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	<title>Elena Alquati</title>
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	<description>Il mio nuovo sito targato WP</description>
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		<title>Cancro 2026: scienza, disparità e il ruolo dell&#8217;alimentazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 05:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
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		<category><![CDATA[#dirittiumani;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In collaborazione con l’IARC, l’OMS ha pubblicato il Rapporto sullo stato globale del cancro 2026, intitolato "Il futuro che scegliamo insieme", nel quale si evidenzia un quadro complesso della situazione oncologica mondiale con una previsione di aumento dei casi che potrà raggiungere i 35 milioni all’anno entro il 2050. Il documento rivela una realtà a  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In collaborazione con l’IARC, l’OMS ha pubblicato il <strong><a href="https://www.who.int/teams/noncommunicable-diseases/ncds-management/cancer-programme/global-status-report-on-cancer-2026?utm_source=Policy+and+public+affairs+updates+from+WCRF+International&amp;utm_campaign=321e3998fd-PPA-enews-Nov2025_COPY_01&amp;utm_medium=email&amp;">Rapporto sullo stato globale del cancro 2026</a></strong>, intitolato &#8220;Il futuro che scegliamo insieme&#8221;, nel quale si evidenzia un quadro complesso della situazione oncologica mondiale con una previsione di aumento dei casi che potrà raggiungere i 35 milioni all’anno entro il 2050.</p>
<p>Il documento rivela una realtà a due velocità:</p>
<ol>
<li>da un lato <strong>progressi scientifici senza precedenti</strong>;</li>
<li>dall&#8217;altro <strong>disuguaglianze persistenti</strong> nell&#8217;accesso alle cure.</li>
</ol>
<p>Si delinea anche un divario importante tra l&#8217;ambizione medica e l&#8217;azione concreta, anche se il rapporto traccia una possibile strada per colmarlo attraverso un approccio incentrato sulle persone.</p>
<h2>La situazione a oggi</h2>
<p>Nel report si evidenzia quanto, nel mondo, i rischi di cancro siano in aumento e, nonostante i sistemi sanitari abbiano migliorato la capacità di risposta in alcune aree, milioni di persone continuino a non ricevere diagnosi precoci o trattamenti efficaci, mostrando come le disparità socioeconomiche determinino chi sopravvive e chi no.</p>
<p><strong>Le sette raccomandazioni chiave per i politici includono:</strong></p>
<ol>
<li>Rendere l&#8217;assistenza oncologica accessibile a tutti.</li>
<li>Costruire servizi più forti.</li>
<li>Colmare il divario negli esiti di cura.</li>
<li>Investire in soluzioni dove sono più necessarie.</li>
<li>Utilizzare dati migliori per guidare l&#8217;azione.</li>
<li>Ascoltare le persone colpite dal cancro.</li>
<li><strong>Aiutare le comunità a prevenire il cancro.</strong></li>
</ol>
<h2>Il Ruolo dell&#8217;Alimentazione: Tra Prevenzione e Manipolazione</h2>
<p>Mentre il rapporto si concentra sulle politiche sanitarie, il punto numero 7 &#8211; &#8220;Aiutare le comunità a prevenire il cancro&#8221; &#8211; tocca un nervo scoperto: <strong>l&#8217;alimentazione</strong>.</p>
<p>La prevenzione del cancro passa inevitabilmente attraverso le scelte alimentari, un ambito dove la scienza della nutrizione si scontra spesso con la realtà del mercato.</p>
<ul>
<li><strong>Il Fatto Scientifico:</strong> Una dieta ricca di alimenti ultra-processati, zuccheri aggiunti e grassi saturi, unita a un basso consumo di fibre, è direttamente collegata all&#8217;aumento dell&#8217;incidenza di diversi tipi di tumore.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>La Manipolazione di Mercato:</strong> Molti prodotti commercializzati sono in realtà progettati per essere iper-palatabili e ricchi di ingredienti nocivi (cibi ultra-processati), un fenomeno noto come <strong>science washing</strong>. Le aziende utilizzano etichette fuorvianti per nascondere profili nutrizionali che aumentano i rischi metabolici e oncologici.</li>
</ul>
<p>Il rapporto 2026 suggerisce che senza un intervento sulla <strong>prevenzione primaria</strong>, che include l&#8217;educazione alimentare reale e non manipolata, i progressi terapeutici rischiano di essere vanificati da un aumento costante dei nuovi casi.</p>
<h2>La Via d&#8217;Uscita: Equità e Consapevolezza</h2>
<p>Il messaggio finale del rapporto è chiaro: le scelte fatte oggi sono quelle che determineranno il carico di cancro per le generazioni future. Per migliorare i risultati ovunque, non bastano i farmaci avanzati. Serve:</p>
<ul>
<li><strong>Investimenti strategici</strong> nelle comunità svantaggiate.</li>
<li><strong>Protezioni più forti</strong> contro le pratiche di marketing alimentare ingannevole.</li>
<li><strong>Un valore reale</strong> nell&#8217;assistenza, che includa la prevenzione attraverso stili di vita sani.</li>
</ul>
<p>Il futuro del controllo del cancro passa anche dalla capacità di fornire ai cittadini informazioni trasparenti e di renderli consapevoli di come il cibo influenzi la loro salute a lungo termine, non solo dai laboratori di ricerca.</p>
<h3><a href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/rapporto-cancro-2026.pdf">Scarica il rapporto OMS/IARC in PDF</a></h3>
<hr />
<p>Immagine in evidenza realizzata con canva.com</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Zucca in agrodolce alla menta</title>
		<link>https://elenaalquati.org/zucca-in-agrodolce-alla-menta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 04:54:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#contorni;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#zucca;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È la prima zucca dell’orto e io l'ho preparata in agrodolce: una ricetta veloce e ricca di sapori. La zucca si sposa molto bene anche con altre erbe aromatiche. Metteteci la vostra fantasia e fatemi sapere! Ingredienti g 600 di zucca 4 cucchiai di olio extravergine di oliva 10 foglioline di menta 4 spicchi di  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È la prima zucca dell’orto e io l&#8217;ho preparata in agrodolce: una ricetta veloce e ricca di sapori. La zucca si sposa molto bene anche con altre erbe aromatiche. Metteteci la vostra fantasia e fatemi sapere!</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>g 600 di zucca</li>
<li>4 cucchiai di olio extravergine di oliva</li>
<li>10 foglioline di menta</li>
<li>4 spicchi di aglio</li>
<li>mezzo bicchiere di aceto di riso o mele</li>
<li>1 C di miele o malto di riso</li>
<li>1 C di salsa di soia tamari o shoyu</li>
<li>sale marino integrale</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Lavate la zucca, tagliatela a metà, svuotatela dai semi e affettatela con uno spessore di circa mezzo centimetro. In una padella scaldate l’olio, adagiate le fette di zucca, salate e cuocete sino a dorarle da entrambe le parti: disponetele su un piatto da portata.</p>
<p>Lavate le foglie di menta, sbucciate l’aglio, tritate il tutto e distribuitelo sulla zucca. In una ciotola unite l’aceto, il miele e la salsa di soia; mescolate bene gli ingredienti e, con un cucchiaio, versateli sulla zucca.</p>
<p>Servite anche a temperatura ambiente.</p>
<p>N.B.: Si suggerisce l’acquisto di ingredienti provenienti da agricoltura biologica. Se non trovate la zucca biologica, rimuovete la buccia.</p>
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		<item>
		<title>Alcol e Junk Food: il WCRF chiede il cartellino rosso</title>
		<link>https://elenaalquati.org/alcol-e-junk-food-il-wcrf-chiede-il-cartellino-rosso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 08:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È  recentemente stato pubblicato un articolo del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF), il quale denuncia come la sponsorizzazione di prodotti dannosi per la salute (in particolare alcol e cibi non salutari) sia diventata una pratica dominante negli eventi sportivi globali, creando un conflitto diretto con i valori di salute ed eccellenza dello  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È  recentemente stato pubblicato un articolo del <a href="https://www.wcrf.org/about-us/news-and-blogs/its-time-to-show-alcohol-and-junk-food-sponsorships-the-red-card/?utm_source=Policy+and+public+affairs+updates+from+WCRF+International&amp;utm_campaign=321e3998fd-PPA-enews-Nov2025_COPY_01&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=">Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro</a> (WCRF), il quale denuncia come la sponsorizzazione di prodotti dannosi per la salute (in particolare alcol e cibi non salutari) sia diventata una pratica dominante negli eventi sportivi globali, creando un conflitto diretto con i valori di salute ed eccellenza dello sport.</p>
<h2>Il concetto chiave</h2>
<p>Nell’articolo s’introduce e si definisce il termine &#8220;<strong>sportswashing</strong>&#8221; applicato alle industrie del cibo e dell&#8217;alcol. E’ una pratica in cui si utilizzano le associazioni sportive (gioco, orgoglio nazionale, comunità) per migliorare la propria reputazione e distogliere l&#8217;attenzione dai danni causati dai propri prodotti:</p>
<p>&#8220;La pratica di utilizzare lo sport e le sue associazioni positive per migliorare la reputazione e distogliere l&#8217;attenzione dagli impatti negativi di un individuo, prodotto, azienda o governo.&#8221;</p>
<h2>Il legame con il cancro e la salute pubblica</h2>
<p>La preoccupazione centrale del WCRF è che circa il <strong>40% dei casi di cancro</strong> è causato da fattori di rischio come l&#8217;alcol e l&#8217;obesità. La commercializzazione aggressiva durante gli eventi sportivi:</p>
<ul>
<li><strong>Stimola il consumo:</strong> è dimostrato che la pubblicità di alcolici e cibo spazzatura incentivi l&#8217;adozione di tali abitudini e il relativo consumo tra i giovani.</li>
<li><strong>Viola i diritti dei bambini: </strong>Il Comitato ONU sui <a href="https://digitallibrary.un.org/record/778525?v=pdf">diritti dell&#8217;infanzia</a> afferma che questa commercializzazione ostacola il diritto dei bambini a uno sviluppo e a una vita sani.</li>
<li><strong>Normalizza prodotti nocivi:</strong> Stabilisce una profonda connessione psicologica tra sport e bevande zuccherate o alcoliche, trasformando queste sponsorizzazioni in una presenza attesa anziché tollerata.</li>
</ul>
<h2>Esempi Concreti di Sponsorizzazioni</h2>
<p>Nell’articolo, il WCRF, cita casi recenti per dimostrare la portata del problema:</p>
<ul>
<li><strong>FIFA World Cup 2026 e Ab InBev:</strong> La più grande produttrice di birra al mondo (madre di Budweiser e Corona) ha rinnovato la partnership fino al 2030. Il CEO Michel Doukeris ha dichiarato esplicitamente che l&#8217;obiettivo è costruire &#8220;<strong>associazioni positive a lungo termine</strong>&#8221; tra il marchio e il divertimento dello sport, mascherando la pericolosa natura dell&#8217;alcol, soprattutto nei giovani.</li>
<li><strong>Giochi Olimpici 2024 (Parigi):</strong> Corona è diventata la prima birra sponsor degli Olympics, estendendo la partnership fino al 2032.</li>
<li><strong>Altri Eventi:</strong> La Commonwealth Games ha visto Coca-Cola come &#8220;partner ufficiale delle bevande analcoliche&#8221;, mentre Wimbledon (noto per la mancanza di pubblicità) sponsorizza marchi come Stella Artois e Lanson Champagne.</li>
</ul>
<h2>L’emozione come strategia di marketing</h2>
<p>Le aziende non vendono solo prodotti, ma emozioni che si associano a:</p>
<ul>
<li>Momenti di condivisione con amici e famiglia.</li>
<li>Successo e orgoglio nazionale.</li>
<li>Ricordi indimenticabili e &#8220;divertimento che dura per sempre&#8221;.</li>
</ul>
<p>Questa strategia serve a &#8220;mascherare la verità&#8221; sui danni dell&#8217;alcol, e dei cibi ultra-processati.</p>
<h2>Il tabacco insegna, e un nuovo cartellino rosso è necessario</h2>
<p>Negli anni &#8217;90 erano le sigarette che dominavano lo sport, dalla Formula 1 al calcio. Oggi, grazie alla Convenzione dell&#8217;OMS sul controllo del tabacco, oltre 57 paesi hanno introdotto divieti completi.</p>
<p><strong>Nuovo obiettivo:</strong> Nel 2024, l&#8217;Assemblea Mondiale della Sanità ha adottato una risoluzione per chiedere ai governi di limitare il marketing di prodotti non salutari negli eventi sportivi.</p>
<p><strong>La Richiesta:</strong> Il WCRF chiede di &#8220;<strong>mostrare il cartellino rosso</strong>&#8221; a queste sponsorizzazioni, invocando una regolamentazione che ponga la salute pubblica al di sopra degli interessi commerciali.</p>
<h2>Riflessione personale</h2>
<p>Non posso che essere d’accordo, ma a quando?</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>Immagine in evidenza realizzata con canva.com</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sushi, salmone e una tradizione inesistente: il caso della Norvegia</title>
		<link>https://elenaalquati.org/sushi-e-salmone-non-chiamiamola-tradizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 05:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia Cultura Tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sushi con il salmone è considerato, oggi, un pilastro della tradizione giapponese. La realtà è ben diversa: è un piatto che fino a pochi decenni fa era inesistente, nato non da una scoperta culinaria, ma da aiuti di Stato, nazionalismo alimentare e strategie di marketing aggressivo. Ebbene sì la sua presenza nei piatti giapponesi  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sushi con il salmone è considerato, oggi, un pilastro della tradizione giapponese. La realtà è ben diversa: è un piatto che fino a pochi decenni fa era inesistente, nato non da una scoperta culinaria, ma da <strong>aiuti di Stato, nazionalismo alimentare e strategie di marketing aggressivo</strong>.</p>
<p>Ebbene sì la sua presenza nei piatti giapponesi e globali è il risultato di un&#8217;operazione di &#8220;<strong>ingegneria culturale</strong>&#8221; durata un decennio.</p>
<h2>Il Punto di Partenza: Una Crisi di Sovrapproduzione</h2>
<p>Tutto ebbe inizio nel <strong>1985</strong>. La Norvegia si trovò a fronteggiare una massiccia sovrapproduzione di salmone, un pesce nordico, che, all’epoca non era affatto contemplato dalla cultura culinaria giapponese:</p>
<ul>
<li>Il colore del salmone era considerato <strong>poco invitante</strong>.</li>
<li>Il sapore era stato giudicato <strong>sgradevole</strong> e &#8220;troppo forte&#8221;.</li>
<li>L&#8217;odore era ritenuto <strong>inadatto</strong> a una cucina basata sulla delicatezza.</li>
<li>Era temuta per la presenza di <strong>parassiti</strong> che nel salmone nordico erano comuni e difficili da eliminare con i metodi tradizionali.</li>
</ul>
<p>Il governo norvegese, tuttavia, non voleva accettare il fallimento. Identificò nel <strong>Giappone</strong> – allora grande consumatore di pesce e con un tasso di natalità in forte crescita – il mercato ideale per smaltire l&#8217;eccedenza.</p>
<p>La sfida fu affidata a <strong>Bjørn Eirik Olsen</strong>, allora responsabile commerciale del prodotto. Il suo compito era apparentemente impossibile: trovare il modo di vendere un pesce &#8220;vietato&#8221; dalla cultura locale a una nazione che lo rifiutava per motivi di sicurezza e gusto.</p>
<h2>La Resistenza Culturale e il &#8220;Project Japan&#8221;</h2>
<p>Il Giappone non era un bersaglio facile. Le sue radici culturali e le sue abitudini alimentari erano profondamente radicate e difficili da sradicare. Per questo, Olsen e il governo norvegese lanciarono una delle campagne di marketing e lobbying più ambiziose della storia alimentare: il <strong>&#8220;Project Japan&#8221;.</strong></p>
<p>Questa operazione non fu una semplice pubblicità, ma un <strong>progetto di nazionalismo alimentare inverso</strong>, durato <strong>10 anni</strong>, tutto per cambiare il pensiero culturale di un&#8217;intera nazione.</p>
<h2>La strategia: il sushi come veicolo</h2>
<p>Olsen capì che non avrebbe mai venduto il salmone &#8220;al naturale&#8221; o come taglio crudo tradizionale. La barriera culturale era impenetrabile e la soluzione a questo problema fu geniale, per non dire spregiudicata: <strong>nascondere il salmone dentro un piatto già accettato</strong>.</p>
<p>Quando Olsen era in procinto di arrendersi, fece un ultimo tentativo con una società giapponese: <strong>la Nishi Rei</strong>. La condizione era unica e strategica: il salmone doveva essere venduto <strong>come sushi</strong>, già entrato nella cultura giapponese con il tonno, l’anguilla, ecc.</p>
<p>Incapsulare il salmone nel riso, nella salsa di soia e nel wasabi permise di aggirare la diffidenza verso il colore e l&#8217;odore del pesce crudo.</p>
<h2>Nella lista dei menu: una contaminazione silenziosa</h2>
<p>Da quel momento, il salmone entrò di forza nei menu giapponesi, ma con una gerarchia ben precisa:</p>
<ol>
<li><strong>Ristoranti d&#8217;élite e tradizionali</strong>: continuarono a servire solo pesce locale fresco, mantenendo intatta la tradizione.</li>
<li><strong>Ristoranti di strada, fusion e catene</strong>: accolsero il salmone come novità, un &#8220;<em>nuovo classico</em>&#8221; accessibile.</li>
</ol>
<p>La strategia funzionò. Il salmone divenne il pesce più ordinato nei ristoranti di sushi in tutto il mondo, creando l&#8217;illusione di una tradizione millenaria che in realtà ha <strong>meno di 40 anni</strong>.</p>
<h2>Le contropartite nascoste: cosa non ti raccontano</h2>
<p>Ma perché il governo norvegese si è permesso di imporre un cambiamento culturale così importante? E quali sono state le vere conseguenze di questa &#8220;invasione&#8221;?</p>
<h3>1. Science washing e la soluzione tecnologica</h3>
<p>Il vero ostacolo non era solo culturale, ma <strong>scientifico</strong>: i parassiti. La Norvegia non vinse la battaglia solo con la persuasione. Investì massicciamente nella *<strong>tecnologia di allevamento</strong> per produrre salmone privo di parassiti, controllando l&#8217;alimentazione e l&#8217;ambiente.</p>
<ul>
<li><strong>La narrazione:</strong> Hanno venduto l&#8217;idea che il loro salmone fosse &#8220;<em>più sicuro</em>&#8221; e &#8220;<em>più pulito</em>&#8221; di quello locale, trasformando un difetto (il rischio parassiti) in un punto di forza della loro tecnologia.</li>
<li><strong>La manipolazione:</strong> Hanno creato un nuovo standard di sicurezza alimentare che ha invalidato le pratiche tradizionali, usando la scienza non solo per risolvere un problema, ma per <strong>creare un nuovo mercatone e</strong> manipolare la percezione del consumatore.</li>
</ul>
<h3>2. Impatto Ambientale e Sanitario</h3>
<p>L&#8217;esplosione dell&#8217;allevamento del salmone norvegese ha avuto conseguenze devastanti e ignorate (volutamente?):</p>
<ul>
<li><strong>Inquinamento:</strong> Le discariche di salmone d&#8217;allevamento hanno causato gravi problemi di inquinamento delle acque, fuga di pesci ibridi che minacciano le popolazioni selvatiche, e uso massiccio di antibiotici e pesticidi per combattere i pidocchi del mare.</li>
<li><strong>Salute:</strong> Il salmone d&#8217;allevamento ha un profilo lipidico diverso dal salmone selvatico. L&#8217;alto contenuto di grassi è spesso derivato da mangimi a base di olio di palma o soia geneticamente modificata. Inoltre, il pesce d&#8217;allevamento tende ad accumulare più inquinanti ambientali (PCB, diossine) rispetto al pesce selvatico.</li>
<li><strong>Omologazione del gusto</strong>: Il successo globale del sushi al salmone ha creato un&#8217;omologazione del gusto, oscurando centinaia di altri tipi di pesce e preparazioni tradizionali giapponesi, più sostenibili e legate al territorio.</li>
</ul>
<h3>3. Distorsione del Mercato</h3>
<p>L&#8217;inondazione del mercato con salmone a basso costo ha deprezzato altri tipi di pesce locale, spingendo i pescatori tradizionali verso il fallimento o verso pratiche meno sostenibili per competere.</p>
<h2>Riflessione finale</h2>
<p>Questa storia ci insegna che la &#8220;tradizione&#8221; è spesso solo un business. Il sushi con il salmone non è una tradizione culinaria, ma il frutto di un accordo commerciale tra stati, di una campagna di marketing decennale e di una manipolazione delle abitudini alimentari.</p>
<p>Perché il governo norvegese ha avuto successo? Perché ha capito che non si combatte la cultura con la forza, ma con <strong>genio, tecnologia e una narrazione convincente</strong>. Ha trasformato il problema in una soluzione, portando i consumatori del mondo a credere che quella fosse la tradizione.</p>
<p>Io continuo a sottolineare l’importanza di informarsi e di leggere la storia di ciò che vogliamo sapere, sino alle fondamenta se necessario.</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>Testo: Elena Alquati</p>
<p>Immagine in evidenza realizzata con canva.com</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/sushi-e-salmone-non-chiamiamola-tradizione/">Sushi, salmone e una tradizione inesistente: il caso della Norvegia</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Coppette di tofu speziato alle verdure e noci</title>
		<link>https://elenaalquati.org/coppette-di-tofu-speziato-alle-verdure-e-noci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 06:40:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
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		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un secondo completo di verdure e proteine questo piatto preparato con il tofu. Un’associazione di sapori completata dalla salsa che non lascia indifferenti. Da provare! Ingredienti g 200 di insalata valeriana (a altro tipo) 2 mele verdi 2 carote grattugiate g 150 di tofu tagliato a cubetti 2 C di uvetta sultanina buccia di mezzo  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un secondo completo di verdure e proteine questo piatto preparato con il tofu. Un’associazione di sapori completata dalla salsa che non lascia indifferenti. Da provare!</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>g 200 di insalata valeriana (a altro tipo)</li>
<li>2 mele verdi</li>
<li>2 carote grattugiate</li>
<li>g 150 di tofu tagliato a cubetti</li>
<li>2 C di uvetta sultanina</li>
<li>buccia di mezzo limone</li>
</ul>
<p><em>per la salsa</em></p>
<ul>
<li>4 C di olio</li>
<li>2 C di aceto di riso o mele</li>
<li>1 C di salsa di soia tamari o shoyu</li>
<li>1 C di miele</li>
<li>4 C di yogurt (di soia)</li>
<li>g 80 di gherigli di noci tritati grossolanamente</li>
<li>sale marino integrale</li>
<li>pepe</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>In una padella versate un cucchiaio di olio e fate saltare per 10 minuti, cuocendolo, il tofu a cubetti: lasciate raffreddare.</p>
<p>In una insalatiera disponete l’insalata precedentemente lavata; aggiungete le mele lavate e tagliate a cubetti, l’uvetta (precedentemente ammollata in acqua tiepida e sciacquata), le carote e il tofu.</p>
<p>In una ciotola unite l’olio, l’aceto, il tamari, il miele un pizzico di sale ed emulsionate con un frustino; aggiungete lo yogurt, mescolate e versate la salsa sull’insalata. Guarnite con una grattugiata di buccia di limone, le noci e una spolverata di pepe nero. Se volete potete distribuirlo in coppette monoporzione.</p>
<hr />
<p>Immagine in evidenza sito: foto di Elena Alquati</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il segreto della Mela Insana</title>
		<link>https://elenaalquati.org/il-segreto-della-mela-insana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 08:05:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Storia Cultura Tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[#melanzanesottosale;]]></category>
		<category><![CDATA[#melanzanespugnaolio;]]></category>
		<category><![CDATA[#solaninamelanzane;]]></category>
		<category><![CDATA[#spurgarelemelanzane;]]></category>
		<category><![CDATA[#toglierelamarodallemelanzane;]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=16029</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dalle paure del Medioevo al codice segreto tra la melanzana e il bombo. Cosa sai delle melanzane? In questo inserto scoprirai molte cose nuove e viaggeremo insieme nel Medioevo, quando questo ortaggio era temuto tanto da chiamarlo Mela Insana poiché si temeva che mangiandolo facesse impazzire, per finire scoprendo la sua evoluzione agricola, le sue  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dalle paure del Medioevo al codice segreto tra la melanzana e il bombo.</em></p>
<p>Cosa sai delle melanzane? In questo inserto scoprirai molte cose nuove e viaggeremo insieme nel Medioevo, quando questo ortaggio era temuto tanto da chiamarlo Mela Insana poiché si temeva che mangiandolo facesse impazzire, per finire scoprendo la sua evoluzione agricola, le sue proprietà e qualche ricetta rimedio.</p>
<h3>Ecco alcuni dei temi trattati nell&#8217;inserto:</h3>
<ul>
<li>Storia, tradizione e paura delle Solanacee</li>
<li>Perché questa credenza?</li>
<li>Evoluzione agricola</li>
<li>Il Codice Segreto tra Pianta e Bombo: Meccanica ed Epigenetica dell&#8217;Impollinazione</li>
<li>La cooperazione ecosistemica e la firma epigenetica</li>
<li>Quando la Saggezza Antica incontra i Dati</li>
<li>La Realtà Scientifica</li>
<li>Le Ricette dell&#8217;Equilibrio</li>
<li>Dalla macrobiotica qualche chicca di cultura</li>
</ul>
<h3><a href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/segreto-mela-insana-estratto.pdf">Scarica estratto</a></h3>
<p><strong>Abbonandoti, oltre al PDF, puoi accedere al video &#8220;Come mettere la melanzana sotto sale&#8221; e all&#8217;infografica dell&#8217;evoluzione agricola.</strong></p>
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		<title>Come mettere le melanzane sotto sale</title>
		<link>https://elenaalquati.org/come-mettere-le-melanzane-sotto-sale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 07:02:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Video Lezione]]></category>
		<category><![CDATA[#melanzanesottosale;]]></category>
		<category><![CDATA[#melanzanespugnaolio;]]></category>
		<category><![CDATA[#solaninamelanzane;]]></category>
		<category><![CDATA[#spurgarelemelanzane;]]></category>
		<category><![CDATA[#storiadellamelanzana;]]></category>
		<category><![CDATA[#toglierelamarodallemelanzane;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mettere le melanzane sotto sale è un trucco tradizionale utile a: Rimuovere l'amaro Ridurre l'assorbimento di olio Migliorare la consistenza Dal punto di vista chimico e fisico, l'operazione agisce sugli alcaloidi, e anche se oggi molti creator saltano questo passaggio pensandolo superfluo, ne dimenticano l'enorme importanza sia per l'impatto che lo spurgo ha sulla consistenza  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mettere le melanzane sotto sale è un trucco tradizionale utile a:</p>
<ul>
<li>Rimuovere l&#8217;amaro</li>
<li>Ridurre l&#8217;assorbimento di olio</li>
<li>Migliorare la consistenza</li>
</ul>
<p>Dal punto di vista chimico e fisico, l&#8217;operazione agisce sugli alcaloidi, e anche se oggi molti creator saltano questo passaggio pensandolo superfluo, ne dimenticano l&#8217;enorme importanza sia per l&#8217;impatto che lo spurgo ha sulla <strong>consistenza</strong> e sulla <strong>resa in cottura</strong> ma soprattutto perché riduce le sostanze alcaloidi come la solanina.</p>
<h2><a href="https://youtube.com/shorts/N2rHAcF_69k"><img decoding="async" class=" wp-image-16041 alignleft" src="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/melanzane-reel-miniatura.jpg" alt="" width="159" height="237" /></a></h2>
<h2><img decoding="async" class="emoji" role="img" draggable="false" src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/svg/1f50d.svg" alt="&#x1f50d;" /> <strong>In questo video:</strong></h2>
<ul>
<li>Perché farlo;</li>
<li>Gli attrezzi necessari;</li>
<li>Procedimento;</li>
<li>Tempi di realizzo.</li>
</ul>
<h3></h3>
<h3><a href="https://youtube.com/shorts/N2rHAcF_69k?feature=share">Guarda il reel</a></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Abbonandoti puoi accedere al video, scaricare il PDF con la storia della melanzana e all&#8217;infografica dell&#8217;evoluzione agricola.</strong></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-16022 size-large" src="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/mela-insana-banda-abbonamento-1024x173.jpg" alt="" width="1024" height="173" srcset="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/mela-insana-banda-abbonamento-200x34.jpg 200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/mela-insana-banda-abbonamento-300x51.jpg 300w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/mela-insana-banda-abbonamento-400x68.jpg 400w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/mela-insana-banda-abbonamento-500x85.jpg 500w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/mela-insana-banda-abbonamento-600x102.jpg 600w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/mela-insana-banda-abbonamento-700x119.jpg 700w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/mela-insana-banda-abbonamento-768x130.jpg 768w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/mela-insana-banda-abbonamento-800x135.jpg 800w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/mela-insana-banda-abbonamento-1024x173.jpg 1024w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/mela-insana-banda-abbonamento.jpg 1128w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come lo Zucchero dato ai bambini costa sulla salute mentale</title>
		<link>https://elenaalquati.org/come-lo-zucchero-dato-ai-bambini-costa-sulla-salute-mentale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 08:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Ricerche Scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[#demenzaprevenzione;]]></category>
		<category><![CDATA[#nutrizioneinfantile;]]></category>
		<category><![CDATA[#riingegnerizzati;]]></category>
		<category><![CDATA[#sciencewashing;]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=16014</guid>

					<description><![CDATA[<p>Uno studio pubblicato sulla rivista Neurology e coordinato da Jiazhen Zheng della Hong Kong University of Science and Technology ha analizzato i dati di oltre 64.000 persone nate nel Regno Unito: è emerso che un ridotto consumo di zuccheri durante la gravidanza e nei primi due anni di vita è associato a un rischio di  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio pubblicato sulla rivista <a href="https://www.neurology.org/doi/10.1212/WNL.0000000000218313">Neurology</a> e coordinato da Jiazhen Zheng della Hong Kong University of Science and Technology ha analizzato i dati di oltre 64.000 persone nate nel Regno Unito: è emerso che un ridotto consumo di zuccheri durante la gravidanza e nei primi due anni di vita è associato a un rischio di demenza inferiore fino al 23% e a un ritardo nella comparsa della malattia stessa di 2,6 anni.</p>
<h2>Un esperimento “storico”</h2>
<p>Lo studio ha preso in esame un evento storico tragico in cui i ricercatori si sono avvalsi del razionamento dello zucchero nel Regno Unito, conclusosi nel 1954 in seguito alla Seconda Guerra Mondiale, come &#8220;esperimento naturale&#8221;.</p>
<p>I partecipanti sono stati suddivisi in gruppi in base all&#8217;esposizione al razionamento durante la vita fetale e nei primi due anni di vita, oppure in base all&#8217;assenza di restrizioni nel consumo di zucchero. A partire da un&#8217;età media di 55 anni, i ricercatori hanno monitorato le cartelle cliniche dei soggetti per un periodo di quindici anni, al fine di rilevare l&#8217;insorgenza di malattie. Tra coloro che sono stati esposti al razionamento durante la gestazione e il primo anno di vita, si sono verificati 388 casi su 15.025 partecipanti; tra chi ha vissuto il razionamento fino ai due anni di età, i casi sono stati 456 su 15.256, mentre tra i 23.774 nati successivamente alla fine delle restrizioni sono stati registrati 504 casi.</p>
<h2>I dati</h2>
<p>Dopo aver aggiustato i risultati per età, sesso e fattori di rischio come ipertensione e diabete, i ricercatori hanno stimato che una ridotta esposizione agli zuccheri durante la gravidanza e il primo anno di vita fosse associata a un calo del 21% del rischio di demenza rispetto ai nati dopo la fine del razionamento. Tale riduzione raggiungeva il 23% per chi era stato esposto al razionamento fino ai due anni di età. Inoltre, tra i soggetti con una minore esposizione precoce agli zuccheri, l&#8217;insorgenza della demenza risultava posticipata mediamente di 2,6 anni. In un sottogruppo di partecipanti sottoposti a risonanza magnetica, gli studiosi hanno infine rilevato un volume complessivo di sostanza grigia maggiore e una minore presenza di iperintensità della sostanza bianca, segno di un minor danno al tessuto cerebrale.</p>
<blockquote><p>“I nostri risultati suggeriscono che limitare il consumo di zuccheri nelle primissime fasi della vita potrebbe avere benefici duraturi per la salute del cervello”, ha affermato Jiazhen Zheng “Questi dati evidenziano la potenziale importanza della nutrizione precoce nella riduzione del rischio di demenza molti decenni più tardi”.</p></blockquote>
<p>Limitare quindi gli zuccheri aggiunti già durante la gravidanza (e anche prima) e nella prima infanzia è una misura utile per promuovere la salute cerebrale.</p>
<h2>Non è lo studio il numero 1</h2>
<p>In realtà questo non è il primo studio. Nel 2024 Tadeja Gracner, Claire Boone e Paul J. Gertler hanno condotto <a href="https://elenaalquati.org/razionamento-zucchero-e-impatto-sulla-salute/">una ricerca</a> utilizzando lo stesso periodo storico in cui era stato introdotto il razionamento dello zucchero nel Regno Unito. I dati emersi hanno riscontrato una riduzione di malattie croniche non trasmissibili in età adulta. Inoltre:</p>
<ul>
<li>Una riduzione del 35% del diabete di tipo 2 negli adulti concepiti durante il razionamento dello zucchero e una riduzione del 20% della pressione alta;</li>
<li>La dieta della madre durante la gravidanza era altresì importante, con un terzo dei benefici di una dieta a basso contenuto di zuccheri che incideva mentre il bambino era ancora nell&#8217;utero;</li>
<li>I maggiori miglioramenti della salute si sono evidenziati quando il razionamento dello zucchero copriva sia il periodo nell&#8217;utero sia quello in cui il bambino veniva svezzato con cibi solidi.</li>
</ul>
<p>Tadeja Gracner, una dei ricercatori dell&#8217;Università della California del Sud, ha affermato che:</p>
<p>&#8220;Le diete materne ricche di zuccheri sono state collegate a un rischio più elevato di obesità e disturbi metabolici nei bambini, probabilmente attraverso fattori come la programmazione fetale&#8221; &#8211; &#8220;Gli studi dimostrano che, sebbene alla maggior parte degli esseri umani piaccia il dolce, un&#8217;esposizione significativa allo zucchero nei primi anni di vita può rafforzare questa preferenza&#8221;.</p>
<p>Gli studi sul razionamento britannico dello zucchero dovrebbero far riflettere, ma il marketing e il potere delle lobby dell’alimentazione hanno ormai ipotecato il futuro delle nuove generazioni se non si fa qualcosa subito: possiamo cambiare le scelte di oggi in favore della salute futura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/come-lo-zucchero-dato-ai-bambini-costa-sulla-salute-mentale/">Come lo Zucchero dato ai bambini costa sulla salute mentale</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La battaglia legale del cibo parte 2: l&#8217;Italia e la guerra dei rinvii</title>
		<link>https://elenaalquati.org/la-battaglia-legale-del-cibo-parte-2-litalia-e-la-guerra-dei-rinvii/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 13:55:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#dirittiumani;]]></category>
		<category><![CDATA[#industriaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[ciboesalute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione Mentre in Messico si contano 193 cause legali e in Brasile 17 anni di contenziosi, in Italia la battaglia per la salute pubblica sembra non esistere. Di fatto, le multinazionali del cibo (Coca-Cola, Ferrero, Barilla) non hanno bisogno di cause legali per bloccare le normative: usano una tattica più sottile, più costosa e più  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Introduzione</h2>
<p>Mentre in Messico si contano 193 cause legali e in Brasile 17 anni di contenziosi, in Italia la battaglia per la salute pubblica sembra non esistere. Di fatto, le multinazionali del cibo (Coca-Cola, Ferrero, Barilla) non hanno bisogno di cause legali per bloccare le normative: usano una tattica più sottile, più costosa e più efficace: il tempo.</p>
<h2>Dopo il primo articolo</h2>
<p>Nell’articolo <a href="https://elenaalquati.org/la-battaglia-legale-del-cibo-le-multinazionali-contro-i-governi/">“La battaglia legale del cibo: le multinazionali contro i governi”</a>, pubblicato a fine luglio 2026, ho voluto approfondire l’argomento per conoscere la situazione in Italia, che sembra essere diventata il terreno di coltura perfetto per la strategia del &#8220;rinvio infinito&#8221;, dove la salute dei cittadini viene sacrificata sull&#8217;altare del lobbying politico e della confusione scientifica.</p>
<h2>I numeri che contano</h2>
<p>La &#8220;Sugar Tax&#8221;, introdotta nel 2020 con l&#8217;obiettivo di scoraggiare il consumo di zuccheri e finanziare l&#8217;educazione alimentare nelle scuole, è stata posticipata ben otto volte.</p>
<p><strong>L&#8217;ultima data fissata? 1° gennaio 2027.</strong></p>
<p>Ogni rinvio non è un semplice ritardo burocratico: è un ritardo che permette alle aziende di continuare a vendere prodotti dannosi, fregandosene del danno che procurano alla salute pubblica e senza che da parte loro ci sia alcun interesse a riformulare le ricette per renderli più sani.</p>
<p>La scusa ufficiale è sempre la stessa: proteggere l’occupazione. In realtà, le pressioni di Assobibe e il peso politico dei giganti dell&#8217;industria alimentare hanno ridotto una misura di tutela sanitaria a una farsa: un vero esercizio di stallo. E mentre i governi discutono, l&#8217;obesità e il diabete crescono e i costi per il Servizio Sanitario Nazionale continuano a lievitare.</p>
<h2>Il &#8220;Made in Italy&#8221; come Scudo</h2>
<p>L&#8217;Italia è uno dei pochi Paesi europei che resiste all&#8217;adozione del Nutri-Score, il sistema a semaforo che permette di capire a colpo d&#8217;occhio la qualità nutrizionale di un prodotto.</p>
<p>L&#8217;argomento utilizzato dalle aziende e dalla politica è semplice: “demonizza il Made in Italy, i formaggi, i salumi e la pasta”.</p>
<p>In questo scenario, il colosso dolciario Ferrero emerge come un attore chiave. Citato in un&#8217;inchiesta internazionale come uno dei principali oppositori delle regolamentazioni globali, in Italia la sua influenza si estende al lobbying politico e al finanziamento di società scientifiche che spesso si oppongono alle normative più severe.</p>
<h2> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f50d.png" alt="🔍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Il Segreto Che Non Ti Hanno Mai Raccontato: Chi Scrive le Regole del Cibo?</h2>
<p>C&#8217;è una verità scomoda che le multinazionali e le lobby alimentari hanno cercato in ogni modo di nascondere: <strong>le regole del gioco sono state scritte dalle stesse aziende che traggono profitto dalla tua salute.</strong></p>
<p>Prendiamo la SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana), l&#8217;ente ufficiale che redige i LARN, le linee guida nutrizionali su cui si basano i consigli dei medici, i libri di testo e le pubblicità in TV. Sembra un&#8217;istituzione neutrale, ma non lo è. La SINU è stata oggetto di forti critiche per la mancanza totale di trasparenza sui conflitti di interesse.</p>
<p><strong>Il problema:</strong> aziende come <strong>Ferrero, Barilla e Nestlé</strong> finanziano direttamente ricercatori e società scientifiche che poi siedono ai tavoli dove si decidono le regole del “gioco”.</p>
<p><strong>L&#8217;effetto: </strong>quando chi paga la ricerca ha interessi commerciali, i dati si mescolano: è il <strong>science washing</strong> più sofisticato: confondere la scienza per evitare regolamentazioni severe.</p>
<h2><span class="emoji x1rg5ohu x16dsc37 x19la9d6 x1fc57z9 x6ikm8r x10wlt62 x19co3pv x11tp94h xw4jnvo x1qx5ct2 xfibh0p xiy17q3 x1xsqp64 x1lkfr7t xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl"><span class="xy9tlov x1bhl96m"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f36a.png" alt="🍪" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> </span></span>Parliamo della Ferrero</h2>
<p>E se pensavi che il &#8220;Made in Italy&#8221; fosse un baluardo contro queste pratiche, ti sbagli di grosso. <strong>Ferrero</strong>, l&#8217;icona dolce che ci fa sentire orgogliosi, è in realtà uno dei <strong>maggiori oppositori</strong> delle politiche di salute pubblica:</p>
<p><strong>In Italia</strong> usa il suo enorme peso politico per bloccare il <strong>Nutri-Score</strong> (l&#8217;etichetta a semaforo), sostenendo che &#8220;demonizzi&#8221; il nostro patrimonio culinario. In realtà, vuole solo nascondere il peso che i cibi ultra-processati hanno sul sistema sanitario.</p>
<p><strong>Nel mondo:</strong> nell&#8217;inchiesta internazionale sulle 239 cause legali, Ferrero è citata esplicitamente come uno dei <strong>9 gruppi principali</strong>  (insieme a Coca-Cola e Pepsi) che hanno intentato azioni legali per far deragliare le leggi sulla salute.</p>
<p><strong>La strategia:</strong> mentre parla di &#8220;identità nazionale&#8221; e &#8220;tradizione&#8221;, dietro le quinte finanzia studi, lobby e movimenti per mantenere lo status quo, impedendo che tu abbia informazioni chiare su ciò che mangi.</p>
<p>La trasparenza non è un optional. È l&#8217;unica arma contro chi vuole nascondere la verità dietro un muro di avvocati, lobby e &#8220;scienza comprata&#8221;.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>La strategia italiana non è la causa legale, è il rinvio. Non è lo scontro in tribunale, è l&#8217;erosione lenta della volontà politica.</p>
<p>Ma il tempo non è infinito. Ogni anno di ritardo costa alla salute pubblica milioni di euro e migliaia di vite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Leggi l&#8217;articolo principale &#8220;La Guerra Legale del Cibo&#8221; per scoprire come le multinazionali stanno combattendo la salute pubblica in tutto il mondo.</p>
<div class="video-shortcode">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="4OUtLSAOJR"><p><a href="https://elenaalquati.org/la-battaglia-legale-del-cibo-le-multinazionali-contro-i-governi/">La battaglia legale del cibo: le multinazionali contro i governi</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="“La battaglia legale del cibo: le multinazionali contro i governi” — Elena Alquati" src="https://elenaalquati.org/la-battaglia-legale-del-cibo-le-multinazionali-contro-i-governi/embed/#?secret=FF3lFmyjlw#?secret=4OUtLSAOJR" data-secret="4OUtLSAOJR" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></div>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<h3>Fonti e approfondimenti</h3>
<p><a href="https://www.dailymaverick.co.za/article/2026-08-04-how-big-food-sues-governments-to-keep-unhealthy-products-on-shelves/">https://www.dailymaverick.co.za/article/2026-08-04-how-big-food-sues-governments-to-keep-unhealthy-products-on-shelves/</a></p>
<p><a href="https://ilfattoalimentare.it/big-food-contro-salute-pubblica-inchiesta.html">https://ilfattoalimentare.it/big-food-contro-salute-pubblica-inchiesta.html</a></p>
<p><a href="https://www.lighthousereports.com/investigation/big-food-vs-the-people/">https://www.lighthousereports.com/investigation/big-food-vs-the-people/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/la-battaglia-legale-del-cibo-parte-2-litalia-e-la-guerra-dei-rinvii/">La battaglia legale del cibo parte 2: l&#8217;Italia e la guerra dei rinvii</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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		<title>Salvare il cuore nei primi 1000 giorni: la lezione del dopoguerra</title>
		<link>https://elenaalquati.org/salvare-cuore-primi-1000-giorni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 04:31:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Ricerche Scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[#BMJStudy;]]></category>
		<category><![CDATA[#genitoriconsapevoli;]]></category>
		<category><![CDATA[#marketingalimetare;]]></category>
		<category><![CDATA[#nutrizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#prevenzione;]]></category>
		<category><![CDATA[#salutecuore;]]></category>
		<category><![CDATA[#sciencewashing;]]></category>
		<category><![CDATA[#zuccherobambini;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un nuovo studio pubblicato sul British Medical Journal (BMJ) ha rivelato che limitare l'assunzione di zuccheri nei primi 1.000 giorni di vita (dal concepimento ai 2 anni) riduce drasticamente il rischio di malattie cardiovascolari in età adulta. La ricerca ha confermato che una minore esposizione agli zuccheri in questa fascia d'età si traduce in una  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/salvare-cuore-primi-1000-giorni/">Salvare il cuore nei primi 1000 giorni: la lezione del dopoguerra</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un <a href="https://www.bmj.com/content/391/bmj-2024-083890">nuovo studio pubblicato sul British Medical Journal (BMJ)</a> ha rivelato che limitare l&#8217;assunzione di zuccheri nei primi 1.000 giorni di vita (dal concepimento ai 2 anni) riduce drasticamente il rischio di malattie cardiovascolari in età adulta.</p>
<p>La ricerca ha confermato che una minore esposizione agli zuccheri in questa fascia d&#8217;età si traduce in una riduzione del rischio del:</p>
<ul>
<li><strong>-25%</strong> di infarto del miocardio</li>
<li><strong data-sfc-cp="" data-sfc-root="ep" data-complete="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 700; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(10, 10, 10);"><span data-sfc-cp="" data-sfc-root="ep" data-complete="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 400; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(10, 10, 10);">-31%</span></strong> di ictus</li>
<li><strong data-sfc-cp="" data-sfc-root="ep" data-complete="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 700; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(10, 10, 10);"><span data-sfc-cp="" data-sfc-root="ep" data-complete="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 400; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(10, 10, 10);">-26%</span></strong> di scompenso cardiaco</li>
<li><strong data-sfc-cp="" data-sfc-root="ep" data-complete="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 700; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(10, 10, 10);"><span data-sfc-cp="" data-sfc-root="ep" data-complete="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 400; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(10, 10, 10);">-24%</span></strong> di fibrillazione atriale</li>
<li><strong data-sfc-cp="" data-sfc-root="ep" data-complete="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 700; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(10, 10, 10);"><span data-sfc-cp="" data-sfc-root="ep" data-complete="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 400; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(10, 10, 10);">-27%</span></strong> di mortalità cardiovascolare totale</li>
</ul>
<h2>I dati</h2>
<p>Il team di ricerca, coordinato da Jiazhen Zheng, ha esaminato i dati relativi alla conclusione del razionamento dello zucchero nel Regno Unito nel 1954. Lo studio ha analizzato un campione di 63.433 partecipanti alla Biobanca britannica, con un&#8217;età media di 55 anni. Nello specifico, 40.063 individui sono stati esposti al razionamento — consumando meno di 40 grammi di zucchero al giorno dopo i due anni di età — mentre 23.370 non lo hanno subito. Le patologie cardiovascolari sono state monitorate tramite le cartelle cliniche. Per garantire una maggiore precisione, i ricercatori hanno integrato un gruppo di controllo composto da adulti nati fuori dal Regno Unito, non soggetti a restrizioni alimentari o politiche analoghe nel 1953, così da rendere i confronti più attendibili.</p>
<p>I benefici sono massimi se la restrizione avviene dal concepimento fino ai due anni. Dopo questa età, l&#8217;effetto protettivo diminuisce, ma non scompare. Nonostante le linee guida dell&#8217;OMS sconsiglino zuccheri aggiunti sotto i 2 anni, la maggior parte dei bambini moderni è esposta quotidianamente a cibi e bevande zuccherate, spesso veicolati da pubblicità mirate.</p>
<h2>Il meccanismo</h2>
<p>Il meccanismo con cui il <strong>saccarosio</strong> (il comune zucchero da tavola) aumenta il rischio di malattie cardiovascolari si basa su una serie di <strong>reazioni metaboliche a catena</strong>. Come abbiamo visto, lo studio pubblicato sul <a href="https://www.bmj.com/content/391/bmj-2024-083890">The BMJ</a> dimostra che limitare lo zucchero, specialmente nei primi 1000 giorni di vita, protegge il cuore proprio disinnescando questi processi.</p>
<p>Il saccarosio è composto da due molecole: <strong>glucosio</strong> e <strong>fruttosio</strong>. Ciascuna danneggia i vasi sanguigni e il cuore attraverso percorsi differenti.</p>
<ol>
<li>
<h3><strong> La componente Glucosio: l&#8217;effetto picco e l&#8217;insulina</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>Il glucosio viene assorbito rapidamente nel sangue, causando picchi glicemici.</p>
<ul>
<li><strong>Iperinsulinemia e insulino-resistenza:</strong> Per abbassare il glucosio, il pancreas produce molta insulina. Se questo stimolo è continuo, le cellule non rispondono più all’ormone (insulino-resistenza). L&#8217;eccesso di insulina nel sangue irrigidisce le arterie e aumenta la pressione arteriosa.</li>
<li><strong>Glicazione delle proteine:</strong> Il glucosio in eccesso si &#8220;attacca&#8221; letteralmente alle proteine dei vasi sanguigni, formando molecole dannose chiamate <em>AGEs</em> (prodotti di glicazione avanzata). Queste molecole irrigidiscono le pareti arteriose.</li>
</ul>
<ol start="2">
<li>
<h3><strong> La componente Fruttosio: il sovraccarico del fegato</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>Il fruttosio non viene usato direttamente dalle cellule, ma viene metabolizzato interamente dal fegato.</p>
<ul>
<li><strong>Fegato grasso e trigliceridi:</strong> Il fegato trasforma il fruttosio in eccesso in grasso (lipogenesi). Questo causa steatosi epatica (fegato grasso) e immette nel sangue grandi quantità di trigliceridi e colesterolo &#8220;cattivo&#8221; VLDL/LDL, accelerando la formazione di placche nelle arterie.</li>
</ul>
<ol start="3">
<li>
<h3><strong> La tempesta perfetta: infiammazione e stress ossidativo</strong></h3>
</li>
</ol>
<p>L&#8217;azione combinata di glucosio e fruttosio attiva una risposta immunitaria dannosa.</p>
<ul>
<li><strong>Danno all&#8217;endotelio:</strong> L&#8217;eccesso di zuccheri genera <em>radicali liberi</em> (stress ossidativo), che infiammano l&#8217;endotelio, il rivestimento interno delle arterie.</li>
<li><strong>Formazione delle placche:</strong> Le arterie infiammate e irritate attirano colesterolo e globuli bianchi, accumulando placche che ostruiscono il flusso sanguigno (aterosclerosi), la causa primaria di infarti e ictus.</li>
</ul>
<h2>Precisazioni</h2>
<p>Gli autori chiariscono che, poiché lo studio è di natura osservazionale, non è possibile determinare un rapporto di causa-effetto, né disporre di dati dietetici individuali dettagliati. La ricerca ha però consentito di valutare, in modo netto, gli effetti dei vari periodi di esposizione agli zuccheri e di analizzare i potenziali meccanismi che legano la restrizione di tale sostanza ai benefici cardiovascolari.</p>
<blockquote><p>&#8220;I nostri risultati – concludono gli studiosi – evidenziano l&#8217;impatto positivo sulla salute cardiaca delle politiche di educazione alimentare mirate a limitare il consumo di zuccheri nella prima infanzia. Le ricerche future dovrebbero esaminare l&#8217;esposizione alimentare a livello individuale, integrando fattori genetici, ambientali e comportamentali per definire strategie di prevenzione sempre più personalizzate&#8221;.</p></blockquote>
<h2>I bambini amano il dolce</h2>
<p>I bambini hanno una naturale propensione al sapore dolce e l&#8217;industria alimentare lo sa bene. Introducendo zuccheri precocemente, le aziende &#8220;rieducano&#8221; il palato, creando una dipendenza dal gusto dolce sin da piccoli, che persiste per tutta la vita, con la complicità dei genitori.</p>
<p>Spesso le aziende usano termini scientifici o studi parziali per giustificare l&#8217;uso di zuccheri o dolcificanti, nascondendo i rischi a lungo termine. Il nuovo studio sul *BMJ* smonta questa narrazione, mostrando che il danno non è solo l&#8217;obesità, ma la salute cardiovascolare futura.</p>
<h2>Non fidarsi</h2>
<p>Avrai certamente sentito la frase della campagna pubblicitaria:  &#8220;Si chiama Nostrano, perché è nostro&#8221;. Il concetto centrale di questo progetto è stato lanciato da Italia Zuccheri nel 2022 per il suo prodotto Nostrano, in cui si sottolinea l’italianità del prodotto.</p>
<p>Una campagna alla quale bisogna togliersi tanto di cappello:</p>
<ul>
<li><strong>Usare l&#8217;aggettivo</strong> &#8220;Nostrano&#8221; non solo descrive il prodotto, ma costruisce il senso di appartenenza;</li>
<li><strong>L&#8217;effetto psicologico</strong> è quello di creare un&#8217;illusione di intimità e proprietà collettiva. Il consumatore non sta comprando uno zucchero industriale, sta &#8220;abbracciando&#8221; la propria comunità;</li>
<li><strong>La manipolazione</strong> evidente è quella di spostare il focus dal prodotto (zucchero grezzo) all&#8217;emozione e all’orgoglio della nazionalità.</li>
</ul>
<p>Sebbene sia un prodotto interamente italiano, non va sottovalutato l’impatto finale sulla salute del consumatore: essere italiano non è sinonimo di sano.</p>
<div class="video-shortcode"><iframe title="Nostrano, il nostro zucchero di barbabietola 100% italiano" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/bVjQDiVC7mA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><strong>Immagine</strong> in evidenza articolo realizzato con canva.com</p>
<p>Fonti per la spiegazione del meccanismo di azione dello zucchero sulle malattie cardiovascolari:</p>
<p>Fonti:</p>
<p><a href="https://bmjgroup.com/early-life-sugar-restriction-linked-to-lasting-heart-benefits-in-adulthood/">https://bmjgroup.com/early-life-sugar-restriction-linked-to-lasting-heart-benefits-in-adulthood/</a></p>
<p><a href="https://www.verahealth.ai/ja/news/c97e4438">https://www.verahealth.ai/ja/news/c97e4438</a></p>
<p><a href="https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10965550/">https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10965550/</a></p>
<p><a href="https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12699840/">https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12699840/</a></p>
<p><a href="https://integrative-medicine.ca/the-blood-sugar-heart-connection-why-insulin-resistance-is-a-cardiovascular-problem/">https://integrative-medicine.ca/the-blood-sugar-heart-connection-why-insulin-resistance-is-a-cardiovascular-problem/</a></p>
<p><a href="https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12383672/">https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12383672/</a></p>
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		<title>Arame con verdure: un carico micronutrienti</title>
		<link>https://elenaalquati.org/arame-con-verdure-un-carico-micronutrienti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 09:47:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#alghe;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#macrobiotica;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'alga Arame è una verdura di mare ricca di sali minerali e con un sapore più delicato rispetto ad altre varietà. Apporta elevate quantità di calcio, magnesio, ferro, potassio, zinco e rame; contiene significative quantità di iodio, vitamine A, C e gruppo B. Ingredienti per 4 persone g 15 di arame essiccata 2 porri medi  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;alga Arame è una verdura di mare ricca di sali minerali e con un sapore più delicato rispetto ad altre varietà. Apporta elevate quantità di calcio, magnesio, ferro, potassio, zinco e rame; contiene significative quantità di iodio, vitamine A, C e gruppo B.</p>
<p>Ingredienti per 4 persone</p>
<ul>
<li>g 15 di arame essiccata</li>
<li>2 porri medi tagliati fini</li>
<li>1 carota tagliata a fiammifero</li>
<li>1 cucchiaio di olio extravergine di oliva*</li>
<li>1 cucchiaio di tamari o shoyu</li>
<li>1 pizzico di sale marino</li>
<li>2 cucchiai di aceto di riso</li>
</ul>
<p>Procedimento</p>
<p>In una scodella metti le alche in ammollo per circa venti minuti. In una padella fate scaldare l’olio e versate i porri e saltate per due minuti; aggiungere le carote e saltare per altri due minuti; unite le arame scolate e sciacquate con poca acqua (utilizzate la loro acqua di ammollo filtrandola); coprite con un coperchio ben aderente e cuocete per venti minuti circa.  Versate il tamari e l’aceto di riso, sfumate e servite.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Immagine: libreria Canva</p>
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		<title>Il lato oscuro dell&#8217;avocado</title>
		<link>https://elenaalquati.org/il-lato-oscuro-dellavocado/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:30:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Video cultura]]></category>
		<category><![CDATA[#avocado;]]></category>
		<category><![CDATA[#cartellidroga;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#deforestazione;]]></category>
		<category><![CDATA[#impattoambientale;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[#video;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica PDF infografica riassuntiva   Oggi, 31 luglio, è la giornata mondiale dell’avocado, e come ogni anno ripropongo questo contenuto perché non dobbiamo dimenticare! La sua storia è molto antica e risale agli Aztechi e Maya, dove il piatto base della loro alimentazione era proprio l’avocado. Ma andiamo con ordine.   [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_2 1_2 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:50%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:3.84%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:3.84%;--awb-width-medium:50%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:3.84%;--awb-spacing-left-medium:3.84%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:360px;"><div class="video-shortcode"><div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:60%;" ><iframe title="YouTube video player 1" src="https://www.youtube.com/embed/NZCDkUJJ378?wmode=transparent&autoplay=0" width="600" height="360" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe></div></div></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-double sep-solid" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:var(--awb-color3);border-top-width:1px;border-bottom-width:1px;"></div></div><div class="fusion-text fusion-text-1"><h3><a href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/08/avocado_infografica_immagine.pdf">Scarica PDF infografica riassuntiva</a></h3>
</div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_2 1_2 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:50%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:3.84%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:3.84%;--awb-width-medium:50%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:3.84%;--awb-spacing-left-medium:3.84%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-2"><p><strong>Oggi, 31 luglio, </strong>è la giornata mondiale dell’avocado, e come ogni anno ripropongo questo contenuto perché non dobbiamo dimenticare!</p>
<p>La sua storia è molto antica e risale agli Aztechi e Maya, dove il piatto base della loro alimentazione era proprio l’avocado. Ma andiamo con ordine.</p>
</div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-3"><p><strong>Cremoso e versatile, colorato e fotogenico</strong><strong>, </strong>questo frutto esotico è molto presente su Instagram e, pensate, sono nati addirittura locali in nome dell’avocado che servono esclusivamente pietanze a base di questo frutto.</p>
<h2><strong>Origini e curiosità</strong></h2>
<p>Originaria del Messico, la pianta dell’avocado può raggiungere i 20 m di altezza con un frutto consistente e una polpa grassa che costituiva il piatto base dell’alimentazione degli antichi Aztechi e dei Maya.</p>
<p>Nella lingua Nahuatl, parlata dagli antichi Aztechi, “ahuacatl” è la <a href="https://www.focus.it/cultura/curiosita/da-cosa-deriva-la-parola-avocado">parola da cui deriva avocado</a>, il cui significato è “testicolo”, sia per via della sua forma che per le sue proprietà toniche.</p>
<p>Presso le popolazioni native dell’America centro-meridionale l’avocado era anche chiamato “pera alligatore”  per via della sua forma e della sua buccia verdastra e ruvida.</p>
<h2><strong>Proprietà nutrizionali</strong></h2>
<p>L&#8217;avocado è ricco di fibre e di minerali come potassio, zinco, manganese e fosforo, che sono presenti in abbondanza. Contiene inoltre una quantità importante di vitamina B5, vitamina B6, vitamina K, vitamina E e vitamina C.</p>
<p>Le calorie sono date per lo più dai lipidi (14,7), dai carboidrati (8,5) e infine dalle proteine a basso valore biologico. Molto presente è l&#8217;acido oleico omega 9, lo stesso grasso che caratterizza il nostro olio extravergine di oliva e al quale si attribuiscono molti benefici metabolici.</p>
<h2><strong>Un “cuore” di avocado</strong></h2>
<p>Uno studio della Penn State University pubblicato sul Journal of the American Heart Association ha evidenziato che inserire nella dieta un avocado al giorno, grazie alla sua ricchezza di acidi grassi monoinsaturi, protegge il cuore e abbassa i livelli di colesterolo cattivo, riducendo sensibilmente lo sviluppo di malattie cardiache:</p>
<blockquote>
<p>«Il problema &#8211; concludono i ricercatori &#8211; è che spesso non si sa come inserire l&#8217;avocado nell&#8217;alimentazione giornaliera&#8230;».</p>
</blockquote>
<p>Già, come se l’unico problema fosse come inserirlo nella dieta! In realtà l’avocado ha un <strong>impatto ambientale </strong>su cui è necessario riflettere.</p>
<h2><strong>Mercato mondiale e coltivazione dell’avocado</strong></h2>
<p>Proviamo a leggere qualche numero che riguarda questo frutto diventato così indispensabile. Le <strong>vendite</strong> di <strong>avocado</strong> e dei prodotti che lo contengono, in Italia, sono <strong>aumentate</strong> del <strong>+143,8% tra il 2016 e il 2019 e del +92,9% nell’ultimo anno</strong>, con un giro d’affari di 6,5 milioni di euro (i dati sono della <strong>World Avocado Organization</strong>). Nel <strong>2020</strong>, in Europa, ne sono stati consumati <strong>700</strong> <strong>milioni</strong> di <strong>chili</strong>, <strong>100 milioni in più rispetto all’anno precedente.</strong></p>
<h2><strong>L’impatto ambientale</strong></h2>
<p>Le aree territoriali in cui cresce l’avocado sono per lo più aree colpite da siccità, povertà e sfruttamento scellerato del lavoro agricolo. Anche se in un primo momento questa grande richiesta ha restituito valore ai territori d’origine, l’aumento mondiale della domanda e la pressione del mercato hanno avuto come conseguenza l’abbandono del consumo dello stesso cibo da parte delle popolazioni locali, che ormai lo coltivano esclusivamente per l’esportazione.</p>
<h2><strong>Deforestazione e trasporto internazionale</strong></h2>
<p>La produzione di avocado è triplicata, le esportazioni decuplicate e moltissimi terreni, che venivano prima utilizzati per colture differenziate, sono stati trasformati in monocolture, che hanno coinvolto anche terre vergini e foreste (all’incirca 690 ettari all’anno) trasformate in piantagioni. Sono diversi gli Stati coinvolti nella “conversione selvaggia di terreni” per l’avocado, tra cui Perù e Cile.</p>
<p>Il trasporto è un altro problema ambientale non di poco conto, considerando il consumo di petrolio necessario per spostare 10 mila tonnellate di avocado in Italia da una distanza intercontinentale che supera i 10.000 km. Un inquinamento che certo contribuisce all’aumento dell’effetto serra.</p>
<h2><strong>E l’acqua, dove la mettiamo?</strong></h2>
<p>L’acqua è una delle più grandi criticità che riguardano la coltivazione dell’avocado, senza contare un utilizzo ripetuto di prodotti chimici e fertilizzanti di scarsa qualità, con un conseguente inquinamento del suolo, dell’aria e delle riserve d’acqua.</p>
<p>Secondo i ricercatori dell’Università di <strong>Twente</strong>, in Olanda, la produzione di <strong>500 grammi di avocado</strong> (tre frutti)  <strong>richiede all’incirca</strong><strong> 272 litri di acqua</strong>.</p>
<p>In Cile l’80% delle risorse idriche è utilizzato in ambito agricolo, e l’acqua potabile è per lo più privatizzata; chi gestisce le piantagioni di avocado, nella regione di <strong>Petorca</strong>, ha illegalmente costruito canali e pozzi per poter trasportare l&#8217;acqua dai fiumi ai campi, causando una siccità che non ha precedenti, e che ha lasciato gli abitanti dei villaggi con poca acqua, sovente contaminata, e consegnata da mezzi su ruote.</p>
<p>Ma non finisce qui. Pare che l&#8217;oro verde – così è stato ribattezzato l&#8217;avocado Hass &#8211; abbia attirato l&#8217;attenzione dei <strong>cartelli della droga messicani</strong>, i quali hanno iniziato ad <strong>estorcere denaro agli agricoltori</strong>. Molti sono ormai i territori che sopravvivono unicamente per la coltivazione di questo frutto, e per questo motivo, molte persone, i giovani in particolare, abbandonano questa terra ormai consumata.</p>
<h2><strong>Cosa possiamo fare</strong></h2>
<p>Visto che l’Italia è diventata una grande consumatrice di questo frutto, possiamo come prima cosa rispettare la stagionalità del prodotto. La raccolta dell’avocado inizia ad ottobre per le<strong> varietà Fuerte, Bacon e Zutano </strong><strong>e continua </strong> da gennaio a maggio  <strong>con la Hass, </strong><strong>la varietà oggi più diffusa</strong><strong>.</strong> Questi, dunque, sono i periodi in cui è possibile acquistare avocado fresco.</p>
<p>Ma possiamo avere un avocado tutto italiano? Sì. Sicilia, Calabria, Toscana – e chiediamo scusa se eventualmente ci sono altre regioni che non abbiamo nominato – hanno cominciato a coltivare avocado biologico, in agricoltura sostenibile nel rispetto dell’ambiente. E allora compriamo avocado italiano!</p>
</div></div></div></div></div></p>
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		<title>La battaglia legale del cibo: le multinazionali contro i governi</title>
		<link>https://elenaalquati.org/la-battaglia-legale-del-cibo-le-multinazionali-contro-i-governi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 06:08:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politiche alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[#bevandezuccherate;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibiultraprocessati;]]></category>
		<category><![CDATA[#politichealimentari;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricerchescientifiche;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un'inchiesta del 2026 rivela 239 cause legali intentate da Big Food per bloccare le leggi che dovrebbero salvarci la vita. Introduzione Mentre le aziende alimentari più ricche del mondo ci mostrano spot televisivi pieni di sorrisi e promesse di "benessere", dietro le porte chiuse dei tribunali si sta combattendo una guerra silenziosa. Un'inchiesta pubblicata a  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Un&#8217;inchiesta del 2026 rivela 239 cause legali intentate da Big Food per bloccare le leggi che dovrebbero salvarci la vita.</em></h3>
<h2>Introduzione</h2>
<p>Mentre le aziende alimentari più ricche del mondo ci mostrano spot televisivi pieni di sorrisi e promesse di &#8220;benessere&#8221;, dietro le porte chiuse dei tribunali si sta combattendo una guerra silenziosa. Un&#8217;inchiesta pubblicata a luglio 2026 ha scoperto che tra il 2010 e il 2025, le multinazionali del cibo hanno intentato ben 239 cause legali in sei paesi chiave, inclusi <strong>Italia</strong>, Messico, Brasile, USA e Regno Unito. L&#8217;obiettivo? Ritardare, indebolire o far deragliare le politiche di sanità pubblica: tasse sulle bibite, etichette frontali chiare e <strong>limiti alla pubblicità rivolta ai bambini</strong>.</p>
<h2>Il Paradosso della &#8220;Responsabilità&#8221;</h2>
<p>Pubblicamente, giganti come Coca-Cola, PepsiCo e Mondelez affermano di voler essere parte della soluzione alla crisi dell&#8217;obesità. A porte chiuse, però, la strategia è diversa: trasformare la salute pubblica in una battaglia legale. I dati sono agghiaccianti: questi processi ammontano a 595 anni di contenzioso. È una tattica di logoramento: i governi, spesso privi di risorse legali illimitate, vengono costretti a rinunciare a normative vitali o a indebolirle per evitare costi esponenziali.</p>
<h2>Le Tattiche del &#8220;Science Washing&#8221;</h2>
<p>Le aziende non si limitano a dire &#8220;no&#8221;. Usano una forma sofisticata di manipolazione che potremmo definire &#8220;science washing&#8221; legale. In Messico, ad esempio, una filiale locale di Pepsi ha sostenuto in tribunale che in alcune zone rurali <strong>era più sicuro bere una Coca-Cola</strong> che l&#8217;acqua del rubinetto, un argomento che distorce la realtà scientifica per difendere profitti. In India, mentre il governo fatica a implementare etichette nutrizionali chiare a causa delle pressioni industriali, le aziende <strong>citano in giudizio gli influencer</strong> che provano a informare i consumatori, usando le leggi sulla diffamazione come scudo contro la trasparenza.</p>
<h2>I Numeri della Manipolazione</h2>
<p>Tra le cause intentate da società private dove il querelante era identificabile, più di uno su tre proveniva da soli nove gruppi, guidati dai soliti noti: Coca-Cola, PepsiCo e Mondelez.</p>
<p>&#8211; In Brasile, le aziende <strong>si nascondono dietro associazioni di categoria</strong> per non sporcare il proprio brand.</p>
<p>&#8211; In Colombia, avvocati pagati dalle aziende <strong>hanno usato la costituzione</strong> per sfidare le tasse sul cibo spazzatura, mentre le stesse aziende donavano milioni ai partiti politici.</p>
<p>&#8211; In Europa, la minaccia legale arriva prima ancora che la legge venga scritta, <strong>usando norme sul mercato interno per bloccare ogni iniziativa</strong>.</p>
<h2>L&#8217;Effetto Paralizzante</h2>
<p>Il danno reale non è solo nei costi legali, che si contano in miliardi di dollari, ma il conseguente blocco delle decisioni politiche. I legislatori che vorrebbero proteggere i cittadini, <strong>specialmente i bambini</strong>, temono di <strong>non avere le risorse per una guerra legale</strong> durata decenni. Il risultato è un sistema in cui la salute pubblica viene messa in mora dai profitti di chi vende prodotti ultra-processati.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Questa inchiesta del 2026 non è solo un elenco di cause legali. È la prova che <strong>la crisi sanitaria globale non è un incidente, ma il risultato di una strategia calcolata</strong>. Finché il potere economico potrà comprare tempo in tribunale per ritardare la verità, la salute dei consumatori rimarrà la prima vittima. La trasparenza non è solo un diritto: è l&#8217;unica arma contro chi vuole nascondere la verità dietro un muro di avvocati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Fonti: Inchiesta &#8220;Big Food Contro&#8221;, pubblicata il 30 luglio 2026 in collaborazione con 22 Luglio, Università di Caldas, Robert &amp; Ethel Kennedy Human Rights Center, e altre istituzioni accademiche internazionali.</p>
<p><a href="https://www.lighthousereports.com/investigation/big-food-vs-the-people/?mc_cid=bab628bf1c">https://www.lighthousereports.com/investigation/big-food-vs-the-people/?mc_cid=bab628bf1c</a></p>
<p><a href="https://usrtk.org/">https://usrtk.org/</a></p>
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		<item>
		<title>La Milza &#8211; Ministro dei Granai</title>
		<link>https://elenaalquati.org/la-milza-ministro-dei-granai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 09:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia e dietetica cinese]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#dieta;]]></category>
		<category><![CDATA[#ebook;]]></category>
		<category><![CDATA[medicinatradizionalecinese]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vincere il Rimuginio Mentale e Ritrovare l’Energia con l’Alimentazione della Terra Ti capita mai di passare ore a raddrizzare un pensiero senza mai arrivare a una conclusione? Senti spesso quella stanchezza pesante, soprattutto dopo i pasti, accompagnata da gonfiore addominale o dal desiderio incontrollabile di dolci? In Medicina Tradizionale Cinese, questi non sono sintomi isolati.  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Vincere il Rimuginio Mentale e Ritrovare l’Energia con l’Alimentazione della Terra</strong></p>
<p>Ti capita mai di passare ore a raddrizzare un pensiero senza mai arrivare a una conclusione? Senti spesso quella stanchezza pesante, soprattutto dopo i pasti, accompagnata da gonfiore addominale o dal desiderio incontrollabile di dolci?</p>
<p>In Medicina Tradizionale Cinese, questi non sono sintomi isolati. È la voce della tua <strong>Milza</strong> che ti sta chiedendo aiuto.</p>
<p><strong>La Visione della MTC</strong></p>
<p>La Milza appartiene all’Elemento Terra ed è il motore centrale della nostra energia (Qi): trasforma il cibo e i liquidi in nutrimento per tutto il corpo. Ma non solo. La Milza custodisce lo <em>Yi</em>, la nostra capacità di riflessione, studio e concentrazione.</p>
<p>Quando studiamo troppo, lavoriamo troppo al computer o accumuliamo preoccupazioni, consumiamo l’energia della Milza. Il risultato? I pensieri si bloccano in un <strong>rimuginio costante</strong> e il corpo risponde con stanchezza cronica, ritenzione e rallentamento digestivo.</p>
<p><strong>Cosa Troverai in Questo E-book</strong></p>
<p>Questo manuale pratico di circa 30 pagine è una guida passo dopo passo per riequilibrare l’elemento Terra dentro di te. Al suo interno scoprirai:</p>
<ul>
<li><strong>La Mappa Energetica della Milza:</strong> Come interpretare i segnali fisici ed emotivi del deficit di Qi o di Yang della Milza.</li>
<li><strong>La Psiche dell’Organo (Lo Yi):</strong> Strategie per calmare i pensieri ossessivi e ritrovare la lucidità mentale.</li>
<li><strong>La Terapia a Tavola:</strong> Quali sono i cibi che “scaldano” e tonificano la Milza e quali sono gli alimenti crudi o freddi che rischiano di spegnere il suo fuoco digestivo.</li>
<li><strong>Ricette Terapeutiche Mirate:</strong> Piatti caldi, avvolgenti e naturalmente dolci pensati per nutrire la tua Terra senza appesantirti.</li>
</ul>
<p><strong>I Benefici Reali – Cosa cambia dopo la lettura?</strong></p>
<p><strong>Grazie a questa guida sarai in grado di:</strong></p>
<ul>
<li>Riconoscere i primi segnali di squilibrio prima che si trasformino in disturbi cronici.</li>
<li>Cucinare piatti veloci e terapeutici per sostenere la tua mente nei periodi di forte stress o studio.</li>
<li>Sgonfiare l’addome e ritrovare una vitalità naturale e costante durante la giornata.</li>
</ul>
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		<title>Qahwa: un caffè diverso dal solito</title>
		<link>https://elenaalquati.org/qahwa-un-caffe-diverso-dal-solito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 06:16:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Video Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboecultura;]]></category>
		<category><![CDATA[#ciboetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#culturaetradizione;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<category><![CDATA[#videoricette;]]></category>
		<category><![CDATA[storiadelcibo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È l’aroma preferito, nel Medio Oriente, per la preparazione del caffè alla turca e del tè iraniano. Nella qahwa, il famoso caffè arabo, la percentuale di cardamomo può essere addirittura superiore a quella del caffè. Una nota storica: Il Soffio del Deserto Secondo la leggenda, nel XV secolo, un governatore arabo di nome Omar,  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-3 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-4"><p>È l’aroma preferito, nel Medio Oriente, per la preparazione del caffè alla turca e del tè iraniano. Nella qahwa, il famoso caffè arabo, la percentuale di cardamomo può essere addirittura superiore a quella del caffè.</p>
<h2>Una nota storica: Il Soffio del Deserto</h2>
<p>Secondo la leggenda, nel XV secolo, un governatore arabo di nome Omar, in esilio nella città di Mocha (nell&#8217;odierno Yemen), scoprì casualmente le virtù <strong>dei chicchi di caffè</strong>. Dopo averli visti tostare e macinare, decise di bollirli in acqua, dando vita alla prima bevanda scura. Tuttavia, fu l&#8217;aggiunta del <strong>cardamomo a trasformare quella bevanda</strong> in un vero e proprio rito sacro.</p>
<p>I mercanti che percorrevano le rotte del deserto, trasportando le spezie dall’India e dalla Persia, incominciarono a mescolare i semi del cardamomo con i chicchi del caffè tostato: le note agrumate e rinfrescanti della spezia attenuavano l’amarezza del caffè e aiutavano a combattere sete e stanchezza sotto il cocente sole del deserto.</p>
<p>Ė così che nacque la *qahwa*, che in arabo significa semplicemente &#8220;caffè&#8221;, ma che per secoli è stata il simbolo dell&#8217;ospitalità più sacra: il profumo che si sprigionava dalla pentola era un invito a fermarsi, raccontare storie e condividere il tempo. Quando si prepara questa bevanda, <strong>si replica un antico rituale</strong> che ha unito viaggiatori, re e nomadi sotto lo stesso cielo stellato del deserto.</p>
<h3><em>Ecco come prepararlo</em></h3>
<p>Schiacciate 2 o 3 bacche di cardamomo, disponetele nella macchinetta del caffè prima del caffè macinato e procedete come sempre. Ottimo rimedio per favorire la digestione.</p>
</div><div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:350px;"><div class="video-shortcode"><div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:58.33%;" ><iframe title="YouTube video player 2" src="https://www.youtube.com/embed/o0sky8tbWLw?wmode=transparent&autoplay=0" width="600" height="350" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe></div></div></div></div></div></div></div>
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		<title>Parliamo di sudore: la contraddizione tra est e ovest</title>
		<link>https://elenaalquati.org/parliamo-di-sudore-la-contraddizione-tra-est-e-ovest/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 09:06:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Video Lezione]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#fitness;]]></category>
		<category><![CDATA[#nutrizioneconsapevole;]]></category>
		<category><![CDATA[#sudore;]]></category>
		<category><![CDATA[#yinyang;]]></category>
		<category><![CDATA[medicinatradizionalecinese]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenaalquati.org/?p=15899</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nella nostra cultura il sudore è un modo per "disintossicarsi" o bruciare calorie, mentre la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) ha una visione completamente diversa che potrebbe cambiare la tua prospettiva. In questo video vorrei mostrare come il sudore non sia solo acqua, ma una vera e propria essenza vitale da tesaurizzare: il Qi (energia  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-4 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-4 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-5"><p>Nella nostra cultura il sudore è un modo per &#8220;disintossicarsi&#8221; o bruciare calorie, mentre la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) ha una visione completamente diversa che potrebbe cambiare la tua prospettiva.</p>
<p>In questo video vorrei mostrare come il sudore non sia solo acqua, ma una vera e propria <strong>essenza vitale</strong> da tesaurizzare: il Qi (energia Yang) e lo Yin (il nutrimento).</p>
<h2><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f50d.png" alt="🔍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>In questo video:</strong></h2>
<ul>
<li>Il concetto di &#8220;Sudore come liquido del Cuore&#8221;;</li>
<li>La differenza tra sudare di giorno e sudare di notte;</li>
</ul>
<p>&#8211; perdita di Qi;</p>
<p>&#8211; perdita di Yin.</p>
<ul>
<li>Il paradosso moderno e la manipolazione</li>
</ul>
<p>Potrai inoltre scaricare il testo integrale, l&#8217;infografica e la tabella sintesi dei cibi tonici del Qi e dello Yin.</p>
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</div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-solid" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:var(--awb-color3);border-top-width:1px;"></div></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-bottom:30px;width:100%;"></div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-5 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-5 fusion_builder_column_1_2 1_2 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:50%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:3.84%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:3.84%;--awb-width-medium:50%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:3.84%;--awb-spacing-left-medium:3.84%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-6"><p><strong>Guarda anteprima video</strong></p>
</div><iframe width="360" height="639" src="https://www.youtube.com/embed/ZI0d0XIjgMo" title="Sudorazione e difese immunitarie" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;margin-bottom:50px;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-solid" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:var(--awb-color3);border-top-width:1px;"></div></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-6 fusion_builder_column_1_2 1_2 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:50%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:3.84%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:3.84%;--awb-width-medium:50%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:3.84%;--awb-spacing-left-medium:3.84%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-7"><p><strong>Acquista il video e scarica gli allegati.</strong></p>
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		<item>
		<title>Allerta alimentare: ritirati riso e fagioli per pesticidi oltre i limiti</title>
		<link>https://elenaalquati.org/allerta-alimentare-ritirati-riso-e-fagioli-per-pesticidi-oltre-i-limiti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 05:44:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute Pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[#allertaalimentare;]]></category>
		<category><![CDATA[#avvisoimportante;]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#Clorpirifos;]]></category>
		<category><![CDATA[#fagioliborlotti;]]></category>
		<category><![CDATA[#glifosato;]]></category>
		<category><![CDATA[#ministerodellasalute;]]></category>
		<category><![CDATA[#pesticidi;]]></category>
		<category><![CDATA[#risocarnaroli;]]></category>
		<category><![CDATA[#sicurezzaalimentare;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ministero della Salute, 20-23 luglio 2026 Il Ministero della Salute ha disposto, tra il 20 e il 23 luglio 2026, il ritiro immediato di specifici lotti di riso e legumi dalla grande distribuzione a causa della presenza di residui chimici superiori alle soglie di legge. L'allarme riguarda tre prodotti principali: riso Carnaroli, riso Roma  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-7 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-8 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-8"><h2>Ministero della Salute, 20-23 luglio 2026</h2>
<p>Il Ministero della Salute ha disposto, tra il 20 e il 23 luglio 2026, il <strong>ritiro</strong> <strong>immediato</strong> di specifici lotti di riso e legumi dalla grande distribuzione a causa della presenza di residui chimici superiori alle soglie di legge. L&#8217;allarme riguarda tre prodotti principali: riso Carnaroli, riso Roma integrale e fagioli borlotti secchi.</p>
<h2>I prodotti coinvolti e le sostanze rilevate</h2>
<p>Le autorità sanitarie hanno identificato tre distinti richiami, ognuno legato a una specifica sostanza chimica:</p>
<h3>1.  Riso Carnaroli (Marchio: Tenca Colombo &amp; C.)</h3>
<ul>
<li><strong>Lotto:</strong> 13022036 (Scadenza: 31/03/2027);</li>
<li><strong>Sostanza:</strong> presenza di <strong>Tetrametrina</strong> oltre i limiti consentiti;</li>
<li><strong>Rischio: </strong>la Tetrametrina è un insetticida che, in caso di esposizione ripetuta o elevate dosi, può causare irritazioni cutanee, reazioni allergiche, nausea e debolezza muscolare.</li>
</ul>
<h3>2.  Riso Roma Integrale (Marchio: Riso Vignola)</h3>
<ul>
<li><strong>Lotto</strong>: 24102025 (Scadenza: 24/10/2027);</li>
<li><strong>Sostanza</strong>: presenza di <strong>Clorpirifos</strong> (0,037 mg/kg, limite consentito 0,01 mg/kg);</li>
<li><strong>Rischio:</strong> il Clorpirifos è un insetticida organofosfato la cui autorizzazione è stata <strong>revocata nell&#8217;Unione Europea dal 2020</strong> proprio per i gravi rischi neurotossici. L&#8217;esposizione è correlata a tremori, convulsioni e, in casi di esposizione cronica o prenatale, a disturbi dello sviluppo cognitivo, autismo e un rischio aumentato di Parkinson.</li>
</ul>
<h3>3.  Fagioli Borlotti Secchi (Marchio: La Fabbrica dei Legumi)</h3>
<ul>
<li><strong>Lotto</strong>: 248G (Scadenza: 15/03/2027);</li>
<li><strong>Sostanza:</strong> possibile presenza di <strong>Glifosato</strong></li>
<li><strong>Rischio</strong>: il Glifosato è <strong>classificato dall&#8217;Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) come &#8220;probabilmente cancerogeno&#8221; per l&#8217;uomo</strong> (Categoria 2A). Sebbene l&#8217;UE abbia rinnovato la sua approvazione fino al 2033 con limitazioni, la sua presenza in alimenti secchi oltre i limiti scatena il principio di precauzione</li>
</ul>
<h2>Cosa Fare se hai Acquisto questi Prodotti</h2>
<p>Se hai in casa uno dei lotti sopra elencati, le indicazioni del Ministero sono chiare: <strong>non consumare il prodotto. </strong>Restituisci la confezione nel punto vendita dove è stata acquistata che ti sarà rimborsata anche in assenza dello scontrino fiscale</p>
<h2><strong>Il contesto: l’incomprensibile logica di chi governa</strong></h2>
<p>Questi richiami non sono solo un dato statistico, ma un esempio tangibile di come la filiera alimentare possa essere compromessa, spesso al di là delle etichette rassicuranti che vediamo sugli scaffali. La presenza di sostanze come il <strong>Clorpirifos</strong> – vietato in Europa da anni – o il <strong>Glifosato</strong> in prodotti di base come riso e fagioli, evidenzia non solo le falle nei controlli, ma l’indiscutibile necessità di rivedere l’agricoltura  intensiva, volta a privilegiare la resa del raccolto e non la salute del consumatore.</p>
<p>Mentre i governi stanno uccidendo l’agricoltura biologica invece di sostenerla, sciacquandosi la bocca con il green,  e il mercato ci bombarda di messaggi su &#8220;naturale&#8221; e &#8220;sostenibile&#8221;, questi dati confermano che la sicurezza chimica degli alimenti rimane una frontiera critica. Non è sufficiente mantenere alta l&#8217;attenzione e aumentare i controlli per comprendere che la responsabilità della salute passa anche dalla consapevolezza di ciò che viene prodotto e commercializzato: <strong>è necessario un nuovo approccio alla coltivazione.</strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><strong>Per consultare l&#8217;elenco completo</strong> e aggiornato dei richiami, è possibile visitare il portale istituzionale del <a href="https://www.salute.gov.it/">Ministero della Salute</a> nella sezione dedicata agli avvisi di sicurezza alimentare https://quifinanza.it/info-utili/ritiri-alimentari/riso-carnaroli-roma-richiamo-pesticidi-luglio-2026/1009411.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong>Nota:</strong> Questo articolo si basa sulle informazioni ufficiali diffuse dal Ministero della Salute tra il 20 e il 23 luglio 2026.</p>
<p><strong>Fonte e approfondimenti</strong></p>
<p><a href="https://www.salute.gov.it/new/it/ext-avviso-sicurezza-alimentare/riso-carnaroli-8/">https://www.salute.gov.it/new/it/ext-avviso-sicurezza-alimentare/riso-carnaroli-8/</a></p>
<p><a href="https://ilfattoalimentare.it/richiamo-riso-carnaroli-riso-roma-integrale-kit-pasta-fagioli.html">https://ilfattoalimentare.it/richiamo-riso-carnaroli-riso-roma-integrale-kit-pasta-fagioli.html</a> <a href="https://guidausofarmaci.it/news/pesticidi-nel-riso-due-nuovi-richiami-tra-i-lotti-segnalati-anche-un-prodotto-con-clorpirifos-vietato-in-ue.php">https://guidausofarmaci.it/news/pesticidi-nel-riso-due-nuovi-richiami-tra-i-lotti-segnalati-anche-un-prodotto-con-clorpirifos-vietato-in-ue.php</a>.</p>
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		<item>
		<title>Insalata di azuki con profumata all’origano</title>
		<link>https://elenaalquati.org/insalata-di-azuki-con-profumata-allorigano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 06:56:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avevo degli azuki avanzati in frigorifero e ho pensato di preparare questa ricetta veloce e sempre apprezzata. Pochi ingredienti e soprattutto poco tempo per prepararla. Ricetta Ingredienti g 300 di azuki cotti 2 cipollotti g 150 di pomodorini ciliegia 1 costola di sedano g 100 di olive denocciolate 5 cucchiai di olio extravergine di oliva  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo degli azuki avanzati in frigorifero e ho pensato di preparare questa ricetta veloce e sempre apprezzata. Pochi ingredienti e soprattutto poco tempo per prepararla.</p>
<h2>Ricetta</h2>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>g 300 di azuki cotti</li>
<li>2 cipollotti</li>
<li>g 150 di pomodorini ciliegia</li>
<li>1 costola di sedano</li>
<li>g 100 di olive denocciolate</li>
<li>5 cucchiai di olio extravergine di oliva</li>
<li>1 cucchiaino di origano</li>
<li>2 cucchiai di aceto di riso o di mele</li>
<li>un pizzico di sale marino integrale</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Lavate le verdure e procedete come segue: tagliate a metà i pomodorini, il sedano in diagonale e i cipollotti a rondelle. Riunite gli ingredienti in un&#8217;insalatiera, aggiungete gli azuki e le olive.</p>
<p>In una padella fate scaldare l’olio, aggiungete l’origano e lasciate soffriggere due minuti: raffreddate il condimento. Versate l’olio in una ciotola, aggiungete l’aceto, il sale ed emulsionate gli ingredienti. Condite gli azuki e servite a temperatura ambiente.</p>
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		<item>
		<title>Frutta secca, tra scienza e medicine antiche</title>
		<link>https://elenaalquati.org/frutta-secca-fa-bene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 06:20:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Ricerche Scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[#fruttaseccaaguscio;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I benefici dei semi oleaginosi (noci, mandorle, nocciole, semi di sesamo, ecc.) sono veramente importanti, ma spesso incontrano la diffidenza di molte persone per il loro eccesso calorico e la conseguente paura di ingrassare. Scientificamente, ad esempio, la mandorla ha funzioni peculiari nella biochimica intracellulare delle cellule neoplastiche per quanto concerne la degradazione della vitamina  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I benefici dei semi oleaginosi (noci, mandorle, nocciole, semi di sesamo, ecc.) sono veramente importanti, ma spesso incontrano la diffidenza di molte persone per il loro eccesso calorico e la conseguente paura di ingrassare.</p>
<p>Scientificamente, ad esempio, la mandorla ha funzioni peculiari nella biochimica intracellulare delle cellule neoplastiche per quanto concerne la degradazione della vitamina B17 e l&#8217;apoptosi che viene selettivamente indotta. I meccanismi generati da elementi naturali e non brevettabili sono osteggiati e ignorati dalla medicina ufficiale. Orbene, l&#8217;azione della B17, contenuta in svariati semi ma in particolare nelle mandorle, pesche, albicocche, è di un’importanza fondamentale nell&#8217;approccio alimentare, non solo del paziente oncologico.</p>
<p>Inoltre, la frutta secca in generale è molto ricca di ferro, calcio, fosforo, vitamina E, vitamina B2 ed è anche ricca di grassi prevalentemente insaturi (acido linoleico, acido linolenico, acido oleico).</p>
<p>Molti studi<a name="_ftnref1"></a> <a href="#_ftn1">[1]</a> hanno altresì concluso che <strong>una </strong>maggiore assunzione di noci è associata a un ridotto rischio di malattie cardiovascolari, cancro e mortalità per malattie respiratorie, diabete e infezioni.</p>
<h2><strong>Quando la scienza crea il danno?</strong></h2>
<p>Purtroppo quando un alimento viene scientificamente promosso per le sue nobili caratteristiche (dose giornaliera consigliata 30/40 g) come in questo caso, il consumatore, a maggior ragione se ha una grave patologia in atto, percepisce questo messaggio come una salvezza e, se poco fa bene, tanto farà meglio! E così le dosi quotidiane aumentano in modo esponenziale, ma l’eccesso <strong>stroppia</strong> sempre.</p>
<h2><strong>Due strade per la conoscenza</strong></h2>
<p>L’integrazione tra la scienza moderna e le antiche sapienze, se queste ultime vengono utilizzate con buon senso, è sempre più necessaria e, anche se non è semplice, vorrei dare a tutti questi dati appena esposti un valore aggiunto.</p>
<p>La Medicina Tradizionale Cinese non prende in considerazione il singolo nutriente, ma lo vede in un contesto d&#8217;insieme. All’interno di un alimento possiamo considerarne la natura, vale a dire l’impatto termico che ha sul nostro organismo (tiepido, caldo, fresco, freddo). Un semplice esempio che mi viene da esporre è quello di una persona che soffre di bruciori di stomaco e continua ad assumere curcuma e pepe (per rimanere in tema di messaggi scientifici): non avrà certo dei benefici poiché le spezie, che hanno una natura calda, peggioreranno il problema esistente.</p>
<h2><strong>Parliamo di noci</strong></h2>
<p>Le noci possiedono una natura tiepida; il loro sapore è dolce (azione umidificante) e i <strong>canali</strong>  destinatari sono: Polmone, Rene, Intestino Crasso. È un alimento indicato per:</p>
<ul>
<li>dolore e astenia lombare, alle ginocchia e calcolosi renale (<strong>Rene</strong>);</li>
<li>tosse cronica e asma (<strong>Polmone</strong>);</li>
<li>stipsi con secchezza all’intestino, specie nell’anziano (<strong>intestino</strong>).</li>
</ul>
<h2><strong>Considerare la forma a altri dati</strong></h2>
<p>Oltre all’importanza della natura di ogni singolo alimento, altri dati possono essere utilizzati suggerire diete mirate come ad esempio la forma, il sapore, il profumo, le tecniche di trasformazione, le cotture, ed è curioso scoprire che ci  sono alcune analogie tra forma dell’alimento e organo correlato.</p>
<table class=" aligncenter" width="686">
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<td width="686"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-3979" src="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noci-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noci-200x133.jpg 200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noci-300x200.jpg 300w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noci-400x267.jpg 400w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noci-500x333.jpg 500w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noci-600x400.jpg 600w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noci-700x467.jpg 700w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noci-768x512.jpg 768w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noci-800x533.jpg 800w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noci-1024x683.jpg 1024w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noci-1200x800.jpg 1200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noci.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone wp-image-3978" src="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noce2-276x300.png" alt="" width="198" height="215" srcset="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noce2-200x217.png 200w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noce2-276x300.png 276w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noce2-400x435.png 400w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noce2-500x543.png 500w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noce2-600x652.png 600w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noce2-700x761.png 700w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noce2-768x834.png 768w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noce2-800x869.png 800w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noce2-942x1024.png 942w, https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2018/05/noce2.png 1178w" sizes="(max-width: 198px) 100vw, 198px" /></td>
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</table>
<p>Osservando la noce notiamo la sua somiglianza con il cervello, ma se la posizioniamo in verticale fa subito pensare al polmone.</p>
<h2><strong>Punti di incontro</strong></h2>
<p>Studi epidemiologici suggeriscono che l&#8217;incidenza di malattie cardiovascolari e dell&#8217;<a href="mailto:http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=beneficial+effects+of+walnuts+in+osteoporosis"><strong>osteoporosi</strong></a> in post-menopausa nel bacino del Mediterraneo è bassa e le noci, tra gli altri alimenti, svolgono un ruolo importante nella nutrizione.</p>
<p>L’introduzione delle  noci nella dieta è associata a un ridotto rischio di malattia coronarica, ipertensione, calcoli biliari, diabete, cancro, sindrome metabolica e obesità viscerale. Il consumo di noci e bacche è associato alla riduzione del danno ossidativo, dell&#8217;infiammazione, della reattività vascolare e dell&#8217;aggregazione piastrinica, e al miglioramento delle funzioni immunitarie.  Tuttavia, solo recentemente si sono dimostrati gli effetti del consumo di noci e bacche sul <a href="mailto:http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24871475"><strong>cervello, sui diversi sistemi neurali e sulla cognizione</strong></a><strong>. </strong></p>
<p>È sempre più evidente che la sinergia e l&#8217;interazione di tutte le sostanze nutritive e degli altri componenti bioattivi nelle noci e nelle bacche possano avere un effetto benefico sul cervello e sulla cognizione. Il consumo regolare di noci, il consumo di frutti di bosco, o entrambi potrebbero eventualmente essere utilizzati come una strategia terapeutica aggiuntiva nel trattamento e nella prevenzione di numerose malattie neurodegenerative e disfunzioni cerebrali legate all&#8217;età. Un numero crescente di studi sull&#8217;uomo mostra che un&#8217;integrazione alimentare con noci, frutti di bosco, o entrambi è in grado di modificare le prestazioni cognitive negli esseri umani, invertendo gli effetti della neurodegenerazione nell&#8217;invecchiamento. © 2014 American Society for Nutrition &#8211;</p>
<h2><strong>Effetti indesiderati</strong></h2>
<p>È importante però considerare anche altri aspetti che non possono essere supportati da un’analisi molecolare.</p>
<p>L’assunzione di noci o frutta secca in genere, ma anche di tutti gli altri alimenti, è soggettiva; difatti la quantità da assumere non è traducibile in grammi (a meno che l’assunzione non sia farmacologica), ma nella quantità di cui  il nostro organismo ha necessità, in quanto ci possono essere degli squilibri in atto per cui la frutta secca può essere addirittura controindicata sul momento.</p>
<p>Ad esempio, se soffriamo di diarrea cronica o comunque, per problemi di infiammazione intestinale, le feci espulse non sono formate, oppure, quando la tosse presenta una manifestazione di calore (espettorato giallo o verde), o ancora, in alcune manifestazioni tipiche della menopausa (vampate, sudorazioni notturne), la frutta secca potrebbe non essere indicata.</p>
<p>Non so se ci sono ricerche scientifiche che confermano tutto questo, ma di fatto è quello che l’osservazione clinica mostra, e di questo bisogna tener conto. Non si vuole assolutamente dire di non mangiare le noci, ma non possiamo nemmeno dire che più ne mangiamo e meglio è, perché non è così.</p>
<p>Citando il Dr. Ivan Cavicchi: ”le opinioni del malato sono assolutamente complementari alle verità scientifiche della scienza. Quando tu non hai le opinioni del malato la scienza rischia di essere più fallibile”.</p>
<h2><strong>Una scienza che deve ripensarsi</strong></h2>
<p>Il messaggio che la scienza deve far passare è di un cambiamento alimentare nel suo insieme; le ricerche scientifiche devono essere fatte e condivise per gli addetti ai lavori, questo per limitare i rischi di incomprensioni e di eccessi che sono molto dannosi e purtroppo all’ordine del giorno.</p>
<p>La scienza non deve enfatizzare un alimento perché esiste un equilibrio soggettivo, e questo va rispettato; divulghiamo un’alimentazione sana, un’alimentazione che dia enfasi alla nostra cultura, che riporti la tradizione del territorio, che riduca l’assunzione di proteine animali a una volta a settimana, ma l’equilibrio personale va rispettato. Il messaggio scientifico deve cambiare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27916000/</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sorbetto di pesche al cardamomo</title>
		<link>https://elenaalquati.org/sorbetto-di-pesche-al-cardamomo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 07:39:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#dolcialcucchiaio;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
		<category><![CDATA[#sorbetti;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un sorbetto fatto in casa, con pochi ingredienti sani e liberi dalla chimica dell’industria alimentare. Un suggerimento, quando preparate dessert al cucchiaio semifreddi o gelati, aggiungete sempre una nota calda con una spezia. Glutine: presente se utilizzate il malto di riso; assente se utilizzate il miele Difficoltà: bassa Tempo di preparazione: 10 minuti Tempo della  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un sorbetto fatto in casa, con pochi ingredienti sani e liberi dalla chimica dell’industria alimentare. Un suggerimento, quando preparate dessert al cucchiaio semifreddi o gelati, aggiungete sempre una nota calda con una spezia.</p>
<p>Glutine: presente se utilizzate il malto di riso; assente se utilizzate il miele</p>
<p>Difficoltà: bassa</p>
<p>Tempo di preparazione: 10 minuti</p>
<p>Tempo della gelatiera: 30 minuti</p>
<p>Attrezzi: frullatore, gelatiera, coppette, cucchiaio per gelato</p>
<p>Stagionalità: estate</p>
<p><em>Ingredienti</em></p>
<ul>
<li>350 g di pesche mature</li>
<li>200 ml di latte di mandorla</li>
<li>2 cucchiai di malto di riso o 1 di miele di acacia</li>
<li>Buccia grattugiata di mezzo limone</li>
<li>un pizzico di cardamomo</li>
<li>scaglie di mandorle per guarnire</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Lavate e snocciolate le pesche; disponetele nel frullatore e frullate. Aggiungete la buccia di limone grattugiata e il latte di mandorla; continuate a frullare ancora per pochi secondi. Versate nella gelatiera e lasciatela in funzione per trenta minuti; disponete il sorbetto nelle coppette, aggiungete una spolverata di cardamomo  e decorate con scaglie di mandorla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong><a href="https://elenaalquati.org/wp-content/uploads/2026/07/sorbetto_pesche_cardamomo.pdf">Scarica ricetta in PDF</a></strong></h3>
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		<title>Perché dobbiamo fare attenzione alle bibite ghiacciate?</title>
		<link>https://elenaalquati.org/bibite-ghiacciate_attenzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 12:08:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo e salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricordo che da bambina la mia mamma controllava se avessi la maglietta intima, anche con 40° e non mi era permesso bere acqua fredda da frigorifero (in casa mia le bibite non erano permesse). Occasionalmente comprava le bustine della famosa Idrolitina per avere l’acqua gassata, ma MAI l'avrebbe messa in frigorifero. Quando andavamo al mare  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo che da bambina la mia mamma controllava se avessi la maglietta intima, anche con 40° e non mi era permesso bere acqua fredda da frigorifero (in casa mia le bibite non erano permesse). Occasionalmente comprava le bustine della famosa Idrolitina per avere l’acqua gassata, ma MAI l&#8217;avrebbe messa in frigorifero.</p>
<p>Quando andavamo al mare c’era un’altra regola ferrea: VIETATO fare il bagno dopo mangiato: solo dopo 2/3 ore; e se avevamo mangiato un pasto completo le ore diventavano quattro se non cinque.</p>
<h2><strong>Comportamenti sensati, non credenze!</strong></h2>
<p>Da dove ebbe inizio il comportamento privo di buon senso, nonostante gli insegnamenti degli anziani, non si capisce.  Sta di fatto che, ad un certo punto, abbiamo cominciato a pensare che gli anziani parlassero a nome di credenze infondate e non scientificamente provate.</p>
<p>Oggi, però, anche la scienza suggerisce di fare attenzione: bere bevande ghiacciate, mangiare gelati o ghiaccioli, o ancora fare il bagno in piena digestione può essere molto pericoloso.</p>
<h2><strong>Perché?</strong></h2>
<p>Dopo aver mangiato, con l’inizio della digestione, la quantità maggiore di flusso sanguigno viene canalizzata verso l’addome. Se durante la digestione introduciamo un cibo o una bevanda ghiacciata,  il nostro organismo innesca una serie di processi di difesa piuttosto pericolosi:</p>
<ul>
<li>Quando entriamo in fase digestiva il nostro cuore pompa una quantità maggiore di sangue che invia all’addome. Se durante questo processo ingeriamo qualcosa di ghiacciato avviene uno <a href="https://www.humanitas.it/news/congestione-come-comportarsi/">shock termico</a> improvviso che modifica la direzione del flusso sanguigno. Ciò che si verifica è una vasocostrizione e, per mantenere la temperatura corporea costante ed equilibrata in tutto il corpo,  il sangue defluisce dall’apparato gastrointestinale per ordine del cervello che ne comanda il richiamo.</li>
</ul>
<ul>
<li>Inoltre, gli enzimi gastrici sono stati selezionati per funzionare ad una temperatura di 37°, funzione che viene ovviamente alterata, coinvolgendo soprattutto il sistema digestivo.</li>
</ul>
<p>Il risultato è che potrebbe avvenire una pericolosa congestione digestiva, a maggior ragione nei bambini.</p>
<h3><strong>Riconoscere i sintomi</strong></h3>
<p>La <a href="https://www.humanitas.it/news/congestione-come-comportarsi/">congestione si manifesta</a> con:</p>
<ul>
<li><strong>sudorazione</strong> profusa e brividi;</li>
<li><strong>nausea</strong>, vomito, dolori addominali;</li>
<li>senso di svenimento fino alla perdita dei sensi e di coscienza.</li>
</ul>
<p>Il dott. <strong>Antonio Voza &#8211;</strong> responsabile del Pronto Soccorso – EAS dell’IRCCS Humanitas Research Hospital &#8211;  suggerisce di intervenire immediatamente:</p>
<blockquote><p>“Se il blocco per congestione si è verificato dopo un bagno, bisogna intervenire asciugando, coprendo e facendo distendere la persona con le <strong>gambe</strong> <strong>in su</strong>. Nel caso in cui si verifichi o si sia verificata perdita di coscienza e la persona si sia ripresa, è necessario recarsi in Pronto Soccorso. Solo una volta ristabilita la temperatura corporea corretta, è consigliabile dare alla persona colpita una bevanda calda” .</p></blockquote>
<p>Insomma non è un comportamento da banalizzare, meglio bere o mangiare lentamente, <strong>evitando di consumare cibi o bevande eccessivamente fredde pensando di scongiurare il caldo</strong>.</p>
<h2><strong>Quindi? </strong></h2>
<p>Le culture millenarie ci insegnano che <strong>il modo migliore per dissetarsi è un tè caldo (non bollente) o al massimo a temperatura ambiente</strong>. Ad esempio, nella cultura araba si usa bere (e offrire) il tè con la menta (per loro simbolo di ospitalità).  La menta è un’erba fresca con effetto di dispersione del calore che tende a rinfrescare il nostro organismo in modo naturale. La macrobiotica  suggerisce un tè con la prugna <a href="https://elenaalquati.org/piacere-mi-chiamo-umeboshi-e-sono-nata-in-giappone/">umeboshi</a>, con effetto di trattenere il sudore e di rimineralizzare.  Anche il limone ha un effetto dissetante  e purifica il calore, anche il calore estivo. Non dimentichiamoci del nostro succo di crauti, bevanda rinfrescante, dissetante, ricca di sali minerali, di grande aiuto per la nostra flora batterica intestinale.</p>
<p>Purtroppo stiamo perdendo la cultura e la conoscenza del passato, sostituita da comportamenti insensati, saccenti e arroganti.</p>
<p style="text-align: center;">
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Crostata di melone cantalupo agrumato</title>
		<link>https://elenaalquati.org/crostata-di-melone-cantalupo-agrumato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 12:51:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[#cibosano;]]></category>
		<category><![CDATA[#dietamediterranea;]]></category>
		<category><![CDATA[#dolcidaforno;]]></category>
		<category><![CDATA[#fruttadistagione;]]></category>
		<category><![CDATA[#melone;]]></category>
		<category><![CDATA[#ricette;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra angurie, meloni e tutta la frutta di stagione c'è da sbizzarrirsi. Certo che preparare delle creme o dei frullati sarebbe l'ideale visto il caldo, ma noi adoriamo le torte e in particolare le crostate. Quindi ecco la mia nuova proposta: Per la frolla Ingredienti per la frolla g 250 di farina integrale (meglio se  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra angurie, meloni e tutta la frutta di stagione c&#8217;è da sbizzarrirsi. Certo che preparare delle creme o dei frullati sarebbe l&#8217;ideale visto il caldo, ma noi adoriamo le torte e in particolare le crostate. Quindi ecco la mia nuova proposta:</p>
<h4>Per la frolla</h4>
<p><em>Ingredienti per la frolla</em></p>
<ul>
<li>g 250 di farina integrale (meglio se di farro monococco)</li>
<li>g 50 di mais fioretto</li>
<li>g 50 di olio di mais</li>
<li>g 130 di malto di riso</li>
<li>½ bustina di lievito</li>
<li>un pizzico di sale</li>
<li>buccia di limone grattugiata</li>
<li>q.b. bevanda vegetale di avena o mandorla</li>
</ul>
<p><em>Per la farcitura</em></p>
<ul>
<li>g 500  di melone a fette</li>
<li>confettura di agrumi e zenzero*</li>
<li>1 cucchiaio raso di kuzu + 2 cucchiai di acqua</li>
<li>1 bicchiere di succo di mela</li>
</ul>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>In una terrina unite le farine, il lievito, la scorza di limone e miscelate bene gli ingredienti; versate l’olio e con le mani impastate velocemente facendo in modo che non rimangano dei grumi; versate il malto e finite di impastare gli ingredienti velocemente: l’impasto deve risultare morbido e, in caso di necessità, aggiungete un po&#8217; di bevanda vegetale. Disponete l’impasto in una bacinella, copritelo con un canovaccio (cotone o lino) umido e mettetelo in un luogo fresco (in frigorifero se fa molto caldo) per mezz&#8217;ora. Stendete la pasta con un matterello e adagiatela in una teglia precedentemente oleata e infarinata, bucherellate il fondo e  infornate per 20 minuti a 180° in forno ventilato preriscaldato. Sfornate e fatela raffreddare adagiandola su una griglia per dolci.</p>
<h4>Per la farcitura</h4>
<p><em>Procedimento</em></p>
<p>Stendete la confettura sul fondo della frolla e distribuite in modo ordinato le fette di melone sopra. In una piccola pentola versate il kuzu sciolto in due cucchiai di acqua fredda, un pizzico di sale e il succo di mela; portate a bollore mescolando sempre e lasciate cuocere sino a che il kuzu non si sia addensato. Con un cucchiaino distribuite uno strato sottile di  kuzu sul melone, guarnite con qualche fogliolina di menta e servite.</p>
<p>*Suggerisco la confettura della marca Rigoni ma se la trovata di altre marche va benissimo purché senza zucchero, senza zuccheri aggiunti e senza edulcoranti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Immagine in evidenza Canva.com</p>
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		<item>
		<title>Il riso e l&#8217;acqua negata: sta succedendo nelle risaie della Lomellina</title>
		<link>https://elenaalquati.org/il-riso-e-lacqua-negata-sta-succedendo-nelle-risaie-della-lomellina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 06:46:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[#agricoltura;]]></category>
		<category><![CDATA[#CrisiIdrica;]]></category>
		<category><![CDATA[#Lomellina;]]></category>
		<category><![CDATA[#Ottobiano;]]></category>
		<category><![CDATA[#RisoItaliano:]]></category>
		<category><![CDATA[#sostenibilità;]]></category>
		<category><![CDATA[#ValoreallaTerra;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre i canali social istituzionali si riempiono di video celebrativi sul valore del "Made in Italy", sull'importanza dell'agricoltura e sulla purezza delle nostre risorse idriche, a pochi chilometri da Milano la realtà dei fatti racconta una storia completamente diversa. Una storia fatta di canali in secca, burocrazia opaca e scelte politiche che sembrano voler  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/il-riso-e-lacqua-negata-sta-succedendo-nelle-risaie-della-lomellina/">Il riso e l&#8217;acqua negata: sta succedendo nelle risaie della Lomellina</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-8 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-9 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-9"><p>Mentre i canali social istituzionali si riempiono di video celebrativi sul valore del <strong>&#8220;Made in Italy&#8221;</strong>, sull&#8217;importanza dell&#8217;agricoltura e sulla purezza delle nostre risorse idriche, a pochi chilometri da Milano la realtà dei fatti racconta una storia completamente diversa. Una storia fatta di canali in secca, burocrazia opaca e scelte politiche che sembrano voler punire proprio chi la terra la rispetta davvero. <strong>In Lomellina,</strong> cuore storico della risicoltura italiana, la gestione dell&#8217;acqua durante le stagioni irrigue è diventata un terreno di scontro silenzioso.</p>
<p>La propaganda racconta che la colpa è unicamente del cambiamento climatico mentre, sul campo, i coltivatori (del biologico?) si scontrano con una distribuzione delle quote idriche deviata alla fonte. Ecco cosa sta succedendo.</p>
<h2><strong>La &#8220;guerra dell&#8217;acqua&#8221; nelle risaie: perché la Lomellina resta all&#8217;asciutto?</strong></h2>
<p>La crisi idrica che colpisce i coltivatori di riso della Lomellina, in particolare nella zona di Ottobiano, non è solo una fatalità climatica come vogliono farci credere. Si tratta di un&#8217;emergenza strutturale e politica alimentata da tre fattori ben precisi:</p>
<ul>
<li><strong>La gerarchia geografica dei canali:</strong> La rete idrica che alimenta le risaie del Nord Italia è un sistema a cascata. Il Vercellese e il Novarese si trovano geograficamente a monte, vicini alle grandi fonti di prelievo. La Lomellina si trova invece all&#8217;estremità terminale di questa gigantesca rete. Quando la portata dei fiumi crolla, l&#8217;acqua viene quasi interamente assorbita dai comprensori piemontesi. I canali secondari che scendono verso Ottobiano si svuotano progressivamente, lasciando i campi lombardi a secco.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>I furti di privilegio:</strong> Nei periodi di massima secca, la scarsità d&#8217;acqua esaspera le tensioni sui confini regionali. Il forte contrasto tra i <strong>diritti storici di prelievo</strong> e i <strong>bisogni attuali </strong>genera quelli che le associazioni di categoria denunciano come veri e propri &#8220;furti di privilegio&#8221;. Chi si trova in una posizione di vantaggio idrico tende a difendere i propri flussi a scapito delle aree svantaggiate, <strong>rendendo la distribuzione della risorsa profondamente iniqua</strong> e privando le aziende agricole di <strong>Ottobiano</strong> dell&#8217;acqua per cui hanno regolarmente pagato.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>L&#8217;inefficacia dei tavoli tecnici:</strong> Per gestire le emergenze, le autorità attivano tavoli tecnici e cabine di regia con l&#8217;obiettivo di stabilire turnazioni idriche e garantire una spartizione equa. Spesso, però, queste decisioni arrivano in ritardo o si scontrano con l&#8217;impossibilità di controllare capillarmente ogni chilometro di canale. Le turnazioni forzate si traducono così in un paradosso: per salvare i raccolti posizionati a monte, si decide di sacrificare quelli a valle, condannando la Lomellina a turni di secca insostenibili.</li>
</ul>
<h2><strong>I numeri del disastro: cosa c&#8217;è in gioco in Lomellina</strong></h2>
<p>La disperazione dei risicoltori non è solo emotiva, ma è dettata da cifre drammatiche che rischiano di far saltare l&#8217;intera economia agricola locale:</p>
<ul>
<li><strong>Il deficit idrico strutturale:</strong> Secondo i dati ufficiali di comparto raccolti dai portali di settore come <a href="https://www.risoitaliano.eu/crisi-idrica-al-36/">RisoItaliano</a>, la rete irrigua soffre di un <strong>deficit idrico complessivo di circa il 36%</strong> rispetto alle medie storiche. Una carenza che si aggrava di giorno in giorno man mano che le temperature estive aumentano. [1]</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Picchi di perdita record proprio a Ottobiano:</strong> Le analisi storiche e satellitari condotte dall&#8217;Ente Nazionale Risi in contesti di forte siccità estiva indicano che l&#8217;area della bassa Lomellina (in particolare i comuni di <strong>Ottobiano, Zeme, San Giorgio e Mortara</strong>) è sistematicamente la più colpita, registrando <strong>perdite secche tra il 22% e il 24% dell&#8217;intera produzione locale</strong>. [2]</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Campi abbandonati per salvare il salvabile:</strong> La scarsità d&#8217;acqua costringe i risicoltori a compiere scelte strazianti: <strong>abbandonare completamente i campi più distanti</strong> e marginali (lasciandoli bruciare dal sole) per convogliare l&#8217;esigua acqua rimasta solo su poche parcelle vicine alle bocchette di prelievo, nel disperato tentativo di salvare almeno una minima percentuale del raccolto di settembre. [3]</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Un danno economico insostenibile:</strong> A livello provinciale, <a href="https://www.instagram.com/p/DVya31Oic98/">Coldiretti Pavia</a> e le altre sigle sindacali stimano che le perdite di produzione nei campi di riso non equamente irrigati possano <strong>sfiorare picchi del 40%</strong>, il tutto mentre i produttori devono continuare a pagare i costi fissi delle tessere irrigue e delle materie prime. [4]</li>
</ul>
<h2><strong>La nascita dei comitati e la mobilitazione</strong></h2>
<p>I risicoltori di Ottobiano e dei comuni limitrofi non intendono assistere in silenzio alla morte delle loro aziende. La nascita dei comitati spontanei e il coinvolgimento dei media regionali e televisivi servono a portare alla luce una verità scomoda: gli agricoltori della Lomellina <strong>stanno pagando per un servizio di erogazione idrica che di fatto non ricevono</strong>, a causa dei prelievi selvaggi e della gestione sbilanciata a favore dei comprensori piemontesi. [5, 6]
[1] <a href="https://www.risoitaliano.eu/crisi-idrica-al-36/">https://www.risoitaliano.eu</a></p>
<p>[2] <a href="http://www.enterisi.it/upload/enterisi/gestionedocumentale/Risicoltore09-2022_784_102055.pdf">https://www.enterisi.it</a></p>
<p>[3] <a href="https://www.youtube.com/watch?v=b-TI7eegK50&amp;t=42">https://www.youtube.com</a></p>
<p>[4] <a href="https://www.ilgiorno.it/pavia/cronaca/siccit-riso-7715166d">https://www.ilgiorno.it</a></p>
<p>[5] <a href="https://www.ilgiorno.it/cronaca/siccita-fiumi-agricoltura-r8b5cnht">https://www.ilgiorno.it</a></p>
<p>[6] <a href="https://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2026/07/02/news/risaie_e_guerra_per_l_acqua_siccita_e_furti_tra_concorrenti-15678215/">https://laprovinciapavese.gelocal.it</a></p>
</div><div class="fusion-text fusion-text-10"><p><strong>Immagine di copertina:</strong> Campo di riso Ottobiano fornita da Alberto Fusar Imperatore</p>
</div><iframe src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F3855944071211899%2F&show_text=true&width=560&t=0" width="560" height="429" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen="true" allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share" allowFullScreen="true"></iframe><div class="fusion-text fusion-text-11"><p>Azienda Agricola Il Sole Ottobiano</p>
</div><div class="fusion-text fusion-text-12"><p><strong>Questo video è dello scorso anno ma niente si è fatto. Il problema è sistematico.</strong></p>
</div><div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:350px;"><div class="video-shortcode"><div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:58.33%;" ><iframe title="YouTube video player 3" src="https://www.youtube.com/embed/b-TI7eegK50?wmode=transparent&autoplay=0" width="600" height="350" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe></div></div></div></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/il-riso-e-lacqua-negata-sta-succedendo-nelle-risaie-della-lomellina/">Il riso e l&#8217;acqua negata: sta succedendo nelle risaie della Lomellina</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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		<title>L&#8217;albicocco: il melo d&#8217;Armenia</title>
		<link>https://elenaalquati.org/albicocco-un-albero-dal-frutto-precoce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Alquati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 05:30:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[#albicocche;]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Spontaneo nell’Asia centrale, l’albicocco è coltivato in Cina da oltre 4000 anni. È una pianta che si adatta a qualsiasi terreno, benché prediliga posizioni soleggiate. La produzione dei frutti è normalmente abbondante e la pianta non richiede particolari cure. Della pianta si utilizzano sia i frutti sia i semi, raccolti durante l’estate al raggiungimento della  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenaalquati.org/albicocco-un-albero-dal-frutto-precoce/">L&#8217;albicocco: il melo d&#8217;Armenia</a> proviene da <a href="https://elenaalquati.org">Elena Alquati</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Spontaneo nell’Asia centrale, l’albicocco è coltivato in Cina da oltre 4000 anni. È una pianta che si adatta a qualsiasi terreno, benché prediliga posizioni soleggiate. La produzione dei frutti è normalmente abbondante e la pianta non richiede particolari cure. Della pianta si utilizzano sia i frutti sia i semi, raccolti durante l’estate al raggiungimento della maturazione. Ma ci sono ancora tante cose da sapere…</p>
<h2>Conservazione</h2>
<p>I frutti possono essere trasformati e conservati in sciroppo, marmellata o essiccati. I semi, dopo essere stati ben essiccati, possono essere conservati, interi o sgusciati, in un barattolo.</p>
<h2>Un cammino che parte dall’Oriente</h2>
<p>L’albicocco è originario dell’Asia, per alcuni delle regioni centrali, secondo altri della Cina. La coltivazione su larga scala non cominciò prima del 300 a.C. e dalla Cina, grazie ai mercanti con le loro carovane, l’albicocco si diffuse poi nel Medio Oriente e in seguito nei paesi del bacino del Mediterraneo. Per questa diffusione nelle nostre terre bisogna ringraziare Alessandro Magno che, grazie ai suoi viaggi alla conquista di nuovi territori, fece conoscere in Occidente diverse varietà di piante fino allora ignote. L’albicocco, tuttavia, fino al XVIII secolo non ebbe una reale diffusione in Europa e in America.</p>
<h2>Il melo d&#8217;Armenia</h2>
<p>Il nome dell’albicocco ha una lunga storia che sembra avere origine dall’arabo al-barquq, che a sua volta deriva dal latino praecoquus, che significa “frutto precoce”. I romani, in realtà, avevano chiamato la pianta Armeniacum malum, cioè “melo d’Armenia”; in botanica, il nome indica la specie nel suo insieme: Prunus armeniaca L.</p>
<h2>Consumiamole fresche</h2>
<p>Le albicocche sono facilmente deteriorabili e le proprietà salutari in esse contenute possono essere meglio preservate se i frutti sono seccati al sole in modo naturale. In caso contrario è molto meglio mangiarle entro breve tempo, evitando di conservarle in frigorifero. La buccia deve essere ben lavata e strofinata con un panno in quanto l’albicocca è un frutto che tende a trattenere maggiormente i fitofarmaci impiegati nella coltivazione. Per la preparazione di marmellate, gelatine e succhi si consiglia di utilizzare albicocche ben mature.</p>
<h2>Le proprietà delle albicocche</h2>
<h3>Azione</h3>
<p>L’albicocca, per il suo sapore prevalentemente aspro, determina la capacità di promuovere la produzione di liquidi organici con azione umidificante su Polmone e Intestino. A livello del Polmone, l’albicocca compie anche un’azione calmante sulla tosse ed è antidispnea. Questo frutto si è dimostrato particolarmente utile durante i trattamenti chemioterapici per le sue proprietà umidificanti, disintossicanti ed evacuanti.</p>
<h3>Indicazioni</h3>
<p>L’albicocca è indicata per la tosse secca, il calore e la secchezza del polmone (tosse con eventuale espettorato giallo o verde); asma, dispnea (ancora più indicati i semi di albicocca); stipsi, in particolare dell’anziano e post-parto; in corso di chemioterapia.</p>
<h3>Controindicazioni</h3>
<p>Si sconsiglia il consumo dell’albicocca in presenza di diarrea o in chi ne soffre abitualmente. Un eccessivo consumo di albicocche può generare calore e umidità (es. diarrea fetida).</p>
<h3>Aspetti biomedici</h3>
<p>L’albicocca è molto ricca di potassio e carotene. È mineralizzante per il suo contenuto in magnesio, fosforo e ferro; antianemica, polivitaminica (A, B, C, PP), lassativa, con buon effetto protettivo sulla pelle.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h4>Fonte e approfondimenti:</h4>
<ul>
<li>Dietetica Cinese – Sotte, Muccioli e altri – editrice CEA</li>
<li>Cent’erba – Nardini editori</li>
</ul>
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