strong>2%</strong>degli studenti delle scuole superiori (15-19 anni) consuma queste bevande frequentemente (più di 20 volte al mese), mentre il <strong>57%</strong> degli studenti delle scuole medie (11-14 anni) ne fa consumo, con il <strong>9%</strong> che mostra un consumo cronico elevato.</li>
</ul>
<p>Un&#8217;indagine Mintel (2024) sottolinea che il <strong>73%</strong> dei giovani tra i 16 e i 24 anni utilizza queste bevande per combattere il sonno e migliorare le prestazioni intellettuali; inoltre il consumo è spesso associato ad altre sostanze: il <strong>53%</strong> dei consumatori adolescenti in Europa ha riferito di aver mescolato energy drink con alcol almeno una volta.</p>
<h2>Il potere del marketing</h2>
<p>Le aziende produttrici di bevande energetiche affermano che i loro prodotti non sono destinati ai bambini, accettando di seguire le linee guida che includono il divieto di commercializzare i prodotti ai minori di 13 anni e di venderli o commercializzarli nelle scuole primarie e secondarie e negli eventi scolastici:</p>
<blockquote><p><em>“Riteniamo che i genitori debbano essere al posto di comando quando si tratta di ciò che bevono i loro figli,” afferma William M. Dermody Jr., vicepresidente per i media e gli affari pubblici dell’ABA – “motivo per cui le aziende produttrici di bevande energetiche associate all’ABA aderiscono a un impegno di lunga data di non commercializzare bevande destinate ai bambini né di non venderle nelle scuole”.</em></p></blockquote>
<h2>C’è un “ma” e anche un “però”.</h2>
<p>Secondo Frances Fleming‑Milici, PhD, direttrice delle iniziative di marketing presso il Rudd Center for Food Policy and Health dell’Università del Connecticut a Hartford, queste bevande sono disponibili in lattine o bottiglie dai colori vivaci e in gusti simili a caramelle:</p>
<blockquote><p>“Sappiamo da anni, grazie a numerose ricerche, che questi elementi – imballaggio, immagini di cartoni animati e gusto dolce – sono molto attraenti per bambini e adolescenti”.</p></blockquote>
<h2>Soprattutto per gli adolescenti</h2>
<p>Alcuni studi hanno rilevato che la metà degli adolescenti americani hanno provato queste bevande almeno una volta mentre quasi un terzo le beve regolarmente (dati dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie).</p>
<h2>Dati Europa e Italia</h2>
<p>Secondo i dati dell&#8217;Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) le bevande energizzanti sono utilizzate dal 68% degli adolescenti (con età compresa tra i 10 e i 18 anni):</p>
<p>&#8211;         Di questo gruppo, il 12% presenta un consumo &#8220;elevato e cronico&#8221; (circa 7 litri al mese), mentre un altro 12% ha un consumo &#8220;elevato e acuto&#8221;.</p>
<p>&#8211;         In Italia, studi recenti (2021) indicano che il 2% degli studenti delle scuole superiori (15-19 anni) consuma queste bevande frequentemente (più di 20 volte al mese), mentre il 57% degli studenti delle scuole medie (11-14 anni) ne fa consumo, con il 9% che mostra un consumo cronico elevato.</p>
<p>Un&#8217;indagine Mintel (2024) sottolinea che il 73% dei giovani tra i 16 e i 24 anni utilizza queste bevande per combattere il sonno e migliorare le prestazioni intellettuali; inoltre il consumo è spesso associato ad altre sostanze: il 53% dei consumatori adolescenti in Europa ha riferito di aver mescolato energy drink con alcol almeno una volta.</p>
<h2>Caffeina e adolescenti: una combinazione preoccupante</h2>
<p>La Food and Drug Administration afferma che un limite giornaliero di 400 mg di caffeina, ottenuto da tre tazze di caffè da 12 once (355 ml), è sicuro per la maggior parte degli adulti. Troppa caffeina è associata a insonnia, ansia, nervosismo, disidratazione, tachicardia, aumento della pressione sanguigna, battito cardiaco irregolare e, in alcuni casi, convulsioni.</p>
<p>Ovviamente, la soglia per i bambini e gli adolescenti riguardo alla comparsa di uno o più di questi effetti collaterali è più bassa.</p>
<p>Secondo l&#8217;American Poison Centers, nel 2023 le chiamate ai centri antiveleni statunitensi relative a bambini e di età inferiore ai 20 anni che consumavano troppa caffeina da bevande energetiche sono aumentate di oltre il 20 % rispetto all&#8217;anno precedente. Le visite al pronto soccorso dei bambini delle scuole medie e superiori, a causa degli effetti avversi della caffeina, sono circa raddoppiate tra il 2017 e il 2023, secondo Epic Research, una società di dati medici.</p>
<blockquote><p>«La maggior parte delle persone non è a conoscenza del contenuto di caffeina presente nelle bibite gassate, nel caffè o nelle bevande energetiche e quindi non si rende conto di quanta caffeina assume al giorno, soprattutto se ne consuma più di una fonte», afferma James E. Rogers, Ph.D., direttore della ricerca e dei test sulla sicurezza alimentare e dei prodotti presso CR.</p></blockquote>
<h2>Anche in Italia</h2>
<p>In Italia sono state registrate segnalazioni crescenti ai centri antiveleno riguardanti l&#8217;intossicazione da bevande energetiche in bambini e adolescenti.  I dati evidenziano che <strong>oltre il 40% dei casi</strong> di esposizione a queste bevande coinvolge bambini sotto i 6 anni, spesso per ingestione accidentale.</p>
<p>Tra il 2010 e il 2013, in Italia<strong> si sono verificate </strong>5.156 chiamate ai centri antiveleno per intossicazioni da energy drink, di cui circa il 42% riguardava bambini.  Gli esperti sottolineano che questi numeri sono probabilmente sottostimati, in quanto non includono i casi trattati direttamente in pronto soccorso o da medici di base senza passare dai centri antiveleno.</p>
<p>I rischi principali associati a queste bevande nei minori includono:</p>
<ul>
<li><strong>Sintomi cardiovascolari</strong>, come anomalie del ritmo cardiaco e della conduzione, segnalati nel 57% dei casi.</li>
<li><strong>Manifestazioni neurologiche</strong>, tra cui convulsioni e stati epilettici, presenti nel 55% dei casi.</li>
<li><strong>Disturbi del sonno, ansia, irritabilità e nausea</strong>dovuti all&#8217;elevato contenuto di caffeina e altri stimolanti.</li>
</ul>
<p>Nonostante le avvertenze sulle etichette, la mancanza di limiti di sicurezza definiti per i minori in Italia e la facilità di accesso ai prodotti mantengono il rischio elevato, con un aumento delle esposizioni segnalato anche negli anni più recenti (2022-2023) negli Stati Uniti, fenomeno che si teme si stia estendendo anche in Europa.</p>
<h2>Interazione farmacologica</h2>
<p>C’è  un’altra importante considerazione preoccupante: alcuni farmaci da prescrizione assunti dagli adolescenti, come l&#8217;Adderall (destroamfetamina-amfetamina), il Ritalin e il Concerta (metilfenidato) e l&#8217;albuterolo negli inalatori per l&#8217;asma, agiscono come stimolanti e possono intensificare gli effetti della caffeina.</p>
<h2>Cosa possono fare i genitori</h2>
<p>Le istituzioni e le società scientifiche <strong>sconsigliano fortemente</strong> il consumo di energy drink da parte di bambini e adolescenti, evidenziando rischi come <strong>iperattività, ansia, insonnia e problemi cardiaci</strong> dovuti all&#8217;eccesso di caffeina, taurina e zuccheri.</p>
<p><strong>L’</strong><strong>EFSA</strong> e diverse società pediatriche (tra cui la Società Italiana di Pediatria) raccomandano di <strong>vietarne la vendita ai minori</strong>, allineandosi alle normative di paesi come Lituania, Lettonia, Turchia (divieto fino a 18 anni) e Svezia (solo over 15), mentre nel Regno Unito è in vigore un divieto per i minori di 16 anni.</p>
<p>Si invitano i genitori a:</p>
<ul>
<li><strong>Evitare</strong>che i figli consumino queste bevande, preferendo acqua e frutta;</li>
<li><strong>Proteggere</strong>i giovani dall&#8217;influenza del marketing aggressivo e dalle promozioni sui social network;</li>
<li><strong>Informare</strong>i ragazzi sui pericoli reali, inclusa la combinazione letale con l&#8217;alcol che maschera l&#8217;effetto sedativo di quest&#8217;ultimo;</li>
<li><strong>Leggere le etichette</strong>per comprendere il contenuto di caffeina, che in una singola lattina può superare di molto la dose giornaliera sicura raccomandata (3 mg per kg di peso corporeo).</li>
</ul>
<hr />
<p>Leggi anche https://elenaalquati.org/bevande-energetiche-ai-bambini-meglio-di-no/</p>
<p>Fonte e approfondimenti</p>
<p><a href="https://www.consumerreports.org/health/beverages/caffeine-in-energy-drinks-risky-teens-a2915223215/#the-power-of-marketing">https://www.consumerreports.org/health/beverages/caffeine-in-energy-drinks-risky-teens-a2915223215/#the-power-of-marketing</a> &#8211; Di <a href="https://www.consumerreports.org/about-us/our-people/our-experts/lisa-gill/">Lisa L. Gill</a></p>
<p><a href="https://www.efsa.europa.eu/it/press/news/130306">https://www.efsa.europa.eu/it/press/news/130306</a></p>
<p><a href="https://www.fda.gov/consumers/consumer-updates/spilling-beans-how-much-caffeine-too-much">https://www.fda.gov/consumers/consumer-updates/spilling-beans-how-much-caffeine-too-much</a></p>
<p><a href="https://ilfattoalimentare.it/energy-drink-adolescenti-alcol.html">https://ilfattoalimentare.it/energy-drink-adolescenti-alcol.html</a></p>
<p><a href="https://italiasalute.it/copertina.asp?Articolo_ID=13181">https://italiasalute.it/copertina.asp?Articolo_ID=13181</a></p>
<p><a href="https://www.universonline.it/_benessere/salute/14_12_15_a.php">https://www.universonline.it/_benessere/salute/14_12_15_a.php</a></p>
<p><a href="https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/pediatria/gli-energy-drink-possono-stimolare-iperattivita-e-ansia-negli-adolescenti">https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/pediatria/gli-energy-drink-possono-stimolare-iperattivita-e-ansia-negli-adolescenti</a></p>
<p><a href="https://ilfattoalimentare.it/energy-drink-bambini-ragazzi-intervista-pediatra-sergio-conti-nibali.html">https://ilfattoalimentare.it/energy-drink-bambini-ragazzi-intervista-pediatra-sergio-conti-nibali.html</a></p>
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		<title>Coldiretti, cibi ultra &#8211; processati e mense scolastiche</title>
		<link>https://elenaalquati.org/cibi-ultra-processati-e-sedentarieta-bambini-sempre-piu-a-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 05:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Per il bambino e la famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#coldiretti;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#FederazioneItalianaMediciPediatri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Fondazione Aletheia ha evidenziato un legame diretto e documentato tra il consumo abituale di cibi ultra-processati, la sedentarietà e l'aumento di patologie croniche nei bambini, come obesità, insulino - resistenza, steatosi epatica e rischi metabolici. Secondo i dati presentati dall'ente, in Italia il 19% dei bambini è in sovrappeso e il 9,8% è obeso, con una quota di obesità raddoppiata dal 2000, mentre a livello globale circa il 21%  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Fondazione Aletheia</strong> ha evidenziato un <strong>legame diretto e documentato</strong> tra il consumo abituale di <strong>cibi ultra-processati</strong>, la <strong>sedentarietà</strong> e l&#8217;aumento di patologie croniche nei bambini, come <strong>obesità</strong>, <strong>insulino &#8211; resistenza</strong>, <strong>steatosi epatica</strong> e rischi metabolici.</p>
<p>Secondo i dati presentati dall&#8217;ente, in Italia il <strong>19% dei bambini è in sovrappeso</strong> e il <strong>9,8% è obeso</strong>, con una quota di obesità raddoppiata dal 2000, mentre a livello globale circa il <strong>21% dei bambini tra i 5 e i 14 anni</strong> ne è colpito.</p>
<p>Il consumo di questi alimenti, spesso associato a un ridotto apporto di frutta e verdura e all&#8217;uso eccessivo di dispositivi elettronici, porta a valori elevati di <strong>glicemia</strong>, <strong>massa grassa</strong> e <strong>circonferenza vita</strong>, oltre a influenzare negativamente il <strong>microbioma intestinale</strong> e il <strong>sistema immunitario</strong>.</p>
<p>Per contrastare questa tendenza, la Fondazione Aletheia, in collaborazione con <strong>Coldiretti</strong> e altre istituzioni, <strong>ha lanciato appelli per vietare i cibi ultra &#8211; processati nelle <a href="https://elenaalquati.org/oms-scuole-del-mondo-promuovete-un-cibo-sano-per-i-bambini-2/">mense</a> e nei distributori scolastici</strong>, promuovendo invece un <strong>Manifesto per l’Educazione Alimentare</strong> che favorisca la <strong>Dieta Mediterranea</strong>, prodotti locali e una maggiore attività fisica.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-large wp-image-15028" src="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/STANDARD-PASTI-SCOLASTICI-SANI-1024x576.jpg" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/STANDARD-PASTI-SCOLASTICI-SANI-200x113.jpg 200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/STANDARD-PASTI-SCOLASTICI-SANI-300x169.jpg 300w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/STANDARD-PASTI-SCOLASTICI-SANI-400x225.jpg 400w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/STANDARD-PASTI-SCOLASTICI-SANI-500x281.jpg 500w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/STANDARD-PASTI-SCOLASTICI-SANI-600x338.jpg 600w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/STANDARD-PASTI-SCOLASTICI-SANI-700x394.jpg 700w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/STANDARD-PASTI-SCOLASTICI-SANI-768x432.jpg 768w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/STANDARD-PASTI-SCOLASTICI-SANI-800x450.jpg 800w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/STANDARD-PASTI-SCOLASTICI-SANI-1024x576.jpg 1024w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/STANDARD-PASTI-SCOLASTICI-SANI-1200x675.jpg 1200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/STANDARD-PASTI-SCOLASTICI-SANI-1320x743.jpg 1320w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/STANDARD-PASTI-SCOLASTICI-SANI-1536x864.jpg 1536w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/04/STANDARD-PASTI-SCOLASTICI-SANI.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2></h2>
<h2></h2>
<h2></h2>
<h2>Effetti comportamentali e cognitivi</h2>
<p>Uno studio dell&#8217;Università di Toronto ha analizzato oltre 2.077 bambini di tre anni, rilevando che chi consumava più UPF mostrava a cinque anni punteggi più elevati in:</p>
<ul>
<li>“Internalizzazione” (ansia, paure): 44,6%;</li>
<li>“Esternalizzazione” (aggressività, iperattività): 39,6%.</li>
</ul>
<p>Tutti valori considerati elevati per l&#8217;età. Ogni 10 punti percentuali in più di ultra &#8211; processati nella dieta, il punteggio peggiorava ulteriormente. I <strong>peggiori</strong> risultati erano associati a <strong>bibite zuccherate o con dolcificanti e pasti pronti come pizza o maccheroni surgelati</strong>.</p>
<h2>Effetti metabolici e fisici</h2>
<p>Il consumo abituale di UPF nei bambini è associato a:</p>
<ul>
<li>Aumento dell&#8217;indice di massa corporea e della massa grassa;</li>
<li><strong>Valori più alti di glicemia</strong> a digiuno;</li>
<li><strong>Livelli più bassi di colesterolo HDL</strong> (&#8220;buono&#8221;);</li>
<li>Impatto negativo sul <strong>sistema immunitario</strong> e sul <strong>microbioma intestinale</strong>;</li>
<li>Maggior rischio di <strong>allergie e asma</strong>.</li>
</ul>
<h2>In consumo</h2>
<ul>
<li>Già a tre anni, gli UPF rappresentano il 45% delle calorie giornaliere;</li>
<li>Il 53% dei bambini consuma snack dolci più di tre volte a settimana;</li>
<li>Il 40% degli studenti acquista abitualmente snack e bevande energetiche a scuola.</li>
</ul>
<h2>Cosa si può fare</h2>
<p>Anche <strong>piccole riduzioni</strong> (10%) degli UPF nella dieta producono <strong>miglioramenti significativi</strong>. Alcuni consigli pratici:</p>
<ul>
<li><strong>Sostituire</strong> le bevande dolci con acqua;</li>
<li><strong>Preferire</strong> frutta fresca agli snack industriali;</li>
<li><strong>Promuovere</strong> la preparazione domestica dei pasti;</li>
<li><strong>Aumentare</strong> il consumo di frutta, verdura, legumi e cereali integrali;</li>
<li><strong>Introdurre</strong> educazione alimentare nelle scuole.</li>
</ul>
<h2>Il manifesto Coldiretti</h2>
<p>È stato lanciato il <strong>Manifesto per l’educazione alimentare negli asili e nelle scuole</strong>, promosso da <strong>Coldiretti</strong>, <strong>Filiera Italia</strong> e la <strong>Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP)</strong>, per garantire cibo sano ai <strong>1,9 milioni di alunni</strong> coinvolti, di cui circa <strong>900.000 negli asili nido</strong>.  L&#8217;iniziativa, presentata a <strong>Roma nel marzo 2026</strong>, mira a proteggere la salute dei bambini nei <strong>primi mille giorni di vita</strong> attraverso <strong>5 punti fondamentali</strong>:</p>
<ul>
<li>Una <strong>strategia nazionale contro l&#8217;obesità infantile </strong>con un piano condiviso tra Ministeri, Regioni e scuole;</li>
<li>Un <strong>patto educativo </strong>che unisca scuola, famiglie, pediatri e agricoltori per modelli alimentari sostenibili;</li>
<li>L&#8217;obbligo di <strong>cibo a km zero </strong>nelle mense, valorizzando le filiere italiane locali contro la logica del risparmio;</li>
<li>Il <strong>contrasto al junk food </strong>nei distributori automatici, da sostituire con prodotti freschi tramite nuove normative;</li>
<li>L&#8217;introduzione di <strong>programmi di educazione alimentare </strong>nei curricula, trasformando le mense in luoghi di apprendimento.</li>
</ul>
<p>Il manifesto <strong>risponde alla richiesta dell&#8217;83% degli italiani di vietare per legge la presenza di cibi ultra-formulati nei menù scolastici</strong>, richiamando l&#8217;attenzione sul fatto che le abitudini alimentari formate tra 0 e 3 anni influenzano la prevenzione di future patologie.</p>
<h2>Riflessione personale</h2>
<p>La salute dei bambini si costruisce sin da prima del concepimento, ma dopo la nascita è nostro dovere garantire loro cibi sani per il loro futuro.</p>
<p><a href="https://ilfattoalimentare.it/cibi-ultra-processati-bambini-impatto-su-ansia-iperattivita.html">https://ilfattoalimentare.it/cibi-ultra-processati-bambini-impatto-su-ansia-iperattivita.html</a></p>
<p><a href="https://www.fondazionealetheia.it">https://www.fondazionealetheia.it</a></p>
<p><a href="https://www.coldiretti.it/">https://www.coldiretti.it/</a></p>
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		<item>
		<title>Mondelēz: mercati in nord America, Europa e Paesi emergenti</title>
		<link>https://elenaalquati.org/mondelez-mercati-in-nord-america-europa-e-paesi-emergenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 06:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#geopolitica;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mondelez ha tracciato un percorso strategico per aumentare la vendita dei suoi prodotti, con un focus specifico nel nord dell’America, Europa e nei Paesi emergenti. L’obiettivo dell’azienda è una crescita dei ricavi netti del 3%-5% e a un’espansione significativa nei mercati emergenti. America settentrionale Il business nordamericano ha registrato tasso di crescita annuale composto[1] (CAGRCompound Annual Growth Rate)  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mondelez</strong> ha tracciato un percorso strategico per aumentare la vendita dei suoi prodotti, con un focus specifico nel nord dell’America, Europa e nei Paesi emergenti.</p>
<p>L’obiettivo dell’azienda è una crescita dei ricavi netti del <strong>3%-5%</strong> e a un’espansione significativa nei mercati emergenti.</p>
<h2>America settentrionale</h2>
<ul>
<li>Il business nordamericano ha registrato<strong> tasso di crescita annuale composto<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a></strong> (<strong>CAGR</strong>Compound Annual Growth Rate) del 4% negli ultimi cinque anni, con ricavi netti nel 2025 pari a circa undici miliardi di dollari.</li>
<li>Mondelēz sta migliorando l’offerta di prodotti orientati al consumatore e investendo in ottimizzazioni della <strong>catena di approvvigionamento<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a></strong> (supply chain) per aggiornare le operazioni di biscotti negli Stati Uniti.</li>
</ul>
<h2>Europa</h2>
<ul>
<li>Il mercato europeo ha mostrato una performance solida con una crescita dell’<strong>8%</strong>negli ultimi cinque anni, generando <strong>15 miliardi di dollari</strong> di ricavi netti nel 2025.</li>
<li>Strategie europee includono l’espansione dell’offerta di cioccolato premium migliorando le pratiche di approvvigionamento del cacao.</li>
</ul>
<h2>Mercati Emergenti</h2>
<ul>
<li>I mercati emergenti rappresentano un business da oltre <strong>15 miliardi di dollari</strong>, con un focus su <strong>Cina, India, Brasile e Messico</strong>.</li>
<li>L’azienda prevede un’espansione significativa, aggiungendo migliaia di nuovi punti vendita ogni anno in Cina e India.</li>
<li>Il cioccolato è stato il performer di spicco nel Q2 2025, con una crescita del <strong>16,9%</strong>, e i mercati emergenti hanno guidato la crescita con un aumento del <strong>10,2%</strong>nel trimestre.</li>
</ul>
<h2>Riflessioni personali</h2>
<p>Per chi non conoscesse la <strong>Mondelēz International</strong><strong>,</strong> è una multinazionale statunitense del settore alimentare, con sede a Chicago, Illinois. Fondata nel 1923, ha origini nel settore caseario e dei gelati, diventando, nel tempo, leader mondiale si spuntini e merende. Nel 2012, a seguito della scissione di <em>Kraft Foods</em>, la società ha assunto il nome attuale, <strong>Mondelēz International</strong>, con l’obiettivo di concentrarsi sui <strong>dolciumi, biscotti, cioccolato, caffè e gomme da masticare</strong>.</p>
<p>L’azienda opera in oltre <strong>150 paesi</strong>, e questi sono i marchi dei prodotti che produce:</p>
<p><strong>Oreo, Milka, Cadbury, Toblerone, Philadelphia, Ritz, Halls, Lu, </strong></p>
<p><strong>Sottilette, Hag, Tuc</strong> e <strong>Tang</strong>.</p>
<p>Nel 2022, ha acquisito aziende come <strong>Chipita SA</strong> (Grecia), <strong>Ricolino</strong> (Spagna), <strong>Clif Bar</strong> (USA) e <strong>Hu Master Holdings</strong>, rafforzando la sua presenza in Europa e negli Stati Uniti.</p>
<p>In Italia, Mondelēz ha una forte presenza con stabilimenti a <strong>Caramagna Piemonte, Capriata D’Orba, Andezeno e Aprilia</strong>, e il suo obiettivo è di creare prodotti più sani, promuovendo stili di vita sani e pratiche sostenibili, come l’approvvigionamento di caffè e cacao certificati.</p>
<p>Tutte queste aziende si stanno aprendo a obiettivi di produzioni sane ed ecosostenibili quando hanno avvelenato il mondo fino a ieri, e continuano a farlo ingrandendo le fette di mercato.</p>
<p>E nessuno le ferma!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Indicatore finanziario che misura il tasso medio di crescita annua di un investimento, di un fatturato o di un altro valore su un periodo specifico, ipotizzando che la crescita avvenga a un tasso composto.</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Sistema complesso di organizzazioni, persone, attività, informazioni e risorse coinvolte nel processo di trasferimento di un prodotto o servizio dal fornitore al cliente finale.</p>
<hr />
<p>Fonti e approfondimenti</p>
<p>https://www.foodnavigator.com/Article/2026/02/18/mondelez-tailors-snack-strategy-for-us-europe-and-emerging-markets/?cid=DM1262843&#038;bid=925420720https://it.investing.com/news/transcripts/mondelez-al-cagny-2026-strategie-per-una-crescita-sostenuta-93CH-3226196</p>
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		<title>Diete malsane nei primi anni di vita e comportamento alimentare</title>
		<link>https://elenaalquati.org/diete-malsane-nei-primi-anni-di-vita-e-comportamento-alimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 06:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Ricerche Scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[scienzaericerchescientifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ ormai ben dimostrato che una dieta malsana altera il comportamento alimentare e il microbiota intestinale, ma non è ancora chiaro se gli effetti della dieta nei primi anni di vita persistano o possano essere ripristinati più avanti nella vita. Lo studio pubblicato su Nature Communications   indica come l’esposizione a una dieta ricca di grassi e  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ ormai ben dimostrato che una dieta malsana altera il comportamento alimentare e il microbiota intestinale, ma non è ancora chiaro se gli effetti della dieta nei primi anni di vita persistano o possano essere ripristinati più avanti nella vita.</p>
<p>Lo studio pubblicato su <a href="https://www.nature.com/articles/s41467-026-68968-2">Nature Communications</a>   indica come l’esposizione a una dieta ricca di grassi e zuccheri (HFHS) nei primi anni di vita, modifichi i circuiti cerebrali dell’appetito, promuovendo scelte alimentari poco salutari anche in età adulta.</p>
<p>Lo studio, eseguito su topi adulti, ha dimostrato che alimentandoli sin da piccoli con una dieta ricca di grassi e zuccheri, le alterazioni dell’appetito sono rimaste costanti nel tempo, portandoli a prediligere cibi appetibili e a elevato contenuto calorico, con un aumento di peso anche in età adulta.</p>
<p>Nonostante le modifiche nella dieta, le alterazioni comportamentali e il desiderio per questi cibi sono rimasti anche dopo essere dimagriti.</p>
<h2>Le alterazioni del cervello</h2>
<p>L’esposizione precoce a una dieta insana, ha dimostrato, nei topi, di produrre alterazioni a lungo termine nell’ipotalamo, modificando i segnali di controllo dell’appetito e nel bilancio energetico dell’organismo.</p>
<p>“I nostri risultati dimostrano che ciò che mangiamo nelle prime fasi della vita conta davvero” &#8211;  ha dichiarato <strong>Cristina Cuesta-Martí</strong>, prima autrice dello studio &#8211; “L&#8217;esposizione alimentare precoce può produrre effetti invisibili e a lungo termine sul comportamento alimentare, che a volte non sono immediatamente evidenti guardando solamente al peso corporeo”.</p>
<h2>Il microbiota come via di uscita</h2>
<p>Lo studio ha identificato nel microbiota intestinale una possibile soluzione. Utilizzando probiotici e prebiotici sui topi, i ricercatori hanno dimostrato che è possibile provocare cambiamenti duraturi nelle abitudini alimentari degli animali:</p>
<p>“I nostri risultati dimostrano che, intervenendo sul microbiota intestinale, è possibile mitigare gli effetti a lungo termine di una dieta infantile poco salutare e sul comportamento alimentare futuro” &#8211; termina <strong>Harriet Schellekens</strong>, coordinatrice della ricerca &#8211; “Per questo, riteniamo che supportare il microbiota intestinale fin dalla nascita aiuti a mantenere abitudini alimentari più sane nel corso della vita.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi anche: <a href="https://elenaalquati.org/cibi-ultra-processati-sempre-piu-presenti-nella-dieta-dei-bambini/">Cibi ultra – processati sempre più presenti nella dieta dei bambini</a></p>
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		<title>PepsiCo: al via la produzione per i consumatori attenti alla salute</title>
		<link>https://elenaalquati.org/pepsico-al-via-la-produzione-per-i-consumatori-attenti-alla-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 06:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PepsiCo si sta concentrando sempre di più sulla creazione di prodotti che promuovono la salute e il benessere per rispondere alla crescente domanda dei consumatori attenti alla salute. L’acquisto di Poppi  Prodotto Poppi  Nel 2025 l’azienda ha acquisito, per 1,95 miliardi di dollari, il brand Poppi, specializzato in bevande prebiotiche a basso contenuto di  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PepsiCo</strong> si sta concentrando sempre di più sulla creazione di prodotti che promuovono la salute e il benessere per rispondere alla crescente domanda dei consumatori attenti alla salute.</p>
<h2>L’acquisto di Poppi</h2>
<div id="attachment_14878" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-14878" class="wp-image-14878 size-medium" src="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/03/poppi_ingredienti_orange-300x265.jpg" alt="" width="300" height="265" srcset="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/03/poppi_ingredienti_orange-200x177.jpg 200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/03/poppi_ingredienti_orange-300x265.jpg 300w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/03/poppi_ingredienti_orange-400x353.jpg 400w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/03/poppi_ingredienti_orange-500x441.jpg 500w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/03/poppi_ingredienti_orange-600x530.jpg 600w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/03/poppi_ingredienti_orange.jpg 683w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-14878" class="wp-caption-text">Prodotto Poppi</p></div>
<p>Nel 2025 l’azienda ha acquisito, per 1,95 miliardi di dollari, il <a href="https://drinkpoppi.com">brand Poppi</a>, specializzato in bevande prebiotiche a basso contenuto di zucchero.  Questa mossa strategica permette a PepsiCo di espandersi nel settore delle bevande funzionali e salutistiche, in linea con la sua visione <em>&#8220;Performance with Purpose&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;azienda ha anche lanciato la <strong>&#8220;<a href="https://competition.adesignaward.com/100577">Hydration Platform</a>&#8220;</strong>, una piattaforma innovativa per l&#8217;idratazione che include distributori intelligenti, un&#8217;app per smartphone e bottiglie riutilizzabili con codice QR. Un sistema che permette ai consumatori di personalizzare le bevande (gusto, effervescenza, temperatura) e di monitorare i propri obiettivi d’idratazione, riducendo al contempo l’uso della plastica. L’acqua utilizzata è nano-filtrata per garantirne la purezza.</p>
<p>Inoltre, PepsiCo ha annunciato l’intenzione di <strong>ridurre del 50% il contenuto di zuccheri nelle proprie bevande entro il 2030</strong>, come parte del suo impegno per prodotti più sani.</p>
<h2></h2>
<h2>Non solo senza zucchero</h2>
<p>L’azienda ha deciso di investire anche sul fronte della sostenibilità, con imballaggi biodegradabili (fase pilota in Cile), progetti di riciclo in America Latina e il <strong>&#8220;Zero Impact Fund&#8221;</strong> per le università.</p>
<p>Infine, attraverso la <strong>PepsiCo Foundation</strong>, l’azienda sostiene iniziative che migliorano l’accesso a cibo nutriente, acqua potabile e opportunità economiche in comunità vulnerabili, dimostrando un impegno a lungo termine per la salute sociale e ambientale.</p>
<h2>Saranno veramente sostenibili?</h2>
<p>Un&#8217;azienda che produce bibite a livello globale può avere un impatto ambientale importante su diverse fronti:</p>
<ul>
<li>Utilizzo di acqua;</li>
<li>Risorse idriche <strong>e sulle acque sotterranee;</strong></li>
<li><strong>Emissioni di co</strong><strong>₂</strong><strong> e inquinamento atmosferico (</strong>produzione, confezionamento e produzione del confezionamento, trasporto);</li>
<li>Ge<strong>stione dei rifiuti e imballaggi</strong>;</li>
<li>S<strong>ostenibilità delle materie prime (</strong>coltivazione d’ingredienti come zucchero frutta o caffè).</li>
</ul>
<p>Mentre un&#8217;azienda che produce bibite “sostenibili” può avere un impatto ambientale<strong> ridotto rispetto ai modelli tradizionali, ma solo ridotto e non potrà mai essere accettabile né per l’uomo né per il pianeta.</strong></p>
<h2>Riflessione personale</h2>
<p>Pensiamo per un momento se tornassimo a bere dell’acqua quando abbiamo sete, oppure una spremuta di arance o semplicemente un frutto o delle tisane: non sarebbe più sostenibile? Queste aziende si riempiono la bocca con parole come biodegradabile, sostenibile, a basso contenuto di zucchero, ma ne abbiamo veramente bisogno?</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fonte e approfondimenti</strong></p>
<p><a href="https://www.pepsico.co.it/il-nostro-impatto/comunita/pepsico-foundation">https://www.pepsico.co.it/il-nostro-impatto/comunita/pepsico-foundation</a></p>
<p><a href="https://www.foodweb.it/2025/03/pepsico-acquisisce-il-brand-di-bevande-prebiotiche-poppi/">https://www.foodweb.it/2025/03/pepsico-acquisisce-il-brand-di-bevande-prebiotiche-poppi/</a></p>
<p><a href="https://www.foodnavigator.com/Article/2026/02/19/pepsico-pivots-from-indulgence-to-functional-health/?cid=DM1262843&amp;bid=925420720">https://www.foodnavigator.com/Article/2026/02/19/pepsico-pivots-from-indulgence-to-functional-health/?cid=DM1262843&amp;bid=925420720</a></p>
<p><a href="https://biblus.acca.it/valutazione-impatto-ambientale-via/">https://biblus.acca.it/valutazione-impatto-ambientale-via/</a></p>
<p><a href="https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/autorizzazioni-e-valutazioni-ambientali/valutazione-ambientale-strategica-vas">https://www.isprambiente.gov.it/it/attivita/autorizzazioni-e-valutazioni-ambientali/valutazione-ambientale-strategica-vas</a></p>
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		<item>
		<title>Cibi ultra &#8211; processati e l’andamento di mercato</title>
		<link>https://elenaalquati.org/cibi-ultra-processati-e-landamento-di-mercato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 16:20:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#obesità;]]></category>
		<category><![CDATA[#zucchero;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante tutte le informazioni che stanno circolando sui danni che causano i cibi ultra - processati, il mercato, nel 2025, ha continuato a espandersi in modo rilevante sul piano globale, alimentando l'epidemia di malattie croniche non trasmissibili. Qualche dato Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, i cibi ultra-processati rappresentavano già oltre il 50% delle calorie  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante tutte le informazioni che stanno circolando sui danni che causano i cibi ultra &#8211; processati, il mercato, nel 2025, <strong>ha continuato a espandersi </strong><strong>in modo </strong><strong>rilevante</strong><strong> sul piano globale</strong><strong>,</strong><strong> alimentando </strong><strong>l&#8217;epidemia di malattie croniche</strong><strong> non trasmissibili</strong>.</p>
<h2>Qualche dato</h2>
<p>Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, i cibi ultra-processati rappresentavano già oltre il <strong>50% </strong><strong>delle calorie giornaliere </strong>(negli US gli adolescenti sono arrivati al 70%), mentre negli ultimi quarant&#8217;anni, paesi come Brasile e Cina si registravano tassi di crescita rapida, con un aumento dal 4% al 10% in Cina e dal 10% al 23% in Messico e Brasile.</p>
<p>Le vendite globali di questi prodotti raggiungono ogni anno <strong>1.900 miliardi di dollari</strong> rappresentando il segmento più redditizio dell&#8217;industria alimentare.</p>
<p>Nel novembre 2025, l&#8217;analisi pubblicata su <em>The Lancet</em> ha evidenziato che <strong>l&#8217;espansione dei cibi </strong><strong>ultra – processati, </strong><strong>è guidata da strategie industriali e politiche delle multinazionali</strong>, che sfruttano ingredienti a basso costo, marketing aggressivo ed economie di scala.</p>
<p>Il consumo elevato di questi prodotti é purtroppo fortemente associato a malattie come <strong>obesità, diabete di tipo 2, patologie cardiovascolari, depressione e mortalità prematura</strong>, con studi che mostrano un aumento del <strong>17% del rischio</strong><strong> malattie cardiovascolari</strong> tra chi consuma alimenti ultra &#8211; processati rispetto a chi ne consuma pochi.</p>
<h2>Non solo problemi di salute personale</h2>
<p>Nel 2025, parallelamente all’aumento dei problemi di salute, è emerso il dibattito sul benessere del pianeta e sul clima legato al consumo di questi prodotti, <strong>u</strong><strong>n impatto ambientale crescente proprio </strong><strong>a causa della produzione intensiva, degli imballaggi e della catena di distribuzione</strong>.</p>
<p>Non si sono fatte attendere le raccomandazioni per politiche di salute pubblica tra cui: tassazioni mirate, restrizioni al marketing, e sostegni economici per alimenti freschi e nutrienti, in particolare per le fasce a basso reddito. Purtroppo i dati, almeno per il momento, non dicono nulla di promettente.</p>
<h2>In Italia</h2>
<p>In Italia la tendenza sembra sia in crescente opposizione: secondo <a href="https://www.mintel.com/">Mintel</a>, l’<strong>81% dei consumatori </strong><strong>italiani </strong><strong>evita o limita</strong> i cibi ultra &#8211; processati, e il <strong>45% cerca ingredienti naturali</strong> durante lo shopping, evidenziando la scelta verso prodotti semplici e “etichette pulite”.</p>
<p>Immagine di copertina: canva.com</p>
<p><strong>Fonti e approfondimenti</strong></p>
<p><a href="https://www.tomshw.it/scienze/allarme-per-il-boom-di-cibi-ultra-processati-2025-11-25">https://www.tomshw.it/scienze/allarme-per-il-boom-di-cibi-ultra-processati-2025-11-25</a></p>
<p><a href="https://www.scienzainrete.it/articolo/nemico-nel-piatto-cosa-sapere-dei-cibi-ultraprocessati/simonetta-pagliani/2024-10-30">https://www.scienzainrete.it/articolo/nemico-nel-piatto-cosa-sapere-dei-cibi-ultraprocessati/simonetta-pagliani/2024-10-30</a></p>
<p><a href="https://www.italiaclima.org/cibi-ultra-processati-il-legame-tra-salute-e-clima-secondo-the-lancet/">https://www.italiaclima.org/cibi-ultra-processati-il-legame-tra-salute-e-clima-secondo-the-lancet/</a></p>
<p><a href="https://www.tomshw.it/scienze/allarme-per-il-boom-di-cibi-ultra-processati-2025-11-25">https://www.tomshw.it/scienze/allarme-per-il-boom-di-cibi-ultra-processati-2025-11-25</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/cibi-ultra-processati-e-landamento-di-mercato/">Cibi ultra &#8211; processati e l’andamento di mercato</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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		<item>
		<title>Ingredienti alimentari: azioni statali e prelazione federale</title>
		<link>https://elenaalquati.org/ingredienti-alimentari-azioni-statali-e-prelazione-federale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 17:45:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[#America;]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#dirittiumani;]]></category>
		<category><![CDATA[#FDA;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#levettovaglie;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Food and Drug Administration (FDA) è l’autorità americana sulla sicurezza degli ingredienti alimentari e delle bevande, ma tra il condizionamento istituzionale, il limite delle risorse, l’avversione a mediare con l’industria alimentare per preservare la cultura del cibo, adotta misure limitate o ritardate per affrontare il problema degli ingredienti che presentano prove di danno. Inoltre  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/ingredienti-alimentari-azioni-statali-e-prelazione-federale/">Ingredienti alimentari: azioni statali e prelazione federale</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Food and Drug Administration (FDA) è l’autorità americana sulla sicurezza degli ingredienti alimentari e delle bevande, ma tra il condizionamento istituzionale, il limite delle risorse, l’avversione a mediare con l’industria alimentare per preservare la cultura del cibo, adotta misure limitate o ritardate per affrontare il problema degli ingredienti che presentano prove di danno.</p>
<p>Inoltre non riesce (o non può?) a impedire che ingredienti, ormai chiaramente dannosi, entrino nel ciclo alimentare né prima di essere commercializzati, né a rimuoverli una volta che si sono presentate evidenze scientifiche che evidenziano la loro nocività (dopo la commercializzazione).</p>
<p>Per colmare questa lacuna, sono gli Stati stessi che stanno prendendo provvedimenti, come ad esempio il divieto imposto dalla California nel 2023 su quattro additivi, seguito nel 2025 da trenta Stati che hanno proposto o approvato avvertenze o divieti sugli ingredienti.</p>
<p>L&#8217;industria alimentare però non sta certo a guardare. L’obiettivo è spingere il governo federale a porre limiti o addirittura rimuovere l’autorità degli stati di emanare leggi che sbarrano la strada al loro business.</p>
<p>In questo studio <a href="https://jamanetwork.com/journals/jama/article-abstract/2845035">pubblicato su Jama</a>, si esaminiamo la storia rilevante, le autorità legali e le questioni contemporanee con implicazioni per la sicurezza e la salute alimentare.</p>
<p>In Italia e in Europa la situazione non è diversa.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Produzione alimenti industriali ed effetti biologici dannosi</title>
		<link>https://elenaalquati.org/produzione-alimenti-industriali-ed-effetti-biologici-dannosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 06:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Ricerche Scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#levettovaglie;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricerchescientifiche;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Questo è il nuovo sistema di produzione alimentare industriale. In questo sistema noi siamo la preda, la fonte di denaro che alimenta il sistema. La competizione per ottenere quel denaro, che guida una complessità e un’innovazione sempre crescenti, avviene tra un intero ecosistema di aziende in continua evoluzione…” Chris Van Tulleken  Secondo un nuovo  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: right;">“Questo è il nuovo sistema di produzione alimentare industriale. In questo sistema noi siamo la preda, la fonte di denaro che alimenta il sistema. La competizione per ottenere quel denaro, che guida una complessità e un’innovazione sempre crescenti, avviene tra un intero ecosistema di aziende in continua evoluzione…”</p>
<p style="text-align: right;">Chris Van Tulleken</p>
</blockquote>
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		<item>
		<title>San Francisco: in tribunale le aziende dei prodotti ultra-processati</title>
		<link>https://elenaalquati.org/san-francisco-in-tribunale-le-aziende-dei-prodotti-ultra-processati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2026 17:54:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#marketing;]]></category>
		<category><![CDATA[#sanfrancisco;]]></category>
		<category><![CDATA[#tribunale;]]></category>
		<category><![CDATA[#zucchero;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La città di San Francisco ha intentato causa contro alcuni dei più grandi produttrici di alimenti e bevande del Paese. L’accusa è di aver progettato e commercializzato, grazie a un marketing aggressivo, alimenti ultra-processati, consapevoli dei danni che avrebbero creato alla salute dei consumatori pur di aumentare i loro profitti. Il reclamo è stato depositato  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La città di San Francisco ha intentato causa contro alcuni dei più grandi produttrici di alimenti e bevande del Paese. L’accusa è di aver progettato e commercializzato, grazie a un marketing aggressivo, alimenti ultra-processati, consapevoli dei danni che avrebbero creato alla salute dei consumatori pur di aumentare i loro profitti.</p>
<p>Il <a href="https://i.ntd.com/assets/uploads/2025/12/id1111543-CCSF-UPF-Complaint-2025.12.02.pdf">reclamo</a> è stato depositato il 2 dicembre presso la Corte Superiore di San Francisco e cita marchi di grandi aziende, tra cui Kraft Heinz, Mondelez International, Post Holdings, Coca-Cola, PepsiCo, General Mills, Nestlé USA, Kellanova, WK Kellogg, Mars e Conagra Brands, sostenendo che, con i loro prodotti, abbiano alimentato epidemie di obesità, diabete, malattie cardiache e alcuni tipi di cancro, con un conseguente aumento esponenziale dei costi sanitari.</p>
<p>“Queste aziende hanno creato una crisi di salute pubblica con l&#8217;ingegneria e la commercializzazione di alimenti ultra-processati,” Procuratore della città David Chiu <a href="https://sfcityattorney.org/san-francisco-city-attorney-chiu-sues-largest-manufacturers-of-ultra-processed-foods/">ha detto</a> nell&#8217;annunciare la causa. “Hanno preso il cibo e lo hanno reso irriconoscibile e dannoso per il corpo umano. &#8230; Queste aziende hanno progettato una crisi sanitaria pubblica, hanno tratto grandi profitti e ora devono assumersi la responsabilità del danno che hanno causato.”</p>
<p>La <strong>causa</strong> chiede:</p>
<ul>
<li><strong>Risarcimenti finanziari </strong>per coprire i costi sanitari pubblici.</li>
<li><strong>Misure correttive</strong>, come la fine di pratiche di marketing ingannevole, specialmente verso i minori.</li>
<li><strong>Obblighi di informazione pubblica </strong>sui rischi legati ai prodotti ultra &#8211; processati.</li>
</ul>
<p>Nonostante l&#8217;ampia attenzione mediatica, <strong>le aziende coinvolte non hanno ancora commentato formalmente</strong>, mentre l’associazione di categoria Consumer Brands Association ha messo in guardia contro l’etichettatura generica di cibi come “dannosi” solo perché processati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per approfondire</p>
<p><a href="https://www.ilpost.it/2025/12/03/san-francisco-causa-aziende-alimenti-ultraprocessati/">https://www.ilpost.it/2025/12/03/san-francisco-causa-aziende-alimenti-ultraprocessati/</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>OMS: Scuole del mondo, promuovete un cibo sano per i bambini!</title>
		<link>https://elenaalquati.org/oms-scuole-del-mondo-promuovete-un-cibo-sano-per-i-bambini-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 06:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#mensescolastiche;]]></category>
		<category><![CDATA[#OMS;]]></category>
		<category><![CDATA[#scuola;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicato stampa 27 gennaio 2026 L’OMS  ha recentemente diramato un comunicato stampa in cui esorta le scuole di tutto il mondo a promuovere cibo sano per aiutare i bambini a sviluppare sane abitudini. A questo proposito è stata pubblicata una nuova linea guida globale su politiche e interventi necessari  a creare ambienti scolastici che promuovano una  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Comunicato stampa 27 gennaio 2026</h3>
<p><strong>L’OMS  </strong>ha recentemente diramato un comunicato stampa in cui esorta le scuole di tutto il mondo a promuovere cibo sano per aiutare i bambini a sviluppare sane abitudini. A questo proposito è stata pubblicata <a href="https://www.who.int/publications/i/item/9789240118324">una nuova linea guida globale</a> su politiche e interventi necessari  a creare ambienti scolastici che promuovano una sana educazione alimentare.</p>
<p>Ė la prima volta che l&#8217;OMS interviene per coinvolgere le scuole affinché si garantisca cibo (e bevande) sano e nutriente disponibile a tutti.</p>
<p>Il sovrappeso e l’obesità infantile sono in aumento a livello globale, mentre la denutrizione rimane una sfida persistente, ma, nel 2025, circa 1 bambino/adolescente su 10, in età scolare, (188 milioni in tutto il mondo) conviveva con l’obesità, superando per la prima volta il numero di bambini sottopeso. Le scuole sono state quindi chiamate a intervenire:</p>
<blockquote><p>“Il cibo che i bambini mangiano a scuola ha un profondo impatto sul loro apprendimento, incluso le conseguenze permanenti che si possono sviluppare sulla loro salute” &#8211; ha affermato il dottor <strong>Tedros Adhanom Ghebreyesus</strong>, direttore generale dell’OMS &#8211; “Nutrirsi correttamente a scuola è fondamentale per prevenire le malattie in età avanzata e creare adulti più sani.”</p></blockquote>
<p>Sono circa 466 milioni i bambini che, nel mondo, ricevono pasti scolastici, ma, in questi stessi ambienti, non sono aiutati nell’acquisire informazioni per comprendere da differenza tra un cibo ad alto valore biologico servito nelle scuole e i prodotti dell’industria alimentare.</p>
<h2>L’OMS raccomanda di:</h2>
<ul>
<li><strong>Stabilire standard o regole &#8211;</strong> aumentare la disponibilità, l&#8217;acquisto e il consumo di cibi e bevande sani, limitando al contempo i cibi non sani (forte raccomandazione);</li>
<li><strong>Implementazione di interventi di spinta &#8211;</strong> incoraggiare i bambini a selezionare, acquistare e consumare cibi e bevande più sani (raccomandazione condizionata). Gli interventi di spinta possono includere una modifica al posizionamento, alla presentazione o al prezzo delle opzioni alimentari a disposizione dei bambini.</li>
</ul>
<p>L’OMS ha convocato un gruppo diversificato e multidisciplinare di esperti internazionali per sviluppare le linee da loro indicate attraverso un processo rigoroso, trasparente e basato sull’evidenza.</p>
<h2>Riflessione personale</h2>
<p>Sono trent’anni che sento sempre le stesse cose, ogni tanto escono con una linea guida per sanare la loro coscienza ma poi non succede nulla. La situazione odierna sulla cultura del cibo è crollata e le tradizioni si sono perse a favore di prodotti dannosi progettati e diffusi dall&#8217;industria alimentare; prodotti che creano dipendenza, così tanto da portare il consumatore a non poterne più fare a meno. C’è un sistema sanitario, sul piano globale, al collasso proprio per il forte aumento di obesità e di malattie croniche non trasmissibili legate all’alimentazione e allo stile di vita che ne consegue. Sono decenni <a href="https://elenaalquati.org/ambiente-alimentare-sano-e-adolescenti-coinvolgiamoli/">che studi scientifici</a>, quelli seri, non quelli corrotti dall’industria alimentare, stanno lanciando allarmi su allarmi per fermare questo business ma nessuno si è mai impegnato tanto da volerlo risolvere.</p>
<p>Sembra quasi una presa in giro quella dell&#8217;OMS che durante il COVID ha promosso farmaci e vaccini senza occuparsi minimamente sull&#8217;importanza che avrebbe potuto avere promuovere una sana alimentazione. Certo, non era funzionale al sistema. Periodo in cui nelle scuole, tra le altre cose, si sono fatte le peggiori scelte riguardo alle mense scolastiche.</p>
<p>Come sempre la porta si chiude quando i buoi sono già scappati.</p>
<hr />
<p>Fonte: <a href="https://www.who.int/news/item/27-01-2026-who-urges-schools-worldwide-to-promote-healthy-eating-for-children">https://www.who.int/news/item/27-01-2026-who-urges-schools-worldwide-to-promote-healthy-eating-for-children</a></p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=qlIHgoO4uWg">Guarda la registrazione del webinar</a></p>
<p><a href="https://www.who.int/publications/i/item/9789240075634">Piano di accelerazione dell’OMS per fermare l’obesità e l’iniziativa per scuole rispettose dell’alimentazione</a>.</p>
<p><a href="https://www.who.int/publications/i/item/9789240118324">Politiche e interventi per creare ambienti alimentari scolastici sani: linee guida dell’OMS</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>The founder: la vera storia di McDonald&#8217;s</title>
		<link>https://elenaalquati.org/the-founder-la-vera-storia-di-mcdonalds/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 06:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#fastfood;]]></category>
		<category><![CDATA[#junkfood;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Conosci la vera storia di McDonald? No? Allora questo mese ti propongo di conoscerla attraverso il film “The Founder”- Il fondatore - con lo straordinario Michael Keaton, un venditore di frullatori dell’Illinois con scarsa fortuna ma che ben presto coglierà la palla al balzo e cambierà la sua vita (e la nostra). Siamo negli  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-3"><p>Conosci la vera storia di McDonald? No? Allora questo mese ti propongo di conoscerla attraverso il film “The Founder”- Il fondatore &#8211; con lo straordinario Michael Keaton, un venditore di frullatori dell’Illinois con scarsa fortuna ma che ben presto coglierà la palla al balzo e cambierà la sua vita (e la nostra). Siamo negli anni 50 e Ray incontra i due fratelli McDonald, Maurice &#8220;Mac&#8221; e Richard &#8220;Dick&#8221; McDonald, che avevano appena comprato da lui dei frullatori per la loro attività. Nel mostrargli la loro cucina, Rey nota la forte etica del lavoro dei dipendenti e invita i fratelli a cena per farsi raccontare la loro storia e di come sono arrivati a progettare il loro sistema di &#8220;fast food&#8221;. Il giorno successivo, Ray suggerisce ai fratelli di creare delle affiliazioni commerciali per il ristorante, ma i fratelli esitano. Non vi racconto oltre suggerendovi di guardarlo.</p>
<p>Guarda il Trailer</p>
</div><div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:350px;"><div class="video-shortcode"><div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:58.33%;" ><iframe title="YouTube video player 2" src="https://www.youtube.com/embed/Baq-RbeVL9c?wmode=transparent&autoplay=0" width="600" height="350" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe></div></div></div><div class="fusion-text fusion-text-4"><p>Il film lo puoi vedere su Prime o acquistare in DVD sia online che nei negozi specializzati.</p>
<p>Fonte e approfondimento della trama</p>
<p><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/The_Founder">https://it.wikipedia.org/wiki/The_Founder</a></p>
</div></div></div></div></div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>UK: Vietata la pubblicità del cibo spazzatura in TV e online</title>
		<link>https://elenaalquati.org/uk-vietata-la-pubblicita-del-cibo-spazzatura-in-tv-e-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 19:41:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie in pillole]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#UK;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A partire dal 5 gennaio è entrato in vigore il divieto di pubblicizzare cibo spazzatura sia in televisione, sia online. Dove? Nel Regno Unito: Il divieto in vigore in tutto il Regno Unito impedisce la pubblicità di alimenti e bevande ricchi di grassi, sale e zucchero (HFSS) in TV prima delle 21:00 mentre  è totale   [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/uk-vietata-la-pubblicita-del-cibo-spazzatura-in-tv-e-online/">UK: Vietata la pubblicità del cibo spazzatura in TV e online</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A partire dal 5 gennaio è entrato in vigore il divieto di pubblicizzare cibo spazzatura sia in televisione, sia online.</p>
<h2>Dove? Nel Regno Unito:</h2>
<p>Il divieto in vigore in tutto il Regno Unito impedisce la pubblicità di alimenti e bevande ricchi di grassi, sale e zucchero (HFSS) in TV prima delle 21:00 mentre  è totale  online.</p>
<p>I prodotti considerati come i principali responsabili dell&#8217;obesità infantile, sono le bevande zuccherate, cioccolato e dolciumi, pizze e gelati.</p>
<p>Il divieto riguarda anche alcuni cereali per la colazione, prodotti a base di pane zuccherato  e panini.</p>
<p>Le aziende possono comunque promuovere versioni più sane dei prodotti vietati, cosa che il governo spera possa spingere i produttori alimentari a sviluppare ricette più sane.</p>
<p>Le aziende che non rispettano le nuove norme rischiano di essere sanzionate dall&#8217;Advertising Standards Authority (ASA).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Continua a leggere dalla fonte</strong></p>
<p>Archie Mitchell &#8211; BBC</p>
<p>https://www.bbc.com/news/articles/cq5y2vzlyldo</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cibi ultra &#8211; processati sempre più presenti nella dieta dei bambini</title>
		<link>https://elenaalquati.org/cibi-ultra-processati-sempre-piu-presenti-nella-dieta-dei-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 09:08:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Per il bambino e la famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ė sempre più evidente quanto i prodotti ultra - processati (UPF) nella dieta, siano dannosi per la salute pubblica e quanto stiano aggravando le disuguaglianze sanitarie. Il problema è, però, diventato di una tale gravità e talmente grande gli esperti chiedono una risposta globale unificata che affronti il ​​potere delle multinazionali poiché di promuovere diete  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ė sempre più evidente quanto i prodotti ultra &#8211; processati (UPF) nella dieta, siano dannosi per la salute pubblica e quanto stiano aggravando le disuguaglianze sanitarie.</p>
<p>Il problema è, però, diventato di una tale gravità e talmente grande gli esperti chiedono una risposta globale unificata che affronti il ​​potere delle multinazionali poiché di promuovere diete più sane e sostenibili, non ne hanno nessuna intenzione.</p>
<h2>Cosa sono gli UPF?</h2>
<p>Gli UPF rappresentano il gruppo di alimenti più elaborato nel sistema di classificazione Nova<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>, e s’identificano dalla presenza di additivi sensoriali che ne migliorano la consistenza, il sapore o l&#8217;aspetto. Per produrre questi prodotti, c&#8217;è una trasformazione su larga scala di materie prime a basso costo, come mais, grano, soia e olio di palma, unitamente a un&#8217;ampia gamma di sostanze e additivi controllata da un piccolo numero di multinazionali.</p>
<p>Oltre alla lavorazione e agli ingredienti di scarsa qualità, questi prodotti sono progettati per essere iperappetibili, stimolando nel consumatore una dipendenza fuori controllo con la conseguente sostituzione di alimenti tradizionali ricchi di nutrienti, inoltre sono commercializzati in modo aggressivo grazie a un marketing privo di scrupoli.</p>
<h2>Dannosi per l&#8217;uomo e per il pianeta</h2>
<p>In molti paesi ad alto reddito, gli UPF rappresentano ormai il 50% circa del consumo alimentare delle famiglie, consumo in rapida crescita nei paesi a basso e medio reddito. L’impatto sulla salute di questi prodotti non si limita a quella umana, ma si amplia anche alla salute del pianeta. I sistemi di produzione industriale, la lavorazione, il trasporto delle materie prime agricole e gli imballaggi, prevalentemente di plastica, sono altamente inquinanti.</p>
<p>Parallelamente alla salute dell’uomo e del pianeta, l’industria alimentare genera enormi ricavi che li rende sempre più potenti, arrivando a finanziare le attività politiche aziendali con l’intento di contrastare i tentativi di regolamentare i prodotti UPF. Sono in pochi, ma dominano il mercato, e sono sempre più forti tra questi Nestlé, PepsiCo, Unilever e Coca-Cola.</p>
<h2>L&#8217;intervento politico globale</h2>
<p>Mai come ora, per contrastare questa minaccia, è necessario l’intervento, con approccio globale, di ogni singolo governo. Le azioni da intraprendere non sono semplici ma necessarie. Un cambiamento radicale che Lancet riassume in alcuni punti:</p>
<ul>
<li>Aggiunta di marcatori ultra &#8211; processati, come coloranti, aromi e dolcificanti non zuccherini, ai modelli di profilazione nutrizionale utilizzati per identificare gli alimenti non salutari;</li>
<li>Etichette di avvertenza obbligatorie sulla parte anteriore della confezione;</li>
<li>Divieti di <a href="https://elenaalquati.org/il-marketing-un-ingrediente-da-non-trascurare/">marketing</a> rivolti ai bambini;</li>
<li>Restrizioni su queste tipologie di alimenti nelle istituzioni pubbliche;</li>
<li>Tasse più elevate sugli UPF.</li>
</ul>
<blockquote><p>“Il dominio del mercato e il potere politico dell&#8217;industria UPF devono inoltre essere affrontati con una politica di concorrenza più incisiva, sostituendo l&#8217;autoregolamentazione con una regolamentazione obbligatoria e contrastando l&#8217;interferenza aziendale. Anche la società civile può contribuire ad accelerare il cambiamento, come dimostra il <a href="https://www.bloomberg.org/public-health/promoting-healthy-food-choices/food-policy-program/">Food Policy Program di Bloomberg Philanthropies</a> , che ha favorito il conseguimento di vittorie politiche in tutta l&#8217;America Latina e nell&#8217;Africa subsahariana, creando coalizioni per promuovere la regolamentazione del settore, valutando le politiche una volta implementate e fornendo supporto quando i paesi si trovano ad affrontare interferenze aziendali nell&#8217;adozione e nell&#8217;attuazione di politiche volte a limitare il consumo di UPF”.</p></blockquote>
<h2>No alle sovvenzioni per le multinazionali</h2>
<p>Le raccomandazioni della <a href="https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(25)01201-2/fulltext">Commissione </a><a href="https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(25)01201-2/fulltext">EAT- <em>Lancet</em></a> , indicano una trasformazione dei sistemi alimentari che reindirizzi i sussidi agricoli dalle grandi multinazionali. Nel frattempo i produttori alimentari locali dovrebbero essere maggiormente supportati nella produzione di alimenti e pasti del territorio sul territorio, che siano accessibili, pratici e attraenti per i consumatori, ma soprattutto sani.</p>
<p>L&#8217;industria UPF è l’emblema di un sistema alimentare sempre più controllato da multinazionali che antepongono il profitto aziendale alla salute pubblica. <em>Lancet</em> rafforza la necessità d’immediate azioni politiche volte ad affrontare la sfida dell&#8217;UPF.</p>
<h2>Riflessione personale</h2>
<p>Ogni governo dovrebbe tutelare i propri cittadini come compito primario, contrastando chi, a discapito della salute, guadagna soldi e potere. Non dovrebbero esserci degli studi che confermino quanto sta accadendo: il buon senso e la correttezza avrebbero dovuto agire da molto tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> La classificazione NOVA è un sistema per classificare gli alimenti in base al grado e allo scopo della loro trasformazione, non alla loro composizione nutrizionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>Fonte e approfondimenti &#8211; <a href="https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(25)02322-0/fulltext">https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(25)02322-0/fulltext</a></p>
<p><a href="https://www.thelancet.com/action/showPdf?pii=S0140-6736%2825%2902322-0">Scarica PDF</a></p>
<p>Foto di copertina canva.com</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tutto il marcio del cibo: tra favoritismi, sponsor e scienza corrotta</title>
		<link>https://elenaalquati.org/tutto-il-marcio-del-cibo-tra-favoritismi-sponsor-e-scienza-corrotta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 06:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#dirittiumani;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
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		<category><![CDATA[#prevenzione;]]></category>
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		<category><![CDATA[scienzaericerchescientifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'Academy of Nutrition and Dietetics si definisce la più grande organizzazione mondiale di professionisti della nutrizione e della dietetica e si promuovono come "la tua fonte di informazioni scientifiche su alimentazione e nutrizione". Il gruppo è considerato un'autorità nell'elaborare politiche alimentari, influenzando lo sviluppo delle linee guida dietetiche americane. Ma non è tutto oro quello  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.eatright.org/">L&#8217;Academy of Nutrition and Dietetics</a> si definisce la più grande organizzazione mondiale di professionisti della nutrizione e della dietetica e si promuovono come <strong>&#8220;la tua fonte di informazioni scientifiche su alimentazione e nutrizione&#8221;</strong>. Il gruppo è considerato un&#8217;autorità nell&#8217;elaborare politiche alimentari, influenzando lo sviluppo delle linee guida dietetiche americane. Ma non è tutto oro quello che luccica</p>
<p>In una delle tante indagini di <a href="http://www.usrtk.org">US right to know</a><a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>, si definisce l’accademia poco trasparente riguardo ai suoi finanziatori aziendali, ed è emerso che nel 2025, è stata <a href="https://www.eatrightpro.org/about-us/who-we-are/advertising-and-sponsorship/meet-our-sponsors">sponsorizzata</a> da molte aziende che sono in evidente conflitto di interessa, tra cui:</p>
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		<title>Obesità e fattori di rischio nei primi 1000 giorni di vita</title>
		<link>https://elenaalquati.org/obesita-e-fattori-di-rischio-nei-primi-1000-giorni-di-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2025 13:27:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Ricerche Scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dirittiumani;]]></category>
		<category><![CDATA[#marketing;]]></category>
		<category><![CDATA[#obesità;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzione;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzioneatavola;]]></category>
		<category><![CDATA[#zucchero;]]></category>
		<category><![CDATA[scienzaericerchescientifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'obesità infantile è un argomento che tratto spesso ultimamente. Sapere che il problema è ormai noto a tutti e che le informazioni ci sono e sono tante, gli ultimi dati sono scoraggianti: ma allora perché non cambia nulla? Rispetto al singolo e in relazione all’alimentazione, penso che ci siano due punti fondamentali: Non si è  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;obesità infantile è un argomento che tratto spesso ultimamente. Sapere che il problema è ormai noto a tutti e che le informazioni ci sono e sono tante, gli ultimi dati sono scoraggianti: ma allora perché non cambia nulla? Rispetto al singolo e in relazione all’alimentazione, penso che ci siano due punti fondamentali:</p>
<ol>
<li>Non si è più in grado di gestire la propria volontà (effetto dei cibi ultra &#8211; processati e dello zucchero in particolare);</li>
<li>Avere una situazione economica che non permette l’accesso a un cibo sano.</li>
</ol>
<p>E qui la scelta personale viene un po’ a meno, ma in realtà ce n’è un terzo punto:</p>
<p><strong>L’abuso di potere</strong></p>
<p>Questi colossi del cibo, questi esperti del marketing, questi mostri senza cuore il cui obiettivo è unicamente diventare sempre più forti e fare soldi, non si fermano davanti a niente: e poi parlano di etica e di sostenibilità.</p>
<p>La storia della <strong><a href="https://elenaalquati.org/chiapas-video-storia-di-un-diritto-negato-dalla-coca-cola/">Coca – Cola in Chiapas</a></strong> ce lo insegna: deviare l’acqua di un villaggio per convogliarla nello stabilimento, togliendola alla popolazione al punto che le mamme sono costrette a dar da bere questa bevanda dal biberon per dissetare i loro figli, è vergognoso. E anche in questo caso il singolo non può fare molto, se non organizzarsi in gruppi e ribellarsi a un governo che permette queste ingiustizie. Il Chiapas, però, non è l’unico caso di “abuso di potere” sulla popolazione, ce ne sono molti altri.</p>
<h2>Un’epidemia senza precedenti</h2>
<p>L&#8217;obesità infantile rappresenta una delle principali sfide per la salute pubblica, così la definisce la scienza; UNA SFIDA dichiarata già da molto tempo, troppo, e nonostante le soluzioni siano chiare e cristalline, non trovano integrazione in ambiente sociale: le persone (in senso ampio del termine) non ci sentono.</p>
<p>Sta di fatto che i tassi di obesità infantile sono aumentati rapidamente, soprattutto negli ultimi decenni e quel che è peggiore, è che continuano ad aumentare in tutto il mondo. Un problema immenso che si correla a un aumentato rischio di malattie non trasmissibili, come ipertensione, diabete di tipo 2 e disturbi di salute mentale <strong>fin dall&#8217;infanzia</strong>, e che, per estensione, porta a una riduzione della qualità della vita con grandi oneri economici e sociali.</p>
<h2>Prima della gravidanza</h2>
<p>Lo studio in questione cita:</p>
<blockquote><p>“Durante il preconcepimento, avviene la maturazione delle cellule uovo e la produzione di sperma. Dopo il concepimento, la vita fetale e la prima infanzia sono caratterizzate da una rapida divisione cellulare, dallo sviluppo degli organi e da una rapida crescita. Queste fasi definiscono il modello della salute e delle malattie future, e le esposizioni avverse materne, paterne e infantili durante questi periodi critici dello sviluppo potrebbero predisporre un individuo a un aumentato rischio di obesità in età avanzata”.</p></blockquote>
<p>Nella maggior parte degli studi, si sono prese in considerazione i singoli fattori di rischio come ad esempio l’obesità materna, l’esposizione a interferenti endocrini o popolazioni selezionate. Tuttavia, si sta facendo evidente che i fattori di rischio si concentrino all’interno delle famiglie con effetti negativi sullo sviluppo dell&#8217;obesità infantile identificati nei primi 1000 giorni di vita del bambino, con uno specifico focus che coinvolge il periodo della gravidanza.</p>
<h2>La prospettiva clinica</h2>
<p>Da una prospettiva clinica e di salute pubblica, in particolare l&#8217;obesità infantile dall&#8217;età scolare in poi è un importante fattore di rischio per le comorbilità nell&#8217;infanzia e nell&#8217;età adulta e per la mortalità prematura in età adulta. Queste revisioni sistematiche, però, non includevano il periodo pre concezionale, che negli ultimi anni è stato sempre più riconosciuto come un potenziale periodo critico per lo sviluppo dell&#8217;obesità infantile, e la ricerca in questo settore si sta espandendo rapidamente.</p>
<h2>Un allarme che cresce</h2>
<blockquote><p>&#8220;Siccome l&#8217;obesità infantile sta aumentando a un ritmo preoccupante in tutto il mondo, è diventato urgente e necessaria una revisione sistematica aggiornata delle popolazioni di tutto il mondo sui potenziali fattori di rischio precoci per l&#8217;obesità infantile.</p>
<p>Il periodo da prendere in considerazione parte dal concepimento fino all&#8217;infanzia, coprendo i primi 1000 giorni di vita, per consentire una migliore previsione precoce del rischio di obesità infantile e potenziali nuovi obiettivi modificabili per interventi a livello individuale e di popolazione&#8221;.</p></blockquote>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Lo <strong><a href="https://doi.org/10.1111/obr.70025">studio</a></strong> ha dimostrato che 23 fattori di rischio nella prima infanzia sono costantemente associati a un rischio più elevato di obesità infantile:</p>
<ul>
<li>L’importanza del periodo pre &#8211; gravidico e un aumento ponderale gestazionale più elevati;</li>
<li>Il fumo materno durante la gravidanza;</li>
<li>Un peso alla nascita più elevato e una taglia maggiore per l&#8217;età gestazionale;</li>
<li>L&#8217;assenza di allattamento al seno e un aumento ponderale infantile più elevato;</li>
</ul>
<p>Questi i fattori più particolarmente correlati al rischio di obesità infantile, dati rilevanti per una maggiore comprensione dei principali fattori potenzialmente modificabili da una prospettiva clinica, governativa e industriale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Riflessione personale</h2>
<p>So di ripetermi nell’esporre la mia riflessione. Ribadisco il fatto che abbiamo bisogno di azione non di studi (ce ne sono tanti), e queste azioni sono da intraprendere sono diventate ormai complesse e di difficile attuazione se non con progetti d’imposizione, non di scelta, dalla richiesta alle industrie del cibo di produrre un cibo più sano all’attivazione di progetti di educazione alimentare sui singoli territori: insomma, per dirla alla Pollan, mangiamo cibo vero.</p>
<p>Fonti e approfondimenti:</p>
<ul>
<li><a href="https://doi.org/10.1111/obr.70025"><strong>https://doi.org/10.1111/obr.70025</strong></a></li>
<li><a href="https://ilsi.eu/scientific-activities/nutrition/early-nutrition-and-long-term-health/"><strong>https://ilsi.eu/scientific-activities/nutrition/early-nutrition-and-long-term-health/</strong></a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/obesita-e-fattori-di-rischio-nei-primi-1000-giorni-di-vita/">Obesità e fattori di rischio nei primi 1000 giorni di vita</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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		<item>
		<title>Le Vettovaglie Magazine &#8211; ottobre 25</title>
		<link>https://elenaalquati.org/le-vettovaglie-magazine-ottobre-25/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2025 14:15:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#magazine;]]></category>
		<category><![CDATA[#magazineonline;]]></category>
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		<category><![CDATA[#prevenzioneatavola;]]></category>
		<category><![CDATA[scienzaericerchescientifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo numero del magazine Al centro degli argomenti di questo mese, il dramma che si sta consumando nei più giovani: per la prima volta i numeri globali relativi all’obesità superano quelli del sovrappeso. Una situazione preoccupante che, pur essendo di grande attualità e di ricerca nelle soluzioni, non trova terreno fertile su nessun livello,  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>In questo numero del magazine</h2>
<p>Al centro degli argomenti di questo mese, il dramma che si sta consumando nei più giovani: per la prima volta i numeri globali relativi all’obesità superano quelli del sovrappeso. Una situazione preoccupante che, pur essendo di grande attualità e di ricerca nelle soluzioni, non trova terreno fertile su nessun livello, anche per via della complessità del problema. Un articolo che invito caldamente a leggere.</p>
<p>Sul piatto della bilancia sono anche altri gli argomenti sotto il microscopio della ricerca scientifica, ma, non mancano <strong>ricette</strong>, <strong>recensioni</strong>, <strong>eventi</strong> e tanti <strong>altri argomenti</strong> che potrebbero essere di tuo interesse.</p>
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<p>Buona lettura e al prossimo numero!</p>
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		<item>
		<title>In difesa del cibo … dannoso</title>
		<link>https://elenaalquati.org/in-difesa-del-cibo-dannoso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 15:22:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[#America;]]></category>
		<category><![CDATA[#amministrazionetrump;]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#FDA;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#marketing;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da un po’ di tempo a questa parte, si è notata una forte pressione dell’industria alimentare, prima con un marketing violento e invasivo, poi si è riscontrata una sempre più forte pressione a livello politico. Non che non ci sia mai stata, ma negli ultimi anni, oltre che essere diventata evidente, si è notevolmente intensificata,  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da un po’ di tempo a questa parte, si è notata una forte pressione dell’industria alimentare, prima con un marketing violento e invasivo, poi si è riscontrata una sempre più forte pressione a livello politico. Non che non ci sia mai stata, ma negli ultimi anni, oltre che essere diventata evidente, si è notevolmente intensificata, su tutti i livelli (tangenti, mazzette, minacce, …).</p>
<h2><strong>In nome del consumatore (soprattutto i più giovani)</strong></h2>
<p>E’ da poco nata una nuova collaborazione tra aziende far chiarezza nel confuso mondo di normative su alimenti e bevande! Si chiama <a href="https://americansforingredienttransparency.com/">Americans for Ingredient Trasparency</a> (AFIT) e sul sito il messaggio è chiaro:</p>
<blockquote><p><strong>“</strong>Tutti gli americani meritano di avere fiducia e di essere informati sulla sicurezza del cibo che mangiano e delle bevande che bevono.</p>
<p>Americans for Ingredient Transparency (AFIT) apprezza il fatto che i rappresentanti eletti a tutti i livelli condividano la preoccupazione di disporre di un sistema di regolamentazione alimentare solido ed efficace, ma l&#8217;attuale mosaico di normative su alimenti e bevande in vigore in tutto il Paese avrà conseguenze indesiderate che avranno un impatto negativo sull&#8217;intera nazione.</p>
<p>Queste norme incoerenti confondono i consumatori e limitano le loro scelte, fanno aumentare i costi e danneggiano agricoltori e piccole imprese”.</p></blockquote>
<h2><strong>Cosa c’è di strano?</strong></h2>
<p><strong>Niente, sennonché, questa nuova alleanza industriale, </strong>sta prendendo di mira le recenti leggi statali che limitano o etichettano gli ingredienti nocivi negli alimenti ultra &#8211; processati. Parliamo di nomi eccellenti come Coca-Cola, PepsiCo, Nestlé, Kraft Heinz e altri importanti gruppi commerciali dell&#8217;industria alimentare che affermano di voler promuovere la “trasparenza”, ma, il loro vero obiettivo, obiettivo sembra essere la prelazione federale, così da poter sostituire le leggi statali più severe sulla sicurezza alimentare, con standard nazionali più deboli che favoriscono l&#8217;industria.</p>
<p>Qualche esempio? <a href="https://usrtk.org/tag/julie-gunlock/">Julie Gunlock </a>dell&#8217;Independent Women&#8217;s Forum, un gruppo che ha ricevuto finanziamenti dalla compagnia di tabacco difendendo le sigarette elettroniche vendute come benefiche per le donne. Gunlock ha anche collaborato con Monsanto per liquidare le preoccupazioni sui pesticidi come &#8220;allarmismo&#8221;.</p>
<p>Un altro è <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Andrew_Koenig_(politician)">Andy Koenig </a>, un lobbista vicino all&#8217;amministrazione Trump, il cui studio aiuta i clienti a redigere leggi e a plasmare l&#8217;opinione pubblica: le stesse tattiche che l&#8217;industria alimentare sta impiegando per difendere i cibi ultra &#8211; processati e poco salutari. Koenig ricopre un ruolo politico di primo piano presso la Freedom Partners Chamber of Commerce, un fulcro centrale della rete politica organizzata da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Koch_family">Charles e David Koch</a> per canalizzare finanziamenti miliardari per influenzare elezioni e politiche pubbliche.  <a href="https://usrtk.org/ultra-processed-foods/americans-for-ingredient-transparency/?mc_cid=587f5c3167&amp;mc_eid=59c45fd9b3">Vedi testo completo</a></p>
<h2><strong>Obiettivo? </strong></h2>
<p>Abrogare le leggi statali che tutelano i consumatori in materia alimentare.     Questi sostenitori dell&#8217;AFIT, difatti, sembra si siano uniti in difesa degli alimenti ultra &#8211; processati, con la volontà di modificare/sostituire/indebolire gli standard nazionali che riguardano la legislazione federale sulla sicurezza e la trasparenza alimentare.</p>
<p>Il loro piano è di accentrare le decisioni in materia di sicurezza alimentare ed etichettatura sotto la supervisione della Food and Drug Administration statunitense, che vanta una lunga storia poco predisposta alla tutela del consumatore e in  favore delle multinazionali.</p>
<h2>La terra che trema da sotto i piedi?</h2>
<p>L&#8217;industria alimentare dei cibi ultra – processati, ha presentato l&#8217;AFIT nell&#8217;ottobre 2025 in seguito alle vittorie a livello statale in materia di sicurezza alimentare, tra cui:</p>
<ul>
<li>una legge della California che <a href="https://www.gov.ca.gov/2025/10/08/governor-newsom-signs-first-in-the-nation-law-to-ban-ultra-processed-foods-from-school-lunches/">vieta gli alimenti ultra &#8211; processati </a>nelle mense scolastiche, una legge della Virginia Occidentale che <a href="https://governor.wv.gov/article/governor-patrick-morrisey-signs-food-dye-legislation-law">proibisce alcuni coloranti sintetici</a> nelle mense scolastiche (a cui seguirà un divieto a livello statale);</li>
<li>una legge del Texas <a href="https://www.powershealth.org/about-us/newsroom/health-library/2025/06/24/new-texas-law-could-change-how-food-additives-are-labeled-nationwide">che impone l&#8217;obbligo di etichette di avvertenza </a>sugli alimenti contenenti ingredienti vietati in altri paesi per motivi di salute;</li>
<li>Altri stati stanno prendendo in considerazione leggi simili per limitare gli alimenti ultra &#8211; processati non salutari o specifici ingredienti artificiali, o per rafforzare il diritto dei consumatori a essere informati.</li>
</ul>
<blockquote><p>&#8220;Le persone a conoscenza degli sforzi della coalizione [AFIT]&#8221;, secondo <a href="https://www.bloomberg.com/europe">Bloomberg ,</a> &#8220;hanno affermato che sperano di unirsi dietro la legislazione elaborata dal senatore Roger Marshall, un repubblicano del Kansas, e si aspettano di affrontare la revisione del processo GRAS e di utilizzare la prelazione per stabilire uno standard federale&#8221;.</p>
<p>La scappatoia GRAS (Generally Recognized as Safe), attualmente consente ai produttori alimentari di aggiungere sostanze chimiche o additivi agli alimenti senza la previa approvazione della FDA, se la sostanza è ritenuta sicura da esperti scelti dalle aziende. Riformare il GRAS è una priorità dell’alleanza <a href="https://www.hhs.gov/maha/index.html">MAHA</a> e di molte altre organizzazioni sanitarie.</p></blockquote>
<p>Sembra proprio che il terreno sotto i piedi di queste <a href="https://elenaalquati.org/come-contrastare-linterferenza-dellindustria/">multinazionali</a> stia crollando, si spera solo nel buon senso di quelle persone che, occupando posti cruciali, possano fermare i loro obiettivi. Se molti politici americani si stanno mettendo di traverso, è possibile che anche altri possano dire STOP!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Fonti e approfondimenti</em></strong></p>
<p>(&#8221; <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2025-10-21/big-food-readies-new-strategy-against-rfk-jr-push-in-states">Big Food prepara una nuova strategia contro la spinta di RFK Jr. negli Stati Uniti</a> &#8220;, Bloomberg , 21 ottobre 2025)</p>
<div class="video-shortcode">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="Tta6NoOYAN"><p><a href="https://usrtk.org/ultra-processed-foods/americans-for-ingredient-transparency/">Americans for Ingredient Transparency: Product defense for unhealthy ultra-processed foods</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Americans for Ingredient Transparency: Product defense for unhealthy ultra-processed foods&#8221; &#8212; U.S. Right to Know" src="https://usrtk.org/ultra-processed-foods/americans-for-ingredient-transparency/embed/#?secret=UvQRnlWNDo#?secret=Tta6NoOYAN" data-secret="Tta6NoOYAN" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></div>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/in-difesa-del-cibo-dannoso/">In difesa del cibo … dannoso</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Emergenza obesità infantile: una Crisi sanitaria globale</title>
		<link>https://elenaalquati.org/emergenza-obesita-infantile-una-crisi-sanitaria-globale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 14:18:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Ricerche Scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#marketing;]]></category>
		<category><![CDATA[#obesità;]]></category>
		<category><![CDATA[#OMS;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzioneatavola;]]></category>
		<category><![CDATA[#pubblicità;]]></category>
		<category><![CDATA[#WCRF;]]></category>
		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
		<category><![CDATA[scienzaericerchescientifiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ la prima volta che nuovi dati riferiti all’obesità infantile mostrano la drammaticità del problema: Il numero di bambini obesi ha superato quello in sovrappeso. Eppure sono numerose le ricerche scientifiche che hanno dimostrato la gravità del problema, e che si sarebbe arrivati a questa crisi sanitaria se non si fosse intervenuti per tempo. Purtroppo  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/emergenza-obesita-infantile-una-crisi-sanitaria-globale/">Emergenza obesità infantile: una Crisi sanitaria globale</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ la prima volta che nuovi dati riferiti all’obesità infantile mostrano la drammaticità del problema: <strong>Il numero di bambini obesi ha superato quello in sovrappeso</strong>. Eppure sono numerose le ricerche scientifiche che hanno dimostrato la gravità del problema, e che si sarebbe arrivati a questa crisi sanitaria se non si fosse intervenuti per tempo.</p>
<p>Purtroppo tutto si è evoluto esattamente in direzione del profitto per le multinazionali del cibo, mentre, il consumatore, si è sempre più ammalato per aver mangiato un prodotto di cui spesso ignora la dannosità e che, ancora peggio, sarebbe stato sempre più presente nella sua dieta:</p>
<blockquote><p>“…la prevalenza globale dell&#8217;obesità ha superato quella del sottopeso tra bambini e adolescenti (di età compresa tra 5 e 19 anni). <u><a href="https://www.unicef.org/reports/feeding-profit">Il rapporto 2025 dell&#8217;UNICEF sulla nutrizione</a></u> rivela come ambienti alimentari malsani stiano contribuendo a un rapido aumento mondiale del sovrappeso e dell&#8217;obesità infantile”.</p></blockquote>
<p>L&#8217;aumento dell&#8217;obesità è particolarmente preoccupante nei bambini di età inferiore ai 5 anni, poiché può influire sullo sviluppo e sulla crescita di ogni singolo organismo favorendone uno stato di cattiva salute per tutta la vita, con un maggiore aumento del rischio di mortalità:</p>
<blockquote><p>“Si <u><a href="https://data.unicef.org/resources/jme/">stima</a></u> che 35,5 milioni di bambini di età inferiore ai 5 anni (o il 5,5%) a livello globale vivessero in sovrappeso nel 2024 (un aumento di 2,4 milioni dal 2000). Se le tendenze attuali continueranno,<u> <a href="https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(25)00397-6/fulltext">le previsioni</a></u> indicano che circa un terzo dei bambini e degli adolescenti del mondo saranno sovrappeso od obesi entro il 2050”.</p></blockquote>
<h2>Come ci siamo arrivati?</h2>
<p>Naturalmente le cause che ci hanno portato a questa situazione sono molte e complesse, ma una di queste sembra essere particolarmente evidente:</p>
<ul>
<li>Le industrie alimentari e delle bevande, la cui influenza pervasiva ha creato ambienti alimentari dannosi. Prodotti e bevande, inseriti tra gli alimenti ultra &#8211; processati, sono facilmente accessibili e commercializzati in modo aggressivo nei luoghi in cui i bambini vivono, imparano e giocano.</li>
</ul>
<p>Nonostante <a href="https://elenaalquati.org/il-messico-contro-lobesita-infantile-no-al-cibo-spazzatura/">alcuni governi</a> abbiamo attivato misure legali per proteggere famiglie e bambini dall&#8217;esposizione ad ambienti alimentari non salutari, molte industrie, attraverso un marketing aggressivo, arrivano a stressare le iniziative istituzionali indebolendone l’azione e sfruttare i bambini;</p>
<h2>Tra dire e il fare…</h2>
<p>E come se non bastasse, sembra inoltre essere veramente molto difficile attivare gli interventi di sanità pubblica.</p>
<blockquote><p>“Una <a href="https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(25)01144-4/abstract">meta-analisi dei dati dei singoli partecipanti condotta dal</a> gruppo di collaborazione Transforming Obesity Prevention for Children (TOPCHILD) ha analizzato interventi comportamentali incentrati sui genitori per prevenire l&#8217;obesità nei bambini di età inferiore ai 30 mesi che miravano a modificare almeno uno dei comportamenti del bambino correlati al rischio di obesità (dieta, attività fisica, sonno..)”.</p></blockquote>
<p>Lo studio dimostra che, nonostante l&#8217;ambiente familiare svolga un ruolo dominante nella dieta del bambino, si è rivelato insufficiente nel prevenire l&#8217;obesità della fascia d&#8217;età studiata.</p>
<p>I programmi alimentari rappresentano un altro intervento efficace per i bambini in età scolare, tuttavia, a livello globale si registra una diffusa <a href="https://elenaalquati.org/cari-politici-obiettivo-cittadini-sani-a-quando/">inerzia politica</a> con governi che non stanno adempiendo ai propri obblighi nell’affrontare le problematiche legate alla scarsa qualità alimentare.</p>
<p>L&#8217;obesità infantile è un problema socio – economico &#8211; ecologico complesso. Alcuni paesi latinoamericani hanno dimostrato che, con una forte volontà, è possibile migliorare le condizioni per un ambiente alimentare più sano per i bambini. La <a href="https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(25)01743-X/fulltext?rss=yes">riunione di alto livello delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili</a> rappresenta un&#8217;opportunità fondamentale per affrontare la crisi dell&#8217;obesità infantile, e per i governi di contrastare i fattori che determinano l&#8217;ambiente obesogenico in cui i giovani crescono. L&#8217;obesità infantile e adolescenziale è una crisi sanitaria globale che richiede un&#8217;attenzione immediata che da troppo tempo si sta chiedendo.</p>
<p>Scarica<a href="https://www.thelancet.com/action/showPdf?pii=S0140-6736%2825%2901906-3"> PDF</a></p>
<p>Fonte &#8211; <strong> Obesità infantile: una crisi sanitaria globale &#8211; </strong>The Lancet, &#8211; The Lancet, Volume 406, Numero 10509, 1193</p>
<p><a href="https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(25)01906-3/fulltext?dgcid=instagram_organic_eds25_lancet&amp;utm_campaign=feed&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=later-linkinbio">https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(25)01906-3/fulltext?dgcid=instagram_organic_eds25_lancet&amp;utm_campaign=feed&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=later-linkinbio</a></p>
<p><a href="https://www.thelancet.com/series-do/double-burden-malnutrition">https://www.thelancet.com/series-do/double-burden-malnutrition</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ambienti alimentari sani e adolescenti: coinvolgiamoli</title>
		<link>https://elenaalquati.org/ambiente-alimentare-sano-e-adolescenti-coinvolgiamoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 14:23:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#obesità;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricerchescientifiche;]]></category>
		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=13389</guid>

					<description><![CDATA[<p>Premessa Per “ambienti alimentari sani” non s’intende alimentazione sana, ma si definisce un intero sistema che supporta scelte alimentari salutari, a portata di tutti e sostenibili sia per le persone sia per il pianeta. Questo concetto non è limitato al solo aspetto nutrizionale del cibo, ma include anche la situazione economica, politica e socioculturale; la  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Premessa</h2>
<p>Per “ambienti alimentari sani” non s’intende alimentazione sana, ma si definisce un intero sistema che supporta scelte alimentari salutari, a portata di tutti e sostenibili sia per le persone sia per il pianeta. Questo concetto non è limitato al solo aspetto nutrizionale del cibo, ma include anche la situazione economica, politica e socioculturale; la disponibilità di prodotti del territorio e di stagione; la diminuzione dei prodotti ultra &#8211; processati, la riduzione degli sprechi e un basso impatto ambientale.</p>
<p>L&#8217;adolescenza comprende una fascia di età che va dai dieci ai diciannove anni, ed è un momento cruciale della vita che può presentare sia rischi sia opportunità nel miglioramento degli ambienti alimentari. Oggi esistono appelli globali che danno sostegno affinché gli adolescenti possano esercitare un ruolo centrale se coinvolti in progetti utili a determinare un profondo cambiamento sul sistema alimentare.</p>
<p>Esistono prove sostanziali che, con la loro partecipazione unitamente a metodi e disposizioni di ricerca, si possono trasformare ambienti alimentari garantendo una rappresentanza sia nei differenti gruppi di popolazioni, sia nei Paesi a basso reddito, permettendo così di comprendere come intervenire nella riduzione del carico globale di malattie non trasmissibili.</p>
<h2>La sfida del secolo</h2>
<p>Le malattie non trasmissibili sono tra le sfide sanitarie più rilevanti che devono affrontare 1,3 miliardi di adolescenti in tutto il mondo. Un periodo di crescita unico che si accompagna a una maggiore indipendenza e capacità di agire in modo autonomo, ma è anche una fase che può presentare rischi se non s’intraprendono abitudini alimentari sane con un conseguente impatto generazionale duraturo.</p>
<p>L’alimentazione moderna, ricca di calorie ma povera di nutrienti, contribuisce a un decesso su cinque (22%) di adulti per MCNT a livello globale, dove i crescenti tassi di sovrappeso e obesità coesistono con la denutrizione e le carenze di micronutrienti.</p>
<p>A livello globale, 159 milioni di bambini e adolescenti convivono con l&#8217;obesità, il che aumenta il rischio di comorbilità in età adulta, come malattie cardiovascolari, diabete 2 e alcuni tipi di cancro. I dati nazionali sull&#8217;assunzione alimentare degli adolescenti sono però limitati, in particolare nei paesi a basso e medio reddito, dove si stima che il 40% della popolazione di età superiore ai 5 anni a livello globale non soddisfi le raccomandazioni delineate nelle linee guida nazionali sull&#8217;assunzione alimentare.</p>
<p>La maggior parte degli adolescenti non raggiunge l&#8217;assunzione giornaliera raccomandata di frutta e verdura. Ciò è associato all&#8217;elevato consumo di alimenti definiti ultra processati, comprese le bevande zuccherate, energetiche, light.</p>
<p>Purtroppo, gli attuali ambienti alimentari non promuovono scelte sane per gli adolescenti (e nemmeno per gli adulti) a causa della comodità, della disponibilità, dell&#8217;accessibilità economica e della pubblicità di cibi e bevande non salutari. Coloro che vivono in aree con basso status sociale ed economico, o in comunità rurali o regionali, non hanno accesso al cibo adeguato e sono le aree in cui il cibo ultra processato a basso costo è invece sempre più presente.</p>
<h2>Che i governi intervengano</h2>
<p>Un altro grande problema, è l’esposizione di bambini e adolescenti al marketing che l’industria alimentare sta perpetrando in modo sempre più aggressivo e persistente, arrivando sino nelle vicinanze delle scuole, negli eventi sportivi, nei trasporti pubblici e sui social.</p>
<p>Affrontare questi determinanti a monte della salute è necessario per promuovere ambienti alimentari sani che ottimizzino la nutrizione degli adolescenti e riducano il carico globale delle malattie non trasmissibili.</p>
<p>L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) stanno sostenendo che gli adolescenti, avendo diritto a un’alimentazione adeguata, possono essere coinvolti nelle decisioni che li riguardano, nel guidare un cambiamento positivo su scala locale e globale, diventando partner collaborativi.</p>
<h2>Cosa si chiede:</h2>
<ul>
<li>Un ordinamento necessario a ridurre il marketing dannoso relativi ai cibi ultra processati;</li>
<li>Migliorare la disponibilità e l&#8217;accessibilità economica di cibo nutriente;</li>
<li>Maggior coinvolgimento alle soluzioni per migliorare l&#8217;ambiente alimentare condividendo i loro bisogni, idee e prospettive;</li>
<li>Coinvolgimento attivo in tutte le ricerche rilevanti per le politiche così da poter riconoscere i contesti dinamici, sociali e culturali in cui essi stessi interagiscono, come l’ambiente alimentare a casa, a scuola e nella comunità locale.</li>
</ul>
<p>È stato inoltre riportato che il coinvolgimento degli adolescenti nei processi politici può portare a benefici individuali, tra cui un aumento del benessere e dell&#8217;auto efficacia. Le politiche sull’ambiente alimentare sono importanti e hanno un grande potenziale di miglioramento nei risultati nutrizionali unitamente alla riduzione delle disuguaglianze socio &#8211; economiche in materia di salute per gli adolescenti e le generazioni future.</p>
<p>Oltre 50 paesi hanno introdotto una tassa sulle bevande zuccherate. In Messico, ad esempio, ha portato a una riduzione del consumo di zucchero, in particolare nelle famiglie a basso reddito, e ha anche influenzato la riforma delle bevande zuccherate per ridurre i livelli di zucchero. Per ogni dollaro USA speso per l’attuazione di questa tassa in Messico, si ottiene un ritorno di 4 dollari USA in costi sanitari, evidenziando il potenziale delle politiche sull’ambiente alimentare per ridurre l’onere delle malattie non trasmissibili.</p>
<h2>Livelli comunitari, nazionali e internazionali.</h2>
<p>Sono quarantaquattro gli studi che hanno riportato l&#8217;impatto politico della partecipazione degli adolescenti ai quali sono state fornite:</p>
<ul>
<li>Opportunità di presentare i loro progetti sull&#8217;ambiente alimentare e le idee politiche a figure influenti, tra cui insegnanti, presidi scolastici, organizzazioni comunitarie e politici;</li>
<li>Opportunità <a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/obr.70002#obr70002-bib-0078"><strong>per </strong></a>gli <a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/obr.70002#obr70002-bib-0081"><strong>adolescenti</strong></a> di <a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/obr.70002#obr70002-bib-0082"><strong>presenziare</strong></a> alle <a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/obr.70002#obr70002-bib-0092"><strong>riunioni</strong></a> delle <a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/obr.70002#obr70002-bib-0096"><strong>Nazioni</strong></a> Unite;</li>
<li>Assistere all&#8217;attuazione delle politiche. In un contesto scolastico, gli esempi includevano menu sani con una maggiore varietà negli ingredienti.</li>
</ul>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Esistono prove concrete che, la partecipazione degli adolescenti, nelle decisioni politiche sui cambiamenti degli ambienti alimentari, ha dimostrato che possono essere attori centrali.</p>
<p>In Inghilterra è <a href="https://elenaalquati.org/stop-eating-food-lavorare-per-la-tutela-non-per-linganno/">recentemente nata Bite Back</a><strong>, </strong>70 giovani attivisti che operano nel Regno Unito e che hanno preso a cuore questo argomento denunciando la manipolazione di questi giganti del cibo. Conducono campagne sia su scala regionale sia nazionale; sono stati ricevuti dal governo, dai parlamentari e dai sindaci locali; cercano il sostegno pubblico coinvolgendo migliaia di persone e diffondono la loro voce attraverso la televisione e la radio nazionale.</p>
<h3>Questi ragazzi stanno ottenendo:</h3>
<ul>
<li>Un’inversione di marcia del governo sui pasti scolastici gratuiti;</li>
<li>Una nuova legislazione sulla pubblicità del cibo spazzatura;</li>
<li>Una migliore applicazione di standard riguardanti il cibo scolastico.</li>
</ul>
<h3>Inoltre chiedono:</h3>
<ul>
<li>Standard più elevati per il marketing alimentare;</li>
<li>La partecipazione di altri giovani nella lotta per ottenere un cibo più sano.</li>
</ul>
<p>Modello sicuramente da prendere in considerazione anche in Italia.</p>
<h3>Fonti e approfondimenti</h3>
<p><strong><u>Approfondimento</u></strong></p>
<p>https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/obr.70002</p>
<p>https://doi.org/10.1111/obr.70002</p>
<p><a href="https://www.biteback2030.com/the-gut-punch/the-fuel-us-dont-fool-us-report/?utm_source=Policy+and+public+affairs+updates+from+WCRF+International&amp;utm_campaign=2c7f3a633b-food-diet-obesity-inquiry&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_466546a81f-2c7f3a633b-275642184">Conoscere la Bite Back</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/ambiente-alimentare-sano-e-adolescenti-coinvolgiamoli/">Ambienti alimentari sani e adolescenti: coinvolgiamoli</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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